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Pulizia Luna Park, s’interroga l’assessore all’ambiente


Al Sindaco di Manfredonia e all’Assessore all’Ambiente

Il sottoscritto Troiano Matteo chiede alle SS.LL., con risposta scritta in base all’art 44 del regolamento comunale, se risulta vero che l’Ase spa, abbia stipulato una convenzione con la compagnia del luna park festa patronale 2012 per il servizio di asporto, trasporto e smaltimento r.s.u. per un periodo di 6 giorni oltre al giorno dopo lo smontaggio delle giostre. Le tariffe concordate sarebbero:
1. asporto e trasporto in discarica autorizzata (Cerignola )dei rifiuti euro 200,34
2. smaltimento dei rifiuti solidi urbani in discarica autorizzata (Cerignola) comprensivi di
ecotassa regionale euro 192,00
3. servizio di spazzamento e raccolta dei rifiuti nell’area delle giostre euro 604,87
4. noleggio di un cassonetto di litri 3200 euro 12,09 l’Ase si impegna quotidianamente
all’asporto inclusi quelli depositati fuori dai cassonetti.
TOTALE A PAGARE euro 1.009,30

Se ciò risultasse vero, come vero riteniamo sia, non ritenete che il compenso sia ridicolo? Detratto il compenso che va riconosciuto a Cerignola per lo smaltimento, detratta la tassa regionale, i costi per il gasolio dei mezzi ogni giorno fino a Cerignola, l’impiego giornaliero di sei persone, due spazzatrici, due minicompattatori più un camion per consegnare e ritirare il cassonetto, più un camion grande per portare alla discarica di Cerignola i rifiuti. Vi chiediamo chi ha quantificato dette tariffe? In fortissima perdita!
Forse l’A.S.E. s.p.a. applica tariffe astronomiche solo ai cittadini di Manfredonia? Offrendo un servizio non quotidiano a tutta la città. O queste tariffe da francescani verso il luna park saranno ripianate da futuri aumenti della tarsu?

Il consigliere comunale Matteo Troiano

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ASE impresa politica


La campagna elettorale è ormai entrata nel vivo e uno degli argomenti che più ha infiammato l’ultimo consiglio comunale è stata la questione ASE, azienda a socio unico, il Comune di Manfredonia appunto. Questione politica, personale o un vero e proprio problema di gestione politico-amministrativa?

Nella foto a destra: Giuseppe Dicembrino, Presidente ASE

La Federazione di Centro, con il suo consigliere comunale Matteo Troiano e il suo ispiratore Giovanni Caratù (presunto nuovo candidato sindaco della città), ha come obiettivo principale quello di scovare tutto ciò che nell’ASE presumibilmente viene fatto non a norma, anzi contro il rispetto dei regolamenti che impongono una corretta e disciplinata gestione aziendale. Altro argomento molto caro ai centristi è l’assessorato all’ambiente (nei centristi opera l’ex assessore all’ambiente, Giandolfi). Alle altre questioni cittadine non sembra che prestino grande attenzione, almeno fino ad ora.

Nel 2012 l’ASE ha fatturato € 8.200.000,00, di cui 4.200.000,00 relativi a costi del personale. Numeri importanti che spesso non trovano riscontro con la logica dell’economicità aziendale, ossia la capacità dell’azienda di sopravvivere massimizzando le risorse impiegate con il risultato raggiunto. Troppe le interferenze della politica che ha il potere di nominare i manager di queste aziende (pubblico-private) che dovrebbero essere incaricati

Giovanni Caratù e Matteo Troiano

Giovanni Caratù e Matteo Troiano

per meriti professionali più che politici o di alleanze. Se il padrone è il Comune e l’amministratore delle municipalizzate sono uomini di estrazione

politica non si potranno evitare questioni di privilegi in ambito di assunzioni, incarichi, consulenze, prestazioni e poltrone. In un passato, non troppo lontano, abbiamo dovuto subire un costo sociale importante portato dal Mercato Ittico a causa dello scarso controllo gestionale del nostro consiglio comunale. Per non toccare il settore della pesca (importante bacino di voti) debito pagato ingiustamente dal cittadino che troppo spesso è scollegato da realtà che determinano lo sviluppo del nostro territorio.

Serve discutere dell’Ase in consiglio comunale poiché è un argomento che tocca molto da vicino il cittadino in termini di servizi e di tasse che spesso non sono proporzionate alle prestazioni ricevute. Lo ribadisce con fermezza e modestia Cosimo Titta (IdV), giovane consigliere comunale di maggioranza che chiede al Consiglio di Amministrazione As

Cosimo Titta

Cosimo Titta

e, che è il Sindaco, i giusti chiarimenti sulle tante questioni e presunte anomali prese

nti nell’ambito dell’amministrazione Ase. Chiarimenti doverosi per comprendere meglio il ruolo dei “controllati” e “controllori” tra il Comune e l’Ase che spesso e in un certo qual modo appartengono alla stessa famiglia.

Temi come meritocrazia, trasparenza dei ruoli ed efficienza del servizio pubblico, sono temi che dovranno essere ancora e ripetutamente affrontati nei nostri consigli comunali fino ad oggi troppo preoccupantemente “sereni”. Determinanti ed importanti in questo nuovo, e finalmente incandescente, dibattito politico sono state le testate giornalistiche libere della città che hanno dato voce a tutti gli attori di questo allegorico mondo politico che invece di farci ridere ci lascia impassibili come dei pierrot… in attesa del prossimo Carnevale.

Raffaele di Sabato

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La federazione di Centro affonda sulle presunte irregoralità dell’Ase


Sig. Presidente, Sig. Sindaco, Sig.ri Consiglieri,
la mozione che ci accingiamo ad esporre, se approvata dal consiglio, tende a diradare zone d’ombra che, soprattutto nelle partecipate si annidano.
Come ben sappiamo, l’A.S.E. s.p.a. da sempre è una voragine che assorbe molto dei bilanci comunali, ripianate dalle tasse dei cittadini, non e’ il massimo dell’efficienza, non e’ il massimo della trasparenza e la proprietà, poco controllante, è scarsa di indirizzi qualitativi e quantitativi.
L’A.S.E. s.p.a. soprattutto non è al passo con i tempi sulle nuove sfide che una società specializzata deve avere in campo ambientale; riteniamo altresì che nell’azienda esistono competenze e professionalità che vengono mortificate da una gestione non all’altezza dei compiti.
Ciò premesso, siamo convinti e cercheremo di darne conto che nel bilancio 2011, si sono usati accorgimenti, omissioni, opacità, che difatti hanno alterato il risultato di gestione. Tanto è vero che il bilancio consolidato del comune e quello dell’A.S.E. hanno notevoli difformità, pur operando tutti e due gli enti con un principio di prudenza indicando nei bilanci costi/impegni e ricavi/entrate di pertinenza 2011 difformi tra di loro.
Di qui le considerazioni che ci hanno portato a presentare l’allegata mozione chiedendo al Consiglio il voto favorevole nell’interesse della cittadinanza tutta.
Chiederemo comunque, essendo noi espressione politica, l’autorevole parere della Procura della Repubblica presso la Corte dei Conti di Bari “ Se nel caso in questione sia stato arrecato un danno alla proprietà e quindi alle casse comunali”.
Evidenziamo che in data 29 novembre 2011 il Consiglio Comunale, su proposta della Giunta, deliberava una proposta di transazione tra l’A.S.E. s.p.a. ed il comune di Manfredonia riconoscendo all’A.S.E. s.p.a. un importo di 5.657.469,89 euro a fronte di una pretesa creditoria di 7.068.365,12 euro oltre interessi ed oneri accessori.
L’amministratore unico dell’A.S.E. con nota del 29 novembre 2011, inviata al comune, chiedeva tempo per approfondire la proposta. La proposta di transazione veniva accettata dall’amministratore unico A.S.E. con delibera n° 10 del 24 febbraio 2012 citato nelle note integrative al bilancio 2011. Per detta transazione il comune ha provveduto a vendere un proprio bene ( ipermercato M.D.) e ad accendere un mutuo.
Per l’anno 2011 nel bilancio consolidato del comune l’esatta somma corrisposta all’A.S.E. è poco più di settemilioni di euro, come si evince dai dati del comune . Contestualmente ricordiamo che l’A.S.E. non ha neanche un organo di controllo nella sua piena legittimità in quanto scaduto da circa tre anni, pari ad un nuovo mandato e forse con un palese conflitto di interessi in quanto controllori ed anche legati all’A.S.E. s.p.a. da un rapporto di consulenza professionale, per la quale attendiamo risposta dall’Assessore da oltre quattro mesi .
L’A.S.E. S.P.A., nonostante le richieste del comune a rimodulare il compenso, provvedeva ad emettere fatture al comune per l’intero importo, incurante delle richieste di rimodulazione e nonostante fosse a conoscenza della volontà transattiva in corso per le annualità pregresse fino al 2010 e la contestazione del maggior importo fatturato come compenso 2011 di circa 842.235,32 euro. Quanto sopra nonostante l’A.S.E. S.P.A. fosse parte attiva nella transazione con il comune, in quanto controllato ed unica controparte del controllante rappresentata dal legale rappresentante del Comune.
Di certo oltre ai vari incontri informali sostenuti, si sono riuniti in assemblea dei soci il 3 febbraio 2012 per l’approvazione del bilancio preventivo 2012; Il 27 aprile 2012 per l’approvazione del bilancio consuntivo 2011 e nella stessa data, come si evince dal verbale di assemblea, l’A.S.E. s.p.a. si impegnava a definire anche i crediti vantati relativi all’anno 2011.
Vediamo cosa dice la transazione riportata al protocollo generale del Comune in data 9 maggio 2012. L’A.S.E. s.p.a. in persona del suo amministratore unico accettava e transava per i debiti fuori bilancio la somma di 5.657.469,89 euro. Inoltre per l’anno 2011 rinunciava al credito di euro 842.235,32 vantato nei confronti del comune.
In definitiva i debiti fuori bilancio seguono un loro piano di rientro triennale mentre per il 2011 l’A.S.E. s.p.a.. accettava circa settemilioni di euro. Ad oggi non ci risulta che sia mai arrivata una nota di credito al Comune per detta somma non riscossa.
Ancora più grave, un amministratore che stila un bilancio con il principio della prudenza e competenza doveva inserire in bilancio, in maniera cautelativa e secondo le disposizioni fiscali, almeno un fondo per svalutazione crediti, cosa che è completamente assente nel bilancio 2011.
Le conseguenze di questa mancanza, che pure una massaia poco avvezza ai bilanci avrebbe evitato, sono:
A seguito del mancato ricavo di euro 842.235,32 il bilancio dell’A.S.E. s.p.a. si sarebbe chiuso (come in effetti è) con una forte perdita di circa 800 mila euro o perlomeno, con l’utilizzo del fondo di svalutazione crediti avrebbe determinato un diverso risultato di esercizio.
Inoltre sul mancato incasso della fattura, non essendo stata emessa una nota credito, esiste un’iva non incassata che, anche se in regime di sospensione, e’ un debito verso l’erario il cui importo non e’ stato riscosso.
Inoltre, a fronte del credito rinunciato ma messo regolarmente in bilancio, sono state pagate tasse ed imposte non dovute precisamente I.R.E.S. I.R.A.P. e forse un premio di produzione ( se previsti da accordi sindacali) in quanto il credito è stato annullato. L’amministratore e la proprietà ne erano a conoscenza dal mese di novembre 2011 fino al 28 aprile 2012, data di approvazione del bilancio A.S.E. s.p.a. trovandosi nella condizione di controllore e controllato, creditore e debitore a parti invertite. Di conseguenza sono evidenti le veridicità delle nostre affermazioni e la nostra proposta di mozione fondatissima su atti pubblici.
Una domanda è lecito chiedersi: ma se all’A.S.E. s.p.a. per il 2011 sono bastate circa settemilioni di euro (comprensivi di circa 200mila euro pagate come indennità al compianto direttore, somma non più ripetibile) come mai per il 2012 ne concediamo oltre 8.200.000,00 euro?
Il comune ha riscosso per la TARSU 2011 molto di più di quanto ha dato all’A.S.E. quindi ai cittadini va restituito quello che hanno pagato in più. Per questo chiediamo ai Consiglieri Comunali di non coprirsi del ruolo di maggioranza e di opposizione, ma di guardare gli interessi generali dei cittadini contribuenti che subiscono le conseguenze di atti non molto corretti.

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PROPOSTA DI MOZIONE

Il consiglio comunale in una recente seduta, dopo ampio dibattito sull’argomento in oggetto considerato che l’amministratore unico dell’A.S.E. S.p.A nella formulazione del bilancio 2011 non ha rispettato a pieno il principio di prudenza e competenza compito essenziale per un amministratore di pubblica azienda, e nonostante i numerosi richiami formali non si è attenuto alle direttive della proprietà.

• visto delibera 342 del 23 11 2011 giunta municipale
• visto delibera 63 del 29 11 2011 consiglio comunale
• vista la nota dell’a.s.e. s.p.a. 3526 29 11 2011
• visto la delibera amministratore unico a.s.e. n 10 24 02 2012.
• visto la delibera n 12 amministratore unico a.s.e. 28 marzo 2012
• visto il verbale di asseblea a.s.e. n 2 del 3 febbraio 2012.
• visto il verbale di assemblea ordinaria a.s.e. n 4 del 27 aprile 2012
• visto i numerosi richiami del comune a rimodulare il compenso ed il richiamo sulla maggior fatturazione.

IMPEGNA

il Sindaco ad approfondire la questione, e che l’incarico all’amministratore è in scadenza, nel rispetto delle sue prerogative sindacali. A rivedere la decisione circa tale nomina, anche con un’immediata revoca dell’incarico, senza oneri per il Comune in considerazione del regolamento aziendale e dell’accettazione dello stesso da parte dell’amministratore unico.

Matteo Troiano
consigliere comunale

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Il debito della città verso l’Ase


Dal 1991 al 2010 il Comune di Manfredonia ha contratto un debito spaventoso nei confronti dell’A.S.E. (Azienda Servizi Ecologici), più di 7 milioni di euro. In un accordo intercorso tra i due Enti si è deciso di coprire il debito con poco più di 5 milioni e mezzo, somma che il Comune si è impegnato a saldare in tre anni. Tuttavia l’A.S.E. si è riservata, con delibera propria, di considerare decaduti tutti i termini di accordo qualora questi non venissero rispettati. C’è tutta la volontà, dunque, da parte dell’Azienda Servizi Ecologici di trovare una soluzione tranquilla e condivisa. «L’Azienda è creditrice nei confronti del Comune di Manfredonia per degli accumuli che si sono accavallati nel tempo a causa di ragioni che non stiamo qui a discutere. Sono soldi che ci spettano. L’Azienda vuole senza ombra di dubbio andare incontro al Comune, ma non ha intenzione di perdere ciò che le spetta» – questo il commento di alcuni dirigenti dell’A.S.E.. In vario modo il comune di Manfredonia stà cercando di recuperare lo svantaggio economico, una delle recenti operazioni è stato l’aumento della Tarsu.

Tiziano Samele

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L’incivile accumulo del debito ASE


… che dovrà risanare la collettività

Ammonta a 5,6 milioni di euro il debito fuori bilancio riconosciuto dal Consiglio comunale all’Ase Spa (azienda in house che si occupa di raccolta rifiuti). Una somma cospicua frutto del riconoscimento di una situazione debitoria lunga un ventennio (1991-2010) che i vertici dell’azienda avevano quantificato in 7 milioni di euro (includenti fatture di servizi complementari al momento stralciati). Quella dei rifiuti era una delle questioni che più preoccupava la tecnostruttura di Palazzo San Domenico, impegnata in un lungo e complicato lavoro di controllo e revisione.

La maggioranza guidata dal sindaco Angelo Riccardi ha votato favorevolmente in maniera compatta, negativo, come prevedibile, il parere dell’opposizione la quale ha contestato le modalità del piano di rientro illustrato dall’assessore al ramo Pasquale Rinaldi. Un piano triennale che poggia per la maggior parte (3,6 milioni) sulla vendita del patrimonio immobiliare comunale senza prevedere alternative in caso di fallimento di tali operazioni. È stato difficile prendere queste decisioni. – ha dichiarato Rinaldi – Abbiamo ipotizzato di spalmare questo debito che, rispetto a situazioni non lontane da noi (vedasi Foggia) è contenuto e non ha avuto ripercussioni sulla qualità del servizio e della vita della cittadinanza.

In sostanza per il 2011 abbiamo previsto una prima rata da 667mila euro (500 mila con l’alienazione del mercato coperto rionale – andato deserto anche il secondo bando – e 157 mila con la permuta di terreni). Invece, per il biennio successivo abbiamo stabilito che nel 2012 sarà ripianato il debito di 2,4 milioni di euro (1,1 milioni con alienazioni immobiliari e 1,3 milioni con contrazione di mutuo presso la Cassa Deposito e Prestiti) e nel 2013 i restanti 2 milioni (con ulteriori alienazioni immobiliari)”. Altro punto interrogativo rimangono le decisioni che assumerà l’Ase in conseguenza al riconoscimento di ‘soli’ 5,6 milioni. “In riferimento alla proposta dell’Amministrazione comunale – ha spiegato Rinaldi -, l’A.U. della società chiede qualche giorno di tempo per espletare gli adempimenti necessari. La proposta, in prima lettura, appare degna e scrupolosa”. La maggioranza plaude al provvedimento approntato in quanto “Trattasi di atti finalmente chiari e trasparenti che mirano alla razionalizzazione delle perdite”. Dati e soluzioni che, invece, vengono veementemente criticati dall’opposizione. “La risposta dell’Ase appare molto criptica e non si capisce come e su che tavolo voglia giocarsi questa partita. – ribatte l’opposizione - Inoltre, si vuol coprire un debito constatato con soluzioni assolutamente incerte. Alla luce della crisi economica, se le aste dovessero andare deserte (come accaduto per il mercato coperto rionale dove attualmente è ubicato il supermarket MD), come si porrebbe rimedio? Il Bilancio del Comune traballa sempre di più e si continua indiscriminatamente a fare ricorso ai debiti.

La soluzione della copertura di questo ammanco attraverso risorse pubbliche – conclude – sancisce la vittoria dei tantissimi evasori che in questi anni non sono stati certificati e puniti dal Comune i quali, con questo provvedimento definitivo, vedranno saldate tutte le loro inadempienze”.

In foto il deposito ASE di Manfredonia (foto PdB)

Matteo Palumbo

 

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Dovranno sempre poter nascere sipontini…liberi!


Siamo stati felicissimi di apprendere della riapertura del reparto di Ostetricia di Manfredonia. Siamo certi che è una “piccola” ma importante conquista della nostra intera comunità. La società civile e la politica, con a capo il nostro Sindaco si è destata dopo aver permesso ad alcuni altri ospedali (Cerignola e San Severo in provincia di Foggia) di preservarsi da questa importante operazione di ristrutturazione della sanità che tanti danni alla tutela della salute del cittadino sta procurando. Un’operazione di taglio alla sanità naturale conseguenza di un eccessivo spreco e sperpero che ha visto coinvolti anche gli uomini più vicini al Governatore della Regione Puglia, Vendola.
Ciò che ci mortificò sulla questione ridimensionamento del nostro ospedale fu la scarsa influenza della forza politica sipontina presente in modo energico nel Governo nazionale, regionale e provinciale. La questione ospedale è solo politica. Un riscatto importante che ha tante chiavi di lettura. La più importante, a nostro avviso, è lo sprone del popolo verso la politica necessario per farla funzionare. La voce del popolo è un importante elemento della democrazia, se tace, il governante si riterrà nella posizione di poter fare ciò che vuole, di potersi indebitare, sprecare, prendere, dare a propria discrezione. Le venti associazioni che hanno spronato un Sindaco già impegnato su questo fronte, ha avuto il suo peso e bisogna continuare in questa direzione, la società civile deve dare il suo apporto politico, deve far funzionare la politica facendogli capire che essa è a servizio della collettività e non il contrario. Occorre che se i nostri diritti di cittadini vengono violati bisogna denunciarlo sempre e con più forza e mai far finta di nulla per il timore di una ritorsione, questo succede nei paesi governati dalla Mafia e non è il nostro caso, grazie a Dio.

Spesso la politica fa vento e muove carte, in questo caso abbiamo avuto la dimostrazione che uniti si cresce. Sia questo un punto di ripartenza per rivedere in tutti i settori, ciò che c’è da tagliare e da migliorare. Il danno più grande della nostra società sono gli uomini prestati dalla politica che gestiscono la cosa pubblica e s’improvvisano manager di settori cardini per l’economia locale: Ase, Ospedale, Autorità portuale, Oasi Lago Salso, Mercato Ittico, solo per citarne alcuni. Occorrono gli uomini giusti al posto giusto e questo il nostro Sindaco lo sa, allora perché con il sostegno del popolo non avvia questa ristrutturazione manageriale? Perché non si avvale dei giusti professionisti per governare meglio e con un po’ più leggerezza questa difficile città che tante mortificazioni subisce quotidianamente? Riccardi è stato definito un Sindaco sotto scacco dai partiti che lo sostengono, ci dimostri che così non è.

Raffaele di Sabato

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