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Il Conforto

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“A volte sembra che a far politica siano i giornalisti ma, a volte, sembra che i politici facciano i giornalisti seguendo ciò che in quel giorno fa più notizia. Compito della politica è, invece, far leggi.” Non avrebbe potuto usare parole migliori Enrico Mentana, aprendo qualche giorno fa il suo Tg della sera, per indicare quell’interessamento ad orologeria manifestato da numerosi politici in situazioni analoghe a quelle recenti che hanno visto protagonista dj Fabo. L’evidente riprovazione, sentita dai più, è suffragata dalla mancata capacità del mondo politico di affrontare, con maturità e decisione, tematiche, come l’eutanasia, che dividono un’opinione pubblica, quale quella italiana, a volte laicista piuttosto che laica e intrisa di un sentire cattolico ancora molto forte. Aprire una discussione a riguardo inevitabilmente porterà una spaccatura nel paese ma se questo sarà funzionale per affrontare con concretezza simili problematiche ben venga tale sana scissione. Glissare la cosa dopo essersi accodati alla pubblica condoglianza non è infatti conveniente per i politici, distanti così facendo sempre più dalla realtà, oltre che per coloro che vivono in prima persona il dramma di queste situazioni. In attesa di cambiamenti sostanziali a riguardo le istituzioni possono, attraverso la macchina del Welfare, sostenere concretamente persone afflitte dalle più varie malattie e limitazioni nella di loro giusta ricerca della felicità, del benessere. Nella nostra realtà locale, ad esempio, molti malati di SLA; SMA; distrofia di Duchenne attendono da mesi fattive risposte in merito ad un progetto, “SAVE AT HOME PUGLIA”, che era stato inserito nel programma di governo dal candidato poi presidente della regione Emiliano, grazie soprattutto alle tenaci sollecitazioni di Savino Romagnuolo, vice-presidente dell’associazione “Viva la Vita onlus”. Un’iniziativa questa, già realtà in Sardegna, che permetterebbe la cura dei malati a domicilio; l’impiego di nuove professionalità; risparmio per il servizio sanitario ma soprattutto una piccola ma significativa porzione di felicità, di benessere per soggetti afflitti da gravi patologie neurodegenerative. Se la compassione, il patire insieme, è nei fatti pressoché impossibile al di fuori della sfera intima del malato, tutti e in primo luogo la classe politica possono dare conforto, rendere forte qualcuno, nel senso latino del termine, muovendosi a riguardo e favorendo tali misure. Altrimenti la loro vicinanza a chi soffre non può che essere derubricata nella categoria dell’ipocrisia a scopo elettorale. Tale reato morale porta molti di loro ad imbarcare, specie in periodi di campagna politica, locale e nazionale, le più svariate minoranze, disabili; precari; in parte ancora le donne e fino alla realizzazione della Legge Cirinnà anche gli omosessuali, per avere poi forti maggioranze nelle aule consiliari a loro sostegno. Non mostrando così, specie per chi soffre nella malattia, pietas, quell’autentico sentimento di rispetto e di amore per il prossimo ma solo uno sterile pietismo.

Domenico Antonio Capone

Redazione R.

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News · Piazza Duomo

Commenti

  • Perché i politici nostrani dovrebbero affrontare problemi così importanti e spinosi col rischio di non essere più eletti? Difatti c’è un condannato interdetto dai pubblici uffici, con sentenza passata in giudicato, che da diversi mesi continua a fare il politico, senza che i suoi pari ed uguali prendano decisioni sul caso, ed il tipo continua ad intascare diverse migliaia di euro al mese, alla faccia di tutte le persone per bene che vivono, anche se in estrema povertà, dignitosamente. Allora di cosa parliamo? Di gente che sta rovinando l’Italia? E’ questa la politica? Io direi proprio di NO! Che vergogna e povero paese




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    Pasquino 11 marzo 2017 alle 22:29 Rispondi

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