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Quattro omicidi, un filo conduttore


Le notizie che giungono al riguardo dell’individuazione degli autori dei quattro omicidi avvenuti nella nostra città, tra giugno e novembre dello scorso anno, producono in noi orrore e sgomento per quanto di inaudito vi sia in tanta ferocia criminale da parte di giovani che non hanno alcun rispetto della vita umana. Noi non avremmo mai immaginato tanta crudeltà.

La cronaca nera di questi tempi così difficili ci ha abituati ad apprendere di delitti, i più efferati, ma quanto avvenuto è inaudito per la nostra città e facciamo fatica a rassegnarci che tutto questo sia accaduto tra noi, nella nostra comunità.

Oltre ad invocare una punizione esemplare per i criminali autori di tali brutali omicidi, quanto avvenuto ci impone una profonda riflessione sul bisogno di rafforzare i valori morali nell’odierna società e di mobilitare tutte le risorse a nostra disposizione per prevenire ogni atto, ogni gesto, che possa arrecare danno alla persona umana.

Manfredonia ha nei propri giovani e nei propri educatori un grande patrimonio morale e culturale, ma occorre essere consapevoli che la corruzione delle menti provocata da certi modelli di comportamento, propagandati dai mezzi di comunicazione, va contrastata con messaggi ed esempi positivi. Tutti dobbiamo mobilitarci di fronte a devianze che pur vi sono e che non devono trovare terreno fertile per alimentarsi e crescere.

Con estremo rispetto rivolgo, ancora una volta, un pensiero partecipe alle famiglie delle vittime. Pensiero che voglio estendere anche ai cari dei giovani autori degli episodi che così profondamente ci hanno scossi. Il dolore li unisce, seppur per ragioni molto diverse tra loro.

Ringrazio, infine, la Magistratura e le forze dell’ordine per la sagacia e la scrupolosità mostrate.

     Il Sindaco di Manfredonia
Angelo Riccardi

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Nastri d´oro: Cassazione annulla condanna a Franco Di Giuseppe


“Una notizia che, per chi conosce veramente Franco Di Giuseppe, rappresenta l’ennesima conferma dell’integrità e della dirittura morale di una persona straordinaria. Una notizia che, dopo 20 anni di sofferenza nascosta da una dignità esemplare, restituisce ai suoi familiari, a sua moglie, ai suoi figli, alle persone che gli sono state accanto senza riserve un doveroso tributo e spazza via qualsiasi ulteriore dubbio, qualunque schizzo di fango residuo sulla limpidezza dell’uomo e del politico che per me e per noi rappresenta un costante e solido punto di riferimento, un modello per capacità, entusiasmo, lungimiranza ed esperienza, in grado di dare ancora tanto al territorio e alla comunità che tanto ama”.

Giannicola De Leonardis, presidente della settima Commissione Affari Istituzionali della Regione Puglia e segretario provinciale dell’Unione di Capitanata, così commenta la sentenza della sesta sezione penale della Corte di Cassazione, che ieri ha annullato senza rinvio la precedente sentenza di condanna in appello dell’on. Franco Di Giuseppe per le vicende legate ai Nastri trasportatori del porto di Manfredonia, e ha categoricamente affermato la mancanza di qualsiasi ipotesi di corruzione e concussione nei suoi confronti. “Era l’ultimo atto di un calvario giudiziario lungo sette articolati processi, tutti conclusi con assoluzione finale” ricorda De Leonardis.

“Per questo gli auguri all’on. Franco Di Giuseppe, a titolo personale e dell’intero partito, sono comunque velati dall’amarezza di una carriera che avrebbe potuto essere ben diversa e da una stagione, quella del post Tangentopoli, ancora tutta da riscrivere e che ha visto travolte tante, troppe personalità di rilievo, vittime di un clima di antipolitica che purtroppo ha prodotto ulteriori macerie” la conclusione di De Leonardis.

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Duplice omicidio del 5 giugno: indagini nell´ambito dello spaccio di droga


Sarebbe avvenuto nell´ambito del mondo dello spaccio della droga il duplice omicidio scoperto nella località Siponto di Manfredonia il 5 giugno scorso. E´ questa la pista che i carabinieri stanno privilegiando nell´ambito delle indagini in corso: l´ipotesi è avvalorata dal ritrovamento di 500 grammi di hascisc. I militari, con l´ausilio di unità cinofile, hanno trovato la sostanza stupefacente, interrata, nascosta nei pressi del campo dove erano i corpi di Antonio Balsamo, di 31 anni, e Francesco Saverio Castriotta, di 32, entrambi di Manfredonia e con piccoli precedenti per droga.

Il primo venne trovato al posto di guida, in una Opel Corsa di colore nero risultata intestata alla sua compagna, il secondo a poca distanza dalla vettura e il corpo era semicarbonizzato. I 500 grammi di hascisc erano interrati e sono stati i cani a segnalare la presenza della droga: è verosimile – secondo gli investigatori – che la sostanza stupefacente fosse la ragione dell´incontro tra le due vittime e coloro che sono poi diventati i sicari. Al momento non ci sono ancora iscritti nel registro degli indagati; le indagini dei carabinieri proseguono a tutto campo alla ricerca di ogni possibile traccia relativa a conoscenze o frequentazioni delle vittime.

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Droga tra i fichi d’india: arrestato 22enne


I Carabinieri di Manfredonia, hanno tratto in arresto, Moreno Sciarra 22enne del posto resosi responsabile di detenzione di sostanza stupefacente. I militari hanno notato il giovane in sella ad uno scooter dirigersi in un’area periferica della città; riconosciuto poiché già tratto in arresto per il medesimo reato, la pattuglia ha iniziato a seguirlo a distanza, sino a che, giunto nei pressi di campo di fichi d’india e lasciato il ciclomotore si è diretto tra le piante ed armeggiava tra la vegetazione.

I Carabinieri hanno deciso di controllarlo non appena si è riavvicinato al mezzo. Alla loro vista Sciarra ha tentato di disfarsi di un pacchetto di sigarette con all’interno 7 involucri in plastica, cosiddette “cipollette”, contenenti cocaina. Le ricerche tra le piante dove poco prima si era recato il ragazzo hanno consentito di ritrovare tra le pale di fico d’india, un contenitore in plastica con altri 31 involucri di cocaina.

La droga, per un peso complessivo di 15 grammi circa, ed un valore sulla piazza tra i 1500 ed i 2000 Euro è stata sottoposta a sequestro, il 20enne è stato condotto presso il carcere di Foggia.

Tatiana Bellizzi

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Manfredonia, sequestrate due aree adibite a discarica


I militari della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Manfredonia, nell’ambito dei quotidiani controlli in materia di polizia economico-finanziaria e ambientale, hanno sottoposto a sequestro due aree di circa 4000 e 1500 mq contenente un rilevante quantitativo di rifiuti potenzialmente pericolosi per la salute in violazione all’ art. 256 D.lgs.vo 152/2006 commi 1 e 2.

Così è scattata la denuncia all’ Autorità Giudiziaria presso la Procura della Repubblica di Foggia. Prevista per i responsabili la pena dell’ arresto da 6 mesi a 2 anni con ammenda da € 2.600 ad € 26.000.

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Arrestato con oltre 250 grammi di Hashish


Nell’ambito di un servizio finalizzato alla prevenzione e repressione di reati in materia di sostanze stupefacenti, hanno tratto in arresto T. G. un quarantatreenne di Manfredonia responsabile del reato di detenzione di sostanza stupefacente.I militari, che pattugliavano la zona Acqua di Cristo, hanno notato T. G., già noto per alcuni precedenti specifici, e lo hanno avvicinato per controllarlo. Il pusher, alla vista dei Carabinieri, ha tentato di disfarsi di una dose di hashish gettandola per terra ma i militari lo hanno subito bloccato recuperando l’involucro gettato.

Ritenendo necessario approfondire il controllo, gli stessi hanno proceduto alla perquisizione personale e domiciliare del soggetto. Infatti presso il suo domicilio hanno trovato, sia nel bagno che nel comodino, altri due panetti interi di hashish, nonché due pezzi minori, del peso complessivo di 260 grammi circa.

Nell’immobile, oltre alla droga, è stato trovato un bilancino di precisione ed una lama in metallo utilizzata per la suddivisione dello stupefacente e dunque per la vendita al minuto. La sostanza è stata inviata al Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti del Comando Provinciale dei Carabinieri di Foggia dove le analisi hanno stabilito con tale refurtiva sarebbe stato possibile ricavare ben seicentoquattordici dosi medie dosi medie singole.

Il pusher è stato dichiarato in arresto per detenzione finalizzata allo spaccio di sostanza stupefacente e quindi condotto presso la Casa Circondariale di Foggia.

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Arrestato Franco Raduano, era latitante da un anno


Franco Raduano, l’ultimo latitante del Gargano, è stato arrestato ieri 5 novembre, in un appartamento in pieno centro a Vieste, dagli agenti del commissariato di Manfredonia, quelli della Squadra Mobile e il personale del reparto prevenzione crimine. Ricercato dal 20 dicembre scorso dopo aver usufruito di un permesso, non aveva fatto rientro presso la Casa Lavoro di Sulmona dove doveva scontare una pena detentiva di un anno.

A suo carico numerosi precedenti penali per reati contro il patrimonio ed in particolare per traffico di sostanze stupefacenti, reato per il quale è stato arrestato nel 2009 insieme al cugino Marco insieme ad altre  10 persone accusate di aver monopolizzato il mercato dello spaccio di droga, perlopiù hashish, marijuana, cocaina e in alcuni casi anche eroina, su tutto il territorio viestano.

Il latitante si nascondeva in casa dei suoceri dove si era trasferito da poco dopo la nascita del primogenito.  Ieri al momento dell’irruzione in casa, il latitante ha tentato, inutilmente, una disperata fuga sul tetto. Sul letto del suo nascondiglio gli inquirenti hanno trovato una balestra perfettamente funzionante ed una parrucca utilizzata dall’uomo durante i suoi spostamenti.

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Arrestato un pregiudicato perchè aggredisce custode del cimitero


Tratto in arresto, dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile, Giuseppe Trimigno, 43enne pregiudicato di Manfredonia responsabile del reato di violenza contro un incaricato del pubblico servizio. Trimigno nel recarsi presso il cimitero manfredoniano con la sua autovettura, di fronte alla sbarra d’accesso abbassata, avrebbe chiesto al custode di potervi entrare rimanendo a bordo della sua autovettura. Ma il diniego del custode a poter accedere all’interno del cimitero col veicolo avrebbe indotto Trimigno ad avere nei suoi confronti un atteggiamento prima offensivo, poi violento, provocandogli la fuori uscita di sangue e lasciando, il mal capitato a terra.

Capendo la gravità dell’accaduto, il pregiudicato sarebbe ritornato alla guida della sua autovettura per allontanarsi, ma la segnalazione, da parte del custode, ai carabinieri di quanto fosse accaduto con il relativo identikit era già avvenuta. Trimigno è stato così rintracciato e fermato nei pressi di via Di Vittorio e condotto in caserma. All’aggredito è stato riscontrato un trauma cranico-facciale con una ferita nella regione mandibolare sinistra, nonché vari traumi contusivi ed abrasioni in diverse parti del corpo. Ora Trimigno è in stato di arresto.

Tiziano Samele

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Arrestato per violenza ad incaricato di pubblico servizio


I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Manfredonia hanno tratto in arresto Giuseppe Trimigno, 43enne pluripregiudicato manfredoniano responsabile del reato di violenza ad incaricato di pubblico servizio.Trimigno recatosi presso il cimitero di Manfredoniaa bordo della sua autovettura, di fronte alla sbarra di accesso al cimitero, regolarmente abbassata, si è rivolto al custode che si trovava davanti all’ingresso principale chiedendo di poter accedere a bordo dell’autovettura. Il custode ha reso edotto il Trimigno che l’accesso era consentito solo ai pedoni invitandolo a lasciare la sua auto nel parcheggio esterno.

Per tutta risposta il Trimigno ha iniziato ad insultarlo ma il custode non ha accettato la provocazione e, con l’intento di spiegare all’interlocutore che non poteva accedere con l’autovettura, si è avvicinato al finestrino dell’auto. Il Trimigno continuando a stare seduto nell’autovettura, gli ha sferrato un violento pugno in pieno viso, di seguito, uscito dal mezzo ha continuato a colpirlo violentemente al volto e in varie parti del corpo facendolo cadere al suolo. Il custode è riuscito ad allontanarsi. L’aggressore, temendo forse di aver esagerato, è salito in auto e si è allontanato. Il custode, con il viso insanguinato, tramite il 112 ha richiesto l’intervento del 112 e, prima di essere accompagnato al Pronto Soccorso, ha riferito ai militari l’accaduto fornendo senza esitazione nome e cognome dell’aggressore, aggiungendo altresì modello e colore dell’auto con la quale questi si era poco prima allontanato. Messisi subito alla ricerca del Trimigno i Carabinieri lo hanno rintracciato dopo pco in via Giuseppe Di Vittorio e accompagnato in caserma per i dovuti accertamenti.

L’aggredito è stato riscontrato affetto da trauma cranico-facciale con ferita escoriata regione mandibolare sx ed avulsione dentaria arcata inferiore nonchè vari traumi contusivi ed abrasioni in diverse parti del corpo. Per quanto accertato Trimigno è stato dichiarato in stato arresto per violenza nei confronti di incaricato di pubblico servizio e lesioni aggravate.

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Manfredonia: problemi di sicurezza


La settimana scorsa, nella zona stazione-campagna, in prossimità di piazza della Libertà (piazza della stazione) un “giovane malvivente” poco più che vent’enne ha malmenato e percosso un signore che passeggiava in compagnia della moglie e della figliola senza una ragione particolare.

Tutto questo è avvenuto sotto gli occhi dei passanti e dei commercianti della zona che hanno cercato di soccorrere il giovane papà allertando prima le forze dell’ordine e poi l’autoambulanza che è giunta dopo circa 20 minuti, mentre la polizia è arrivata circa mezz’ora dopo l’accaduto senza intervenire pur avendo avvistato il “giovane malvivente” che nel frattempo se la dava a gambe.

La questione sicurezza è un tema molto delicato che le Amministrazioni locali cercano di fronteggiare al meglio ma che non sempre riescono a tenere sotto controllo, soprattutto se si considerano le zone più a rischio, quelle periferiche.

La cittadinanza, in particolar modo, quella della zona stazione-campagna, per il caso de quo, auspica un maggior controllo e pattugliamento da parte delle forze dell’ordine considerando che la zona è frequentata da ragazzi non tanto per bene.

Inoltre sarebbe opportuno che le istituzioni (comune, scuola, parrocchia) programmino opportuni corsi di formazione ed interventi efficaci volti a sensibilizzare ed informare la cittadinanza sulle tematiche e le questioni legate alla sicurezza facendo così un’ottima prevenzione contro la delinquenza.

Grazia Amoruso

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Fermo di Polizia per Russo Biase


Sottoposto al fermo di Polizia Russo Biase, nato a Manfredonia, a causa di oltraggio e resistenza a Pubblico Ufficiale. Nel corso di una perquisizione, avvenuta in via G. Di Vagno, l’uomo avrebbe opposto resistenza agli agenti di Polizia e come se non bastasse ha aizzato contro di essi due cani ‘corso’. Biase era già stato denunciato per violazioni legate alle attività del mare.

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Denunce per falsi e truffa


Tre sono le denunce inoltrate dal Commissario di Pubblica Sicurezza di Manfredonia nei confronti di alcuni cittadini. La prima è legata ai reati di utilizzo di atti falsi e di truffa; la seconda è legata alla violazione per le prescrizioni contenute nel DASPO (Divieto di Accesso alle manifestazioni Sportive); la terza legata alla detenzione di banconote contraffatte.

A San Severo, invece, una denuncia del Commissario locale, per il reato di inosservanza dei provvedimenti delle Autorità e una per il reato di violazione delle prescrizioni del Foglio di via obbligatorio. Pare, dunque, che vi siano delle emergenze in termini di rispetto dei regolamenti basilari delle leggi che regolamentano il vivere comune.

Tiziano Samele

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Un operaio di Manfredonia arrestato per spaccio


I militari dell’aliquota operativa della Compagnia Carabinieri di Manfredonia hanno controllato due individui sospetti all’interno di una Ford Focus parcheggiata in via Michelangelo.

Dopo essersi qualificati e aver chiesto loro i documenti, hanno percepito lo stato di agitazione dei soggetti. E per questo motivo i due sono stati condotti in Caserma. A seguito di perquisizione personale e dell’auto sono stati rinvenuti, nella disponibilità del solo R.G., trentacinquenne operaio incensurato di Manfredonia, circa 27 grammi di hashish già suddivisa in porzioni pronta per essere ceduta a terzi.

La sostanza è stata inviata al Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti del Comando Provinciale dei Carabinieri di Foggia. Dallo stupefacente sequestrato sarebbe stato possibile ricavare 86 dosi singole. R.G. è stato dichiarato in stato di arresto per detenzione finalizzata allo spaccio di sostanza stupefacente e tradotto presso la casa circondariale di Foggia.

Foggiatoday.it

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Grido d’allarme dal Tribunale dei diritti del malato di Manfredonia


Il Tribunale per i diritti del malato (TDM) nasce da un’iniziativa di Cittadinanzattiva (movimento di partecipazione civica per la promozione e la tutela dei diritti dei cittadini e dei consumatori), nel 1980 per tutelare e promuovere i diritti dei cittadini nell’ambito dei servizi sanitari e assistenziali e per contribuire ad una più umana, efficace e razionale organizzazione del servizio sanitario nazionale. Il TDM opera sul nostro territorio dal 1999 con un Ufficio dedicato, presso l’Ospedale San Camillo de Lellis di Manfredonia, il cui coordinamento territoriale è affidato all’Avv. Eleonora Pellico, la quale gestisce una rete costituita da cittadini comuni, ma anche da operatori dei diversi servizi e da professionisti, che si impegnano a titolo volontario per la tutela della salute e del benessere dei cittadini sipontini e di Capitanata.

La situazione che stiamo vivendo rappresenta una vera e propria tragedia” dichiara la Pellico, riferendosi al possibile declassamento dell’Ospedale di Manfredonia ed alle ripercussioni che tutto questo potrà avere sui cittadini e sulla tutela della propria salute. Il TDM oltre a costituire un organo di controllo e monitoraggio all’interno delle strutture ospedaliere, si configura anche come centro di raccolta reclami, atto a garantire assistenza, consulenza ed aiuto ai cittadini che si trovano a vivere delle ingiustizie legate alla sanità, fornendo una piena tutela e protezione dei propri diritti. Ma dalla conversazione con la coordinatrice, emergono dei veri e propri paradossi, che lei stessa definisce “tipici dei manfredoniani”, come ad esempio, il fatto che la maggior parte degli utenti sipontini, nonostante si trovino a vivere un periodo molto delicato per la questione salute, continuino a lamentarsi ed a fossilizzarsi solo sulle questioni già note (code agli sportelli, liste di attesa troppo lunghe) invece di attivarsi anche e soprattutto per una vera e propria mobilitazione per scongiurare il declassamento (o chiusura, nella peggiore delle ipotesi) dell’Ospedale di Manfredonia.

Oltre alla questione delle continue lamentele, definite a volte “sterili”, l’avvocatessa sipontina affronta poi un’altra problematica, quella dell’anonimato, confidandoci che quasi mai gli utenti hanno il coraggio di esporsi personalmente nella denuncia; “questa rappresenta una questione culturale molto radicata” ribadisce la Pellico; un anonimato che non permette però al Tribunale di procedere secondo le norme richieste, per cui “l’Associazione tutela chi decide di denunciare, ma bisogna esporsi”. Una chiacchierata dalla quale emergono, quindi, un scarsa partecipazione ed un’inesistente mobilitazione da parte della cittadinanza nei confronti di una problematica che dovrebbe, invece, portare tutti in prima fila, nella battaglia per la tutela del proprio diritto alla salute, per il diritto di essere assistiti in caso di bisogno, e non portati altrove con il rischio di non farcela nel frattempo.

Il nostro ospedale è diventato un centro di smistamento” dichiara l’avvocatessa, “un fatto grave per una città che conta 60 mila abitanti (con punte di 100 mila unità nel periodo estivo), senza contare poi tutto il bacino d’utenza proveniente dai paesi limitrofi”. Non meno rilevante, ci è sembrata, la questione politica che ruota attorno a questa vicenda: “devo ammettere che il Sindaco è sempre stato disponibile con noi, ma siamo arrivati ad un punto per cui anche lui dichiara di avere le mani legate” ammette la Pellico, preoccupata della poca chiarezza e della totale incertezza che aleggia a livello politico, sia Regionale che Nazionale, sulla questione sanitaria.

TABELLA 1 POSTI LETTO TOTALI DELLA ASL DI FOGGIA

OSPEDALI

Posti Letto

P.L. Rideterminati

Cerignola

238

196

Manfredonia

189

159

Monte Sant’Angelo

26

0

San Severo

214

231

San Marco in Lamis

96

0

Torremaggiore

44

0

Lucera

163

127

TOT.

970

713

 

TABELLA 2               OSPEDALE DI MANFREDONIA    (di base)

Disciplina

P.L. HSP
1-1-2010

P.L. Rideterminati 
al 31-12-2010

Cardiologia

9 (8+1)

12

Medicina interna

38

24

Geriatria

 

 

Emodialisi

14

 

Nefrologia

 

 

Gastroenterologia

12 (10+2)

12

Pneunologia

 

 

Chirurgia Generale

31 (28+3)

24

Oculistica

 

 

Ortopedia

19

16

ORL

 

 

Urologia

 

 

Ostetricia e Ginecologia

30 (27+3)

24

Pediatria

13 (11+2)

12

Neonatologia

 

 

Terapia Intensiva

 

 

Unità Coronaria

8

8

Psichiatria

15

15

Riabilitazione Codice 56

 

 

Riabilitazione Cardio

 

 

Riabilitazione Pneumo

 

 

Lungodegenza

 

12

TOT.

189

159


Luisa Buonpane

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L’enigma dei comparti….21 ottobre cronoprogramma CA/5


Sarà presentato e discusso venerdì 21 ottobre il crono programma riguardante il comparto CA/5 che definirà i tempi di consegna delle abitazioni e le somme finanziare restanti da versare per riuscire nella pre convenzione ed evitare una post convenzione come quella che stanno vivendo i comparti CA/4 e CA/9, le cui urbanizzazioni stanno procedendo in maniera molto celere. Ieri sera si è tenuto l’ennesimo incontro comunale tra i soci, tecnici e responsabili solo del CA/5 durante il quale il presidente del comparto Pappalardo ha dichiarato con molto orgoglio che il comparto CA/5 è l’unico comparto ad aver compiuto l’esproprio anticipato e la convenzione integrativa nonostante i problemi che l’hanno interessato a differenza degli altri comparti aventi solo problemi finanziari.

Il comparto CA/5 non è in debito con nessuna impresa, i problemi che insorgono tuttavia sono del tutto diversi dai finanziari, infatti, dopo aver risolto quelli inerenti ai tralicci ora bisogna occuparsi ‘’Dell’ acqua’’ dove il CA/5 presenta due tipi d’inconvenienti uno dettato dal dislivello di larghezza della tubatura, mentre l’altro imprevisto da parte del comune, che ammette l’inadempienza, nella mancata comunicazione all’acquedotto dell’esistenza del comparto CA/5 errore al quale stanno già rimediando. Al termine della discussione ancora una volta i soci non riescono ad essere conviti che il tutto proseguirà in maniera prevista perché a loro avviso insorgerà anche il problema del depuratore. Al malcontento si aggiunge anche la voce del presidente del comparto Pappalardo il quale si dice molto amareggiato dalle critiche rivolte che mettono in cattiva luce la sua persona nonostante il suo comparto stia rispettando tutte le normative e conclude dicendosi pronto ad abdicare il suo incarico qualora continuerà il vociferarsi di offese.

Il Sindaco ha racchiuso il tutto in un’unica e veritiera frase: ’’Tutto funziona se ci sono i soldi’’. Le urbanizzazioni sono bloccate perché non tutti i soci pagano e a tal proposito il sindaco esige risposta dai presidenti dei comparti per sapere chi sono i morosi. Quindi se tutti pagano tutti abitano, se uno non paga non abita nessuno…. ed andiamo avanti ad oltranza ed al prossimo episodio di questa che ormai è diventata una fiction il cui colpo di scena deve ancora arrivare…speriamo solo sia positivo.

Sipontina Zerulo

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Assolte le “compagne” di Giusy Potenza


Ribaltato il verdetto di primo grado di condanna a 4 anni di carcere a testa per favoreggiamento della prostituzione per Sabrina Santoro, 30 anni, e Floriana Mangini di 25 anni, per non aver favorito la prostituzione di Giusy Potenza, la quattordicenne sipontina ammazzata a pietrate il 13 novembre del 2004 da un procugino con il quale aveva una relazione clandestina, che lei minacciava di rivelare se lui non avesse lasciato la moglie. Le due imputate sono state assolte per non aver commesso il fatto, dopo due ore di camera di consiglio; pg e parte civile chiedevano la conferma della condanna a 4 anni, la difesa invece l’assoluzione. Alla lettura della sentenza del presidente della sezione famiglia della corte d’appello di Bari,è seguito un pianto liberatorio delle due amiche.

«Mai frequentata» – replicava difesa che le due imputate conoscevano Giusy solo per essere amiche della sorella maggiore, ma non la frequentavano e tantomeno ne «gestivano» la prostituzione; i tabulati telefonici dimostravano che non c’erano contatti tra la vittima e le imputate, pure «obbligatori» se le due amiche fossero state coinvolte nel presunto giro di prostituzione; il presunto cliente di Giusy aveva detto tutto e il contrario di tutto, negando prima, ammettendo rapporti a pagamento con la vittima, accusando le due imputate e poi facendo marcia indietro. Non è nemmeno certo che Giusy si prostituisse, altro argomento battuto dagli avv. Santangelo e Russo Frattasi per chiedere l’assoluzione delle due sipontine: vero che lei lo aveva confidato ad un amico, ma Giusy non sempre era credibile; e lo stesso presunto cliente ne aveva dette tante da renderlo assolutamente inattendibile e incredibile.

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L’enigma dei comparti…. la rivolta dei soci


La Torre Eiffel fu costruita in due anni, il Colosseo in 5 anni… e i piani di urbanizzazione? Con questo slogan i soci dei comparti dalla CA/1 alla CA/9 si sono dati appuntamento domenica scorsa, 24 settembre, per: “Dimostrare la nostra indignazione e per recriminare contro i danni che stiamo subendo”. Arrabbiati nel vedere le loro case finite, ma non agibili, delusi per essersi affidati a persone che hanno mancato nelle loro promesse, stanchi dei continui problemi economici che devono affrontare, hanno trovato conforto nelle parole di comprensione del sindaco Angelo Riccardi: “Io sono un vostro interlocutore e sono dalla vostra parte, chi è venuto alle riunioni sa da che parte sono stato e sono ancora. Io sono convinto che tra di voi c’è gente assente che forse è anche più disperata, voi siete stati coraggiosi a fare questa protesta stasera”.

Come coraggioso è stato il signor Domenico De Nittis, uno degli assenti che tramite il nostro giornale ha voluto associare la sua voce a quella dei suoi compagni di sventura per avere risposte a domande irrisolte. Ma quali sono stati i motivi che hanno indotto i soci a protestare? “Il 19 settembre sono scaduti i 5 anni della convenzione dei comparti CA/4 e CA/9, abbiamo i palazzi finiti e non possiamo abitarci perché non sono state ultimate le opere di urbanizzazione. Per quanto riguarda la CA/5 a febbraio si era detto che si stavano ultimando i collaudi idrici, fognari, gas, luce, ma ad oggi non è stato fatto nulla di tutto ciò e sicuramente, come per gli altri comparti, arriveremo anche noi alla scadenza della fideiussione prevista per l’anno prossimo e intanto la mia casa è finita da aprile e non posso ancora viverci”.

Quali sono i danni comportati da questi ritardi ad una modesta famiglia che decide di investire i propri risparmi e guadagni futuri in un regalo a se stessi eterno nel tempo come appunto una casa? “Comporta degli enormi costi, il palazzo essendo ultimato è stato anche pagato e la maggior parte di noi acquirenti ha attinto i fondi dal mutuo richiesto dalle cooperative alle banche, le quali ogni 3 mesi richiedono il versamento degli interessi passivi che sono di 1100,00 euro” spiega il signor De Nittis dicendo anche che tutto ciò è stato causato “dall’adozione di una politica sbagliata, perché in tutti i paesi civili del mondo si completano prima le urbanizzazioni e poi i palazzi”. L’intento di questa pacifica manifestazione, organizzata dagli iscritti del social network “Noi dei comparti” fondato su Facebook, era quello di avere non risposte ma certezze e celerità dei lavori che hanno trovato positivo riscontro in un giorno festivo in cui vedeva un Palazzo San Domenico spento ma aperto dall’intervento del sindaco Angelo Riccardi: “Vi ringrazio per l’invito al quale ho risposto volentieri, da quanto mi sono insediato vi ho informati puntualmente sugli incontri fatti con i presidenti dei consorzi che sono tenuti ad ultimare i lavori.

Se nell’incontro di giorno 28 non assicureranno il termine delle opere entro 60 giorni, cosa di cui sono sicuro, io vi garantisco che il comune procederà alla riscossione della polizza e nel frattempo mi assumerò la responsabilità di atti non legittimi fino in fondo affidando i lavori ad una ditta tramite trattativa privata per ultimare i lavori in tempi rapidi per quanto concerne la CA/4 e la CA/9. Quando sarò chiamato di fronte al giudice per rispondere del perché ho proceduto con atti non conformi alle norme spiegherò la verità, la vostra presenza qui stasera ed il disagio sociale molto forte, assumendomi anche la responsabilità di debiti fuori bilancio”. Ma se il sindaco si assume la responsabilità di fare debiti fuori bilancio, dove sono finiti i soldi che i soci dei comparti CA hanno versato ai costruttori se le casse consorziali risultano vuote? Il fiume di soldi continua a scorrere… ma in quale torrente?
Sipontina Zerulo

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L’enigma dei comparti….il nuovo cronoprogramma


La protesta dei soci dei comparti di ”Manfredonia due”, come volevasi, non è passata inosservata, infatti, come preannunciato dal Sindaco nell’intervento durante la manifestazione di domenica scorsa, mercoledì 28 settembre si è tenuto a Palazzo San Domenico l’incontro con il primo cittadino ed i presidenti dei consorzi durante il quale si è evinto che i vertici dei comparti edilizi avrebbero presentato entro il 3 ottobre, quindi ieri, il nuovo cronoprogramma per l’ultimazione dei piani urbanistici entro 60 giorni, termine massimo sufficiente su richiesta del sindaco Angelo Riccardi per il trasferimento degli acquirenti nei nuovi alloggi in piena regola con l’agibilità certificata e concessa dal comune.

Ricordiamo che qualora uno dei vincoli prefissati non dovesse essere rispettato, il Sindaco, come da lui stesso enunciato, si accollerà la responsabilita’ giudiziaria ed economica, affidando a ditta privata i lavori rescindendo la polizza fideiussoria.

L’accordo del nuovo cronoprogramma è stato raggiunto anche con i consorzi il cui termine di scadenza non è ancora giunto. Vedremo cosa succederà nella prossima puntata.

Sipontina Zerulo

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Arrestati due cerignolani per ricettazione


Con l’accusa di ricettazione in concorso, I carabinieri di Manfredonia hanno arrestato due cerignolani, Mauro Renna di 48 anni e Armando Paccari di 45 anni.

I due, lo scorso 23 luglio, furono fermati sulla statale 89 tra Manfredonia e Mattinata e a bordo del loro Fiat Scudo avevano 130 televisori Lcd imballati. Non avevano nessun documento di trasporto o contabile, inoltre, non seppero giustificare la presenza degli elettrodomestici all’interno del furgone.

Dopo alcune indagini, i militari hanno scoperto che i televisori provenivano dai magazzini della Hitachi Trasport Sistem di Milano, dove il 4 luglio vennero sottratto 4811 televisori da un deposito.

Grazia Amoruso

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Manfredonia, GdiF sequestra 3 “Videopoker” truccati


I finanzieri della Compagnia di Manfredonia, a seguito di attività di polizia giudiziaria delegata dall’A.G. di Lecce, hanno posto sotto sequestro, in un esercizio commerciale locale, n. 3 congegni elettronici dotati di software truccato e 260 euro provento della frode.

Denunziato alla Procura della Repubblica per ricettazione e diffusione di programmi diretti a danneggiare o interrompere sistemi informatici in violazione degli artt. 110, 648 e 615 quinques del Codice penale il produttore delle schede alterate che rischia una pena che va dai 2 agli 8 anni.

Teleradioerre

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Ferma condanna per l’aggressione perpetrata in questi giorni


Esprimo ferma condanna e sdegno per la vile aggressione di cui è rimasto vittima, in questi giorni, Paolo: un clochard noto ai più per essere solito sbarcare il lunario vendendo verdure, presso i mercatini rionali e per l’abitudine a lasciarsi accompagnare da un paio di cani, che lo seguono fedelmente nei suoi spostamenti quotidiani a bordo di una bicicletta.

Condanna e sdegno che esprimo come primo cittadino di Manfredonia e per conto della comunità sipontina che rappresento. Dinanzi ad uno squallido gesto come questo sento, prepotente, la necessità di riaffermare con maggiore convinzione il valore dell’integrazione e del rispetto verso chi viene considerato “diverso”, perché non corrispondente ai canoni che solitamente vengono attribuiti alla “normalità”.

Dietro la facciata, apparente, del benessere, si nascondono, sempre più spesso, ampi vuoti relazionali, educativi e sociali. Sono certo di incarnare lo spirito dei miei concittadini invocando uno scatto d’orgoglio, che parta dalla condanna dei colpevoli, ma che abbia seguito nella ricerca approfondita, alla radice, di questa deleteria maniera di porgersi e rapportarsi nei confronti dei soggetti più deboli.
Quanto accaduto deve essere interpretato come un inquietante segnale di disagio e mi spinge non solo a prendere le distanze dai soggetti protagonisti dell’aggressione, ma soprattutto a riflettere sul contesto che li conduce a compiere un gesto di tale violenza. E’ palese, infatti, l’esistenza di una grave emergenza educativa e sociale, rilevata sin dal mio insediamento a Palazzo San Domenico, e la stessa deve continuare a rappresentare una priorità di intervento nella nostra città. Ciò, ovviamente, non può rappresentare un alibi di alcun tipo per chicchesia ed è doverosa, oltre che necessaria, la massima fermezza nella punizione.

Non si può essere indulgenti nei confronti di chi perpetra atti di una intolleranza così bestiale, per giunta nei confronti di una persona assolutamente indifesa, ed il mio auspicio, riponendo massima fiducia nell’operato delle Forze dell’Ordine, è che vengano individuati e perseguiti, al più presto, le persone resesi responsabili di una tale barbara aggressione. A tale proposito aggiungo che sto valutando, di concerto con l’Ufficio Legale del Comune di Manfredonia, anche la possibilità di costituirci parte civile nei confronti di chi verrà individuato e denunciato dall’Autorità preposta.

Rinnovo il mio impegno, e quello dell’Amministrazione, nel continuare a prevenire la nascita di derive educative pericolose, per riconfermare il senso più profondo, più nobile, del nostro essere comunità. L’educazione alla legalità ed al rifiuto categorico di ogni forma di violenza è la più efficace forma di prevenzione per scongiurare il ripetersi di tanta ignominia e, nel contempo, promuovere uno stile di vita caratterizzato dalla pacifica convivenza e dal rispetto dei valori di solidarietà sociale.

Forza Paolo, la vera Manfredonia, quella dei cittadini ligi e rispettosi del prossimo, ti è vicina. Vicina quanto Bianca, la tua cagnetta che, dal giorno del ricovero in Ospedale, si è stabilita nell’atrio del Pronto Soccorso in attesa di vederti risalire in bici e pedalare verso le campagne, verso i mercatini, verso il riaffermare la dignità dell’individuo al di là delle sue condizioni economiche, personali e sociali.

Il Sindaco
Angelo Riccardi

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Controlli Sezione Navale. Gdf: sanzioni per 26mila euro


Sono stati numerosi i controlli effettuati dalla sezione operativa Navale della Gdf di Manfredonia in materia di polizia economico-finanziaria, nel corso dei quali sono state rilevate violazioni a norme di carattere amministrativo per circa 26mila euro.

Sono state riscontrate alcune irregolarità in materia di codice della navigazione nei confronti di 13 imbarcazioni e sequestrate tre reti da pesca a tre comandanti di pescherecci sorpresi a pescare in zona vietata.

Altri controlli hanno riguardato alcune attività commerciali ubicate nella zona. In uno stabilimento balneare è stata accertata la mancata assunzione di tre lavoratori. In altri tre, difformità nel rapporto di lavoro. In sette strutture balneari, l’assenza del numero adeguato dei bagnini.

Nel corso di un controllo effettuato in un esercizio commerciale è stato riscontrato il mancato adempimento delle procedure di autocontrollo igienico-sanitario.

Foggiatoday.it

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