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Manfredonia, tre nuovi medici al San Camillo


Arrivano forze nuove nei reparti di ortopedia e ostetricia-ginecologia dell’ospedale di Manfredonia. La direzione generale dell’Asl ha infatti assunto, con contratto di sei mesi, Roberto Gabrieli come dirigente medico per le discipline ortopedia e traumatologia. Ad ostetricia, invece, arrivano, sempre con contratto a tempo determinato di sei mesi, le dottoresse Katia Palombino e Tiziana Celeste.

Si tratta di una vera e propria boccata d’ossigeno per entrambi i reparti della struttura sipontina, nei quali si registravano forti carenze d’organico. Ad ostetricia erano stati sospesi i ricoveri e la neonatologia è rimasta senza nascite per due mesi. Ortopedia, invece, era stata costretta a sospendere interventi importanti.

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Benvenuto Alejandro!


Era stato annunciato già nell’occasione dell’Assemblea pubblica in difesa del diritto alla salute, lunedì scorso a Palazzo Celestini, che presto si sarebbero potute avere buone nuove su due donne in procinto di partorire ed eccoci qui a dare tutti il benvenuto al piccolo Alejandro. Un nuovo sipontino nato nel Reparto di Ostetricia dell’ospedale San Camillo di Manfredoniadopo le vicissitudini che hanno rischiato di compromettere un diritto basilare.

Un percorso difficile in cui risulta determinante lo straordinario coinvolgimento che ha accomunato tutti. “La chiave di volta - dice il Sindaco nello spazio antistante l’ingresso del presidio sipontino – sta nella sensibilità e nella determinazione che uniscono tutti i soggetti scesi in campo. Si sta faticosamente portando avanti un processo di evoluzione sanitario che non può essere ricondotto all’indietro nel tempo con un riassetto sanitario imposto senza criteri oggettivi. Alejandro è il primo nato nella Ostetricia manfredoniana dopo giorni difficili, un raggio di sole entrato prepotentemente nella vita dei suoi affetti, ma anche un esempio per la città. A Manfredonia si nasce con l’ausilio di personale serio, preparato e coscienzioso”.

Il Direttore del Presidio, dottor Salvatore Gentile, ed il Primario, dottor Nicola Pistillo, erano in parola per segnalare eventuali aggiornamenti sulle due signore ricoverate presso il Reparto Ostetricia e Ginecologia e quando, ieri sera poco prima delle 21, è squillato il telefono del Sindaco è bastato qualche attimo per apprendere del lieto evento. Papà Franco, allenatore del Manfredonia Calcio, e mamma Giusy hanno visto nascere il piccolo Alejandro così come desideravano, nell’ospedale di Manfredonia, in sicurezza e con tutte le attenzioni necessarie in un simile felice evento. Alle 11.30 di questa mattina il Primo Cittadino si è recato in Ospedale per gli auguri del caso. “Il benvenuto, mio e dell’Amministrazione, a vostro figlio è d’obbligo e gradito. Non molto tempo fa la signora Giusy mi aveva parlato del suo desiderio di vedere nascere il futuro bambino a Manfredonia. Sono veramente soddisfatto di aver concorso, con tutte le forze coinvolte sino ad ora, nell’assecondare un proposito così nobile oltre che legittimo. Auguri ad entrambi voi, genitori, per la nascita di Alejandro ed auguri al vostro piccolo per la vita, che gli auguro felice e piena di soddisfazioni, che gli si è spalancata davanti”.

Mentre papà Franco era a lavoro la signora Giusy, in forma eccellente, ha ricevuto un dono floreale (una piantina) dalle mani del Sindaco e ha ceduto volentieri alla richiesta di baratto finalizzata a prendere in braccio il nuovo nato. Alejandro si è crogiolato ben bene tra le braccia di Riccardi, ha poi cacciato fuori quegli urli acuti e penetranti tipici dei neonati che, così come cominciano repentinamente terminano altrettanto velocemente. Alejandro, nel suo vestitino elegante, non aveva nulla da invidiare alla mise del Sindaco, in giacca e cravatta, e dopo essere stato riposto di nuovo nella propria culla si è placidamente riaddormentato mentre mamma Giusy tirava il fiato rilassandosi un pò con Sindaco e Primario. Il dottor Pistillo, infatti, ha fornito il suo prezioso contributo per la riapertura del punto nascita cittadino e segue con attenzione e scrupolo le pazienti che stanno tornando ad occupare i posti di Ostetricia e Ginecologia.

“Giusy e Franco – conclude il Sindacohanno fatto la scelta che ogni cittadino manfredoniano dovrebbe fare: dare alla luce il nascituro nell’ospedale locale. Ho avuto il piacere, per due volte, di essere papà e non ho avuto nessuna esitazione nello scegliere la nostra struttura ed i medici che vi lavorano. Per il profondo affetto che nutro nei riguardi della nostra città; per la consapevolezza del livello di preparazione del persona preposto; perché non esistono ragioni oggettive per nascere da qualche altra parte; perché rispondendo con i numeri ai tagli che si vogliono imporre nel sistema sanitario potremo reclamare con ancor maggior diritto la giusta assistenza medica. L’ospedale, che esplica un ruolo fondamentale anche per i Comuni limitrofi, è di vitale importanza e se proseguiamo tutti, in unità di intenti, sulla strada che stiamo percorrendo vedremo riconosciuti i nostri diritti. Manfredonia può tornare ad avere una struttura intermedia, esistono le condizioni perché ciò avvenga. Un noto detto afferma che ‘uniti si vince’ e possiamo prenderne spunto: il processo sarà ancora lungo e ognuno di noi deve fare la sua parte per difendere la tutela della salute pubblica”.


Ufficio Stampa e Comunicazione – Comune di Manfredonia

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Marino: “Il Pd si riprenda l’autonomia di proposta”


Uno scenario drammatico si apre per le strutture sanitarie del foggiano, a causa del blocco del turn over imposto dal Piano di Rientro“. Con queste parole il consigliere regionale del Pd e presidente della Commissione Sanità, Dino Marino, esprime la sua preoccupazione riguardo la situazione della sanità pugliese, e foggiana in particolar modo, ritenendo opportuno un cambio di rotta nella gestione delle politiche della salute, non solo da parte del Governo regionale, ma anche del Pd: “L’unica politica che la Regione sta attuando è il tentativo di presentare un piano di deroghe per le assunzioni, attraverso una trattativa tra Vendola e Fitto, lasciando, però, le strutture sanitarie nel caos. Dal canto suo, il Pd ha messo la testa sotto la sabbia, appoggiando senza condizioni Vendola e cancellando ogni sua iniziativa autonoma.E’ tempo di avanzare alcune proposte”.

Tra queste, secondo il consigliere, la centralizzazione degli acquisti, la distribuzione diretta dei farmaci, la lotta agli sprechi, lo snellimento delle procedure amministrative, la trasparenza nella gestione degli appalti. Al fine di risolvere quelle che Marino chiama “fondamentali criticità del nostro sistema“, ovvero la mancanza di regole condivise tra le varie ASL, l’assenza di una proficua collaborazione tra Regione e aziende sanitarie, l’inaffidabilità dei sistemi di controllo e delle modalità di raccolta dei dati, gli elevati costi della spesa sanitaria, “orientata apparentemente al risparmio”, afferma il consigliere. “Solo affrontando di petto questi problemi – sottolinea Marino – possiamo risparmiare e al contempo tutelare i bisogni dei cittadini“.

Per il consigliere del Pd sarebbe necessario anche approvare un Piano di deroghe e dare mandato di assunzione ai direttori generali: “La Giunta regionale deve prendere atto che con il blocco del turn-over non vengono assicurati i LEA (livelli essenziali di assistenza)”. “Inoltre – aggiunge Marino – la Regione Puglia, oltre alla partita del personale, sta giocando quella sul fronte della farmaceutica territoriale e ospedaliera, per cui conta avere a disposizione una massa finanziaria più alta rispetto alle previsioni“. Nella sua dichiarazione Marino ricorda quanto sia dibattuta in questi giorni la questione della sanità, a partire dai recenti interventi di molti esponenti provinciali del Pd a diversi livelli istituzionali, fino allo sciopero dei camici bianchi, in programma a Foggia domani 25 ottobre, e alla mobilitazione per la difesa dell’ospedale di Manfredonia.

Però – sottolinea il consigliere regionale – il problema non è solo il riconoscimento dell’ospedale di Manfredonia come struttura intermedia, ma anche il rischio di chiusura di interi reparti a San Severo, Cerignola, Lucera e persino all’interno del Policlinico di Foggia”. Infatti, continua il Marino, “dal 31 ottobre scade la maggior parte dei contratti dei dirigenti medici. Questo provocherà il collasso della sanità nella nostra provincia“. Preso atto di tutte queste criticità, secondo il consigliere del Pd, la trattativa con Fitto non basta: “Siamo stati chiamati a governare, quindi assumiamoci le nostre responsabilità“.

Teleradioerre.it

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Reparti di Ginecologia e Ostetricia chiusi per i soli parti e per tutelare gli utenti


Si è abbassata la soglia di sicurezza minima per i reparti di ostetricia e ginecologia. Sono rimasti in quattro i medici addetti ai reparti che avrebbero dovuto presidiare ventiquattrore su ventiquattro e per l’intero anno dei settori molto sensibili. I reparti di ostetricia e ginecologia al momento hanno temporaneamente sospeso i ricoveri delle gravide a termine (partorienti) in quanto avendo carenza estrema di ginecologi, non può garantire l’assistenza nell’intero arco della giornata alle partorienti, invece tutta l’attività ginecologica, i ricoveri delle pazienti gravide nei primi mesi di gestazione e gli ambulatori funzionano regolarmente. Per cui non appena sarà implementato l’organico dei medici, saranno immediatamente ripristinati i ricoveri delle partorienti. Sono venuti meno i requisiti minimi di sicurezza a tutela degli aventi diritto. La donna deve partorire lì dove c’è la sicurezza per affrontare con efficienza e tempestività le eventuali patologie neonatali, chirurgiche e di rianimazione. Il 31 ottobre sarà il giorno in cui in Puglia a 570 medici scadrà il contratto a tempo determinato e a quel punto l’ospedale di Manfredonia e molti altri presidi ospedalieri subiranno un importante ridimensionamento nei servizi a discapito sempre e solo della gente comune. Tutto è nelle mani del mondo politico tra Stato e Regione tra mancate deroghe e rinnovi dei contratti. Questa volta la politica sipontina è tutta nel mirino, nell’occhio del ciclone da destra a sinistra. Tonio Leone, Michele Bordo, Stefano Pecorella, Giandiego Gatta, Franco Ognissanti per non parlare dei rappresentanti provinciali e non ultimo il Sindaco Riccardi che con i suoi consensi ha dato un grosso sostegno al Governatore regionale che davvero vorremmo avere in questi giorni a Manfredonia, anzi lo invitiamo. E’ il momento in cui è necessario fare “carte false†per risollevare le sorti del nostro ospedale. Fallimentare l’operato della nostra rappresentanza politica “tutta†che in tutti questi anni ha permesso lo stato attuale dei fatti sul nostro ospedale. Alle prossime elezioni non ci saranno sconti per nessun politico. Non crediamo che i cittadini continueranno ad essere annebbiati dalle false illusioni e promesse elettorali. Qualche politico ha il coraggio di rasserenare la città, “… tutto sotto controllo…â€. Nulla, invece, è sotto controllo, c’è solo uno stato di forte agitazione ed indignazione da parte di tutti gli utenti che non vogliono più essere presi in giro da questa politica che li vede alleati quando c’è da realizzare progetti faraonici, tutti d’accordo (es. contratto d’area, porto turistico, ecc.) alleanze che vengono a mancare proprio quando dovrebbero salvaguardare i diritti più sacrosanti come quello della salute. I sipontini questa volta non avranno la memoria corta, alle prossime elezioni sapranno rispondere nel modo giusto ne siamo certi, ripagando con la stessa moneta quella politica che troppo spesso dimentica di rappresentare tutti e non sempre solo se stessi. La nostra redazione si sta’ organizzando per manifestare in modo energico contro il declassamento del nostro ospedale perché questo, questa volta non lo dovremo permettere.

Raffaele di Sabato

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Franco Ognissanti del PD: “L’Ospedale di Manfredonia diventerà un presidio intermedio tra i poli ospedialieri di San Giovanni Rotondo e Foggia”


«Nessuna paura per l’ospedale di Manfredonia, il quale rimarrà aperto e diventerà un presidio intermedio tra i poli ospedialieri di San Giovanni Rotondo e Foggia». Questo è quanto ha affermato il consigliere regionale del PD, Franco Ognissanti, che proprio l’altro ieri ha visitato il nuovo Pronto Soccorso e si è soffermato a parlare con il personale medico e paramedico. «L’ospedale – ha continuato Ognissanti – non sarà nemmeno declassato. Chi diffonde queste notizie non fa altro che alimentare paure inesistenti».

Certo, è inutile nasconderlo, in un momento difficile come quello che si sta attraversando, occorrono sacrifici. Secondo quanto ancora sostenuto da Ognissanti, l’ospedale sipontino sta vivendo i problemi che riguardano quasi tutti gli ospedali pugliesi, come il blocco del turn over o la non stabilizzazione dei medici. Motivi preoccupanti, che rischiano di portare le strutture sanitarie al ‘collasso’; e già i direttori generali delle ASL di Bari e Foggia non riescono più a garantire i servizi essenziali. Secondo Ognissanti, non rimane altro per i politici che mantenere alta la guardia e far si che il Governo centrale deliberi le cosiddette deroghe per salvare le prestazioni sanitarie.

«Insieme al sindaco Riccardi, abbiamo chiesto urgentemente un incontro con il Prefetto di Foggia, proprio per velocizzare l’iter burocratico nei confronti del Consiglio dei Ministri. Intanto, l’ospedale San Camillo De Lellis continuerà a garantire i servizi essenziali e cercherà di far funzionare i reparti di ortopedia e ginecologia – quelli al momento più a rischio per carenza di personale medico». Il pericolo prossimo riguarda anche il nuovo Pronto Soccorso, nel quale i medici operanti sono solo sei. Ciò che urge in questo momento per quelli che ci sono, allora, è fare sistema e fare dei sacrifici.

Tiziano Samele

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Occupazione in Puglia. I privati accreditati nell’offerta di lavoro


È stato approvato a maggioranza il disegno di legge «Norme in materia di autorizzazione e accreditamento per i servizi al lavoro», predisposto dall’assessore Elena Gentile e con cui la Regione intende rafforzare i servizi per il lavoro tramite l’integrazione tra sistema pubblico e privato. I 6 articoli della legge, passata con l’astensione di Udc e Pdl, ribadiscono la centralità dei servizi pubblici per l’impiego (che continueranno a svolgere inmaniera esclusiva le funzioni amministrative), ma affianca soggetti con compiti di intermediazione, ricerca e selezione del personale, offrendo anche interventi specializzati per determinate categorie di utenti.

Alla Giunta regionale il potere di selezionare gli organismi preposti ad offrire i servizi aggiuntivi. Secondo l’assessore al Welfare si tratta di «una architettura che, riconfermando la centralità del sistema pubblico ed estendendo ad altri soggetti istituzionali il ruolo di intermediazione, apre all’offerta privata ritagliando un ruolo di governo alla Regione del sistema più complessivo dei servizi per il lavoro. Toccherà alla Giunta poi approvare rapidamente le linee guida che renderanno operativa la legge». L’assessore, ringraziando l’opposizione che ha garantito, pur astenendosi, il numero legale in Aula, la nuova norma «impatterà positivamente anche sui risultati del piano straordinario per il lavoro».

Per il capogruppo Pd Antonio Decaro «la Regione prosegue nel cammino verso il miglioramento dei servizi per il lavoro e completa quel percorso di modernizzazione del settore sul quale stiamo proficuamente procedendo». «Abbiamo votato a favore di una piccola ma importante riforma del mercato del lavoro» dice il capogruppo Sel Michele Losappio, ricordando che i nuovi organismi coinvolti nel rapporto domanda-offerta saranno inseriti in un apposito albo regionale in quanto accreditati e «così, nel percorso indicato dal Masterplan approvato con delibera di giunta regionale il 23 marzo 2010, si determineranno nuove possibilità per la ricerca, la selezione del personale e la sua eventuale ricollocazione produttiva».

Giudizio positivo anche dalla Cisl pugliese. «È una legge di cui abbiamo sostenuto la necessità – dice il segretario regionale Giulio Colecchia – sin dai primi passi del Piano straordinario del Lavoro. Ora ci aspettiamo un percorso rapido per definire le linee guida per l’accreditamento dei nuovi soggetti che dovranno fare formazione. L’intero processo di formazione regionale deve essere sbloccato per creare quella necessaria crescita professionale di chi cerca lavoro o di chi vuole riqualificarsi, insieme ad una risposta, finalmente conclusiva – auspica Colecchia – alla vertenza che interessa centinaia di addetti alla formazione ancora senza stipendi e senza prospettive».

La seduta del consiglio regionale di ieri ha anche esaminato ordini del giorno e mozioni. Ha il valore di una raccomandazione l’ordine del giorno bipartisan sul declassamento dell’ospedale di Manfredonia sottoscritto dai consiglieri Giandiego Gatta (Pdl) e Franco Ognissanti (Pd), che all’epoca della presentazione in Aula avevano protestato per l’assenza dell’assessore Fiore. Ieri hanno ottenuto l’impegno dell’assessore a portare in commissione Sanità i risultati di un’analitica specifica del personale dell’ospedale di Manfredonia, riconoscendo le criticità che di determinerebbero con il declassamento previsto nel piano di rientro visto lo stretto rapporto tra l’ospedale e una gran parte della popolazione del Gargano. È stato approvato anche l’ordine del giorno per la riattivazione dei voli civili nell’aeroporto Arlotta di Taranto-Grottaglie, primo firmatario il consigliere regionale Sel Alfredo Cervellera. L’odg impegna il Governo a proseguire l’interlocuzione con le istituzioni del territorio per valorizzare l’infrastruttura ionica. Secondo il segretario regionale della Uil, Aldo Pugliese, «non sono più comprensibili gli indugi della Giunta sull’attivare il servizio passeggeri. Una settimana fa sono state inaugurate due nuove rotte dall’aeroporto di Bari e Brindisi è ormai al top dell’attività. È assurdo portare come scusa il cofinanziamento che avrebbero richiesto le compagnie».

La Gazzetta del Mezzogiorno

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Pochi soldi per l’Ospedale di Manfredonia, troppi per le Tremiti


Prima i debiti fuori bilancio, poi l’aumento della Tarsu, adesso è la volta dell’Ospedale. Nella seduta consiliare, il sindaco Riccardi, preoccupato, annuncia la possibile chiusura di alcuni reparti, in attuazione del “Programma di riorganizzazione, riqualificazione e potenziamento del Sistema Sanitario Regionale nel quale sono previsti tagli. In particolare la riduzione di alcune strutture sanitarie. Tra queste l’Ospedale di Manfredonia che passerà da presidio ospedaliero a ospedale di base con la riduzione di personale medico e la perdita di 30 posti letto. Qualche tempo fa si paventò l’ipotesi della chiusura. Notizia poi smentita dal dott. Ruggiero Castrignanò, direttore generale dell’ASL FG 2. Egli dichiarò che detta struttura, oltre a continuare la sua attività, sarebbe stata ampliata. Sinceramente, alla luce degli ultimi avvenimenti, tutto questo ci giunge strano. Non si tiene conto, o volutamente si dimentica, che detta struttura ha un notevole bacino di utenza, specialmente in estate, quando il Pronto Soccorso va in tilt avendo una sola ambulanza in dotazione. Strano, però, che per le Isole Tremiti non ci siano tagli, anzi. La Giunta regionale ha stanziato ingenti somme per tenere in piedi una struttura sanitaria che assiste solo 120 residenti. Si parla di cifre spropositate: 950.000 € solo per 5 medici; 980.000 € per lavori di ampliamento di strutture per il personale. Alla faccia dei tagli. Di contro si è pensato bene di affamare gli autisti pagandoli appena 5 € ad ora e gli infermieri 8 €. Meno di 400 le prestazioni in un anno, comprese le misurazioni pressorie. Sperequazione abissale che denota la cattiva gestione dei fondi destinati alla sanità, lasciando nell’oblio strutture di eccellenza. E poi si dice che la legge è uguale per tutti. Ma torniamo al nostro ospedale. Nei giorni scorsi in un comunicato dell’ufficio stampa del Comune si legge che alcuni reparti sono in affanno e che rischiano la chiusura a seguito della riduzione di personale medico. Tra questi, l’Ostetricia, la Pediatria, la Chirurgia e la Cardiologia UTIC. Notizie allarmanti e non del tutto esatte. ci ha riferito il dott. Salvatore Gentile, direttore medico del presidio. In particolare quella relativa alla chiusura della Cardiologia. La stessa, invece, continuerà ad operare, visto che l’organico medico è quasi al completo. Altri reparti – continua il dott. Gentile – compreso il Laboratorio di analisi e la Sezione trasfusionale, sono in affanno per la mancanza di un medico, durante il periodo estivo, per ferie. Egli chiarisce che su nove primari solo quattro sono facenti funzione, ma con prerogative e responsabilità dei titolari. A sopperire la carenza di figure mediche, la professionalità e l’abnegazione dei dirigenti attualmente in organico. La vera preoccupazione, riguarda la divisione di Ortopedia. Sono preclusi i ricoveri ordinari, ma funzionano l’ambulatorio, il servizio di sala gessi e le consulenze ortopediche al Pronto Soccorso. Intanto la Direzione strategica aziendale assicura iniziative urgenti per l’implementazione di medici ortopedici al fine di sospendere il temporaneo divieto di ricoveri in Ortopedia. Il dott. Gentile, facendosi carico delle legittime preoccupazioni dei cittadini, alla luce delle assicurazioni del direttore generale, è certo che, quanto prima, si tornerà alla normalità ed il nostro ospedale potrà continuare a dare sollievo a quanti soffrono.

Matteo di Sabato

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C’ho recapîtéte? (a cundînue)

Da stu frecabbele appône accundéte putarrimme, se vulîme, mbaré dôje côse.

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