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Subappennino Dauno: Turismo a rischio troppe uccisioni di animali

Bovino, Sant’Agata di Puglia Candela, nel giro di pochi giorni allarme dal Coordinamento regionale di Protezione Animali-Foggia dopo le numerose segnalazioni da parte di cittadini di cani di quartiere avvelenati ed altri scomparsi improvvisamente in diversi paesi.

Il randagismo è una piaga e nonostante ci siano una legge nazionale, la 281/91 e una regionale, la 12/95 che stabiliscono gli obblighi delle istituzioni, queste continuano in diverse realtà ad essere inadempienti rispetto a quanto previsto. Mancano i canili sanitari, non in tutti i paesi si sterilizzano i randagi e il problema si risolve con gli avvelenamenti da parte di cittadini intolleranti che restano quasi sempre impuniti.

L’uccisione degli animali oltre ad essere reato è un forte deterrente per il turismo che predilige invece, luoghi dove gli animali sono tutelati e rispettati, randagi compresi. Oggi sono 60 milioni gli animali nelle case degli italiani e anche chi non è animalista ha una particolare sensibilità verso di loro. Pertanto non vanno sottovalutati i rischi del danno di immagine per la città, in cui si incorre commettendo simili gesti.

Il Coordinamento di Protezione Animali, già lo scorso luglio in occasione dello sbarco di Goletta Verde a Vieste ha fatto richiesta per l’inserimento tra i criteri di valutazione per l’assegnazione delle “vele”, di un parametro che prestasse attenzione al rispetto e all’accoglienza degli animali. Stessa richiesta è stata fatta ad altri soggetti certificatori.

Il rispetto per gli animali, oltre ad essere un obbligo di legge è il miglior bigliettino da visita per chi aspira a diventare meta di turismo.
(nella foto Bianca, la cagnolina di quartiere di S Agata di Puglia trovata morta)

 

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