Il Porto Alti Fondali assieme alla retrostante area industriale è il limite/barriera tra il Parco Nazionale del Gargano e Manfredonia, tra il turismo e Manfredonia, tra il rispetto dell’ambiente e Manfredonia, tra il rilancio turistico-economico e Manfredonia. L’unico vero modo per ridare vigore a quel pezzo di mare e di terra è abbattere tutto, completamente, riaprendo la vista all’orizzonte verso il Gargano e rilanciando la piana di Macchia come località turistica dotandola delle infrastrutture necessarie.
Quel porto da quando non c’è più l’Enichem non ha più motivo di esistere. Inoltre la zona industriale retrostante si sta rivelando un fallimento e quel po’ di merci in transito arriva e parte su gomma. Se paragoniamo il potenziale commerciale di quel porto con il potenziale turistico della nostra terra non c’è rapporto. A Mattinata, a soli 12 km da Manfredonia, l’economia si basa in gran parte sul turismo. La nostra città sta perdendo una grande opportunità, quella di essere il centro abitato più grande del Gargano, come dire…la capitale, il fulcro.
Al turista di passaggio quel ponte dà subito l’idea di un ecomostro, simbolo di una città industriale che industriale non è. Il turista passa immediatamente oltre. Se valutiamo bene è davvero una barriera, un limite invalicabile che ci fa stare al di fuori del “recinto” del Gargano.
Il problema è che la soluzione da me proposta è di difficile realizzazione ma se proviamo a credere in questo progetto lungimirante e ambizioso, con lo sforzo di ognuno a convincere il prossimo che quel porto non serve, potremmo rendere l’impresa meno ardua.
Purtroppo sono 40 anni che non c’è sviluppo, guarda caso all’incirca da quando l’Enichem si è piazzata là. 40 anni nel limbo tra industria e turismo: nè uno nè l’altro! Oggi sta succedendo qualcosa di importante a livello turistico: “Per le vacanze estive in Italia [...] nel trimestre luglio-settembre, tra i principali luoghi di vacanze lunghe si ritrovano, come è abitudine, la Sardegna (8,3%), la Calabria (7,2%) e la Puglia (10,1%); quasi a pari merito con quest.ultima, la Toscana (10%), mentre l’Emilia-Romagna (10,4%) è la meta preferita.” (fonte: Istat - Anno 2011 – VIAGGI E VACANZE IN ITALIA E ALL’ESTERO).
La Puglia è la meta turistica più ambita di Italia, dopo l’Emilia Romagna, più della Sardegna. A mio parere il contributo può ripartirsi in 70% Salento e 30% Gargano. Rodi è rinata, Vieste continua a crescere. Noi? Fermi. Perchè?
Perchè non abbiamo nulla da offrire, partendo dal paesaggio deturpato da ciò per cui discutiamo, fino ad arrivare all’accoglienza turistica, che sul vocabolario manfredoniano è una parola sconosciuta, passando per l’archeologia che preferiamo tenere sottoterra.
Per quanto riguarda i costi di abbattimento devo ammettere che sicuramente sarebbe una somma rilevante da investire, ma bisognerebbe fare un bilancio tra costi e benefici. Con qualche sovvenzionamento europeo (e le nostre Amministrazioni Locali sono alquanto esperte nel reperirli) e un pò di sacrificio da parte di tutti si potrebbe provare a reperire la necessaria copertura finanziaria, ma questo è compito delle Amministrazioni. É da considerare che i tempi di realizzazione di un progetto così ambizioso sono lunghi e le somme verrebbero dilazionate nel tempo.
Per ciò che riguarda la bonifica del retroporto, in realtà questa è già in corso. Infatti tra qualche mese spariranno tutte le torri e credo che la faccenda, già abbondantemente finanziata dalla UE, riguardi in parte anche il sottosuolo. Sicuramente questo intervento non è sufficiente a rendere il territorio salubre, ma si potrebbe pensare di inserire il completamento della bonifica in un unico grande progetto di sviluppo territoriale. Come già accennato i dati relativi al turismo in Puglia sono dalla nostra parte. Concludo dicendo che con gli svariati milioni già spesi per la ristrutturazione e quelli che saranno stanziati a breve si sarebbe già potuto fare tanto in direzione opposta.
Vi è mai capitato di vedere quel programma in TV in cui un gruppo di esperti studia come fare esplodere gli edifici? Ogni volta che lo vedo mi chiedo se arriveranno un giorno a Manfredonia per far saltare in aria quel ponte..sarà un giorno storico per la nostra città.
Roberto C.
Un lettore di ManfredoniaNews.it
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il porto da lavoro e potrebbe darne di più se ci fosse collaborazione tra i politici di manfredonia, e quelli rpovinciali con quelli nazionali (bordo e leone) che non fanno un c…..
il turismo da lavoro solo per due tre mesi oltre non si va e poi a quali condizioni per i lavoratori stagionali
….sono 40 anni che Manfredonia ha puntato su quel porto di merda e sull’industria. I risultati sono stati devastanti e sotto gli occhi di tutti. La gente continua ad essere disoccupata, ogni famiglia conta 2 o 3 morti di tumore e nello stesso tempo, qualcuno s è fatto i miliardi. Attualmente qualcun’altro ha intenzione di farsi i miliardi grazie agli appalti di manutenzione del porto. Ma avete letto il cartello del cantiere all’ingresso del porto? Vi siete chiesti chi sono gli ingegneri ed i responsabili che si occupano dei lavori? Sono 40 i miliardi di fondi pubblici a disposizione del porto? Bene, distrubuite tutti questi miliardi direttamente nelle mani di chi ne ha realmente bisogno. Ma ciò non è possibile perchè chi è povero non ha potere…non conta un ca..o.
Ci sono città che hanno turismo e industria, Venezia,Ravenna e persino la riviera di Taranto. I turisti non vengono a Manfredonia perchè abbiamo poco da offrire e male, i locali mettono fuori due tavolini di plastica e ti fanno mangiare come i porci, una delle tante. Non ste baggianate. Il lavoro prima di tutto, il porto alti fondali ce lo invidia mezza Europa ( si ho detto Europa) anzi andrebbe incrementa l’area industriale. Date lavoro ai giovani ( turismo industria ) qualunque esso sia e poi vedi come sono tutti felici e contenti. Si può fare tutto senza escludere niente…
Hai ragione Matteo!!
….. Non lo abbatteranno…c è ancora da mangiare per alcuni. Un porto del genere necessita di una manutenzione (onerosissima) continua nel tempo…per sempre e di conseguenza ci sono e ci saranno sempre dei bei soldini per qualche ingegnere, qualche impresa e qualche politico, a discapito ovviamente del turismo e di conseguenza, a discapito della collettività. Rassegnatevi….oppure… scendiamo tutti in piazza…
Ma perchè associate il turismo con il non lavoro?
Il lavoro nn è solo quello dell’operaio o del pescatore o dell’impiegato. Ci sono una marea di lavori legati al turismo. Un indotto economico importante gioverebbe non poco all’economia del paese. Se riuscissimo soltanto a riempire negozi, ristoranti e bar ci sarebbe da lavorare per tanti. Se ci aggiungi che il tutto porterebbe ad un circolo virtuoso con l’apertura di nuovi locali, alberghi, case in affitto, B&B, attività ludiche, noleggio nautico, ma anche le semplici attività come tabaccherie e edicole ne gioverebbero. Il tutto a vantaggio del terziario che si dovrà occupare della burocrazia che c’è alle spalle di tutto questo.
Nn riesco proprio a capire perchè il sole e il mare si contrappongono al lavoro!
Dopotutto cosa abbiamo da perdere? Le abbiamo provate tutte! La Manfredonia Industriale è morta da tempo. Da allora sopravviviamo di terziario. Ma vogliamo rilanciare questa città col turismo!!!!!
basta spendere soldi pubblici per un porto morto e sepolto.
son troppi 5 porti in 5 km.
abbattiamolo quel motro di cemento e amianto e ridiamo un po di orizzonte a questa città massacrata dai politici
Roberto di mare e sole ce n’è fin troppo, è il lavoro che manca!
Abbatterlo sarebbe una buona idea, ma è troppo tardi per rilanciare il turismo. Quello che tu scrivi e quello che Manfredonia doveva essere, ma troppo è stato distrutto, troppo è stato sbagliato, questa è una città morta e sepolta, fagogitata dai troppi interessi dei signorotti sin dalla fine del 1960 ad oggi.