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Una rete di interventi per contrastare la povertà

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Una rete di interventi per contrastare la povertà

In aumento le richieste di sussidi da parte di famiglie o singoli in condizione di fragilità

La povertà è un fenomeno multidimensionale e complesso, le cui forme classiche e più eclatanti, oggi si nascondono e si stemperano in eventi di ‘normale disagio’, che minano sottilmente la capacità delle famiglie e delle persone di reagire alle difficoltà della vita, rendendole sempre più fragili. Nel nostro territorio la condizione di fragilità delle famiglie e dei singoli si evidenzia nelle aumentate richieste al servizio pubblico: 715 domande presentate, un centinaio in più rispetto allo scorso anno; in particolare, 224 le domande da parte di anziani e disabili, e 491 da parte di adulti e famiglie con minori.
Non è stato facile istruire un tale numero di domande; i Servizi Sociali del Comune di Manfredonia lo hanno fatto considerando principalmente due aspetti: l’assenza di reddito e l’effettivo grave disagio. Di fronte al notevole numero di richieste, è stata data, pertanto, priorità a: malattie gravi e invalidanti; eventi straordinari che hanno sconvolto l’equilibrio familiare, come la perdita del lavoro in assenza di ammortizzatori sociali o uno sfratto; genitori soli con minori a carico e senza reddito (vedove, separate o divorziate, ragazze madri); persone sole ed emarginate senza reddito.
Quest’anno il 40% delle domande ha riguardato coniugi con minori a carico in condizione di fragilità sociale; il 30% ha interessato soggetti colpiti da gravi patologie invalidanti, che hanno compromesso la stabilità familiare. Un altro 20% concerneva, invece, eventi straordinari ed eccezionali che avevano stravolto l’equilibrio familiare. E poi, ancora, genitori soli con figli minori, privi di reddito e senza rete parentale e persone e nuclei da accompagnare in percorsi di inclusione e integrazione sociale.
I risultati, stati portati all’attenzione della Consulta degli Anziani e della Commissione Servizi Sociali, hanno visto 489 domande ammesse e 226 respinte; la somma impegnata per far fronte a queste situazioni di povertà è stata, complessivamente, poco superiore a 125.000 euro.
Questo è solo una maglia della rete di interventi predisposti dal Comune di Manfredonia per andare incontro a situazioni di povertà: per l’affitto di casa, oltre al contributo regionale, c’è un contributo del 75% sulla spesa, a cui si aggiungono 110mila euro di premialità, la più alta della Capitanata; senza contare i servizi domiciliari come l’ADI, il telesoccorso, l’assegno di cura, il sostegno per le famiglie numerose…
“L’impegno dell’Ufficio ‘Servizi sociali’ punta a dare autonomia e a far emergere tutte le energie possibili dalle persone interessate e dalla rete parentale: nessun problema può essere risolto dall’Ufficio senza la collaborazione, l’impegno e il coinvolgimento dei soggetti coinvolti e delle rispettive famiglie”, sostiene l’assessore alle Politiche Sociali Paolo Cascavilla.
L’intervento dell’Ufficio si inserisce, infatti, in un progetto concordato con gli utenti.
“È legittimo, quindi, che l’operatore sociale, qualora lo ritenga necessario, chieda di cambiare lo stile di vita: non si può chiedere il contributo per spese mediche e poi continuare a fumare, o fare colazione al bar, o usare l’auto per qualsiasi spostamento urbano”, continua l’assessore.
“I soldi amministrati dai Servizi Sociali provengono dai cittadini contribuenti, anche da gente che fa sacrifici per arrivare a fine mese, e non chiede mai alcun sussidio”, afferma il sindaco Riccardi.
I contributi straordinari disposti dal Comune non costituiscono un diritto acquisito, non assumono la forma di beneficenza pubblica da elargire in determinate occasioni dell’anno, ma vengono incontro a situazioni di grave emergenza, che cambiano di anno in anno.

Ufficio Stampa e Comunicazione – Comune di Manfredonia

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