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Natale all’Ospedale San Camillo De Lellis


Oggi, 22 dicembre, con inizio alle ore 16:00, l’Ospedale Civile “San Camillo De Lellis†della nostra città, vivrà una giornata particolare. In prossimità della solenne ricorrenza del Santo Natale, infatti, S. E. Mons. Michele Castoro, Arcivescovo di Manfredonia, Vieste, San Giovanni Rotondo, ha espresso il vivo desiderio di trascorrere con l’intera comunità ospedaliera ed in particolare con gli ammalati, un momento di solennità e di riflessione. Attraverso la celebrazione dell’Eucarestia che avrà luogo nella cappella dell’Ospedale, il nostro amato Pastore chiederà grazie al Buon Dio per gli ammalati e per quanti si prodigano per lenire loro le sofferenze fisiche. Una preghiera particolare la rivolgerà perché il nostro nosocomio continui la sua attività, visto che in quest’ultimo periodo sta attraversando momenti critici.

Seguirà la benedizione della nuova e modernissima struttura del Pronto Soccorso, abilmente diretto dal dott. Matteo Melchionda. Nell’occasione sarà distribuito l’opuscolo “Pronto Soccorso – Istruzioni per l’usoâ€. Un vademecum che consente, anche attraverso illustrazioni, l’uso corretto della struttura, dedicato alle urgenze ed alle emergenze sanitarie. L’opuscolo è stato curato dalla nostra redazione grazie alla fattiva collaborazione del dott. Melchionda ed in particolare alla BCC (Banca di Credito Cooperativo) di San Giovanni Rotondo che, attraverso il suo contributo ne ha consentito la realizzazione.

Matteo di Sabato

 

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La Cattedrale di Manfredonia e i dipinti di Natale Penati


Sabato 12 novembre, con inizio alle ore 19.00, nella Chiesa Cattedrale di Manfredonia verrà presentato il volume celebrativo nel settantesimo anniversario della realizzazione dei dipinti ad opera del pittore milanese Natale Penati. Interverranno il parroco don Fernando Piccoli ed il nipote del pittore dott. Roberto Penati. L’incontro vuole essere anche motivo per raccogliere fondi da destinare al loro restauro. Per memoria storica diciamo che detti affreschi furono commissionati dal compianto Mons. Andrea Cesarano, allora arcivescovo dell’Arcidiocesi di Manfredonia – Vieste, per abbellire la Cattedrale di Manfredonia dedicata a S. Lorenzo Majorano vescovo di Siponto e Patrono della città.

Durante gli ultimi lavori di restauro, il Capitolo presieduto dall’arcivescovo Mons. Valentino Vailati, di felice memoria, venne valutata la possibilità di eliminarli al fine di restituire la chiesa alle origini con tutte le pareti bianche. Anche perché gli stessi, fu detto, non avevano alcun pregio artistico e storico. A questo proposito, sempre in cattedrale, fu convocato un incontro al quale, oltre al clero, parteciparono alcuni benemeriti concittadini. Da premettere che già diversi dipinti erano stati cancellati. Alla proposta di eliminarli, qualcuno degli intervenuti esternò il suo dissenso evidenziando che, sebbene gli stessi non avessero notevole valore artistico, facevano parte della memoria, una traccia storica per quanti li avevano ammirati per tanti anni, da trasmettere alle future generazioni. Dopo una certa resistenza, la proposta fu accolta ed oggi, con il loro restauro continueranno ancora per molto ad essere ammirati dai fedeli.

Matteo di Sabato

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Macchia gialla al largo della scogliera “Acqua di Cristo”


Una vasta macchia gialla di natura imprecisata proveniente da nord –est è stata avvistata a pochi metri dalla scogliera “Acqua di Cristo†destando non poche preoccupazioni nella popolazione. A causa della forte mareggiata verificatasi nei giorni scorsi, infatti, buona parte della stessa si è infranta sulla scogliera, al punto da indurre molti cittadini a segnalare il fenomeno alla Capitaneria di Porto. Anche la nostra redazione venuta a conoscenza dell’accaduto si è attivata al fine di accertare i fatti ed informare tempestivamente i lettori. Abbiamo contattato la locale Capitaneria di Porto. Il S. T. V. Salvatore, Roberto Zingarello, responsabile della Sezione Operativa, molto gentilmente ci ha rassicurati fornendoci dettagliate informazioni sul fenomeno. “Intanto – egli ha detto – la presenza di questa vasta macchia giallastra già da alcuni  giorni è stata segnalata anche lungo la costa Mattinata – Macchia. Ci siamo pertanto attivati per conoscerne la natura e per questo abbiamo informato l’ARPA di Foggia che, dopo accurati esami, ha accertato che tale fenomeno è stato prodotto dalla  moria di alghe unicellulari prodotta da zooplankton. Ragion per cui non c’è motivo di preoccuparsi sia per il possibile inquinamento del mare che per la pubblica incolumitàâ€. Non possiamo fare altro che ringraziare la Capitaneria di Porto per la collaborazione.

Matteo di Sabato

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APERTO IL NUOVO PRONTO SOCCORSO di MANFREDONIA


Si è parlato tanto in questi giorni dell’Ospedale “S. Camillo De Lellisâ€, del suo possibile declassamento, della chiusura di alcuni reparti e della riduzione di personale sanitario. Tutto ciò in applicazione della nuova normativa messa a punto dalla Regione Puglia, assessorato alla Sanità, al fine di ridurne i costi di gestione. A queste notizie che hanno destato nella opinione pubblica un notevole disappunto, finalmente ne giunge una che è di tutt’altra natura. Questa mattina ha iniziato a funzionare, anche se non a pieno regime, il nuovo Pronto Soccorso allocato in una nuova e modernissima palazzina, sempre all’interno del nosocomio, ma con accesso da via Trento, attraversando un magnifico ed originale portale. La nuova struttura, oltre alle apparecchiature utilizzate nella vecchia sede, sarà dotata di ulteriori e sofisticatissime strumentazioni che serviranno a rendere più incisiva l’opera degli operatori, specialmente nei casi legati a patologie cardiocircolatorie. A questo particolare proposito, il dott. Matteo Melchionda, primario e direttore del Pronto Soccorso, ha avuto parole di apprezzamento per quanti hanno contribuito alla realizzazione di questo ambito progetto che farà della nuova realtà una delle eccellenze della sanità.â€Oltre a Manfredonia,- egli ha sottolineato- il Pronto Soccorso si trova ad affrontare richieste provenienti da un notevole bacino di utenza che abbraccia buona parte del territorio garganico. Inoltre, si vuole diffondere la Cultura dell’Emergenza Cardiologica, nonché la realizzazione dei presupposti per attuare rapidamente le manovre di rianimazione cardiopolmonare e la defibrillazione precoce. Forti dell’esperienza acquisita negli ultimi tre anni abbiamo predisposto un progetto per divulgare il più possibile le suddette pratiche. Ora si attende la collaborazione degli utenti perché facciano buon uso di questa preziosa struttura che serve solo per le “emergenze†e non per una semplice medicazione o una puntura d’insettoâ€. Abbiamo appreso che in un prossimo futuro saranno realizzati nuovi ed ambiziosi progetti per rendere più funzionale il Pronto Soccorso.

Matteo di Sabato

 

 

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CHIUDE IL MERCATO ITTICO


“Sòpe un cutte l’acqua frevute†(sul cotto l’acqua bollente) recita un vecchio adagio paesano. E’ ciò che sta accadendo alla nostra economia. Come se non bastassero i debiti milionari fuori bilancio accumulati in questi ultimi anni dall’Amministrazione comunale che stanno per mettere in ginocchio la nostra già martoriata economia, ora ci si mette la chiusura del Mercato Ittico. La notizia è giunta come una doccia fredda, anche se da parecchio tempo era nell’aria la decisione di commissariarne la gestione. Una struttura sin dall’inizio nata sotto una cattiva stella, costata alla collettività tanto denaro, senza aver mai decollato. Le cause sono da ricercarsi nella cattiva gestione, visto che in tanti anni non si è riusciti ad imporre sul mercato nazionale il nostro prodotto. A questo vanno aggiunti altri elementi che hanno portato al tracollo l’attività del Consorzio Mercato Ittico. In primis la defezione da parte dei pescatori. Su 230 barche iscritte presso il Compartimento Marittimo di Manfredonia, solo 30 conferiscono il pescato. I rimanenti preferiscono trattare direttamente con i commercianti. Altro grave danno il mancato pagamento del pescato acquistato da parte di diversi commercianti locali. Tutto ciò non ha fatto altro che aumentarne la massa debitoria che sfiora il milione di euro. Da qui il collasso. Tutto questo all’indomani della ripresa della pesca. Intanto, nell’attesa che si trovi una soluzione alternativa, sarà il Comune di Manfredonia ad affrontare l’emergenza. Incisiva l’azione di Antonio Angelillis, assessore alle attività produttive il quale ha sostenuto che la P. A. è disposta ad assumersi l’impegno di caricarsi il 50% del debito accumulato fino ad oggi, sempre che la Camera di Commercio, la Provincia di Foggia e le Cooperative pescatori se ne assumano la restante parte. A quanto ci è dato sapere, però, le parti interpellate hanno risposto picche. Preferiscono che tutto affondi in un “mare†di debiti.

Matteo di Sabato

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PRESENTAZIONE DELL’ECOPORTO TURISTICO “MARINA DEL GARGANOâ€


Un parterre d’eccezione ed un foltissimo pubblico hanno partecipato alla presentazione ufficiale dell’Ecoporto turistico “Marina del Garganoâ€, in avanzata fase di realizzazione. L’importante evento ha avuto svolgimento presso la “Torre dell’Avanzataâ€, uno dei posti più belli del castello svevo – angioino della città. Un anno fa la presentazione del progetto, oggi, oltre la metà dell’opera è già realtà. Erano in molti a non credere che questo mastodontico progetto potesse realizzarsi. Un investimento stimato intorno ai 60 milioni di euro di cui un manipolo di “incoscientiâ€, ma ardimentosi imprenditori locali si è fatto carico, anche perché, questa volta, supportati dalle Istituzioni a tutti i livelli. La dimostrazione, la presenza delle massime autorità politiche cittadine, dal sindaco Riccardi all’on.le Bordo, assessori comunali e provinciali, consiglieri regionali, il nuovo comandante del Compartimento Marittimo di Manfredonia, l’ing. Eliseo Zanasi, presidente della Camera di Commercio di Foggia e, non ultimo, l’on.le Tonio Leone, vice presidente vicario della Camera dei Deputati. “L’Onda Perfettaâ€, questo il tema del convegno, nel corso del quale sono stati illustrati il progetto e le caratteristiche infrastrutturali dell’intero complesso. Saverio Mazzone della Redhot che ha curato la parte organizzativa dell’incontro ha sottolineato che la realizzazione del porto turistico “Marina del Garganoâ€non sarà solo un’opera di alta ingegneria portuale, ma una occasione importante per l’economia della città e dell’intero territorio garganico, grazie alla meravigliosa posizione geografica in cui esso è stato concepito e, presto realizzato. L’ing. Gianni Rotice, in rappresentanza della “Gespo†società a cui fa capo il pool d’imprese che sta realizzando il nuovo porto turistico, nel ringraziare le Istituzioni a tutti i livelli ed in particolare le autorità presenti per aver creduto a questo ambizioso progetto, ha aggiunto che, al termine dell’opera, la stessa Gespo affiderà la gestione dell’intera struttura alla Società “Marina del Garganoâ€. Quest’ultima affiancata dal Gruppo “Marine Partnersâ€, società che vanta una notevole esperienza nel campo della portualità turistica. Oltre al sindaco, sono intervenuti l’on.le Bordo ed il vice presidente Leone i quali, all’unisono, hanno convenuto che il porto turistico “Marina del Gargano†vuole e dev’essere motivo di rilancio e di crescita dello sviluppo turistico e centro motore dell’economia di Manfredonia e del territorio garganico. In particolare l’on.le Leone ha sottolineato che è giunto il momento di attuare le opportune sinergie al fine di dare all’intera portualità di Manfredonia quella fisionomia che le spetta di dritto. Ciò sarà possibile solo se tutte le forze politiche, sociali ed economiche lo vorranno. Il convegno è terminato con una splendida visita guidata via mare e via terra dove gli ospiti ed i giornalisti hanno potuto osservare da vicino le opere del nuovo porto turistico.

Matteo di Sabato

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Manfredonia, la festa del mare e… un po’ di sporcizia di troppo


La Festa del Mare fortemente voluta dai pescatori, dedicata a S. Andrea loro protettore, conclude i festeggiamenti che i sipontini, ogni anno, riservano alla loro Patrona e Protettrice S. Maria Maggiore di Siponto. Uno spettacolo di fede e devozione indescrivibili, così come per la processione del giorno prima, che ha visto migliaia di fedeli uniti in preghiera intorno alla Mamma Celeste che ha attraversato le principali via cittadine portandosi alle estreme periferie dell’abitato. Questa volta, oltre trenta pescherecci con tanti fedeli a bordo, scortati dei mezzi navali della Capitaneria di Porto, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, hanno seguito la processione a mare di S. Andrea. Il simulacro del Santo, partito dall’omonima chiesa, preceduto da S. E. Mons. Michele Castoro, arcivescovo di Manfredonia, Vieste, S. Giovanni Rotondo, dal rettore don Carlo Sansone, dal sindaco Angelo Riccardi, dai componenti il comitato per i festeggiamenti, da autorità civili e militari, dal molo di ponente è stato imbarcato su di un peschereccio lustrato a festa, con il gran pavese, seguito anche da numerose imbarcazioni da diporto. A far da cornice, una splendida giornata e la eccezionale presenza del Ministro consigliere della Cultura della Corea del Sud Kim Nak Jung e la sua interprete, ospiti della nostra città il quale, oltre ad essere stato colpito dalla religiosità dei sipontini è rimasto affascinato dalla fantasmagoria dei colori prodotta da tante imbarcazioni. Al largo, il momento più commovente. Dopo la benedizione al mare da parte di Mons. Castoro, al mesto suono del silenzio, viene lanciata una corona di fiori per ricordare i tanti fratelli caduti in mare. Al calar del sole il rientro al molo di levante. La statua di Sant’Andrea viene deposta su di un carrello ed in processione, fa rientro al Villaggio dei pescatori dove è ubicata la chiesa. Purtroppo, questo meraviglioso spettacolo ha registrato alcuni punti oscuri che, agli occhi dei numerosi ospiti presenti ed in particolare del Ministro, non è stato edificante. La difficoltà, in particolare per le autorità imbarcate sul peschereccio che trasportava il Santo di scendere. Sia l’arcivescovo che le suore, grazie alla possanza di alcuni pescatori, hanno guadagnato la terra ferma. Sono stati in molti a far rilevare che, nonostante l’avvenimento si ripeta sin dagli anni ’70, non si è ancora provveduto a realizzare un’apposita scaletta. Altro spettacolo poco edificante, il notevole ammasso di rifiuti di ogni genere portato dalle mareggiate, poi depositato sulla scogliera, frutto di quegli sporcaccioni che non hanno alcun rispetto del mare nostro. (bottiglie di plastica, cassette in polistirolo, addirittura passerelle in legno e quant’altro), in barba al riciclo. A nulla è valso l’appello dell’Autorità portuale, alla quale è demandato il compito della pulizia all’interno dell’area portuale che costantemente, tramite l’ASE, provvede a tenere pulito l’intero specchio d’acqua. Altra nota dolente le condizioni di estrema pericolosità di parte della banchina che in alcuni tratti presenta vistosissime lesioni che meriterebbero un tempestivo intervento da parte di chi di competenza che auspichiamo provvedano tempestivamente. A parte queste piccole annotazioni la Festa Patronale si è conclusa con uno strabiliante spettacolo di musica classica. L’apposito Comitato, con la collaborazione dell’Ambasciata Coreana in Italia ha presentato: “Voci e profumi d’Oriente†con la Grande Orchestra Nazionale della Repubblica di Urmurtia che ha visto esibirsi i giovanissimi cantanti coreani: Ryu Eun – seon (soprano), Kim Jieun (mezzosoprano), Shin Sunghee (tenore), Oh Young – min (tenore), Lee Hyeong – seok, Chung Jae – Hwan (baritono). Maestro concertatore e direttore, il grande Leonardo Quadrini.

Matteo di Sabato

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LA FESTA DEL MARE di Manfredonia


I pescatori sipontini dedicano al mare una pittoresca festa propiziatoria per abbondanti pescate, infatti, anche se la festa del loro protettore, S. Andrea, cade il 30 novembre, per renderla più significativa, più partecipata, di concerto con il Comitato organizzatore, l’hanno inserita quale appendice ai festeggiamenti in onore di S. Maria Maggiore di Siponto, Patrona e Protettrice della città. Si ha notizia della “Festa del Mare†già negli anni ’20, ma fu un caso isolato. Si ripresentò negli anni ’50 con la processione a mare in onore della Madonna della Stella Maris. Il 27 agosto del 1961 il Vescovo di Manfredonia Andrea Cesarano benediva la nuova chiesa di S. Andrea, l’annesso asilo e il Villaggio dei Pescatori. La mattina del 1° settembre dello stesso anno la statua di S. Andrea veniva portata fuori dalla Chiesa della Stella Maris, dove era allocata fino a quel momento, e i pescatori, portandola a spalla, la imbarcavano su un motopeschereccio attraccato al molo di Levante. Nel pomeriggio l’arcivescovo Cesarano, invitato sul porto dai pescatori, impartiva la benedizione al Santo protettore dei pescatori. Al termine il simulacro del Santo veniva sbarcato e portato in processione a spalla fino alla nuova chiesa al Villaggio dei Pescatori, luogo di culto nel quale, l’effigie del santo è definitivamente rimasta. Dagli anni ’70 detta manifestazione ebbe una regolare cadenza, anche per allungare i giorni di festività, dal momento in cui si decise che, per ragioni di sicurezza, l’icona della Madonna di Siponto non doveva fare più ritorno in Basilica al termine dei festeggiamenti in quanto trasferita definitivamente in Cattedrale. La festa del mare è un motivo per consentire ai tanti concittadini che fanno rientro per le vacanze in occasione della “Festa Madonne de Sepònde†di rivivere le tradizioni popolari e i momenti religiosi e ludici di forte intensità, in particolare la tipica e pittoresca processione a mare. È inoltre un momento di aggregazione, di riflessione tra i cittadini ed i pescatori, che hanno contribuito allo sviluppo della nostra economia. Purtroppo, in questi ultimi anni la categoria sta vivendo momenti di grave crisi per l’entrata in vigore di leggi restrittive emanate dalla Comunità Europea in materia di pesca che ne ha drasticamente ridotto l’attività, con la conseguente diminuzione di natanti e di posti di lavoro. I festeggiamenti si aprono di buon mattino, con lo sparo di mortaretti. Nel primo pomeriggio nella chiesa di S. Andrea, al Villaggio dei pescatori, dopo la celebrazione dell’Eucarestia, la statua del Santo, seguita da S. E. Mons Arcivescovo, dalle massime autorità civili, militari, dalla banda musicale e dai fedeli, viene portata in processione, fino a raggiungere il molo di ponente, dove ad attenderla vi è il peschereccio lustrato a festa con il gran pavese che la ospiterà durante la processione. Sulla stessa imbarcazione vengono ospitati anche l’arcivescovo, il sindaco, il comitato per i festeggiamenti, le autorità e la banda musicale. Ha inizio la processione. In rada una moltitudine di imbarcazioni con a bordo numerosissimi fedeli salutano la statua del Santo a sirene spiegate. Al largo, il momento più solenne. L’Arcivescovo impartisce la benedizione al mare ed il sindaco lancia un’artistica corona di fiori per ricordare i tanti fratelli che in mare, hanno trovato la morte. Il sole volge al tramonto. Gli ultimi raggi s’infrangono sulle variopinte barche, dando vita ad effetti cromatici di inusitata bellezza. Nel frattempo, l’imbarcazione che ospita la statua di S. Andrea, attracca al molo di levante, dove ad accoglierla vi è una moltitudine di fedeli. La processione si ricompone, percorre il Lungomare N. Sauro, per fare rientro nella chiesa di S. Andrea. Ad accogliere la statua del Santo, una marea di fedeli ed artistici e fragorosi fuochi pirotecnici.

Matteo di Sabato

SanAndrea_2007-1
(Foto Pasquale di Bari)

Feta di Sant'Andrea
(Foto Antonio Capaiuolo)

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LA TRADIZIONE DELLA PROCESSIONE


L’espressione di fede più forte che il popolo devoto sipontino abbia potuto esprimere nei confronti della Patrona e Protettrice, la Madonna di Siponto, in continuo crescendo nel tempo, si estrinseca nella tradizionale processione a Lei dedicata. Padre Serafino da Montorio, autore dello “Zodiaco di Maria†nel 1715 riferisce delle processioni fatte soltanto in circostanze particolari e precisamente durante le calamità naturali, per impetrare grazie, in particolare per l’acqua. “Il clero – riporta P. Serafino – tanto secolare che regolare, con tutto il popolo di Manfredonia si porta con divota e umile e lunga processione all’antica Cattedrale dove, prendendo la sacratissima Effige, con gran pompa la portano alla città, alla porta della quale dal Magistrato vien fatto nobile baldacchino, ricevuta con rimbombo de’ mortaretti e con le lodi incessanti del clero e del popolo che si affolla dietro il medesimo cantando il Rosarioâ€. Poi portata in cattedrale per la celebrazione della Santa Messa. Questa usanza non ha una cadenza fissa, ma va avanti solo in casi di gravi calamità. Da un manifesto pubblicato il 18 agosto 1842 a firma dell’allora sindaco D. Michele Giordani, veniva annunciata la festa dopo aver avuto il permesso dell’arcivescovo Vitangelo Salvemini. Forse in segno di ringraziamento a seguito dell’epidemia di colera scoppiata nel napoletano l’anno prima che ha colpito anche Manfredonia provocando ben 400 vittime, aumentate a 472 l’anno successivo. Pur non avendo una data fissa, la processione del 1842 ebbe svolgimento l’8 settembre. Nel 1844, invece, venne anticipata al mese di agosto. Tre anni dopo la festa fu spostata ancora a settembre ed esattamente nei giorni 27, 28 e 29. Il giorno successivo alla processione il Sacro Tavolo veniva riportato a Siponto. In occasione dei festeggiamenti in onore della Vergine di Siponto, risulta che, l’Intendenza di Capitanata, in data 27 settembre 1849 autorizzava il sindaco di Manfredonia a far esibire la banda musicale, “la corsa de’ palli, lo sparo dei fuochi artificiali e l’innalzamento dei globi aerostaticiâ€. Successivamente, tale solennità fu fissata definitivamente il giorno 30 di agosto. Solennità che viene celebrata ancora oggi in questa data, sin dall’epoca dell’arcivescovo Vincenzo Tagliatatela (1854 – 1879). La festa ha inizio il 29 di agosto e termina il 31 con la solenne processione. Prima del definitivo trasferimento in cattedrale la Sacra Immagine il 22 agosto veniva portata in processione dalla Basilica di Siponto per la tradizionale Novena. Dopo la solenne processione, sempre tra una folla di popolo orante, preceduto dall’arcivescovo e dal clero e dalle Autorità civili e militari, la stessa veniva riportata a Siponto. Interessante annotare che, fino al 1968 in processione venivano portati oltre al simulacro della Madonna di Siponto i santi Patroni, S. Lorenzo Majorano, S. Filippo e S. Michele Arcangelo. Oggi sono in tanti ad auspicare il ripristino della vecchia tradizione.

Matteo di Sabato

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Il restauro dell’icona della Madonna di Siponto


L’Icona della Madonna di Siponto è certamente il cimelio più prezioso che Manfredonia custodisca. Essa rinverdisce la fede purissima dei suoi padri che riposero nella Mamma Celeste il ricordo dell’antica Siponto sepolta dalla furia degli elementi. “Il suo volto bellissimo e lo sguardo infinitamente triste e rassegnato testimoniano i sentimenti profondi e sinceri di un popolo devoto verso la Madre dell’Umanità sofferente, unico rifugio dei peccatori e prezioso ausilio dei cristiani†(R. di Sabato). Il Sacro Tavolo di m 1,29 x 0,81, rappresenta, quasi a grandezza naturale, la Vergine con il Bambino. Essa si fa risalire al XII sec ed è ritenuta, stando a quanto scrive il Cavaglieri nel 1680 “opera del pennello di S. Lucaâ€. Per questa ragione l’arcivescovo Tiberio Muscettola (1680 – 1708) non acconsentì al suo ritocco: “che niuno era degno di ritoccare col pennello quel volto, creduto pennelleggiato dal Santo Evangelistaâ€. Tesi poi smontata dallo studioso Raffaello di Sabato. Il Tavolo, anche se protetto da una fodera in legno e tela, non ha potuto sfuggire all’incuria del tempo. Ma al danno se ne aggiunse un altro. Il 30 agosto 1872 a seguito di un incendio sviluppatosi in cattedrale, la parte inferiore del quadro bruciò. Resosi necessario il suo restauro, il consiglio comunale con delibera del 31 ottobre 1896 decise in tal senso. Restauro che avvenne solo trent’anni dopo, il 24 ottobre 1927. Il Sacro cimelio, infatti, di nascosto dal popolo geloso fu portato a Roma ed affidato alle mani esperte del prof. Venturini Paperi. Benedetto, poi, da Pio XI. Il 28 agosto 1955 la solenne incoronazione ad opera del Card. Angelo Giuseppe Roncalli, patriarca di Venezia, poi Papa Giovanni XXIII, oggi salito agli onori degli altari. Altro restauro, il 1964 affidato al nostro concittadino prof. Aronne Del Vecchio da parte dell’arcivescovo mons. Andrea Cesarano, e dal sindaco. Il 25 aprile di quell’anno, infatti, egli presenta un’ampia relazione nella quale, dopo aver evidenziato lo stato “quo ante†del Sacro Quadro, ne ha descritto gli interventi, di cui riportiamo alcuni stralci: (…) ho trovato la pittura in via di completa rovina. L’antico legno era ridotto in condizioni di estrema friabilità, incapace di sostenere più a lungo l’intonachino della pittura che appariva in più parti sfaldata. (…) sono stati rimossi tutti i sostegni fissati sull’antica tavola dell’Icona con oltre cento viti e chiodi. (…) è risultata essere di tre pezzi verticali uniti da grappe di piombo. (…) l’adesione è stata operata con incollanti plastici e caseina, fatti penetrare in tutte le fessure e svuotamenti, sì da costituire, con l’antico legno una solida base all’intonachino su sui è dipinta l’immagineâ€. Da annotare il costante ed appassionato interessamento dell’armatore Gaetano Carpano al quale va anche il merito di aver caldeggiato quel restauro. Il 1982 il prof. Del Vecchio, a seguito dell’assestamento della Tavola, apporta gli intimi ritocchi. L’Icona aveva, ancora una volta bisogno di un poderoso e qualificato intervento, causato dai continui traballamenti, sobbalzi ed escursioni termiche, provocati durante le interminabili processioni. Inconvenienti eliminati nel 2000, quando, anche su nostra sollecitazione, il compianto arcivescovo mons. D’Addario decise di far portare in processione la copia. I costi molto elevati per un ulteriore restauro lo hanno impedito. Numerosi i tentativi di trovare uno sponsor che finanziasse il restauro, ma “le vie del Signore sono infiniteâ€. Dopo circa mezzo secolo dall’ultimo restauro è giunto il tanto agognato momento. La Sacra Icona della Madonna di Siponto, tanto cara al popolo sipontino finalmente è stata sottoposta ad un completo e definitivo restauro. La Divina Provvidenza ha ascoltato le nostre preghiere. Ci ha mandato un nuovo Pastore alla guida dell’Arcidiocesi di Manfredonia, Vieste, S. Giovanni Rotondo, S. E. Mons. Michele Castoro che ha reso possibile questo urgente intervento. A meno di un anno dal suo insediamento, fra le tante iniziative intraprese, resosi conto delle precarie condizioni della Sacra Effige, senza indugio si è attivato alla ricerca di chi potesse sponsorizzarne il restauro. Il “miracolo†non è arrivato da troppo lontano, San Giovanni Rotondo. A compierlo la BCC (Banca di Credito Cooperativo), già Cassa Rurale ed Artigiana, con sede centrale a S. Giovanni Rotondo, che opera sul territorio dal 1918, con filiali nei vari centri garganici ceh recentemente ha aperto una filiale anche a Manfredonia. Oltre al Sacro Tavolo, ha finanziato il restauro della statua della Sipontina. Il lavoro di restauro è stato affidato all’Impresa “Alfa Restauro Opere d’Arte†Srl di Bari, azienda leader nel settore con la supervisione del dott. Fabrizio Vona, soprintendente ai Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Puglia. La direttrice dott.ssa Barbone, invece, ha seguito, le varie fasi di restauro. L’esecuzione del delicato lavoro è stato affidato alle mani esperte delle brave restauratrici: Antonella Martinelli, Caterina Fulvia Passatore e dal tecnico del legno, Vito Carella. Il 31 agosto dello scorso anno l’Icona è tornata a casa restituita al suo vecchio splendore. Il viso delicato e lo sguardo suadente della Mamma Celeste continuerà nei secoli ad elargire grazie e speranza alla sua gente. Interessanti gli interventi eseguiti che permetteranno, senza comprometterne la originalità e la conservazione ancora per lungo tempo. La pulitura del tavolo ha permesso di recuperare sui volti della Madonna e del Bambino le parti originali occultate dal precedente restauro. Sono venuti alla luce frammenti di doratura originale e parte delle figure di santi che decorano le fasce laterali. La decorazione a losanghe presente sul fondo è stata ripristinata la foglia doro vero con la tecnica del guazzo. Il supporto ligneo, liberato dalla pesante e inadatta struttura di sostegno costruita nel restauro del ’64, è stato dotato di un sistema di parchettatura leggero e funzionale a contenere eventuali movimenti della tavola racchiusa in una teca climatizzata che la preserva dalle variazioni microclimatiche e da eventuali danni materiali. Dopo questo primo meraviglioso risultato, il popolo devoto nell’esprimere ancor una volta gratitudine alla BCC ed al suo vescovo per questo stupendo dono, aspetta con ansia il ritorno a casa anche della veneratissima “Sipontinaâ€.

Matteo di Sabato

Prima e dopo il restauro
Foto di proprietà privata

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TERESA LA SCALA LASCIA L’UFFICIO STAMPA DEL COMUNE


Un anno fa Angelo Riccardi veniva eletto sindaco della città. Oltre a cambiare la compagine amministrativa, si è circondato di una task force di fidati collaboratori, gli stessi che durante la campagna elettorale hanno curato la sua immagine. Tra le tante innovazioni che ha introdotto per far funzionare meglio la macchina amministrativa, particolare attenzione ha rivolto al sito web del Comune con aggiornamenti costanti, ma vieppiù all’Ufficio Stampa che fino ad allora si limitava a diffondere notizie laconiche e piatte. L’attività si limitava al solo aggiornamento del sito. Il difficile e delicato compito di curare l’Ufficio Stampa fu affidato alla dott.ssa Teresa La Scala, anche lei dello staff del candidato sindaco. Scelta migliore non poteva fare Riccardi, e i risultati si sono visti. In poco più di un anno di attività la solerte Teresa ha sfornato migliaia di comunicati stampa e servizi particolari con cui ha consentito ai vari organi d’informazione e ai cittadini di conoscere quotidianamente e in tempo reale l’attività della Pubblica Amministrazione. Un lavoro accurato, svolto in sordina, ma con competenza e tanta professionalità da una giornalista che ha saputo dare nuovo impulso all’informazione facendo largo uso delle tecnologie di ultima generazione. Non più comunicati scarni, ma notizie incisive con l’utilizzo di un linguaggio chiaro, accessibile a tutti, atto a coinvolgere i cittadini e renderli partecipi alla vita pubblica per costruire insieme l’avvenire della città. Un modo diverso di fare comunicazione che ha dato i suoi frutti. Nel momento di assumere l’incarico Teresa ebbe ad affermare: “È una comunicazione che coinvolge la cittadinanza dato che si assiste ad un continuo confronto con la città, mantenendo così contatti attivi con i cittadiniâ€. Questo il “modus operanti†di una cara collega che ha in un certo senso rivalutato il modo di fare informazione. Ha dimostrato in poco tempo che, anche nella diversità di opinione, è possibile dialogare per costruire una società migliore attraverso la corretta informazione che non deve creare divisioni o pregiudizi tra chi fa informazione e chi amministra la cosa pubblica. Un filo diretto che ci auguriamo continui. Sì, perchè Teresa La Scala, per propria scelta, alcuni giorni fa ha lasciato il suo incarico per lanciarsi in altre sfide ancor più difficili ma, ci auguriamo, ricche di soddisfazioni. Un’altra eccellenza che va via. Ogni commento è superfluo. Ciao Teresa, noi di ManfredoniaNews ti facciamo un “grande in bocca al lupo†per la tua luminosa carriera. Adesso l’Ufficio Stampa è stato affidato a Massimiliano Arena, già collaboratore di alcune testate provinciali e al quale auguriamo buon lavoro.

Matteo di Sabato

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Pochi soldi per l’Ospedale di Manfredonia, troppi per le Tremiti


Prima i debiti fuori bilancio, poi l’aumento della Tarsu, adesso è la volta dell’Ospedale. Nella seduta consiliare, il sindaco Riccardi, preoccupato, annuncia la possibile chiusura di alcuni reparti, in attuazione del “Programma di riorganizzazione, riqualificazione e potenziamento del Sistema Sanitario Regionale nel quale sono previsti tagli. In particolare la riduzione di alcune strutture sanitarie. Tra queste l’Ospedale di Manfredonia che passerà da presidio ospedaliero a ospedale di base con la riduzione di personale medico e la perdita di 30 posti letto. Qualche tempo fa si paventò l’ipotesi della chiusura. Notizia poi smentita dal dott. Ruggiero Castrignanò, direttore generale dell’ASL FG 2. Egli dichiarò che detta struttura, oltre a continuare la sua attività, sarebbe stata ampliata. Sinceramente, alla luce degli ultimi avvenimenti, tutto questo ci giunge strano. Non si tiene conto, o volutamente si dimentica, che detta struttura ha un notevole bacino di utenza, specialmente in estate, quando il Pronto Soccorso va in tilt avendo una sola ambulanza in dotazione. Strano, però, che per le Isole Tremiti non ci siano tagli, anzi. La Giunta regionale ha stanziato ingenti somme per tenere in piedi una struttura sanitaria che assiste solo 120 residenti. Si parla di cifre spropositate: 950.000 € solo per 5 medici; 980.000 € per lavori di ampliamento di strutture per il personale. Alla faccia dei tagli. Di contro si è pensato bene di affamare gli autisti pagandoli appena 5 € ad ora e gli infermieri 8 €. Meno di 400 le prestazioni in un anno, comprese le misurazioni pressorie. Sperequazione abissale che denota la cattiva gestione dei fondi destinati alla sanità, lasciando nell’oblio strutture di eccellenza. E poi si dice che la legge è uguale per tutti. Ma torniamo al nostro ospedale. Nei giorni scorsi in un comunicato dell’ufficio stampa del Comune si legge che alcuni reparti sono in affanno e che rischiano la chiusura a seguito della riduzione di personale medico. Tra questi, l’Ostetricia, la Pediatria, la Chirurgia e la Cardiologia UTIC. Notizie allarmanti e non del tutto esatte. ci ha riferito il dott. Salvatore Gentile, direttore medico del presidio. In particolare quella relativa alla chiusura della Cardiologia. La stessa, invece, continuerà ad operare, visto che l’organico medico è quasi al completo. Altri reparti – continua il dott. Gentile – compreso il Laboratorio di analisi e la Sezione trasfusionale, sono in affanno per la mancanza di un medico, durante il periodo estivo, per ferie. Egli chiarisce che su nove primari solo quattro sono facenti funzione, ma con prerogative e responsabilità dei titolari. A sopperire la carenza di figure mediche, la professionalità e l’abnegazione dei dirigenti attualmente in organico. La vera preoccupazione, riguarda la divisione di Ortopedia. Sono preclusi i ricoveri ordinari, ma funzionano l’ambulatorio, il servizio di sala gessi e le consulenze ortopediche al Pronto Soccorso. Intanto la Direzione strategica aziendale assicura iniziative urgenti per l’implementazione di medici ortopedici al fine di sospendere il temporaneo divieto di ricoveri in Ortopedia. Il dott. Gentile, facendosi carico delle legittime preoccupazioni dei cittadini, alla luce delle assicurazioni del direttore generale, è certo che, quanto prima, si tornerà alla normalità ed il nostro ospedale potrà continuare a dare sollievo a quanti soffrono.

Matteo di Sabato

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IL CAMPETTO DI VIA ORTO SDANGA


Nonostante il trascorrere degli anni, è ancora intenso il ricordo di quando, negli assolati ed afosi pomeriggi di agosto si giocava a palla, (ricavata da una calza della nonna riempita di tracci ndr). Il campo di calcio, la strada. Non c’era di meglio. Allora era possibile per lo scarso traffico, oppure ci si spostava in Piazza Duomo. Quel ricordo lo trasferiamo ai tempi moderni. La Pubblica Amministrazione, infatti, per andare incontro alle esigenze della gioventù, da qualche tempo, ha provveduto a realizzare nei vari quartieri della città, alcuni impianti e spazi destinati alle attività motorie e sportive. Lo scopo: consentirne il libero accesso al pubblico, dopo averli opportunamente dotati della minima attrezzatura fissa per un particolare sport e/o dedicati principalmente ai bambini. Tutto questo, anche in attuazione della delibera di G. R n. 1083 del 23 giugno 2008 che prevede “I criteri e le modalità di attuazione dell’impiantistica sportivaâ€. Purtroppo dobbiamo dire che quelle strutture non vengono utilizzate in modo razionale e che ad alcune di esse manca addirittura la minima attrezzatura fissa, in particolare la recinzione. Ecco che a venire incontro a tale deficienza, la richiesta indirizzata al sindaco della città, datata 2 dicembre 2010, a firma di don Fernando Piccoli parroco della Cattedrale, a proposito del campetto di calcio sito su via Orto Sdanga, angolo via Pastini, dalla superficie di 1801 m2. Egli, nell’evidenziare l’impraticabilità dello stesso, per la presenza di rifiuti di ogni genere anche pericolosi, chiede l’intervento del Comune al fine di dotarlo di una recinzione regolamentandone l’uso al fine di renderlo fruibile, anche con l’intervento degli operatori volontari della Parrocchia. Da premettere che l’utilizzo del campetto ha lo scopo di attuare un programma di aggregazione sociale con attività ludico-sportive riservate ai ragazzi della circoscrizione parrocchiale. Ecco la novità. Visto che l’Ente locale non ha i fondi, tra le parti si è raggiunto un accordo. La stipula di apposita convenzione con la quale si affida alla Parrocchia “S. Lorenzo Majorano, in comodato d’uso gratuito, la gestione dell’impianto per la durata di cinque anniâ€, con l’obbligo per quest’ultima di realizzare a propria cura e spese la recinzione e la sistemazione del terreno di gioco. Un risultato importante ed allettante per le altre parrocchie o associazioni di volontariato che volessero seguirne l’esempio, al fine di rendere operanti le altre strutture dislocate nei vari quartieri della città, lasciate in completo stato di abbandono. Per memoria storica, da non dimenticare le grandi opere incompiute e abbandonate come il “nuovo†campo sportivo ed il palazzetto dello sport, oggi ormai ruderi.

Matteo di Sabato

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SAN LEONARDO DI SIPONTO E… IL MISTERIOSO RAGGIO DI SOLE


Il 21 giugno, giorno del solstizio d’estate, l’Abbazia di San Leonardo di Siponto, o in Lama Volara, costruita intorno all’XI sec. caratterizzata da una stupenda architettura romanico-pugliese con il suo incantevole portale che troneggia su di una collina, a circa dieci chilometri da Manfredonia, sulla sinistra della S.S. 89 per Foggia, offrirà, ancora una volta, a quanti amano la storia, l’arte ed in particolare l’astronomia dei momenti magici. Il misterioso “raggio di soleâ€, infatti, al mezzodì astronomico, attraverserà il foro gnomonico per riflettersi in un punto particolare della chiesa. Qualcuno potrebbe chiedersi: “che c’entra l’astronomia?”. C’entra sì, rispondiamo. Tanti anni fa, oltre al meraviglioso portale (oggi visibilmente deturpato dai ladri e da atti vandalici), un nostro ingegnoso architetto, peraltro sconosciuto, nel costruire l’Abbazia di S. Leonardo di Siponto, volle dotarla di una preziosità. Per catturare il raggio di sole più alto dell’anno, infatti, pensò di perforare la spessa volta della chiesa in un punto particolare ed esattamente al centro dei due pilastri prospicienti l’ingresso laterale (il più importante rispetto agli altri, in quanto arricchito dal celebre portale). Dalla parte interna lo arricchì di un mirabile rosoncino. La cosa più spettacolare, però, non è tanto il foro costituito da undici raggi, ma il fenomeno che attraverso questa apertura si verifica. L’autore dell’ingegnoso strumento doveva senz’altro essere un ottimo intenditore di “meccanica celesteâ€. Ha scelto, infatti, con precisione matematica, il punto dove doveva cadere il raggio di sole. Sinceramente non ci è dato conoscere quale sia stato il criterio adottato. Al riguardo, però, si possono avanzare solo delle ipotesi. Egli è riuscito a localizzare la direzione Sud, esattamente dove si trova il sole a mezzogiorno. Il 21 giugno, quando il sole raggiunge la massima altezza dalla terra, ed esattamente al mezzodì astronomico del solstizio d’estate, da questo foro gnomonico passa un “misterioso raggio di sole†e cade in un punto particolare della chiesa. Pertanto, possiamo dire che il nostro bravo “architettoâ€, prima di procedere alla perforazione della volta della chiesa, ha calcolato con estrema precisione il punto esatto dove operare, onde evitare di finire in una zona diversa del cielo. Procedura analoga, oggi viene adottata puntando un comune telescopio su di una stella, con la sola differenza che lo strumento astronomico può essere spostato facilmente per la ricerca del punto esatto di osservazione. Ancora più eccezionale è stato il lavoro compiuto con molta cura e dovizia di particolari in quanto l’autore, dopo aver operato il foro, lo ha diaframmato dall’interno realizzandovi uno stupendo rosoncino costituito da undici raggi, (il caso vuole che anche il rosone della cattedrale di Troia conti lo stesso numero di raggi). L’eccezionalità dell’avvenimento, pertanto, è che il raggio catturato proietta, in quel punto particolare, gli undici raggi del rosoncino formando sul pavimento altrettanti meravigliosi petali di luce. Un fenomeno analogo si verifica in Francia, nella decantata cattedrale di Chartres. Il foro, però, è praticato in una vetrata e lo stesso giorno, al mezzodì, il raggio di sole va ad infrangersi su di una formella metallica incastonata nel pavimento. Se in Francia il fenomeno è bene evidenziato attraverso detta piastra metallica per attirare l’attenzione dei visitatori, nella chiesa di San Leonardo, invece, lo si può osservare da un segno tracciato sul pavimento, nel punto giusto dove cade il raggio di sole. Su di un pannello, poi è spiegato il fenomeno astronomico e quando lo stesso può essere osservato (ora e giorno). L’ora è senz’altro diversa da quella indicata dall’orologio (mezzodì astronomico). In quel periodo, infatti, è in vigore l’ora legale, ragion per cui l’evento si sposta di un’ora, alle ore 13 circa. Quale significato può avere, ancora oggi, la presenza di questo fenomeno in una chiesa, sinceramente sono in molti a chiederselo. Comunque dobbiamo dire che qualcosa di analogo, oltre alla cattedrale di Chartres si verifica nel Duomo di Milano, Santa Maria degli Angeli in Roma e San Petronio a Bologna. In queste ultime, però, agiscono delle meridiane che hanno la funzione di un vero e proprio calendario. Attraverso dei fori, infatti, a seconda delle stagioni, si cattura il raggio di mezzogiorno che viene poi proiettato su apposite formelle sistemate sul pavimento. Non è la stessa cosa per San Leonardo. La funzione del foro gnomonico, infatti, determina la sola meridiana che indica il solstizio d’estate. Molto probabilmente, detta funzione serviva a determinare il giorno dal quale partire per il computo del resto dei giorni dell’anno Ciò giustifica la precisa posizione in cui cade il raggio di sole ed esattamente al centro tra i due pilastri principali. Oltre al solstizio d’estate, dall’interno della chiesa di San. Leonardo si possono osservare altri due fenomeni, anch’essi di rilevante importanza astronomica. L’equinozio di primavera (20 o 21 marzo), cioè quando ha inizio la primavera astronomica ed il giorno incomincia a superare la notte in durata e l’equinozio d’autunno (22 o 23 settembre), altro momento in cui si registra una ugual durata di giorno e notte. Detti fenomeni si possono osservare attraverso un altro rosoncino di dimensioni analoghe al precedente, costituito, però, da 10 raggi ed è situato sulla facciata ovest della chiesa. Durante l’equinozio primaverile, dalle ore 15,30 alle 16,00 il raggio di sole penetra attraverso il rosoncino e si infrange sulla parete dell’abside sinistro dove, da qualche tempo, è stata collocata una piccola icona della Madonna. Stessa cosa si verifica durante l’equinozio d’autunno. Più o meno alla stessa ora, il raggio di luce che si riflette sulla parete assume la forma di una mandorla che, secondo l’interpretazione di alcuni studiosi, racchiude la purezza, simbolo della Fede e della gloria di Dio.

Matteo di Sabato

Fig. 041 MISTERIOSO RAGGIO DI SOLE

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LA MADONNA DI SIPONTO RESTITUITA AL SUO ORIGINARIO SPLENDORE – Video Relazione del Restauro


Una folla che gremiva l’intera Piazza Giovanni XXIII ha accolto con gaudio la sacra icona di Santa Maria Maggiore di Siponto che, trasferita a Bari otto mesi fa per essere sottoposta a restauro conservativo, finalmente è tornata a casa, tra il suo popolo devoto. Un avvenimento epocale per la nostra città e per la Chiesa Sipontina che la visto tornare a splendere il volto bellissimo della Mamma Celeste, dopo il restauro del 1964, per mano del prof. Aronne Del Vecchio. Un restauro non invasivo che consentirà al sacro Tavolo di conservarsi ancora per tanto tempo. E’ quanto hanno spiegato ai fedeli in Cattedrale, attraverso una nutrita documentazione fotografia, il dott. Fabrizio Vona, soprintendente ai Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Puglia, la direttrice dott.ssa Barbone, alla quale è stata affidata la supervisione dei lavori di restauro, unitamente alle restauratrici: Antonella Martinelli, Caterina Fulvia Passiatore ed il tecnico del legno Vito Carella che hanno operato per conto dell’Impresa Alfa Restauri di Bari. A rendere ancor più solenne l’evento, la presenza delle massime autorità civili e militari. Non ultimo, il nuovo Consiglio di Amministrazione della BCC (Banca di Credito Cooperativo ) di S. Giovanni Rotondo, guidato dal neo presidente dott. Michele Palladino. Istituto di Credito che ha reso possibile il miracolo finanziando per intero il lavoro di restauro. Il nostro amato arcivescovo, mons. Michele Castoro, visibilmente commosso, ha ringraziato i presenti per la loro partecipazione ed in particolare la BCC, non dimenticando il presidente emerito dott. Matteo Biancofiore. E’ seguita in Piazza Giovanni XXIII la solenne concelebrazione dell’Eucarestia di ringraziamento, presieduta dallo stesso Mons. Arcivescovo, con tutti i sacerdoti di Manfredonia, alla presenza del Sacro Tavolo della Madonna di Siponto. Ora si attende con trepidazione il ritorno di un altro sacro cimelio, la statua lignea della Sipontina.

Matteo di Sabato

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L’ICONA DELLA MADONNA DI SIPONTO TORNA A CASA


Il 31 agosto dello scorso anno, al termine della processione dedicata a S. Maria Maggiore di Siponto, l’arcivescovo mons. Michele Castoro, con gioia e tanta soddisfazione, annunciava alle migliaia di fedeli del restauro conservativo al quale dovevano essere sottoposti i simulacri della Vergine SS. di Siponto e della statua lignea “La Sipontinaâ€. Il giorno successivo, infatti, al termine dell’Eucarestia, officiata dallo stesso, con la supervisione del dott. Fabrizio Vona, soprintendente ai Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Puglia, i tecnici dell’Impresa Alfa Restauri, dopo le opportune cautele, li hanno prelevati per portarli a Bari, scortati da due vigili urbani. Dopo appena otto mesi, la sacra icona della Vergine di Siponto tornerà a casa. Un altro straordinario evento i sipontini lo vivranno martedì prossimo 31 maggio quando la sacra effige sarà restituita ai suoi fedeli restaurata. Rivedranno la Mamma Celeste tornata al suo vecchio splendore per continuare ad essere venerata ed ammirata nei secoli dai devoti sipontini e dagli studiosi di arte sacra di tutto il mondo. Quel giorno, infatti, stando a quanto riferitoci da mons. Arcivescovo, l’evento sarà ricordato con una solenne cerimonia che avrà luogo nella Chiesa Cattedrale. Alle ore 18.00 la sacra icona sarà presentata ufficialmente al popolo sipontino alle autorità civili e militari ed in particolare ai rappresentanti della BCC (Banca di Credito Cooperativo) di S. Giovanni Rotondo che ha finanziato l’opera di restauro, alla quale, ancora una volta, il popolo sipontino esprime eterna gratitudine per aver trasformato in realtà questo grande sogno. Nel contempo il dott. Fabrizio Vona, le restauratrici: Antonella Martinelli, Gaetana Fulvia Passiatore e Vito Carella che ha curato il consolidamento del legno, illustreranno le varie fasi dell’intervento di restauro conservativo. Seguirà la solenne concelebrazione dell’Eucarestia presieduta da mons. Castoro. L’emozione che abbiamo provato nel rivedere il volto bellissimo della Vergine ed ammirarlo a pochissima distanza, è stato incontenibile. Ha fatto tornare alla nostra mente la meravigliosa e penetrante descrizione che Raffaello Di Sabato riporta nella sua monografia “La Madonna di Sipontoâ€: “Il maggior pregio nella nostra icona sta proprio nello sguardo infinitamente triste e rassegnato, specialmente in quello dell’occhio destro che vi segue dovunque come la speranza piantato lì com’è nel mezzo del quadro con mano maestra. Se vi fate a considerare attentamente, quella pupilla ha qualcosa di misterioso e di divino insieme, davanti al cui fascino non potete non confessare tutti i vostri tormenti poi che l’autore ha saputo condensare in essa, con potenza inaudita, il dolore universale di tutti i secoli!â€. Di notevole interesse gli interventi praticati che permetteranno, senza, peraltro comprometterne la originalità e la conservazione ancora per tanto tempo. In sintesi, queste le operazioni eseguite: Pulitura del tavolo, che ha permesso di recuperare sui volti della Madonna e del Bambino le parti originali occultate dal pesante precedente restauro. Sono venuti alla luce frammenti di doratura originale e parte delle figure di santi che decorano le fasce laterali. La decorazione a losanghe presente sul fondo è stata riproposta a foglia d’oro vero con la tecnica del guazzo. Il supporto ligneo, liberato dalla pesante e inadatta struttura di sostegno costruita nel restauro del ’64, è stato dotato di un sistema di parchettatura leggero e funzionale a contenere eventuali movimenti della tavola racchiusa in una teca climatizzata che la preserva dalle variazioni microclimatiche e da eventuali danni materiali. Dopo questo primo meraviglioso risultato, aspettiamo con ansia che torni a casa anche la veneratissima “Sipontinaâ€.

Matteo di Sabato

Foto Nicola Muscatiello

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LA STAFFETTA NAUTICA HA FATTO TAPPA A MANFREDONIA


L’Italia unita dal Mare
LA STAFFETTA NAUTICA HA FATTO TAPPA A MANFREDONIA
L’Italia e il Mare. Un binomio indissolubile che rende la nostra Terra italica una delle più belle del mondo. Quel mare che la custodisce gelosamente nel suo immenso e meraviglioso grembo è la testimonianza della sua unità. L’Italia, una ed indivisibile. Con questo spirito, l’Assonautica e Unioncamere, a livello nazionale, hanno aderito alle celebrazioni dell’Unità d’Italia che compie 150 anni. Celebrazioni fortemente volute e caldeggiate dal nostro Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. E’ sembrato doveroso testimoniare il grande attaccamento delle Camere di Commercio e di Assonautica alla storia del nostro Paese, legate al mare quale elemento vitale per la nostra economia Lo hanno fatto realizzando un’iniziativa a dir poco originale: “La Staffetta Nautcaâ€. Il testimone: la bandiera italiana che, partendo da Trieste, in 70 tappe, di porto in porto compirà l’intero periplo della penisola, isole comprese, Da imbarcazione a imbarcazione raggiungerà il porto d’Imperia. Tappa finale, Roma dove il tricolore sarà consegnato nelle mani del Capo dello Stato. Un evento epocale che unisce simbolicamente l’Italia attraverso il mare ed una ghiotta occasione per dare maggiore impulso alle imprese che operano all’interno del “sistema mareâ€. Sistema che, ancora oggi, presenta numerose difficoltà, superabili se si riuscisse a valorizzare appieno le tante opportunità offerte dalla stupenda posizione centrale dell’Italia nel Mediterraneo, con oltre 8.000 km di costa Anche la Camera di Commercio di Foggia, presieduta dal dinamico Ing. Eliseo Zanasi, attraverso Assonautica della Capitanata, ha partecipato a questo grande evento, finalizzandolo alla promozione della nautica da diporto e del turismo nautico, attraverso la rete di sistema camerale, con la valida e stretta collaborazione del Comando Generale delle Capitanerie di Porto. La tappa di Capitanata acquista una valenza di notevole spessore, se si considerano le innumerevoli implicazioni legate allo sviluppo dell’unico porto della Capitanata e per la nascita di nuove strutture diportistiche, non ultima, il porto turistico “Marina del Gargano†in fase di realizzazione. Emozionante il momento del passaggio del testimone, proveniente da Termoli, poi consegnato nelle mani di S. E. dott. Antonio Nunziante, Prefetto di Foggia, e l’apposizione della firma sulla pergamena della “Staffetta Nautica†Numerose e qualificate le personalità che hanno partecipato all’iniziativa, tra le quali abbiamo notato: la dott.ssa Maria Rosaria Maiorino, Questore di Foggia, il Col. Antonio Diomeda, Comandante Provinciale dei Carabinieri, il Cap. di Fregata Antonino Zanghì, Comandante la Capitaneria di Porto di Manfredonia, il vice comandante provinciale della Guardia di Finanza, il dott. Mariano Ciritella, Comandante dei VV.UU, ed il consigliere regionale, Avv. Giandiego Gatta. Interessante l’incontro che ha avuto luogo nella elegante sede del Centro Velico Gargano nel corso del quale si è discusso de: “La portualità turistica quale fattore di sviluppoâ€. A rendere più accattivante l’assise, l’intervento di Angelo Riccardi, sindaco della città ospitante e dei sindaci di Mattinata, Rodi Garganico, Peschici e Monte S. Angelo. Ad aprire i lavori il dott. Matteo Di Mauro, segretario generale della Camera di Commercio di Foggia e moderatore dell’incontro. L’ing. Zanasi, dopo aver ringraziato i graditi ospiti, nel sottolineare l’importanza dell’iniziativa, ha manifestato il ruolo che le Camere di Commercio hanno svolto nel corso di questi 150 anni per rafforzare la crescita dell’economia nel mondo. Riccardi sostiene che bisogna rendere più saldo il “Sistema Mare†al fine di creare maggiori occasioni di sviluppo, per l’economia e l’occupazione. Anche i sindaci della riviera garganica, all’unisono hanno chiesto alle istituzioni maggiore attenzione ai loro problemi, in particolare allo snellimento della burocrazia che frena l’imprenditoria locale. Anche l’on.le Antonio Pepe, presidente della Provincia esprime soddisfazione per la bella iniziativa che, nonostante i problemi, bisogna sentirsi fieri di appartenere a questa nazione. Il dott. Nunziante, dal suo canto, lancia un segnale molto forte ai politici, ai dirigenti ed imprenditori chiedendo loro di essere più uniti perché questo territorio – egli ha detto – è pieno di potenzialità inespresse e che solo con l’unità di intenti si possono raggiungere traguardi di sicurezza, prosperità economica, sociale ed occupazionale. Il dott. Buono, presidente del Centro Velico Gargano, si è reso felice di aver ospitato l’evento. Ottima l’organizzazione curata dall’ing. Salvatore Guglielmi. A dare maggiore calore e significato alla manifestazione, la partecipazione di alcune scolaresche e della Banda musicale degli alunni della Scuola Media “Mozzillo – Ungaretti.†abilmente diretta dal prof. Salvatore Coppolecchia. Non ultima la partecipazione dei soci dell’Associazione Marinai d’Italia, di un folto pubblico di diportisti ed operatori del mare. Subito dopo, il testimone è stato affidato allo skipper Vincenzo Frattarolo che a bordo della barca “Dandy†è partito per la tappa successiva, il Circolo della Vela di Bari.
Matteo di Sabato

Foto Porto staffetta maggio 2011

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ADDIO DON ANDREA PAPAGNO


L’estremo saluto dei sipontini

Con viva costernazione abbiamo appreso della improvvisa scomparsa di don Andrea Papagno. Alle 12.30 del 14 maggio scorso, all’età di 88 anni, esalava l’ultimo respiro per tornare alla Casa del Padre La ferale notizia, diffusasi rapidamente in tutta la città, ha lasciato sgomenti innanzitutto i suoi fedeli che da molti anni lo seguivano. Ieri, infatti, molti di essi, ignari, come di consueto, si sono recati nella seicentesca chiesa di San Benedetto, della quale era rettore, per ascoltare la Santa Messa prefestiva. Lo sbigottimento di tutti. Vedere ai piedi dell’altare il feretro di don Andrea. La Chiesa Sipontina perde così il decano dei canonici, un sacerdote che ha servito il Signore con amore, tanta umiltà e spirito di abnegazione per ben 63 anni. Un padre che ha inculcato nei suoi figli spirituali l’amore verso Dio, la famiglia, il prossimo, attraverso la sua esperienza di vita come uomo e sacerdote. Tanti sono gli aneddoti che si possono raccontare sulla figura di don Andrea. Severo, in particolare verso quei fedeli che si presentavano in chiesa per ascoltare la S. Messa anche con cinque minuti di ritardo. Non lesinava loro rimproveri durante l’omelia. Sempre disponibile, non faceva mai mancare la sua amorevole assistenza spirituale ai malati, ai bisognosi, elargendo loro quel poco di cui disponeva. E’ stato parroco della Chiesa Cattedrale dedicata a S. Lorenzo Majorano per ben 24 anni. Nonostante età l’avanzata, il vegliardo don Andrea ha servito la Chiesa fino alla fine. Ha celebrato l’Eucarestia fino ad un mese fa. Il suo impegno ecclesiale è andato ben oltre il consentito. Egli porta con sé il ricordo più bello del suo lungo ministero sacerdotale. Il privilegio di aver accolto nella sua chiesa Cattedrale il Santo Padre Giovanni Paolo II, oggi Beato, in occasione della visita pastorale in terra di Capitanata, avvenuta il 24 maggio 1987. Bello e toccante il messaggio che don Andrea ha trasmesso ai suoi fedeli per il 50° di sacerdozio (1° agosto 1998) nel quale egli dice: “Ti ringrazio Signore di quello che mi hai dato, di quello che non mi hai dato, di quello che mi hai tolto. So che tutto vedi, sostieni e dirigi, che immensamente mi ami e che tutto, a chi ama, coopera in beneâ€. Non meno toccante il messaggio che il Gruppo di Apostolato della Preghiera gli ha fatto pervenire il giorno dopo e che dice di lui: “Una figura raccolta e silenziosa che ti passa vicino, in preghiera: questo è don Andrea. Una voce rispettosa e chiara che ti coinvolge e cambia tutto il tuo essere: questo è don Andrea. Le mani che consacrano, che si congiungono, che pregano: questo è don Andrea. Quella sua aria così candida, quel suo essere così trasparente, ci farà vivere sempre avendo nella mente la figura di questo nostro sacerdote, così raro, perciò a noi tanto caro†A questo meraviglioso pensiero, con il cuore e la mente ci associamo, ringraziando ancora una volta nostro Signore per avercelo donato. Oggi egli è entrato a far parte della immensa schiera degli angeli e dal Paradiso continuerà a vegliare sulla sua comunità, su quanti gli hanno voluto bene e che si sono saziati alla sua mensa di bontà ed amore. Anche noi di Manfredonianews.it nell’associarci alla costernazione che ha colpito l’intera comunità Sipontina, da queste colonne esprimiamo i sensi del più profondo cordoglio alla famiglia di don Andrea. Domani la salma sarà traslata in Cattedrale dove alle ore 9.30 S. E. Mons. Michele Castoro, arcivescovo di Manfredonia, Vieste, S. Giovanni Rotondo, celebrerà la solenne Eucarestia dei defunti.

Matteo di Sabato

DON ANDREA PAPAGNO con Papa Giovanni Paolo II

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Manfredonia ricorda Giovanni Paolo II PAPA’ DEL MONDO, oggi Beato


Il 2 aprile 2005, i popoli della terra piansero la scomparsa di Giovanni Paolo II. Oggi, esultano. Colui che elevò agli onori degli altari S. Pio da Pietrelcina, per mano del suo segretario che ne celebrò le esequie, divenuto, poi, Papa Benedetto XVI, è proclamato Beato. Un altro grande dono che il Signore ha riservato alla nostra cara Diocesi che è in Manfredonia, Vieste e San Giovanni Rotondo. La Divina Provvidenza non a caso ha voluto premiare due grandi della Chiesa Universale legati dal mistero della Fede, che tanto hanno speso per l’Umanità sofferente, portando il Verbo di Dio in ogni angolo della Terra. È ancora vivido il ricordo, che la nostra Diocesi conserva della visita che Giovanni Paolo II, anche se in modo fugace, volle dedicarle, avvenuta il 24 maggio 1987. Particolare attenzione Egli rivolse alla nostra città, legata alle vestigia della progenitrice Siponto. Mirabile fu l’incontro con i fedeli qui convenuti per salutarlo ed ascoltare la sua parola. In quella occasione il Santo Padre ebbe l’amabilità di rivolgere all’intero popolo devoto, un sentito ed affettuoso saluto che così si concluse (…)
â€La Vergine Santa, che voi venerate con affetto nella vostra Cattedrale, seguendo la tradizione dei padri, vi aiuti e vi conforti in questa grande ed urgente impresa. A Lei si levi con particolare intensità la comune preghiera in questo mese di maggio; a Lei ricorra il vostro animo fiducioso, ogni qual volta la coscienza vi interroga circa quello che occorre fare per vivere secondo la fede e servire il vero bene della comunità. Sia sempre Lei, la Madre di Dio, la premurosa guida delle vostre famiglie, illumini i giovani, affinché trovino uno specifico inserimento nelle strutture del lavoro e si preparino adeguatamente ad affrontare le future responsabilità. Invocando la Vergine e chiedendo la sua protezione, imparto la Benedizione Apostolica a tutti voi, alla vostra Arcidiocesi, ai Sacerdoti, ai Religiosi ed alle Religiose, al Seminario, agli Istituti scolastici e di assistenza; poi ancora ai pescatori ed ai marittimi, agli operai, alle persone che soffrono e a tutte le Autorità civili. Manfredonia, città che hai le radici della tua Fede nell’età apostolica e conservi nel cuore un fervido amore per la Madre di Dio, io ti benedico e ti salutoâ€.
A distanza di 24 anni, rileggendolo, abbiamo avuto l’impressione che volesse essere un messaggio molto forte rivolto a quanti si sono allontanati dalla Fede e dalla parola di Dio, unica ancora di salvezza, per dedicarsi al consumismo più sfrenato. Ancora oggi sentiamo riecheggiare nella Piazza dedicata a Papa Giovanni XXIII la Sua voce sicura e suadente, in particolar modo quando recita la Preghiera dedicata alla Vergine Santissima di Siponto.

Matteo di Sabato

Foto scattata e di proprietà di Matteo di Sabato

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UN GIORNO MIO PADRE


E’ il titolo dell’ultima fatica del carissimo amico Italo Magno che sarà presentato oggi 19 aprile presso l’Auditorium Palazzo Celestini, con inizio alle ore 18.00. E’ prevista la partecipazione del sindaco Angelo Riccardi, di Saverio Russo, docente di Storia Moderna presso l’Università degli Studi di Foggia e di Michele Illiceto, ordinario di Filosofia e docente della Facoltà di Teologia dell’Università di Bari. Il romanzo di Italo Magno vuole essere uno spaccato di un vissuto intenso del suo amato genitore. Le opere, le lotte politiche, i sogni, le speranze, le amarezze di un uomo che ha dedicato la sua intera esistenza al bene comune, attraverso il suo impegno politico, come deputato, senatore e poi sindaco di Manfredonia, incarico, quest’ultimo che ha ricoperto per due mandati. Pur non avendolo ancora letto, conoscendo Italo e, stando a quanto ci ha riferito, l’idea di raccontare suo padre maturata da tempo, si è concretizzata nell’ultimo periodo di vita. Siamo sicuri che anche quest’opera, avrà il successo che si merita, visto ha già ottenuto un prestigioso riconoscimento: Il premio “Inedito†al Salone Internazionale del Libro di Torino. Ad Italo, anche a nome della redazione di Manfredonianews.it, Ad majora

Matteo di Sabato

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LA PORTUALITA’ NEL GOLFO DI MANFREDONIA


Il Lion Club Host e “LA PORTUALITA’ NEL GOLFO DI MANFREDONIAâ€
Ancora una volta il “Mare Nostrum†è al centro dell’attenzione degli addetti ai lavori. Ancora una volta si è parlato del porto, del suo potenziale, nei secoli inespresso, delle prospettive future. Anche alla luce di un avvenimento che osiamo definire storico. La firma del protocollo d’Intesa tra Gaetano Falcone, commissario dell’Autorità Portuale ed Angelo Riccardi, sindaco di Manfredonia, siglato alla fine dello scorso anno. Un convegno fortemente voluto dal Lions Club Manfredonia Host, impegnato come sempre nelle attività di servizio, al fine di promuovere liberi dibattiti su argomenti che interesano la collettività. Ad organizzarlo nei minimi particolari, il past- president ing. Salvatore Guglielmi. Ieri, infatti, presente un attento e foltissimo pubblico ed un parterre d’eccezione, presso l’Auditorium Palazzo dei Celestini si è parlato della â€Portualità nel Golfo di Manfredoniaâ€. Mirate le relazioni, questa volta affidate ad addetti ai lavori. A coloro che quotidianamente, direttamente e non, operano a stretto contatto con il mare, il porto, ai traffici ed alla sua economia. Parliamo del Cap. di Fregata (CP) Antonino Zanghì, Capo Compartimento Marittimo e Comandante del Porto di Manfredonia, che ha riferito sullo “Stato e prospettive della portualità nel Golfo di Manfredoniaâ€. Dello “Sviluppo della portualità a Manfredonia e limitrofi†ha parlato invece, l’avv. Gaetano Falcone. L’argomento riguardante i “Riflessi economici dello sviluppo portuale per il territorio localeâ€, lo ha sviluppato l’ing. Eliseo Zanasi, presidente della Camera di Commercio di Foggia. Molta emozione ha suscitato la proiezione di un breve documento con testo ed immagini, che riproduce uno spaccato del lavoro intitolato: “Il Porto di Manfredonia nella vita economica della Capitanataâ€, scritto nel 1930, pubblicato per la prima volta nel 2008. Autore, uno studioso sipontino: Raffaello Di Sabato che, con la sua testimonianza, attraverso un intenso, approfondito e sofferto lavoro di ricerca ne ha ricostruito la storia partendo dall’antico porto di Siponto che sorgeva quasi all’imboccatura del Sinus Sipontinus. Egli annotò minuziosamente la realtà socio – economico – politica del porto di Manfredonia, a partire dal 1888 al 1934, dando indicazioni a dir poco profetiche:“…i figli migliori della Capitanata, ammaestrati dal passato,…uomini più fortunati di noi vedranno in questa terra splendere col sogno realizzato di Manfredi che la notte dei secoli sfiderà siccome un faro!!!)â€
Matteo di Sabato

La portualità


Le Foto: Porto isola ed erigendo porto turistico sono di Sandro CHIARISTA

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Strada provinciale 141: Un segno di rinascita per la Riviera Sud?


“È questione di giorni ed il problema traffico sulla S.P. 141(delle Saline), almeno in parte, sarà risolto. Il 4 aprile prossimo avrà luogo il collaudo del ponte Candelaro. Tra una settimana, massimo 10 giorni, il tempo necessario per il completamento del tappetino di asfalto, sarà aperto al traffico. Si allevierà, così, notevolmente il disagio, in particolare per gli operatori turistici e coloro che dovranno raggiungere le numerose strutture ivi dislocateâ€. Queste le parole rassicuranti pronunciate dall’avv. Domenico Farina, assessore ai Lavori Pubblici dell’Amministrazione Provinciale di Foggia. Tuttavia, a nostro avviso, tali rassicurazioni sono esaustive solo per il tratto: “Ippocampo – Via del Mareâ€, e il resto? Questo all’indomani dell’ennesima protesta avanzata dagli stessi operatori turistici, in particolare di coloro che hanno le strutture lungo il tratto in questione, a seguito dell’ordinanza che disponeva a partire dal 10 marzo la chiusura al traffico veicolare del tronco stradale compreso tra le progressive 3+400 e 7+500 della S. P. 141 (delle Saline), per inizio dei lavori di allargamento e rifacimento del manto stradale. Unica eccezione per i residenti ed i frontisti i quali potranno percorrere quel tratto a condizione che venga osservato il limite di velocità pari a 10 km/h, mettendo in atto tutte le precauzioni di guida poiché la carreggiata è occupata da mezzi impegnati alla sistemazione della strada e da materiali. Per il rimanente traffico tra Manfredonia e Zapponata, in alternativa, è stato così disposto: S. P. 141 (delle Saline) – S. S. 89 (garganica) – S. P. 72 (Cerignola – Contrada Viro) – S. P. 73 (Via del Mare) – S. P. 141 e viceversa. Intanto, nonostante le suddette rassicurazioni, le proteste sono andate avanti da parte degli aventi causa. Alla luce di tutto ciò, molta efficacia hanno avuto le pressioni formulate dal sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi, dall’assessore Damiano D’Ambrosio, non ultimo, dal commissario dell’Azienda di Promozione Turistica della Provincia di Foggia, dott. Nicola Vascello. L’assessore Farina, infatti, disponeva la deroga anche ai turisti che devono raggiungere le diverse strutture ricettive, nella speranza di salvare il salvabile, visto che è alle porte la bella stagione ed il lungo ponte di Pasqua. In tal senso, lungo tutto il tratto in questione, si è provveduto alla sistemazione di appositi cartelli stradali al fine di consentire ai turisti di raggiungere i luoghi di vacanza. Purtroppo, molti segnali, grazie alla inciviltà ed alla incoscienza di certi automobilisti, sono stati divelti. È ciò che, con tanta amarezza, ci ha riferito il colonello Luigi Marino, comandante della Polizia provinciale. Giustissime le proteste degli operatori che difendono a denti stretti la propria attività, in un particolare momento di crisi. Lodevoli, anche se non sufficienti, le soluzioni adottate dall’ente Provincia. Importante, però, è che finalmente, dopo anni di lotte e tribolazioni, fra pochi mesi, la S. P. 141 assumerà un altro aspetto, sarà di certo molto più sicura. E non più con la fama di “strada della morteâ€. Ci auguriamo invece, che possa dare il via alla rinascita della Riviera Sud, del turismo e della nostra economia.

Matteo di Sabato

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I SAPORI… DEL CARNEVALE SIPONTINO


Carnevale non è solo sinonimo di divertimento, spensieratezza e gioia di vivere, bensì occasione per gustare nei ristoranti di Manfedonia i piatti tipici che la gastronomia siponttna offre. La cucina locale si richiama a quella propria della Puglia. Molto frugale, basata, però su prodotti genuini e costituita da elementi ritenuti essenziali: farinacei, olio extravergine d’oliva, vegetali freschi e secchi, carni bovine, ovine e suine, pesce.Oltre al pane che viene confezionato in pagnotte di diversa pezzatura, fa spicco la pasta fresca preparata con farina di grano duro e semola del Tavoliere, orecchiette, troccoli, linguine, maccheroni col buco, fusilli, lagane, ecc. Si aggiunge un variegato elenco di salse.Gustosissimi: le orecchiette con la rucola selvatica al sugo di pomodoro fresco, o al sugo di carne con la ricotta dura, il ragù del macellaio, utilizzando pezzetti di carne bovina, ovina e suina, lo stufato di brasciòle, involtini di carne di vitellone ripieni di prosciutto, formaggio, prezzemolo, aglio e tocchetli di caciocavallo; i turcenìlle, fatti con le interiora di agnello (fegato, cuore e polmone) o coratella, aglio, prezzemolo, formaggio pecorino grattugiato, sale, pepe ed un pizzico di peperoncino; il tutto avvolto dalle budella dell’agnello, opportunamente pulite. Ottimi, se arrostiti sulla brace.I piatti più pregiati, però, sono quelli a base di pesce che abbonda nel nostro Golfo: polpi, seppie, spigole, triglie coi baffi, orate, calamari, sogliole, sgombri, anguille ed una miriade di frutti di mare. Oltre ai troccoli al ragù di seppia ripiena, il vanto della gastronomia sipontina è la ciambòtte, piatto tipico, costituito dalla fusione di varie specie di pesci e molluschi, ancor oggi ricercatissima dai buongustai. Ecco gli ingredienti: scorfano, testone, coda di rospo o pesce sanpietro, sbarro, trancia di dentice, gronco, calamaretti, cozze nere, arselle (lupini), murici (caperroni), aglio, cipolla, pomodori freschi, basilico, prezzemolo, olio extravergine d’oliva, sale e crostini di pane casereccio. La ricetta: squamare e nettare il pesce. In un tegame lasciar cuocere i vari molluschi; una volta aperti, eliminare il guscio, filtrare l’acqua e tenere il tutto da parte. In altra casseruola far rosolare, per qualche minuto spicchi d’aglio e cipolla tritata in olio ed aggiungere il pesce che richiede maggiore cottura (scorfano, testone, coda di rospo e molluschi) e l’acqua filtrata. Coprire lasciando cuocere per circa 16 minuti. Successivamente aggiungere pomodori freschi, basilico, sale ed acqua e cuocere a fuoco lento ancora per 15 – 20 minuti. Cinque minuti prima di servire, introdurre nella casseruola l’altro pesce (che richiede minore cottura) ed. un pò di prezzemolo. La ciambòtte è così pronta per essere servita, dopo aver inzuppato crostini di pane. Una vera leccornìa, poi, sono i prodotti caseari ottenuti dalla lavorazione in loco del latte di pecora, di vacca e di bufala. La ricotta di pecora, le mozzarelle, le provole di bufala, (o bufaline), il formaggio pecorino fresco o stagionato, provoloni, burrate e manteche. Squisita anche la farrète, considerata il rustico tipico di Manfredonia. E’ composta da una sfoglia di pasta ripiena di grano macerato, ricotta di pecora, essenze di erbe aromatiche, (menta maggiorana, cannella), sale e pepe, quanto basta. La farrète trae origine dal farro, focaccia in uso presso l’antica nobiltà romana, in occasione di cerimonie nuziali. Essa è particolarmente legata ai riti carnascialeschi. Alla farrata, in questo periodo i sipontini preparano per i graditi Ospiti un altro rustico: ù scagghjiuzze, fatto con farina di granturco, impatata con acqua ed un pò di sale. E’ servito in tocchetti di 4/5 centimetri di lato e circa 1 cm di spessore, dopo essere stato fritto in olio extravergine d’oliva. Benvenuti, quindi, a Manfredonia, buon divertimento e… Buon appetito!

Matteo di Sabato

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C’ho recapîtéte? (a cundînue)

Da stu frecabbele appône accundéte putarrimme, se vulîme, mbaré dôje côse.

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