Il Porto Turistico di Manfredonia
tra sviluppo e contestazioni
Il 16 marzo 2013 Manfredonia, previo imprevisti, inaugurerà il suo Porto Turistico. Una nuova monumentale “opera” per la nostra città, catalizzatrice di importanti iniziative strutturali a beneficio dello sviluppo commerciale, industriale, turistico. Se facessimo un bilancio di tutte le risorse economiche pubbliche beneficiate dalla nostra città negli ultimi decenni dovremmo scrivere una cifra iperbolica, da capogiro. Nonostante tutto, la nostra, rimane la città dalle opportunità perse. Le aspettative riposte nelle importanti operazioni sviluppate sul nostro territorio sono state tutte sempre disattese. A partire dal Petrolchimico Anic (nel territorio di Monte Sant’Angelo) che a distanza di 40 anni ci ha lasciato (a pochi metri dalla nostra città e nel nostro mare, però) solo rottami ed un cimitero di sostanze altamente tossiche e nocive seppellite nei terreni della piana di Macchia. Di questo dobbiamo ringraziare gli “uomini politici” di Manfredonia che, per non avere problemi di partito, sbandierando il cigno di Legambiente ed altri simboli di organizzazioni a tutela dell’ambiente, hanno dato il loro consenso. Un porto industriale con nastri mai collaudati assiste da troppi anni inerme alle nostre albe e tramonti mozzafiato. Un contratto d’area che a distanza di 12 anni attende ancora di poter completare i servizi più essenziali alle aziende che contro tutto e tutti ancora insistono in quell’area, che tanta speranza ha dato ai giovani prima assunti e poi messi alla porta. Un mercato ittico che non riesce a dare quel plus importante al settore della pesca. Oggi un nuovo porto turistico per dare impulso allo sviluppo del nostro turismo. Il paradosso è che, nonostante gli esiti spesso fallimentari di tali fiabesche iniziative, i cittadini hanno sempre dato uno straordinario consenso elettorale a chi ne era promotore. Fatta salva qualche piccola sommossa cittadina (la più importante quella della Deep Sea Carrier), la nostra città ha sempre accettato in silenzio il suo triste destino, non ha mai manifestato energicamente e massicciamente il proprio dissenso. La storia si ripete con il nuovo porto turistico? Un’opera importante che la città ha conosciuto solo pochi mesi fa. Colpa della stampa troppo orientata che non voleva far sapere per non dare fastidio, colpa di quelle associazioni di tutela (non sappiamo bene di cosa), che non sono state capaci di informare la città. Oggi, e solo oggi, dopo 40 anni di progetti su questo porto turistico si grida “Vergogna” perché si andrà a cementificare un importante scorcio di scogliera? A gestire il porto turistico “Marina del Gargano” è la GESPO srl che vede come soci principali la Mucafer, Rotice, la famiglia Di Tullo (Golmar Rodit), Moteroc srl (impresa di Apricena con esperienza nel campo della lavorazione e fornitura di blocchi di pietra) e Sdanga Costruzioni. Questi i soci che rappresentano l’85% del capitale sociale, fino ad oggi di due milioni di euro ma che a breve subirà un adeguamento nella sottoscrizione in aumento per portarlo a € 14.100.000,00 per rispettare uno dei requisiti previsti dal contratto d’area. 63 le assunzioni da compiere nel termine di 12 mesi decorrente dall’entrata a regime dell’iniziativa imprenditoriale. Dette assunzioni potranno subire una riduzione compresa tra il 30 e il 50%. La GESPO avrà in concessione l’area portuale fino al 2056 e dal 2007 paga una concessione demaniale alla Regione Puglia di € 450.000,00 annui. Alla data della conclusione della concessione raggiungerà una cifra pari all’intero investimento fatto nel Contratto d’area di Manfredonia. Quindi a conti fatti, il contributo a fondo perduto ottenuto dalla GESPO sarà pari all’importo che la stessa società verserà per la sola concessione dell’area di demanio pubblico. La questione più importante, tra le tante, sarà la necessità della buona gestione della struttura portuale poiché questo richiederà competenza, esperienza e molta professionalità. In Italia esistono solo altri 5 porti al livello di quello che sarà realizzato a Manfredonia. Non sono molti i territori che hanno la fortuna di poter realizzare tali opere grazie anche al coraggio di impavidi imprenditori locali (che spesso insultiamo palazzinari) che hanno messo in gioco somme davvero importanti ed un’impresa può avere o non avere successo. Opera voluta da tutte le forze politiche capaci sì di attingere importanti somme pubbliche ma assolutamente incapaci di coordinarsi e programmare una seria pianificazione strategica del territorio. Il piano regolatore portuale giace congelato in una delibera comunale dello scorso 14 gennaio 2009. A questo punto crediamo che le polemiche non servano assolutamente più a nulla se non per raccontare un po’ di storia. Il dado è tratto il nuovo porto ci sarà e dobbiamo dargli fiducia e non combatterlo poiché è anche cosa nostra, farà parte della nostra città. La sua vitalità, il suo successo è anche legato alla micro imprenditoria che dovrà gestire le iniziative commerciali e di animazione per raccogliere la gente del posto ed i grandi amanti della nautica. Il successo di questo porto gioverebbe a tutti, non ci conviene remare contro, andremmo contro noi stessi. Manfredonia sarà tanto più appetibile dai diportisti se saremo capaci di darle lustro accogliendoli con servizi adeguati ed efficienti. Rimane il solo rammarico del fatto che i progettisti non abbiano integrato l’opera moderna con l’ambiente già esistente, salvaguardandolo.
Qualcuno dirà: “ma sono solo pietre, nient’altro che scogli” si è vero, ma sono i nostri amati scogli.
Raffaele di Sabato





















Ma quale porto turistico, ma chi volete che venga a Manfredonia?
Manfredonia non offre niente, e il lavoro? Quale lavoro darà ai
giovani, ah dimenticavo le commesse dei saloni di bellezza
che pulluleranno di dame anche i mesi invernali. Quell’opera è solo una grande porcheria.
Piuttosto nessuno risponde ad una domanda, visto anche un pòò quello che è successo in liguria. Le aree dei capannoni di chi sono? Che si costruirà li? Non ho mai creduto nella impavidità
degli imprenditori sipontini, a mio umile parere il porto è il pretesto per edificare tutta la zona che attualmente è occupata dai capannoni. Gli effetti sul mare saranno molto peggio di quelli verificatesi con la barrierea francifluffi che ha trasformato il litorale sud di Manfredonia in una autentica PORCHERIA, che inquinerà e detuperà mare e natura per sempre. Altro che inaugurazioni in pompa magna, sarà la rovina di Manfredonia
e di chi la voluta.
A proposito de il “PORTO TURISTICO”
C’è un piccolo sito letto da migliaia e migliaia di visitatori
è davvero molto interessante:
http://spazio.libero.it/Oltraggioallanatura/
A parte alcuni ” distinguo “,sembra che ci si sia passata una specie di parola d’ordine che va’ da sinistra a destra, neanche passando per il centro.Almeno politicamente sembra che ci sia un fronte unico e questo ci sta’ bene,almeno se’ ” EVENTUALMENTE ” le cose dovessero andare nel senso non programmato nessuno di loro potra’ dare la colpa alla gente del posto e alle loro maledizioni.Mi rendo sempre piu’ conto che …tutti sapevano ,solo che si aspettava il momento opportuno per buttare fuori l’inizio lavori.Ora come ora c’e’ ben poco da fare da quello che tutti hanno ben capito. Auguro a tutti che le cose vadano davvero bene e che realmente questa sia una buona opportunita’ di lavoro per tanti giovani ,in tal modo da non vedere piu’ tante famiglie spaccate dalla crisi occupazionale esistente da sempre nel nostro territorio e sempre pronti con le valigie in mano e partire per chissa’ quale paradiso economico o sogno americano ! Avendo vissuto come tanti della mia generazione,il caso Enichem e di tutti i danni a persone ,territorio e cose ….e’ chiaro che la diffidenza non basta mai,avendo visto parenti e amici lasciare per malattie questo mondo prima del naturale ciclo di vita e di affetti cari!!!Certamente il porticciuolo dei Germani, non e’ la stessa cosa e non produrra’ lo stesso inquinamento…pero’ ugualmente sono diffidente e preoccupato per lo sbilanciamento di tutto il settore che va’ dal turismo alla pesca e di cosa potra’ procurare alla restante costa a sud verso Siponto ?????! A questo punto credo sia d’obbligo raccomandarsi al Signore per il futuro dei nostri e vostri figli,nipoti , parenti etc.etc.
Tanti ma tanti cittadini sperano nel totale fallimento del porto, ci avete tolto un tratto meraviglioso e naturalistico della città, non spenderò mai un centesimo in quel posto, e come me la pensa tanta gente.