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Un Parco ideale o un’idea di Parco?

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Lunedì sera come tanti ho visto il servizio realizzato da Report sulla gestione dei parchi nazionali e, come tanti, sono rimasto scioccato dalla descrizione del nostro Parco nazionale del Gargano provando vero schifo; rabbia; invidia. Schifo per l’atteggiamento camorristico di alcuni abusivisti regolari. Rabbia per la gestione senza progettualità alcuna dell’ente, descritto come un buco nero pronto solo a drenare fondi senza nulla restituire. Invidia per quanto quello delle Cinque Terre possa invece offrire. Avevo tra le mani il classico materiale per scrivere un duro articolo di accusa per intenderci. Poi però mi sono ricordato che compito primo di chi fa informazione, su qualsiasi testata, su qualunque portale, sia quello di informarsi; di osservare se possibile di persona quanto descritto; di documentarsi ricorrendo a fonti diverse, espressione di punti di vista differenti. Non sono di natura un reazionario dell’informazione ma non mi reputo neppure un acritico rivoluzionario pronto ad alimentare con il proprio scrivere, quasi per cupio dissolvi, fuochi divampati da altri; fuochi che se non ben controllati rischiano di bruciare tanto la dura gramigna quanto il tenero grano. Non facendo reportage di professione mi limiterò quindi ad analizzare quello fatto da Report. Che nel nostro Parco vi siamo delle mancanze è evidente. Che nel nostro territorio l’abusivismo sia un must, un dovere quasi indice di virilità pure. Ma non ci sto fino in fondo con la scelta editoriale del programma di considerare il nostro Parco come la quintessenza del marciume, dello schifo. Come se nulla di buono fosse presente. Come se il Parco delle Cinque Terre fosse il non plus ultra. Certo, anche al sottoscritto piacerebbe vedere lavoratori precari o extracomunitari impegnati nella cura dell’ambiente e non costretti a morire a causa di fabbriche inquinanti o nel ghetto di Rignano; anche il sottoscritto vorrebbe un turismo, non solo religioso, esteso tutto l’anno con fiumane di persone provenienti dai quattro angoli del globo ma trovo non totalmente corretto il contrapporre, toccando solo en passant il moto cross sui sentieri naturali dell’Elba o realtà come quella vesuviana, il nostro parco con quello ligure, demograficamente e geograficamente per quantità minore. Detto questo, considerando ferma la necessità di un maggior coordinamento e potenziamento delle nostre risorse oltre che la denuncia di qualsiasi forma di connivenza con chi illegalmente sfrutta queste per interesse personale, proviamo noi singoli a farci un piccolo esame di coscienza, a sentirci meno catoni censori e più pronti ad un calcuttiano take care, ad una maggiore responsabilità delle nostre azioni. Non sono infatti nostri compaesani quei galantuomini che minacciando i giornalisti di Report hanno recitato un ottimo spot promozionale per il nostro territorio? Non si trovano forse tra noi coloro che si ostinano a non seguire la nuova raccolta differenziata? Ad incendiare le nostre foreste? A bivaccarci senza un domani? A distruggerne la segnaletica (di competenza comunale, non del Parco)?

Domenico Antonio Capone

Redazione R.

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News · Piazza Duomo

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