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L’opera in scena

L’opera in scena

È il titolo del quarto evento in cartellone, che il Teatro Stabile “Città di Manfredonia”, il Gruppo Arte Popolare “S. Michele” e il Teatro Cinque, in collaborazione con l’Amministrazione comunale, hanno dedicato al “Maggio Artistico”, edizione 2012. Questa volta è stato il GAP “S. Michele” a stupire l’affezionato pubblico accorso numeroso al Teatro S. Michele per assistere a uno spettacolo alquanto insolito. Non una commedia, ma un genere teatrale del tutto nuovo, questa volta dedicato al bel canto: “l’Opera in scena”. Una rivisitazione, in chiave scenica, dei salotti bene dell’alta borghesia, dove gli aristocratici erano soliti trascorrere le serate di gala dedicandosi alle danze e all’ascolto di musica eseguita da autori famosi, in competizione fra di loro. Di notevole pregio musicale le arie scelte dai direttori artistici Paolo Spagnuolo e Katia Tomaiuolo, eccezionali cantanti, nostri concittadini, giovani promesse del canto lirico. Ottima la performance offerta dalla leggiadra Jole Virgilio nell’annunciare i brani e i relativi interpreti. Ospiti della casa gli aristocratici in rigorosi costumi del primo novecento. Interpreti, l’intero cast di attori del GAP. A dare inizio all’Opera in scena, una bellissima aria, tratta da“Le nozze di Figaro”, di W. A. Mozart eseguita dal baritono Mario Mondelli. Il soprano Elisabetta Caputi, invece, ha cantato l’aria: “Tu che di gel sei cinta”, dalla Turandot di G. Puccini. Ad intonare “O paradiso”, dall’opera “L’Africana” di G. Meyerbeer è stato il tenore Paolo Spagnuolo. Altra incantevole aria: “In quelle trine morbide”, dalla Manon Lescaut di Puccini, cantata dalla stupenda soprano Katia Tomaiuolo. È seguito il duetto dei due soprani con “Sull’aria…che soave zeffiretto” da “Le nozze di Figaro” di Mozart. Mario Mondelli ha cantato “Ah per sempre io ti perdei”. Lo spettacolo continua con numerose altre bellissime arie: “Vissi d’arte” di Puccini (Katia Tomaiuolo), “E lucevan le stelle” (Paolo Spagnolo), “Tutte le feste del tempio, dal Rigoletto di G. Verdi (Mario Mondelli). La splendida serata dedicata alla lirica si è conclusa con la storica aria “Nessun dorma”, dalla Turandot di Puccini. Che dire, uno spettacolo nello spettacolo che ha lasciato il pubblico affascinato dalla straordinaria bravura degli interpreti accompagnati dal valente pianista M° Davide Dellisanti. Molto belli i costumi curati Tonia Trimigno. Nicola Capurso, autore della scenografia, ancora una volta ha dato prova delle sue capacità creative ricostruendo, con dovizia di particolari, gli ambienti scenici dell’epoca. Da queste colonne vogliamo rivolgere un caloroso ringraziamento agli artefici di questi meravigliosi spettacoli, che, attraverso il loro impegno culturale, sono di stimolo ai tanti talenti nascosti di emergere.
Matteo di Sabato

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