Sig. Presidente, Sig. Sindaco, Sig.ri Consiglieri,
la mozione che ci accingiamo ad esporre, se approvata dal consiglio, tende a diradare zone d’ombra che, soprattutto nelle partecipate si annidano.
Come ben sappiamo, l’A.S.E. s.p.a. da sempre è una voragine che assorbe molto dei bilanci comunali, ripianate dalle tasse dei cittadini, non e’ il massimo dell’efficienza, non e’ il massimo della trasparenza e la proprietà, poco controllante, è scarsa di indirizzi qualitativi e quantitativi.
L’A.S.E. s.p.a. soprattutto non è al passo con i tempi sulle nuove sfide che una società specializzata deve avere in campo ambientale; riteniamo altresì che nell’azienda esistono competenze e professionalità che vengono mortificate da una gestione non all’altezza dei compiti.
Ciò premesso, siamo convinti e cercheremo di darne conto che nel bilancio 2011, si sono usati accorgimenti, omissioni, opacità, che difatti hanno alterato il risultato di gestione. Tanto è vero che il bilancio consolidato del comune e quello dell’A.S.E. hanno notevoli difformità, pur operando tutti e due gli enti con un principio di prudenza indicando nei bilanci costi/impegni e ricavi/entrate di pertinenza 2011 difformi tra di loro.
Di qui le considerazioni che ci hanno portato a presentare l’allegata mozione chiedendo al Consiglio il voto favorevole nell’interesse della cittadinanza tutta.
Chiederemo comunque, essendo noi espressione politica, l’autorevole parere della Procura della Repubblica presso la Corte dei Conti di Bari “ Se nel caso in questione sia stato arrecato un danno alla proprietà e quindi alle casse comunali”.
Evidenziamo che in data 29 novembre 2011 il Consiglio Comunale, su proposta della Giunta, deliberava una proposta di transazione tra l’A.S.E. s.p.a. ed il comune di Manfredonia riconoscendo all’A.S.E. s.p.a. un importo di 5.657.469,89 euro a fronte di una pretesa creditoria di 7.068.365,12 euro oltre interessi ed oneri accessori.
L’amministratore unico dell’A.S.E. con nota del 29 novembre 2011, inviata al comune, chiedeva tempo per approfondire la proposta. La proposta di transazione veniva accettata dall’amministratore unico A.S.E. con delibera n° 10 del 24 febbraio 2012 citato nelle note integrative al bilancio 2011. Per detta transazione il comune ha provveduto a vendere un proprio bene ( ipermercato M.D.) e ad accendere un mutuo.
Per l’anno 2011 nel bilancio consolidato del comune l’esatta somma corrisposta all’A.S.E. è poco più di settemilioni di euro, come si evince dai dati del comune . Contestualmente ricordiamo che l’A.S.E. non ha neanche un organo di controllo nella sua piena legittimità in quanto scaduto da circa tre anni, pari ad un nuovo mandato e forse con un palese conflitto di interessi in quanto controllori ed anche legati all’A.S.E. s.p.a. da un rapporto di consulenza professionale, per la quale attendiamo risposta dall’Assessore da oltre quattro mesi .
L’A.S.E. S.P.A., nonostante le richieste del comune a rimodulare il compenso, provvedeva ad emettere fatture al comune per l’intero importo, incurante delle richieste di rimodulazione e nonostante fosse a conoscenza della volontà transattiva in corso per le annualità pregresse fino al 2010 e la contestazione del maggior importo fatturato come compenso 2011 di circa 842.235,32 euro. Quanto sopra nonostante l’A.S.E. S.P.A. fosse parte attiva nella transazione con il comune, in quanto controllato ed unica controparte del controllante rappresentata dal legale rappresentante del Comune.
Di certo oltre ai vari incontri informali sostenuti, si sono riuniti in assemblea dei soci il 3 febbraio 2012 per l’approvazione del bilancio preventivo 2012; Il 27 aprile 2012 per l’approvazione del bilancio consuntivo 2011 e nella stessa data, come si evince dal verbale di assemblea, l’A.S.E. s.p.a. si impegnava a definire anche i crediti vantati relativi all’anno 2011.
Vediamo cosa dice la transazione riportata al protocollo generale del Comune in data 9 maggio 2012. L’A.S.E. s.p.a. in persona del suo amministratore unico accettava e transava per i debiti fuori bilancio la somma di 5.657.469,89 euro. Inoltre per l’anno 2011 rinunciava al credito di euro 842.235,32 vantato nei confronti del comune.
In definitiva i debiti fuori bilancio seguono un loro piano di rientro triennale mentre per il 2011 l’A.S.E. s.p.a.. accettava circa settemilioni di euro. Ad oggi non ci risulta che sia mai arrivata una nota di credito al Comune per detta somma non riscossa.
Ancora più grave, un amministratore che stila un bilancio con il principio della prudenza e competenza doveva inserire in bilancio, in maniera cautelativa e secondo le disposizioni fiscali, almeno un fondo per svalutazione crediti, cosa che è completamente assente nel bilancio 2011.
Le conseguenze di questa mancanza, che pure una massaia poco avvezza ai bilanci avrebbe evitato, sono:
A seguito del mancato ricavo di euro 842.235,32 il bilancio dell’A.S.E. s.p.a. si sarebbe chiuso (come in effetti è) con una forte perdita di circa 800 mila euro o perlomeno, con l’utilizzo del fondo di svalutazione crediti avrebbe determinato un diverso risultato di esercizio.
Inoltre sul mancato incasso della fattura, non essendo stata emessa una nota credito, esiste un’iva non incassata che, anche se in regime di sospensione, e’ un debito verso l’erario il cui importo non e’ stato riscosso.
Inoltre, a fronte del credito rinunciato ma messo regolarmente in bilancio, sono state pagate tasse ed imposte non dovute precisamente I.R.E.S. I.R.A.P. e forse un premio di produzione ( se previsti da accordi sindacali) in quanto il credito è stato annullato. L’amministratore e la proprietà ne erano a conoscenza dal mese di novembre 2011 fino al 28 aprile 2012, data di approvazione del bilancio A.S.E. s.p.a. trovandosi nella condizione di controllore e controllato, creditore e debitore a parti invertite. Di conseguenza sono evidenti le veridicità delle nostre affermazioni e la nostra proposta di mozione fondatissima su atti pubblici.
Una domanda è lecito chiedersi: ma se all’A.S.E. s.p.a. per il 2011 sono bastate circa settemilioni di euro (comprensivi di circa 200mila euro pagate come indennità al compianto direttore, somma non più ripetibile) come mai per il 2012 ne concediamo oltre 8.200.000,00 euro?
Il comune ha riscosso per la TARSU 2011 molto di più di quanto ha dato all’A.S.E. quindi ai cittadini va restituito quello che hanno pagato in più. Per questo chiediamo ai Consiglieri Comunali di non coprirsi del ruolo di maggioranza e di opposizione, ma di guardare gli interessi generali dei cittadini contribuenti che subiscono le conseguenze di atti non molto corretti.
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PROPOSTA DI MOZIONE
Il consiglio comunale in una recente seduta, dopo ampio dibattito sull’argomento in oggetto considerato che l’amministratore unico dell’A.S.E. S.p.A nella formulazione del bilancio 2011 non ha rispettato a pieno il principio di prudenza e competenza compito essenziale per un amministratore di pubblica azienda, e nonostante i numerosi richiami formali non si è attenuto alle direttive della proprietà.
• visto delibera 342 del 23 11 2011 giunta municipale
• visto delibera 63 del 29 11 2011 consiglio comunale
• vista la nota dell’a.s.e. s.p.a. 3526 29 11 2011
• visto la delibera amministratore unico a.s.e. n 10 24 02 2012.
• visto la delibera n 12 amministratore unico a.s.e. 28 marzo 2012
• visto il verbale di asseblea a.s.e. n 2 del 3 febbraio 2012.
• visto il verbale di assemblea ordinaria a.s.e. n 4 del 27 aprile 2012
• visto i numerosi richiami del comune a rimodulare il compenso ed il richiamo sulla maggior fatturazione.
IMPEGNA
il Sindaco ad approfondire la questione, e che l’incarico all’amministratore è in scadenza, nel rispetto delle sue prerogative sindacali. A rivedere la decisione circa tale nomina, anche con un’immediata revoca dell’incarico, senza oneri per il Comune in considerazione del regolamento aziendale e dell’accettazione dello stesso da parte dell’amministratore unico.
Matteo Troiano
consigliere comunale
