Manfredonia e NOI
Puntando su piccole cose, fino ad oggi ho usato questo spazio per sottolineare atti che noi cittadini potremmo fare per rendere la nostra città più bella, più pulita e più curata. In questo numero invece mi piace portare alla luce un gesto di civiltà che non tutti conoscono e che merita di essere messo in evidenza. In località Acqua di Cristo, tra il muro di cinta di Marina Cala delle Sirene e la nave che da qualche anno è approdata sugli scogli proprio accanto alla sorgente, c’è un piccolo tratto di scogliera che è stato “adottato” da un gruppo di giovanili pensionati. I signori in questione frequentano assiduamente questo “lido” durante l’estate, e fin qui niente di strano. La cosa bella è che non solo si occupano della pulizia del posto dalle “gozzoviglie notturne” dei ragazzi e dalle erbacce, ma hanno decorato il muro che la costeggia con dei graffiti di palme e fichi d’india, hanno fatto richiesta al comune di una rastrelliera per le bici, ottenendola, e poi hanno piantato e curano un fico d’india vero e proprio al centro della “spiaggia”. Il “lido” è un punto di ritrovo, si fa il bagno in un’acqua limpidissima, si stringono amicizie, si chiacchiera…ma si organizzano anche feste con tanto di barbecue, insalata di riso, anguria e crostate. Tutto questo ha un nome, quello che i padrini della spiaggia hanno scelto: “L’isola che non c’è”. E in effetti a Manfredonia non c’è nessun posto, tranne questo, adottato e trattato bene come questo pezzo di scogliera. Ai signori de “L’isola che non c’è” un grande plauso e un grazie di cuore. E che il loro comportamento sia modello per gli altri.
Maniè



















