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Un progetto che nasce 40 anni fa

1 commento
Un progetto che nasce 40 anni fa

Proseguono alacremente i lavori per la realizzazione del tanto “agognato” porto turistico, che utilizza parte dei fondi destinati al “Terzo protocollo aggiuntivo del Contratto d’Area”, Manfredonia, Monte Sant’Angelo, Mattinata. Costo complessivo dell’opera: circa 50 milioni di euro di cui, il 19,5% a carico dello Stato, ovvero dei contribuenti e l’80,5% a carico della Gespo srl, costituita da alcuni imprenditori locali incaricati di realizzare la “Marina del Gargano”. Superficie da impiegare: 273.845 mq.,110mila a terra e 165mila in acqua. Previsti: 658 posti barca da 10 a 50 mt., 900 posti auto (sulla carta ndr), spazi eventi, ristoranti, locali commerciali, verde attrezzato , servizi vari, elisuperficie e chi più ne ha più ne metta. Questa, in sintesi, l’opera “faraonica” che si sta portando a termine a ridosso del molo di ponente, a pochi metri dal Villaggio dei Pescatori, luogo dove, recentemente, hanno sistemato delle barriere (dicono per ridurre la erosione della spiaggia ndr), ma che hanno creato, invece, un danno irreversibile alla stessa. Anche se dette notizie sono già di dominio pubblico, non fa male ricordarle a noi stessi. In particolare ai politici che hanno amministrato la nostra città per tre lustri (Contratti d’Area docet, “repetita iuvant” ndr). Ma vieppiù ai tanti cittadini ed associazioni varie, che fino a ieri hanno comodamente fatto la “siesta” e che oggi, a cose fatte, desti dal lungo letargo, gridano allo scandalo, “no alla cementificazione della costa” e cose varie. Dopo questa breve digressione, per memoria storica desideriamo ricordare a costoro che il caso “porto turistico” è nato già quarant’anni fa. Ci risulta, infatti, ed i documenti in nostro possesso lo dimostrano, che negli anni ‘70 la Camera di Commercio di Foggia aveva dato mandato a liberi professionisti di redigere un progetto per la realizzazione del porto turistico a ridosso del molo di ponente. Con nota del 14.10.1971, prot. n. 024560, infatti, la stessa richiedeva alla locale Capitaneria di Porto la concessione delle aree demaniali marittime e dello specchio acqueo necessari per la realizzazione del porto turistico, per un periodo di 50 anni. Costo dell’opera: 1.500.000.000 di lire. L’ubicazione prescelta era motivata anche dalla vicinanza dei servizi e delle strutture alberghiere di Siponto e Manfredonia. (Oggi ridotta ad una sola unità ndr). Il progetto di quel porto turistico non differiva in maniera sostanziale dall’attuale. Su quell’elaborato si espressero favorevolmente la Capitaneria di Porto, il Comune di Manfredonia, la Circoscrizione Doganale di Bari e la Sovrintendenza ai Monumenti e Gallerie della Puglia. La Sezione Urbanistica del Provveditorato Regionale alle OO. PP. per la Puglia, invece, osservò che detto porto turistico, (allora), non era previsto nel PRG, già approvato. La stessa Sezione, faceva presente, inoltre, che il Piano Generale dei Porti già prevedeva, a monte di Manfredonia la realizzazione di un porto (già in fase di costruzione), al servizio dell’area di sviluppo industriale della Provincia di Foggia. L’Ufficio del Genio Civile per le OO. MM. di Bari, dal suo canto, esprimeva parere negativo adducendo motivazioni di ordine tecnico, di cui riportiamo i punti salienti: “L’imboccatura dello scalo da realizzare, peraltro di dimensioni eccessive in relazione ai natanti che frequenteranno lo scalo stesso, è aperta a flutti di largo che, anche se non direttamente ma per espansione, potranno entrare nello specchio acqueo portuale pregiuidicando la sicurezza delle imbarcazioni da diporto ivi ormeggiate, le quali, per il loro modesto tonnellaggio, risentono, come è noto, del moto ondoso anche se di lieve entità. Si ritiene opportuno proteggere meglio l’imboccatura del costruendo scalo realizzando un idoneo avamposto”. A questi vanno ad aggiungersi altri, non meno importanti rilievi segnalati dal suddetto Ente che, per ragioni di spazio, non riportiamo. Non ultimo, il parere espresso dall’apposita Commissione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici che, con nota del 12.07.72, prot. n. 889, facendo proprie le osservazioni dell’Ufficio del Genio Civile, concordando, altresì che: “…la struttura delle opere foranee, previste a parete verticale, in fondali inferiori alla massima altezza d’onda del paraggio, provocando il frangente invece di onde stazionarie, verrebbe ad essere sensibilmente sollecitato dal moto ondoso, tanto da provocarne il dissesto”, ritenendo, pertanto, detto progetto non meritevole di approvazione. Ma l’idea di realizzare il porto turistico in quel sito diventava un punto fermo per taluni personaggi politici (interessati). Siamo verso la fine degli anni ’80. Il progetto veniva inserito nella prima stesura del P.R.G. redatto dall’arch. Mauro Ricchetti, poi revocato. Riproposto nel 1988, nella relazione programmatica, alla voce “porto turistico”, lo stesso arch. Ricchetti, suggeriva di spostarlo all’interno del porto foraneo, al fine di sfruttare le protezioni già esistenti. Per non parlare dei costi. Nel primo caso, infatti, per realizzare la sola diga si spendevano ben 7 miliardi di lire. Nel secondo, invece, poco più di 1 miliardo, costo complessivo per 350/400 imbarcazioni. Inoltre egli suggeriva di abbattere l’intera cancellata che separa la città dal mare, liberando una grande area esistente ed un lungomare già pronto per essere vissuto giorno per giorno, tutto l’anno dai manfredoniani e durante il periodo estivo dai turisti. I pescherecci, invece, potevano trovare sistemazione all’esterno dei pontili della marina. Bella e pittoresca la convivenza tra turismo e pesca, già praticata all’estero con risultati più che lusinghieri. I pescherecci diventano così elemento di folclore oltre che di lavoro creando uno straordinario connubio tra la città, il lavoro ed il turismo. Inutile aggiungere che questi sani suggerimenti non sono mai stati presi in considerazione. “Ai posteri l’ardua sentenza”.

Matteo di Sabato

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  1. no ai politici dice:

    Agognato? da chi?
    da chi si farà una montagna di soldi?
    no certo dalla gente, vai sulla scogliera e dillo ad alta voche che quel porto lo vuole la città!
    sicuramente non hai il coraggio perchè sai benissimo le conseguenze.

    nessuno ha protestato prima?

    leggi quest’articolo, e informati prima di scrivere:
    http://www.manfredonianews.it/2010/07/26/%e2%80%9cnoi-c%e2%80%99eravamo-e-ci-siamo-ancora%e2%80%9d/
    cordiali saluti

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