Lo attesta la tenacia e l’impegno che hanno dimostrato un gruppo di ragazzi che per una settimana intera si sono adoperati a recuperare materiale di scarto per costruire una pira, alta quasi tre piani, che hanno bruciato la sera dell’Immacolata in uno spettacolare falò.
Un tempo era una consuetudine accendere il falò la sera dell’Immacolata, poi con l’evoluzione dei tempi, la mancanza di spazi adeguati, le norme di sicurezza, hanno fatto via via perdere la tradizione. Negli ultimi anni pare che qualcuno si impegni per farla tornare. Ma se questi ragazzi, così giovani, si sono tanto impegnati nella sua preparazione, tralasciando i vari giochi elettronici che li tengono legati solitamente, qualcuno avrà pur detto loro che “una volta si faceva così…”.
Domenico B. ed Emanuele R. sono gli ideatori del progetto, Francesco T., Francesco B., Samuele P., Nunzio R., Simone G., Matteo A., Manuel C., Simone P., Giuseppe C., Gianni D., Nicola T., Eduardo G., Michele G. (piccolo), Michele G. (grande), Antonio G., Antonio Di C., Giuseppe Di M., Marco D., Arianna B sono i compagni che li hanno aiutati.
Mariantonietta Di Sabato
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prima di tutto erano 12 metri e poi nn sono barcollanti anzi sono più sicure di un palazzo, i vigili nn fanno nnt xke l’area è privata
Una tradizione peraltro molto pericolosa per i nostri ragazzi, ho visto bambini arrampicarsi a 30 metri su strutture in legno barcollanti, non voglio nemmeno immaginare cosa potrebbe accadere se quell’ammasso di legna cede, fermate questa tradizione , quella legna puo riscaldare i poveri della nostra citta regalatela !
I vigili che fanno?
In tempo di riduzione delle emissioni inquinanti si dovrebbero abolire certe tradizioni.