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Una festa della mamma intergenerazionale


Quando una festa non è fine a se stessa ma è una occasione di crescita, di condivisione, di riflessioni utili ed edificanti. Se poi la festa in questione è quella dedicata alla mamma, il valore aggiunto è straordinariamente infinito. E’ quanto è avvenuto al Centro sociale anziani di Manfredonia dove per celebrare ed esaltare la figura e la funzione della mamma, la Consulta Anziani ha organizzato una serata intergenerazionale che ha messo insieme anziani, adulti, giovani, bambini per uno scambio diretto e tenero di emozioni suscitate dalle storie e dagli aneddoti raccontati dagli anziani cui hanno fatto eco le poesie amorevolmente recitate anche dai più piccoli. Sentimenti senza età e in piena libertà.

“Al centro dell’iniziativa – annota il Presidente della Consulta Anziani, il prof. Michele Spinelli – sono stati la condivisione, i valori dell’unità familiare e l’affetto tra tanti amici. Sentimenti autentici, forti, che trovano presso il Centro sociale anziani il riferimento coagulante ed esaltante. Anche questa manifestazione si è posta nel solco delle attività sociali previste nell’ambito dell’anno dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni”.

Momento particolarmente toccante, esaltato dalle parole di Michelina Di Corato, è stato quello in cui sono state ricordate tutte le mamme che non ci sono più ma delle quali il pensiero e l’affetto è sempre vivo nel cuore e nelle parole dei figli di ogni età. Sentimenti rivissuti nella lettura di alcuni passi della raccolta di poesie dedicata alla mamma frutto di un laboratorio svoltosi presso l’Associazione Psichè e presentata dalla presidente Eloisa Schettino.

Al termine della edificante serata il presidente Spinelli ha consegnato un attestato di partecipazione a Francesca, la bambina più giovane, di soli cinque anni, fra le partecipanti alla festa, e ad Andrea Talamo il più anziano che ha interpretato una poesia composta e dedicata alla mamma. Un significativo passaggio di testimone di buon auspicio per gli anni avvenire. A ricordo della manifestazione è stato offerto a tutte le mamme presenti un cadeau speciale espressamente realizzato per l’occasione.

Ufficio Stampa e Comunicazione – Comune di Manfredonia (FG)

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Il lavoro artigiano: valore e risorsa da rilanciare


L’artigianato nel nostro territorio soffre come e più di altri ambiti produttivi le difficoltà generali, ma rappresenta un “rifugio” e una potenzialità per la speranza dei giovani, perciò merita risorse e provvedimenti che tengano conto delle condizioni particolari in cui opera.

Purtroppo, pur di fronte al riconoscimento unanime del ruolo e della funzione fondamentale svolti dall’artigianato per lo sviluppo economico nazionale ed ancor più locale, sussistono incongruenze e limitazioni.       In particolare, da una parte c’è la mancanza, da lunghissimi anni, di una politica economica nazionale, industriale e non, capace di spingere e sostenere il mondo delle imprese e soprattutto di consentire di migliorare la qualità del contesto locale e dei sistemi locali di imprese.

Dall’altra parte occorre rilevare che le competenze amministrative della Regione Puglia in materia di indirizzi per lo sviluppo dell’artigianato, non hanno a tutt’oggi  completato il percorso indispensabile di riordino, riqualificazione e rilancio del comparto. E’ fondamentale l’approvazione urgente della legge regionale quadro del settore, per dare risposte alle esigenze specifiche di sburocratizzazione, semplificazione, sostegno e promozione  del lavoro artigiano.

In Capitanata l’artigianato conta circa 11.000 aziende e 20.000 occupati, ma occorre considerare che l’economia sommersa riguarda un ulteriore 35-40% di quella rilevata ufficialmente. A Manfredonia il comparto artigiano è costituito da circa 1.000 aziende con oltre 2.000 occupati.      Va al più presto realizzata la prevista Conferenza Provinciale dell’Artigianato, necessaria per riscoprire la ricchezza e predisporre il primo piano triennale dell’artigianato dauno.      Sul piano territoriale c’è bisogno di riprogrammare e rimotivare lo sviluppo socio economico mediante strumenti innovativi di governo locale, quali la “democrazia partecipata” (forse l’unica e centrale risorsa in tempi di crisi), la condivisione di conoscenze ed informazioni per orientare le decisioni, indicandone anche gli strumenti operativi, i tempi, le verifiche ed i monitoraggi.

A tale proposito alcune prioritarie iniziative necessarie, da realizzarsi con il determinante protagonismo dell’Ente locale, sono:
1.    Adeguare e potenziare la funzionalità e l’operatività dell’Assessorato comunale allo sviluppo economico, opzione necessaria, fra l’altro, a fronteggiare più positivamente le complesse dinamiche imprenditoriali e del lavoro, stimolare e valorizzare le grandi risorse e le potenzialità infrastrutturali e produttive presenti nell’area, operando in una logica di integrazione territoriale e tra i vari settori economici.
2.    Definire una completa e articolata mappa insediativa e dei bisogni di qualificazione delle aree di insediamento produttivo delle aziende artigiane, per rendere più funzionali le aree stesse e le utilities relative (ricchezza, prodotti, occupazione, servizi comuni utili per rafforzare tali insediamenti e consentirne uno sviluppo auto- propulsivo).
3.    Individuare e favorire l’impiego di risorse nazionali, comunitarie e regionali (ad es. nel contesto della promozione e funzionalità di sportelli o uffici Europa), per incentivare la creazione di reti di imprese artigiane in grado di qualificare e diffondere le peculiarità del territorio.
4.    Attivare iniziative per ottenere migliori condizioni di accesso al credito per le imprese artigiane, coinvolgendo istituzioni locali, banche, consorzi di garanzia, anche attraverso appositi incontri banche/associazioni promossi e sollecitati dal Sindaco o dall’Assessorato allo sviluppo economico.
5.    Promuovere e sostenere le iniziative per la formazione professionale, anche manageriale, la qualificazione delle competenze, il lavoro svolto in sicurezza, in rapporto alle reali peculiarità e potenzialità produttive delle imprese artigiane del territorio, attivando le risorse pubbliche di Regione e Provincia e quelle dei fondi della bilateralità, avvalendosi sia dei Centri di Formazione Professionale già operanti sul territorio, sia della competenza dei maestri artigiani nell’ambito delle botteghe-scuola.
6.    Realizzare in collaborazione con associazioni, forze sociali ed organismi competenti, azioni per contrastare la notevole diffusione del lavoro nero e sommerso di tipo artigianale presente nel territorio, lesivo dei diritti di chi lavora e fattore di illegalità che penalizza la competitività delle aziende rispettose di norme e contratti, adoperandosi per tutelare e far incontrare le esigenze delle imprese e dei lavoratori.
7.    Valorizzare e rilanciare la presenza dell’artigianato artistico e tradizionale e quello dell’abbigliamento su misura, storicamente e culturalmente fondante la comunità locale, che si è notevolmente ridotto nel corso degli anni recenti perché ritenuto di marginale interesse produttivo. Difatti questo ambito del lavoro artigiano è probabilmente quello più idoneo oggi ad intercettare forme nuove di auto-imprenditorialità giovanile ed in cui si può realizzare una più proficua collaborazione tra Regione, Provincia, Comune e Associazioni degli artigiani, anche attraverso consorzi, centri servizi specifici e adottando norme ed iniziative che agevolano l’apprendistato professionalizzante e promuovano mostre permanenti dei prodotti artigianali del territorio.

Associazione “Lavoro&Welfare” di Capitanata   
Associazione Artigiani Maria SS.di Siponto
Ufficio Diocesano per la Pastorale Sociale e del Lavoro-Arcidiocesi Manfredonia Vieste S.G.Rotondo

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Emergenza crisi economica: S.O.S. Donne


Dagli anni ’60-’70, periodo della “rivoluzione sociale”, il genere “femminile” è stato considerato un importante volano per smuovere le coscienze verso le grandi questioni sociali legate all’uguaglianza dei sessi, alla rivendicazione dei diritti di cittadinanza degli emarginati per le problematiche di tipo religioso e razziale. Inoltre la donna era considerata un soggetto importante per lo sviluppo economico di un paese per la versatilità e dinamicità nel fronteggiare le diverse richieste del mercato del lavoro.

Riflettendo, a distanza di quasi 50 anni, nelle arene politiche pubbliche, la donna viene presa in esame, nelle questioni sociali ed economiche, quale figura necessaria per trovare possibili soluzioni alla grande crisi che investe il mondo intero. Questo dovrebbe forse lusingarla o innervosirla per il notevole ritardo in cui si è preso coscienza di quanto sia indispensabile la donna non solo per il “lavoro di cura” (per i figli e le persone con disagio complesso) ma soprattutto nel mondo del lavoro in generale. Infatti la donna si è rivelata essere una notevole risorsa in diversi ambiti lavorativi inclusi quelli a carattere quasi esclusivamente maschile (settore meccanico ed elettronico).

Anche nel nostro territorio le istituzioni (pubbliche e private) hanno preso coscienza di questa necessaria risorsa rappresentata proprio dalla donna. Ma occorre del tempo per inserire pienamente la donna, nel mondo del lavoro, sia come dipendente che come imprenditrice adeguando la città di Manfredonia con idonee strutture qualificate che garantiscano efficaci servizi per la cura dei minori e delle persone non autosufficienti per diverse disabilità (mentali e fisiche).

E’ anche vero che le ultime amministrazioni locali hanno impegnato risorse economiche per dotare la città di questi essenziali servizi ma occorre fare ancora tanto. Basti pensare, per esempio, che il tempo pieno (o prolungato) adottato nelle scuole primarie è partito ancora quest’anno e solo per una classe del primo anno. Direi che è davvero molto poco, si dovrebbe consentire a tutti gli alunni di tutte le classi di poter usufruire del servizio di refezione così come avviene per la scuole materne, incentivando il servizio comunale garantito dalla cooperativa e ritenuto molto buono dalle famiglie che ne usufruiscono. Allora perché non incentivare il servizio di refezione che va già bene e che è utile per le famiglie di Manfredonia! Si dovrebbe cercare di migliorare il sistema scuola-comune per poter soddisfare la numerosa domanda delle famiglie. Certo i problemi economici non sono pochi, così come descritti dai dirigenti scolastici, ma se c’è stato lo sforzo per adeguare le strutture scolastiche di una sala mensa sicuramente, ci si augura, che si possa, nel prossimo futuro, soddisfare le richieste di altre famiglie. Pensiamo che il cittadino, attento a queste problematiche, riesca a farsi carico anche di piccoli sacrifici per il soddisfacimento delle suddette richieste e bisogni. Basti pensare come la cittadinanza abbia partecipato attivamente alle questioni delicate che investono il campo sanitario della nostra città (servizi ospedalieri). Tra le questioni legate alla figura della donna, il lettore converrà con noi nel considerare che le politiche per la famiglia non soddisfino appieno le loro esigenze e necessità e che se le istituzioni pubbliche insieme a quelle del privato sociale (associazioni e cooperative sociali) unissero le loro forze, sicuramente si riuscirebbe con minor sforzo a realizzare strutture e servizi utili all’intera collettività.

Rivolgiamo uno sguardo attento alle amministrazioni locali affinchè continuino a prestare  sempre la giusta attenzione alle problematiche ed esigenze delle famiglie della nostra città soprattutto in questo periodo storico così duro per la grave crisi che investe tutti gli ambiti socio-politici ed economici.

Per quanto la donna possa essere considerata un importante risorsa nel mondo del lavoro, il tasso di occupazione e i livelli retributivi sono sempre molto sperequati rispetto a quelli maschili, registrati già prima della crisi, così come le condizioni lavorative (tempi e spazi) non le hanno permesso di poter conciliare al meglio le esigenze familiari con le necessità lavorative. L’amministrazione comunale già dall’anno scorso ha dato avvio al progetto legato ai Tempi/Spazi della città per fronteggiare le questioni dei tempi di vita/lavoro della cittadinanza ma il successo dello stesso progetto avverrà se il “cittadino responsabile” si farà carico anch’egli di queste questioni partecipando attivamente.

Con l’auspicio di poter superare al meglio questo duro periodo di grave crisi economica, ricordiamo il lettore di non perdere i prossimi numeri che verteranno sulle questioni sociali, politiche ed economiche della nostra città.

Grazia Amoruso

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Presentazione del libro “Sanità SPA”


“Un minuto di silenzio fu il tributo chiesto dal coordinamento regionale degli infermieri per Mariarca Terracciano, moglie, madre, infermiera e suo malgrado eroina. Avrebbe fatto volentieri a meno di quest’ultimo ruolo, ma i predoni della sanità hanno fatto di tutto per conferirle la medaglia. Tangenti, sprechi, lottizzazioni, clientelismi: il rosso dei conti è diventato così acceso da sembrare sangue. Essere sangue. Quello di Mariarca, che si è letteralmente svenata per difendere il suo stipendio, ma anche quello di tanti pazienti umiliati da un servizio fatiscente. Perché gli ospedali sono sovraffollati, il personale scarseggia, c’è il blocco del turnover, la medicina di base agonizza, i tagli sono pesanti”.

E’ così che inizia “Sanità SPA – Tagliare il malaffare per salvare il diritto di tutti alla cura e all’assistenza”, edito da Newton Compton, scritto da Daniela Francese. Giornalista freelance, laureata in Scienze della Comunicazione, la Francese ha dalla sua numerose collaborazioni con la RAI, per esempio, ma anche con l’Istituto Luce, l’ADN Kronos ed Il Messaggero. Da un pò di anni a questa via ha indirizzato il suo lavoro, ed i propri sforzi, verso la salvaguardia e il rispetto dei diritti umani. Nel 2009 ha ricevuto la menzione speciale, per il suo saggio-inchiesta “La salute rubata”, al Premio “Maria Grazia Cutuli”.
Mariarca Terracciano, invece, è la donna dalla cui figura parte l’analisi della Francesesu tutti i mali della nostra sanità: una donna morta dopo che per tre giorni si era fatta prelevare 150 ml di sangue come protesta per il mancato pagamento dello stipendio.

L’autrice illustra una vera e propria radiografia di tutte le iniziative truffaldine che pregiudicano il diritto alla salute dei cittadini, garantito dalla Costituzione. Un libro che concorre all’acquisizione della giusta consapevolezza di un diritto collettivo, in un momento in cui ci ritroviamo a dover fare i conti con la crisi ed i suoi i tagli.

Raccogliendo l’invito del Sindaco, la giornalista Daniela Francese sarà a Manfredonia sabato 17 dicembre 2011. L’incontro, con presentazione del libro, si svolgerà dalle ore 18.30 nei locali del Laboratorio Urbano Culturale “Peppino Impastato” e vedrà partecipare al dibattito proprio il Primo Cittadino, Angelo Riccardi, il giornalista Michele Iula ed il subcommissario di Governo per il Piano di Rientro della Campania e del Molise, Mario Morlacco. Modererà il direttore de “L’Attacco”, Piero Paciello.

“Dovremmo tutti provare a fronteggiare, promuovendo la consapevolezza, i cattivi comportamenti – dice Riccardi - che ci sottraggono di fatto il diritto alla salute. Per consapevolezza intendo l’equivalente di assumersi le proprie responsabilità, cancellando l’alibi dell’ignoranza. Concordo con Daniela Francese quando afferma del dovere della classe politica: bisogna dimostrare con i fatti quanto la salute sia da considerarsi come bene comune e quanto si ha a cuore la stabilità sociale di cui la sanità è un potente regolatore”.

I 130 miliardi di euro che corrispondono al costo annuale della salute in Italia; i numeri del fiume di denaro gettato al vento grazie all’abuso di esami e accertamenti clinici sbagliati o addirittura superflui; gli errori compiuti dagli addetti ai lavori per superficialità o per dolo; le interminabili file delle liste d’attesa. Argomenti sempre validi e attuali che meritano di essere analizzati con obiettività, perspicacia e numeri stessi alla mano così come si farà nell’occasione dell’incontro dei prossimi giorni.

Tutti sono invitati a partecipare, l’appuntamento è alle 18.30 del 17 dicembre presso la sede del LUC.


Ufficio Stampa e Comunicazione – Comune di Manfredonia

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Patto dei Sindaci. Un impegno per l’energia sostenibile


La Commissione Europea, nel novembre del 2005, ha lanciato la campagna “Energia sostenibile per l’Europa” la cui finalità è quella di promuovere un utilizzo migliore delle fonti energetiche ed assicurare una crescita della qualità della vita negli Stati membri. Gli obiettivi specifici sono molteplici:

  • sensibilizzare i responsabili (locali, regionali, nazionali ed europei) delle decisioni sui temi caratterizzanti la relazione clima-energia;
  • diffondere le migliori esperienze di sviluppo energetico realizzate nei territori europei;
  • assicurare sostegno per promuovere un’adeguata sensibilizzazione dell’opinione pubblica agevolandone una migliore comprensione;
  • stimolare gli investimenti privati nell’impiego di tecnologia per la produzione e il consumo sostenibili di energia.

Il Comune di Manfredonia, nel corso della seduta di Consiglio Comunale del luglio scorso, ha formalizzato la propria adesione all’iniziativa, denominata “Patto dei Sindaci”, per contribuire alla riduzione delle emissioni di CO2, sul territorio comunale, di almeno il 20% (corrispondente a circa 17.293 tonnellate). Questo obiettivo verrà realizzato attraverso l’attuazione di un Piano d’Azione sull’energia sostenibile che includa un inventario base delle emissioni e fornisca indicazioni su come gli obiettivi verranno raggiunti. Una vera e propria manifestazione di intenti a cui è seguita una dettagliata e laboriosa fase di realizzazione pratica, che ha coinvolto lo studio del dott. Giovanni Fiore nella definizione delle modalità di partecipazione al Piano, nell’acquisizione dei dati necessari a costruire l’inventario delle emissioni, nella condivisione dei risultati dell’inventario delle emissioni di CO2 e nella selezione delle Azioni di Piano necessarie al raggiungimento degli obiettivi, terminata con la presentazione, alla Commissione Europea, del Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile (PAES).

“Il Patto dei Sindaci è una grande opportunità – spiega il Sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardiper un impegno reale nella transizione verso un nuovo modello di sviluppo sostenibile: le norme europee prevedono verifiche biennali sul raggiungimento degli obiettivi e le amministrazioni che non presenteranno per due volte il rapporto biennale saranno escluse formalmente dal Patto. È un impegno cogente che consentirà all’Amministrazione di definire ed attuare una politica organica e coerente rispetto alle tematiche energetiche ed ambientali del nostro territorio, con ricadute positive sulle attività commerciali, sul turismo, sul terziario ed in generale sul mondo del lavoro”.

“L’Amministrazione comunale – prosegue Riccardisi è impegnata, in linea con la filosofia del Patto dei Sindaci, ad effettuare un importante intervento di riqualificazione energetica. Ciò si tradurrà nella riduzione delle emissioni di CO2, con misure principalmente a breve termine, intervenendo in primo luogo sull’illuminazione pubblica e sull’efficienza degli edifici comunali, delle sedi municipali e delle scuole. L’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, che permettono di ridurre la dipendenza da fonti energetiche tradizionali non rinnovabili come i combustibili fossili da un lato e il passaggio a combustibili che abbiano un minor impatto ambientale dall’altro lato, inducono ad attuare una politica di effettiva riduzione delle emissioni di gas serra. In questo modo non solo il Comune si impegna in prima persona a ridurre costi e sprechi ma mira a rendere l’ambiente urbano sempre meno inquinato dalle proprie attività”.

L’Assessore all’Ambiente e Sviluppo Sostenibile, Michele Gallifuoco, tratteggia le modalità dell’azione “Per quel che concerne i settori di intervento, si è cercato di dare priorità a quelle azioni che potessero essere ricollegate allo sviluppo turistico (nelle sue varie accezioni) con il ruolo di fattore trainante e aggregante degli altri settori. Un territorio che generi energia alternativa, che sia rispettoso della salute dei cittadini, che sviluppi metodi di governance locale all’altezza degli scenari imposti dalla globalizzazione, diventa un’area molto ricercata per affluenze turistiche e per una crescita socioeconomica capace di nuova occupazione e sviluppo sostenibile, rispettosa della tradizione locale e del proprio patrimonio culturale e ambientale”.

Il primo cittadino, Angelo Riccardi, specifica che “Molte delle azioni potranno essere finanziate grazie ai risparmi ottenuti con le azioni già messe in campo e portate a buon fine; infatti l’intero progetto è stato strutturato in maniera tale da sviluppare un effetto virtuoso a “catena” che permetterà di accelerare la realizzazione di tutte le azioni, ridurre i consumi e le rispettive emissioni, e di convincere sempre più cittadini ad aderire al progetto per raggiungere i traguardi prefissati con una sempre più larga partecipazione della cittadinanza”.

 

“L’Amministrazione manfredoniana -afferma l’Assessore Michele Gallifuocos’impegna ad organizzare una struttura ad hoc interdisciplinare, nell’ambito dei propri uffici e con l’aiuto di professionalità esterne. Tale struttura procederà all’attuazione delle azioni contenute nel Piano di Azione con la necessaria gradualità, e provvederà ad inviare i rapporti sulle azioni realizzate e sui risultati ottenuti alla Commissione Europea, così come previsto dal regolamento del Patto dei Sindaci, condividendo le azioni di successo e le metodologie per raggiungere tali risultati”.

Ulteriori ed approfondite notizie possono essere visualizzate sul sito istituzionale del Comune di Manfredonia, alla pagina http://www.comune.manfredonia.fg.it/patto.htm , dove è possibile consultare il testo della convenzione ed il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile, oltre che la lista delle 1600 città firmatarie nel territorio europeo.

Ufficio Stampa e Comunicazione – Comune di Manfredonia

 

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20 Ottobre. Giornata nazionale della mediazione familiare


“Non ci sono dati precisi- afferma l’Assessore Paolo Cascavilla – ma le approssimazioni sono eloquenti. Un insegnante ha riferito, in una riunione presso i Servizi Sociali, che in una sua classe 8 alunni provengono da famiglie separate. Buona parte dei contributi straordinari del Comune di Manfredonia sono destinati a donne nubili con figli. E si tratta di donne che hanno vista interrotta la relazione di convivenza”.

Il fenomeno è consistente, ed assume aspetti di natura economica, sociale e culturale rilevanti soprattutto quando sono presenti i figli. L’attenzione degli operatori sociali è rivolta in particolar modo nel creare percorsi finalizzati a regolare i conflitti e a restituire ai genitori, in via di separazione o già separati e divorziati, la responsabilità delle decisioni riguardanti i figli. Lo scopo della mediazione familiare è aiutare la coppia ad elaborare la fine del patto coniugale ed a rilanciare quello genitoriale.

Di mediazione familiare se ne è parlato nei giorni scorsi presso la sede dei Servizi Sociali.
Emiliana Santodirocco, psicologa, ha svolto (da marzo a settembre di questo anno) il tirocinio per un master di II livello (Università Cattolica di Milano) presso i Servizi Sociali di Manfredonia. Tutor la dott.ssa Eleonora De Cristofaro. Frutto di questo lavoro è una relazione nella quale sono riportati i vari casi e gli incontri con diverse coppie in conflitto, un lavoro svolto in collaborazione con le assistenti sociali Rosa Simone e Maria Palumbo.

“Vi è la convinzione – dice la Santodiroccoche la separazione o il divorzio siano esperienze da gestire nelle aule giudiziarie. La fine del matrimonio non è la fine della famiglia e del ruolo genitoriale. Non è nel conflitto in sé che si insidia il pericolo della rottura del legame, ma nelle modalità di gestirlo. Ed è possibile gestirlo solo se si mette da parte rabbia e voglia distruttiva”.

L’aspetto più preoccupante è la manipolazione dei figli che sono le vere vittime. Come quel bambino delle scuole elementari che ha comportamenti bizzarri ed usa ancora il pannolino, o come quella bambina cresciuta in fretta e che fa discorsi da grande o di un altro bambino che ha problemi di identità di genere.

“La conflittualità familiare gestita male – sostengono le assistenti sociali dei Servizi Sociali comunaliè un inferno per il bambino. Si tratta di ricreare una fase serena ed impedire conseguenze nei figli soprattutto nel periodo adolescenziale. Generalmente i conflitti non gestiti approdano ai Servizi Sociali in forme e modalità a volte molto gravi. Sostenere queste famiglie, prima che il conflitto degeneri in forme esasperate, è importante”.
E’ importante, appunto, anticipare i tempi: ci sono soggetti (pediatri, insegnanti, parroci) che hanno la possibilità di percepire prima le situazioni e potrebbero intervenire segnalando le situazioni al Servizio Sociale o al Consultorio convincendo le coppie a rivolgersi ai servizi esistenti.

Altro aspetto importante sono i bambini. E’ importante sentirli. Altrove sono nati “i gruppi di parola” ideati per ascoltarli. Le reazioni dei figli sono influenzate dalla quantità di conflitto che vivono prima della separazione, dalla misura in cui i loro genitori sono in grado di collaborare, dalla possibilità di ambedue i genitori di cooperare per l’educazione dei figli.

Una buona mediazione non prevede un vincente e un perdente, ma due vincenti.

Ufficio Stampa e Comunicazione – Comune di Manfredonia

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Lettera aperta al personale sanitario


La tutela della salute è un diritto fondamentale indicato nella nostra Carta Costituzionale che ha richiesto decenni di impegno e di lotte dei cittadini e dei lavoratori per trovare una sua concreta e dignitosa applicazione nel nostro territorio con la nascita di ospedali e servizi socio-sanitari territoriali. Oggi tutto questo viene messo fortemente in discussione per il presente e ancor più per il futuro, dato che, sulle spalle della cittadinanza, sono state  decise riduzioni di servizi, di strutture, di personale. Sappiamo che i medici, nella loro professione, si ispirano al Giuramento di Ippocrate e, quindi, a scopi esclusivi, quali: “la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell’uomo ed il sollievo della sofferenza da realizzare con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ai principi etici della solidarietà umana, e alla cura di tutti i pazienti con uguale scrupolo ed impegno, indipendentemente dai sentimenti che essi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità, condizione sociale socio-economica ed ideologia politica”.

Le professioni sanitarie non sono semplici attività burocratiche, ma richiedono senso di umanità. Non sono solamente il denaro ed il guadagno, infatti, le misure del valore della professionalità, ma conta molto il senso  della propria dignità e la consapevolezza di fare tutto il possibile per aiutare l’altro in difficoltà. Voi, avete una funzione fortemente significativa, sia per la considerazione sociale goduta, sia per il ruolo professionale di aiuto e di cura alle persone che a voi si rivolgono e che di voi si fidano. Oggi l’Ospedale di Manfredonia è in grave difficoltà e, oltre alla partecipazione dei cittadini, occorre un impegno preciso e rilevante di chi vi lavora per  assicurare servizi sanitari dignitosi per tutti. Facciamo un appello a tutti voi,  affinché siate protagonisti di questa tutela del diritto alla salute dei cittadini, contrastando  il declino e il degrado dei servizi sanitari. Voi sapete, più di chiunque altro, come stanno effettivamente le cose e quali conseguenze comporta la riduzione di posti letto, la carenza di personale per l’efficacia dei servizi sanitari, soprattutto in assenza di strutture territoriali alternative.

Pertanto chiediamo il vostro impegno in prima persona, sia informando i pazienti ed i cittadini, sia individuando soluzioni e proposte alternative, valide e coerenti ai bisogni della popolazione residente, pur in un quadro di razionalizzazione e riduzione di risorse, vista la grave crisi economica. Vi chiediamo quindi di partecipare responsabilmente e personalmente ai processi sociali in atto nel nostro territorio. C’è da promuovere nel tempo una lunga e difficile mobilitazione delle coscienze e delle azioni, personali e collettive, per costruire qualcosa di nuovo e di valido in un momento in cui le ricadute negative di quanto sta verificandosi si riflettono soprattutto sulle persone e sui ceti più deboli. Spetta a voi, nelle forme e con le modalità che riterrete opportune, far sentire la vostra voce e la vostra vicinanza su un aspetto così importante per il futuro e la vita della nostra comunità.

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Matteo Tricarico: Manfredonia-Vietnam e ritorno per i diversabil


È tornato finalmente a casa Matteo Tricarico, è tornato nella sua Manfredonia, dopo due anni esatti; 730 giorni passati a varcare confini, a conoscere vite, mondi, strade, ad apprendere notizie, situazioni, a fare informazione, a sensibilizzare l’opinione pubblica sulle problematiche dei bambini disabili e su fanciulli e ragazzi sieropositivi. Ha attraversato città popolose e periferie abbandonate Matteo, zone marginali e desolanti e quartieri pullulanti d’umanità. Tutto e il suo contrario in questo lungo viaggio animato da un progetto specifico di quasi 30 mila chilometri, in cui ha toccato Cambogia, Laos, Thailandia, Myanmar, Bangladesh, India, Nepal, Emirati Arabi Uniti, Iran, Armenia, Georgia, Turchia e Grecia. È partito da Saigon il 10 dicembre 2009 con la sua bicicletta, compagna fedele di viaggio e mezzo quasi esclusivo di locomozione, percorrendo decine e decine di Stati, terre di confine, avamposti e dogane dell’Asia più profonda fino a giungere in Italia e poi a casa a mezzodì del 9 ottobre scorso.

Nel suo straordinario percorso, nella sua incredibile impresa, motivata in particolare dalla sensibilità e dall’amore per chi soffre, dal rispetto e dalla comprensione per chi è disagiato, Matteo ha trovato negli occhi di bambini abbandonati, ma felici al sol vederlo, tanta voglia di vivere, di sorridere per scacciare la disperazione e la povertà, tante ragioni di fiducia nel futuro, motivazioni ulteriori per consolidare un progetto nel quale ha creduto da sempre: manifestarsi con la sua associazione “Travel For Aid” come ambasciatore umanitario e testimone di speranza. Nell’ultima tappa, da Margherita di Savoia a Manfredonia, è stato scortato dai ciclisti del Gruppo Sportivo Sipontino, organizzatori con la Uisp Gargano, l’Avis e le associazioni per disabili “Delfino” e “Occhi Felici” di un ben nutrito Comitato di Accoglienza, patrocinato dall’Amministrazione Comunale della città sipontina.

Ad abbracciare Matteo, a conclusione del viaggio, il primo cittadino Angelo Riccardi e, in un tripudio festante e commovente, tanti ragazzi diversamente abili, che adesso sognano di passare con il loro beniamino una notte a far festa e a guardare le stelle.

Vincenzo Di Staso

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Apertura al pubblico dell’Ufficio Consulta Anziani ed Inabili


La Consulta degli Anziani ed Inabili informa che, nella seduta dell’11 ottobre 2011, ha approvato, tra gli altri argomenti in discussione, il seguente:

l’apertura dell’Ufficio della Consulta, al pubblico, presso la sede dei Servizi Sociali, in via San Lorenzo 47, a partire da lunedì 7 novembre 2011, dalle ore 10.30 alle ore 12.00 e così per tutti i lunedì feriali. Ciò al fine di offrire, per quanto di propria competenza, un ulteriore supporto di sostegno, consulenza ed aiuto agli anziani e disabili che intendano rivolgersi ad essa.

Gli interessati potranno anche, alle ore e nel giorno stabilito, cioè tutti i lunedì feriali, telefonare direttamente al n°. 0884-519685.

Si comunica, inoltre, che l’indirizzo e-mail della Consulta degli Anziani ed Inabili è: consultanziani@comune.manfredonia.fg.it .

Ufficio Stampa e Comunicazione – Comune di Manfredonia

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Grido d’allarme dal Tribunale dei diritti del malato di Manfredonia


Il Tribunale per i diritti del malato (TDM) nasce da un’iniziativa di Cittadinanzattiva (movimento di partecipazione civica per la promozione e la tutela dei diritti dei cittadini e dei consumatori), nel 1980 per tutelare e promuovere i diritti dei cittadini nell’ambito dei servizi sanitari e assistenziali e per contribuire ad una più umana, efficace e razionale organizzazione del servizio sanitario nazionale. Il TDM opera sul nostro territorio dal 1999 con un Ufficio dedicato, presso l’Ospedale San Camillo de Lellis di Manfredonia, il cui coordinamento territoriale è affidato all’Avv. Eleonora Pellico, la quale gestisce una rete costituita da cittadini comuni, ma anche da operatori dei diversi servizi e da professionisti, che si impegnano a titolo volontario per la tutela della salute e del benessere dei cittadini sipontini e di Capitanata.

La situazione che stiamo vivendo rappresenta una vera e propria tragedia” dichiara la Pellico, riferendosi al possibile declassamento dell’Ospedale di Manfredonia ed alle ripercussioni che tutto questo potrà avere sui cittadini e sulla tutela della propria salute. Il TDM oltre a costituire un organo di controllo e monitoraggio all’interno delle strutture ospedaliere, si configura anche come centro di raccolta reclami, atto a garantire assistenza, consulenza ed aiuto ai cittadini che si trovano a vivere delle ingiustizie legate alla sanità, fornendo una piena tutela e protezione dei propri diritti. Ma dalla conversazione con la coordinatrice, emergono dei veri e propri paradossi, che lei stessa definisce “tipici dei manfredoniani”, come ad esempio, il fatto che la maggior parte degli utenti sipontini, nonostante si trovino a vivere un periodo molto delicato per la questione salute, continuino a lamentarsi ed a fossilizzarsi solo sulle questioni già note (code agli sportelli, liste di attesa troppo lunghe) invece di attivarsi anche e soprattutto per una vera e propria mobilitazione per scongiurare il declassamento (o chiusura, nella peggiore delle ipotesi) dell’Ospedale di Manfredonia.

Oltre alla questione delle continue lamentele, definite a volte “sterili”, l’avvocatessa sipontina affronta poi un’altra problematica, quella dell’anonimato, confidandoci che quasi mai gli utenti hanno il coraggio di esporsi personalmente nella denuncia; “questa rappresenta una questione culturale molto radicata” ribadisce la Pellico; un anonimato che non permette però al Tribunale di procedere secondo le norme richieste, per cui “l’Associazione tutela chi decide di denunciare, ma bisogna esporsi”. Una chiacchierata dalla quale emergono, quindi, un scarsa partecipazione ed un’inesistente mobilitazione da parte della cittadinanza nei confronti di una problematica che dovrebbe, invece, portare tutti in prima fila, nella battaglia per la tutela del proprio diritto alla salute, per il diritto di essere assistiti in caso di bisogno, e non portati altrove con il rischio di non farcela nel frattempo.

Il nostro ospedale è diventato un centro di smistamento” dichiara l’avvocatessa, “un fatto grave per una città che conta 60 mila abitanti (con punte di 100 mila unità nel periodo estivo), senza contare poi tutto il bacino d’utenza proveniente dai paesi limitrofi”. Non meno rilevante, ci è sembrata, la questione politica che ruota attorno a questa vicenda: “devo ammettere che il Sindaco è sempre stato disponibile con noi, ma siamo arrivati ad un punto per cui anche lui dichiara di avere le mani legate” ammette la Pellico, preoccupata della poca chiarezza e della totale incertezza che aleggia a livello politico, sia Regionale che Nazionale, sulla questione sanitaria.

TABELLA 1 POSTI LETTO TOTALI DELLA ASL DI FOGGIA

OSPEDALI

Posti Letto

P.L. Rideterminati

Cerignola

238

196

Manfredonia

189

159

Monte Sant’Angelo

26

0

San Severo

214

231

San Marco in Lamis

96

0

Torremaggiore

44

0

Lucera

163

127

TOT.

970

713

 

TABELLA 2               OSPEDALE DI MANFREDONIA    (di base)

Disciplina

P.L. HSP
1-1-2010

P.L. Rideterminati 
al 31-12-2010

Cardiologia

9 (8+1)

12

Medicina interna

38

24

Geriatria

 

 

Emodialisi

14

 

Nefrologia

 

 

Gastroenterologia

12 (10+2)

12

Pneunologia

 

 

Chirurgia Generale

31 (28+3)

24

Oculistica

 

 

Ortopedia

19

16

ORL

 

 

Urologia

 

 

Ostetricia e Ginecologia

30 (27+3)

24

Pediatria

13 (11+2)

12

Neonatologia

 

 

Terapia Intensiva

 

 

Unità Coronaria

8

8

Psichiatria

15

15

Riabilitazione Codice 56

 

 

Riabilitazione Cardio

 

 

Riabilitazione Pneumo

 

 

Lungodegenza

 

12

TOT.

189

159


Luisa Buonpane

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“Piano di riordino” e “Piano di rientro” della Regione Puglia


Prima di tutto viene la tutela della salute dei cittadini! La salute è un diritto dei cittadini e la promozione della salute è il fine del Sistema Sanitario Regionale, ma i tempi recenti sembrano smentire tali principi. Il “Piano di riordino della rete ospedaliera” ed il “Piano di rientro e riqualificazione del sistema sanitario” 2010/2012 adottati dalla Giunta della Regione Puglia, in teoria si pongono complessivamente due obiettivi:

- il miglioramento della qualità e l’appropriatezza dell’offerta ospedaliera;
- il contenimento della spesa relativa.

Il primo obiettivo, seguendo l’impostazione della Regione, si persegue mediante il trasferimento di oltre 150.000 ricoveri in strutture assistenziali alternative (ad es. lungo degenza o riabilitazione per gli acuti; hospice e residenze sanitarie assistite come modalità assistenziali sostitutive; day service e case della salute per le attività ambulatoriali). Il secondo obiettivo, cioè il contenimento della spesa, è perseguito principalmente attraverso la riduzione dei posti letto, dei reparti e chiusura di alcuni Ospedali.

Nel nostro territorio le strutture assistenziali alternative sopra indicate non sono sufficienti e quindi la programmata territorializzazione della sanità, oggi purtroppo ancora inadeguata,  ci penalizza gravemente e rischia di diventare perdita secca del diritto alla salute. La programmazione regionale prevede nello specifico la riduzione di 257 posti letto in Capitanata (di cui 30 unità nell’Ospedale di Manfredonia), la disattivazione degli Ospedali con meno di 70 posti letto con loro parziale riutilizzo in strutture sanitarie territoriali ed infine l’accorpamento o la disattivazione di Unità operative ospedaliere sulle basi di gravi carenze dell’organico, del tasso medio triennale dell’occupazione dei posti letto e dell’inappropriatezza delle prestazioni.

Tutto questo ha avuto, sta avendo e potrà avere conseguenze molto gravi per la situazione sanitaria del nostro territorio, privando di una adeguata copertura sanitaria i cittadini fino al punto di far saltare i livelli essenziali di assistenza (LEA).

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Prorogato fino dicembre il trasporto di acqua potabile per residenze non servite dall’A.Q.P.


Prorogato fino al 31 dicembre 2011 il servizio di trasporto, con autobotti, dell’acqua potabile dagli idranti comunali al domicilio dei cittadini residenti in zone non servite dall’A.Q.P. (Acquedotto Pugliese). La proroga si è resa necessaria dopo aver constatato che il contratto per il trasporto  e la diffusione dell’acqua potabile, sottoscritto dalla ditta Soc. Coop. “Autotrasporti Marconi” di Manfredonia, scadeva il 30 settembre scorso.

Considerando, inoltre, che il servizio ricopre certamente una valenza sociale, poiché teso a favorire il permanere delle famiglie nelle campagne, si capisce bene che si sono dovuti prendere necesseriamente dei provvedimenti a riguardo. La spesa trova copertura – il testo parla di spesa presumibile – al cap. 4650, “Spese per trasporto e acqua potabile” appunto, del bilancio per l’esercizio finanziario 2011, ma non viene specificato in esso a quanto ammonta tale spesa.

Tiziano Samele

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Segnalazioni e richieste inerenti il sito Unesco di Monte Sant’Angelo e zone limitrofe


Nell’attesa di conoscere più in dettaglio il piano di gestione sottoscritto con l’Unesco, non ancora disponibile alla consultazione, le scriventi associazioni chiedono all’amministrazione comunale e agli uffici tecnici di vigilare affinché si intensifichino i controlli sui cantieri in corso nel centro storico, buffer zone del sito Unesco di San Michele Arcangelo, al fine di verificare la coerenza degli interventi a quanto stabilito nel regolamento comunale e nel piano di gestione del sito Unesco, ma soprattutto la sussistenza delle regolari autorizzazioni ad eseguire i lavori con i materiali di provenienza locale e a controllare il corretto smaltimento degli inerti.

Tutto quanto a motivo del fatto che le associazioni e i cittadini assistono a interventi di modifica irreversibile anche su manufatti in pietra che andrebbero per le loro peculiarità architettoniche e culturali sottoposti al massimo regime di tutela. Ad esemplificazione di quanto sopra facciamo notare come numerose coperture in coppi e contro coppi siano state modificate nell’essenza del materiale e che i famosi camini e le gronde in pietra siano stati demoliti in gran numero o sostituiti con materiali impropri. Si fa notare che quanto da noi richiesto riveste carattere di urgenza e di indifferibilità di intervento anche laddove potrebbe sembrare inopportuno intervenire.

Siamo anche preoccupati dei ritardi circa lo sgombero richiesto dall’ICOMOS dell’area a parcheggio prospiciente la Basilica di San Michele, in piazza Carlo d’Angiò, che a tutt’oggi risulta svolgere il ruolo di parcheggio pubblico a pagamento. Si manifesta preoccupazione anche per eventuali progetti di sistemazione della piazza suddetta. Le scriventi chiedono di essere coinvolte per poter esprimere i propri pareri su progettualità che insistono in zone sensibili.

Si coglie l’occasione di avanzare richiesta ufficiale di copia del piano di gestione, che codesta amministrazione ha promesso di pubblicare tempestivamente, ma che alla data odierna risulta non pubblicato e non consultabile.

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Gennaro Moldaunia esige risposta


Non si arrende e mai lo farà l’ingegnere foggiano Gennaro Amodeo nel portare avanti il suo progetto di fusione tra la Capitanata ed il Molise al quale sta lavorando e cercando di convincere da oltre dieci anni, ma ultimamente sembra che la sua voce di positività per il “Movimento Popolare Progetto Moldaunia” non è ascoltata, infatti, è da circa cinque mesi che Mister Moldaunia ha presentato richiesta di ammissione al referendum all’Amministrazione Provinciale per il passaggio del Foggiano dalla Puglia al Molise ma, tutt’oggi, l’ingeniere non ha ancora ricevuto alcuna risposta.

Per affrettare i tempi nel ricevere voce e spazio Gennaro Amodeo si è rivolto allo studio legale Mucciarone per sollecitare quest’attesa risposta il quale dichiara, tramite lettera, per conto di Amodeo: “Scrivo nell’interesse del Movimento popolare Moldaunia per ribadire che il presidente Amodeo, ritenendo sussistenti i presupposti di cui al terzo comma dell’articolo 9 dello studio provinciale chiede l’espletamento da parte della Provincia di tutti quegli atti ed adempimenti necessari a pervenire alla richiesta di ammissibilità alla Corte di Cassazione del referendum avendo per oggetto il passaggio della provincia di Foggia dalla Regione Puglia al Molise.

Sta di fatto che a cinque mesi dalla richiesta non è stata ancora istituita la commissione consiliare paritetica per il referendum. Sollecito dunque nell’interesse del richiedente tutti i necessari atti per il raggiungimento dell’ammissibilita’ della consultazione referendaria“.

Sipontina Zerulo

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Premio Architettura per la Capitanata Contemporanea


Ha fatto tappa a San Giovanni Rotondo la mostra itinerante del “Premio di Architettura per la Capitanata Contemporanea”. Iniziativa che solca un prolifico programma di iniziative dell’Ordine degli Architetti di Foggia tese ad evidenziare e divulgare l’attività professionale degli architetti e delle loro realizzazioni progettuali nel nostro territorio.Per l’occasione, venerdì 16 settembre nel Chiostro del Comune di San Giovanni Rotondo si è svolta una conferenza dal tema “ARCHITETTURA E NATURA, NUOVE FORME DI ESPRESSIONE, DAL DESIGN AL PAESAGGIO”.

Coordinatori dei lavori l’Architetto Giovanni Scaramuzzi Consigliere dell’O.A.P.P.C di Foggia e Coordinatore della Commissione Cultura. L’Architetto Domenico Po-tenza docente presso la facoltà di Architettura dell’Università di Pescara ha presentato un video sulla Nuova Chiesa di San Pio a San Giovanni Rotondo. Proprio a Renzo Piano, progettista della ‘aula liturgica è andato il Premio della Giuria.

Tanti i professionisti locali intervenuti all’evento. Tra i relatori, il Presidente dell’O.A.P.P.C. di Foggia, l’Architetto Augusto Marasco; il Sindaco del Comune di San Giovanni Rotondo, Luigi Pompilio; il Presidente della B.C.C. di San Giovanni Rotondo, Giuseppe Palladino; il direttore della rivista Voce di Padre Pio, fr. Mariano Di Vito; il Direttore Amministrativo di “Casa Sollievo della Sofferenza”, Michele Giuliani.

Il Sindaco nel suo intervento ha sottolineato come a San Giovanni sia presente un solo esempio di architettura innovativa rappresentata dalla Chiesa di San Pio ma sottolinea alcune criticità: “La nostra città soffre di fantasia architettonica come tutta la Capitanata, da sempre ostica ai cambiamenti. La speculazione edilizia non ha dato la possibilità di sperimentare linee innovative che possano integrarsi nel territo-rio urbano. Questo appuntamento è molto importante per la nostra città perché così possiamo iniziare a stimolare una nuova corrente di pensiero basato sul ‘bello’ urba-nistico e su una nuova organizzazione e pianificazione degli spazi urbani. Proprio la nostra città – ha concluso il primo cittadino – è urbanizzata in maniera disordinata e spero che i tanti professionisti locali facciano sintesi di questi nuovi stimoli affinché si possa invertire questa tendenza, supportati dal nostro nuovo indirizzo politico-amministrativo”.

L’evento è stato realizzato con il patrocinio della Provincia di Foggia, del Comune di San Giovanni Rotondo e con il contributo della BCC di San Giovanni Rotondo.

Ufficio del Sindaco

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