Tag Archive | "riccardi"

Condoglianze al nostro Sindaco


Questa mattina si è spento il papà del nostro Sindaco. Giungano al nostro primo cittadino ed alla sua famiglia le più sentite condoglianze da parte di tutta la redazione di ManfredoniaNews.it che manifesta vicinanza al nostro Sindaco in questo difficile momento.

Posted in AttualitàComments (0)

Ospedale Manfredonia: “Siamo venuti per inaugurare, non per chiudere”


Erano in tanti a credere che l’Ospedale Civile “S. Camillo De Lellis” di Manfredonia avesse le ore contate, dopo i tagli alla sanità già operati e quelli previsti per il futuro. Si saranno ricreduti, almeno per adesso. Nei giorni scorsi, il governatore della Regione Puglia Nichi Vendola, accompagnato dall’assessore alle Politiche della Salute Ettore Attolini e dal direttore generale dell’ASL FG, Attilio Manfrini, presenti il sindaco di Manfredonia, autorità civili e militari, ha proceduto ad inaugurare tre sale operatorie e il consultorio.

Sale operatorie super tecnologiche, di ultima generazione, da fare invidia ai migliori ospedali d’Italia” ha affermato con un pizzico d’orgoglio, il dott. Matteo Vitulano, primario del reparto di anestesia, rianimazione e sale operatorie. Il presidente ha così esordito:”Nonostante la modernizzazione straordinaria delle strutture in tutta la rete ospedaliera pugliese, oggi avremmo bisogno di medici e infermieri. Soltanto per effetto del turnover abbiamo perduto 5.000 posti di lavoro negli ultimi tre anni. Si è fatta una scelta di ridurre la spesa sanitaria bloccando gli organici.

Vendola taglia il nastro

Vendola taglia il nastro

Prima non avevamo le apparecchiature e la gente fuggiva al nord per trovare la buona sanità. Oggi il foggiano è divenuto uno dei centri più attrattivi dove la mobilità da altre regioni è in continuo aumento”. Se così stanno le cose, e a chiederselo sono i cittadini e gli addetti ai lavori, perché colpire indiscriminatamente il personale medico e infermieristico qualificato e non tagliare, invece, i tanti rami secchi “sistemati” dalla politica? A cosa servono apparecchiature sofisticate se manca chi è in grado di farle funzionare? Questi sì che sono sprechi. L’azione politica non è mirata alla salvaguardia della salute del cittadino.

La riduzione dei posti letto e delle attività nei piccoli e medi ospedali provoca l’intasamento e il soffocamento dei grandi centri ospedalieri allungando notevolmente i tempi d’attesa. Inevitabile diventa per l’utente rivolgersi a strutture private. Anche Mattinata ha il suo poliambulatorio. Per inaugurarlo hanno scomodato il Ministro della Salute Renato Balduzzi. Con quanto tempismo, poi, visto chesono prossime le primarie. Anche se alla nostra domanda se l’Ospedale di Manfredonia rischi la chiusura, Vendola ha risposto: “siamo venuti per inaugurare non per chiudere”, sono in molti a non crederci.

Anche il sindaco Riccardi nel suo intervento ha espresso non poche preoccupazioni, facendo inoltre presente che la nostra struttura ospedaliera va avanti grazie agli operatori che sono pochi ma, per fortuna, preparati. “L’augurio – ha concluso – che l’inaugurazione di queste due strutture, una ospedaliera e l’altra territoriale consentano alla città di guardare al futuro con ottimismo, pur nella consapevolezza che la situazione è drammatica”.

E non si è sbagliato. Basti pensare che la Pediatria funziona a singhiozzo (reperibilità e urgenze), l’Ostetricia è in via di chiusura, come l’UTIC. Si vuole creare l’accorpamento di strutture ad alta tecnologia. I reparti con direttori di ruolosono pochi, gli altriaffidati a primari di altri presidi. Anche la modernissima struttura del Pronto Soccorso è in affanno per l’insufficienza di personale medico. Certo il quadro non è tanto roseo come lo si vuol dipingere. Speriamo bene.

Matteo di Sabato

Posted in AttualitàComments (3)

Inaugurato il Teatro Comunale “Lucio Dalla” alla presenza dell’amico RON


Importante serata quella di ieri, dedicata interamente al cantautore che si sentiva -come dalle sue parole- fortemente manfredoniano parliamo di “Lucio Dalla” a cui è il 2 Marzo scorso su decisione dalla giunta comunale gli è stato dedicato  il nome del teatro fino ad allora teatro comunale Perotto, ma senza un vero nome. Da ieri con l’affissione della targa e la sua inaugurazione alla presenza di tutta la giunta comunale, di Cosimo Severo, della cittadinanza, della stampa e del cantautore e amico di Dalla, RON  finalmente potremo chiamarlo “TEATRO COMUNALE LUCIO DALLA”.

Alla cerimonia di inaugurazione il Sindaco Angelo Riccardi ha ribadito il profondo legame di Lucio con la città, un rapporto che stava crescendo di giorno in giorno  con numerosi progetti da realizzare insieme, tra questi vi era il suo concerto del 30 Agosto per la Festa Patronale 2012. Tanti i ricordi a partire dalla cittadinanza onoraria nel 1997 quando io stesso  -spiega Riccardi-  ero Assessore alle Politiche Sociali e Culturali del Comune di Manfredonia in quel momento riparammo a quel radicato senso di assenza che Lucio sentiva da parte della città in cui aveva vissuto intensamente tutta la sua infanzia. Il 9 Febbraio scorso fu presente per l’opera “Il Bene Mio” dedicata a Matteo Salvatore, sia qui a teatro che in piazza Giovanni XXIII da li partì la nostra stretta collaborazione che sarebbe dovuta confluire proprio nel concerto di Agosto e in tante altre occasioni.

Una breve ma intensa rivisitazione quella di Riccardi sulla vita di Dalla a Manfredonia, sull’origine della sua famiglia nel nostro paese, sul tempo trascorso, sui progetti che insieme stavano nascendo; il suo sentirsi “ manfredoniano “ lo portava con se ovunque anche nelle piccole cose di vita quotidiana come quando si esprimeva attraverso il nostro dialetto cosa che lo stesso RON ha ribadito: “Capitava che a Milano ad un tratto lui cominciava a parlare con espressioni tipiche manfredoniane circondato dall’incomprensione generale di chi era li” .

Intensa commozione nelle parole di RON ricordando Dalla: ”Quando mi portò per la prima volta a Manfredonia, in lui vidi radicato profondamente questo paese ed era felice e a casa quando mi faceva conoscere ogni via oppure quando andavamo al cinema all’aperto. Manfredonia era con lui quando era a Milano, quando era in Svizzera in ogni parte del mondo e ricordo bene il suo parlare dialetto manfredoniano, il calore, il sole, la gente di questa terra nelle suoi racconti. A lui devo molto in quanto era una persona che non lasciava mai che tu ti abbattessi, ti spingeva sempre ad andare avanti e a comunicare ciò che avevi dentro al di là se la vita ti ponesse davanti degli ostacoli; sapeva rendere bello tutto ciò che toccava e pensava, anche la cosa più brutta sapeva trasformarla in qualcosa di meraviglioso. La stessa canzone che io scrissi “Attenti al lupo” la quale non volli mai cantare con lui, con la sua ironia diventò un successo vendendo un migliaio di copie”.

Ron, se Lucio fosse qui cosa le direbbe e lei cosa le risponderebbe?

Ho notato che ci sono alle spalle sul palco numerose foto di lui in diverse espressioni e posizioni dal serio, al divertente tutto ciò che io conosco benissimo..questa cosa mi fa sentire la sua presenza, so che lui è qui con me e con noi stasera … . Lucio è stata una persona con la quale ho condiviso tantissimo tempo con la musica ed ho imparato a conoscerlo in tutte le sue espressioni però in un momento come questo non lo nego la cosa mi mette in soggezione e mi emoziona profondamente.

RON si è distinto da sempre per la sua umanità, più volte è stato a Manfredonia lo ricordiamo ad esempio in un’iniziativa a favore di Don Michele Nasuto parroco della Sacra Famiglia per bambini del Ciad; Ron fa parte dell’Associazione italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica ed è proprio venti giorni fa a San Giovanni Rotondo è stato messo a punto un piano terapeutico mondiale per il trapianto di cellule staminali per la cura della SLA che sta avendo un risalto notevole a livello internazionale.

Rossella Di Bari

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Posted in Attualità, Isole TremitiComments (7)

E’ il momento di una pausa di riflessione


Annullata la conferenza stampa indetta per ieri, ora è il momento di concedersi una salutare pausa di riflessione.

Il calcio è di tutta la città, rinnegare tale concetto sarebbe offensivo nei confronti di tutta quella gente che va allo stadio ed incita i ragazzi anche solo con la propria presenza.

Non dimentichiamo anche il cospicuo versamento annuale che il Comune eroga con puntualità nelle casse del Manfredonia Calcio.

Ad alti livelli il calcio diventa azienda privata, ma questa è un’altra dimensione che non ci appartiene.

Pertanto restiamo fiduciosi in una rapida soluzione che possa assicurare un prosieguo dignitoso al NOSTRO Manfredonia.

Siamo altresì certi che il Sindaco Riccardi, nonostante tutto, stia già lavorando “sotto traccia”.

E’ proprio a lui che rivolgiamo l’augurio di contribuire all’apertura di un nuovo ciclo con l’ingresso di nuovi imprenditori e/o sponsor (e gira già una voce…).

Vi terremo costantemente aggiornati, la città di Manfredonia merita scenari lusinghieri e basta davvero poco, pochissimo per riaprire un ciclo.

Noi ci crediamo!

Stefano Favale

Posted in Attualità, SportComments (7)

Dovranno sempre poter nascere sipontini…liberi!


Siamo stati felicissimi di apprendere della riapertura del reparto di Ostetricia di Manfredonia. Siamo certi che è una “piccola” ma importante conquista della nostra intera comunità. La società civile e la politica, con a capo il nostro Sindaco si è destata dopo aver permesso ad alcuni altri ospedali (Cerignola e San Severo in provincia di Foggia) di preservarsi da questa importante operazione di ristrutturazione della sanità che tanti danni alla tutela della salute del cittadino sta procurando. Un’operazione di taglio alla sanità naturale conseguenza di un eccessivo spreco e sperpero che ha visto coinvolti anche gli uomini più vicini al Governatore della Regione Puglia, Vendola.
Ciò che ci mortificò sulla questione ridimensionamento del nostro ospedale fu la scarsa influenza della forza politica sipontina presente in modo energico nel Governo nazionale, regionale e provinciale. La questione ospedale è solo politica. Un riscatto importante che ha tante chiavi di lettura. La più importante, a nostro avviso, è lo sprone del popolo verso la politica necessario per farla funzionare. La voce del popolo è un importante elemento della democrazia, se tace, il governante si riterrà nella posizione di poter fare ciò che vuole, di potersi indebitare, sprecare, prendere, dare a propria discrezione. Le venti associazioni che hanno spronato un Sindaco già impegnato su questo fronte, ha avuto il suo peso e bisogna continuare in questa direzione, la società civile deve dare il suo apporto politico, deve far funzionare la politica facendogli capire che essa è a servizio della collettività e non il contrario. Occorre che se i nostri diritti di cittadini vengono violati bisogna denunciarlo sempre e con più forza e mai far finta di nulla per il timore di una ritorsione, questo succede nei paesi governati dalla Mafia e non è il nostro caso, grazie a Dio.

Spesso la politica fa vento e muove carte, in questo caso abbiamo avuto la dimostrazione che uniti si cresce. Sia questo un punto di ripartenza per rivedere in tutti i settori, ciò che c’è da tagliare e da migliorare. Il danno più grande della nostra società sono gli uomini prestati dalla politica che gestiscono la cosa pubblica e s’improvvisano manager di settori cardini per l’economia locale: Ase, Ospedale, Autorità portuale, Oasi Lago Salso, Mercato Ittico, solo per citarne alcuni. Occorrono gli uomini giusti al posto giusto e questo il nostro Sindaco lo sa, allora perché con il sostegno del popolo non avvia questa ristrutturazione manageriale? Perché non si avvale dei giusti professionisti per governare meglio e con un po’ più leggerezza questa difficile città che tante mortificazioni subisce quotidianamente? Riccardi è stato definito un Sindaco sotto scacco dai partiti che lo sostengono, ci dimostri che così non è.

Raffaele di Sabato

Posted in AttualitàComments (2)

Montecitorio e Palazzo San Domenico


Quella strana sensazione (o anche paura) di vivere come se si fosse costantemente di fronte ad uno specchio – e quindi ripetere di riflesso ciò che si fa- o di rivivere qualcosa di già accaduto. Non si sta facendo riferimento alle teorie di Freud o alle sentenze di Cassandra, tutt’altro. Martedì abbiamo visto sciogliersi come neve al sole il governo Berlusconi, in stallo da un anno poiché imbrigliato dai transfughi, dai dissidenti e dai franchi tiratori.

Un governo nato con il vento in poppa e sotto i migliori auspici avendo dalla sua una maggioranza schiacciante sia al Senato che alla Camera, con ‘numeri bulgari’ come mai si era registrato prima di allora nella storia della Repubblica italiana. Una corazzata Potionsky che giorno dopo giorno è divenuta un’armata Brancaleone, con il suo leader ridotto alla stessa stregua di Napoleone sconfitto ed esiliato dopo Waterloo. Un governo più impegnato a badare agli interessi personali e particolari o alle liti interne per la spartizione del potere, piuttosto che alla realizzazione delle necessarie ed annunciate riforme ed azioni per lo sviluppo.

L’alibi, l’impotenza al cospetto della cavalcante ed ineluttabile crisi internazionale, è di quelli che non reggono e vengono smascherati dalla quotidianità e che mettono a nudo tutte le incompetenze e la mancanza di ‘benzina nel serbatoio’ in un’auto che procede per inerzia il suo accidentato percorso. E mentre il leader cerca di salvare capra e cavoli, fuori dal Palazzo, nella vita reale, il baratro (tra debito pubblico e mancanza di prospettive di crescita e sviluppo) si fa sempre più vicino, così come crescono esponenzialmente la sfiducia e gli improperi dell’elettorato (termine politichese per definire i cittadini).

Ma, a pensarci bene, Roma non è così lontana da Manfredonia. Se si rilegge questo breve excursus il passo tra Montecitorio e Palazzo San Domenico è davvero breve. L’Amministrazione Riccardi eletta con un plebiscito (75% delle preferenze) e con una maggioranza bulgara in aula (24 componenti sui 30 totali) è pressoché ferma e non ha mai ingranato la marcia, vittima anch’essa di transfughi, dissidenti e franchi tiratori che, a causa delle loro pretese derivanti dall’avidità di potere, tengono in scacco l’operato politico ed amministrativo del sindaco. I consigli comunali sono sporadici e convocati solo per ratificare atti in scadenza (come il Bilancio), così come la Giunta che da tempo non delibera atti ‘sostanziosi’. I motivi di tale stallo sono un po’ come i segreti di Pulcinella: mancanza di brio (definiamolo elegantemente così…) degli esponenti e soprattutto una profonda spaccatura nella maggioranza culminata, due mesi orsono, nella convocazione degli ‘Stati generali della Sinistra’ – che inspiegabilmente tardano ad arrivare – i quali dovrebbero servire per dare una significativa rivisitazione dell’esecutivo.

Ma, la coalizione è molto ampia ed ognuno è alla ricerca di un posto al sole e per raggiungere il proprio obiettivo ‘tira per la giacchetta’ il sindaco. Dopo la formazione di ulteriori correnti ed associazioni politiche, a preoccupare è la divisione all’interno del Pd tra gli ex Ds e gli ex Margherita, con quest’ultimi, rappresentanti da Franco La Torre, che sono confluiti in ‘Italia Futuro’ il movimento politico di Montezemolo. Mentre questi giochi di poltrone e potere si discutono nelle segreterie di partito, l’azione amministrativa langue e non risponde alle drammatiche necessità sociali ed economiche della città. Tra pioggia di nuovi incarichi e progetti travagliati (Agenzia del Turismo, List, piscina comunale, mercato settimanale e giornaliero, Comparti CA, mercato ittico, Ase, concorsi per ricoprire mansioni nella tecnostruttura di Palazzo di Città, emorragia delle aziende del Contratto d’Area; solo per citarne alcuni) la nota dolente rimane il Bilancio che, nonostante il lavoro matto e disperato del tecnocrate Nigro, non ha ancora trovato la definitiva via del riconoscimento della sua consistenza, aspetto fondamentale per impostare i programmi di rilancio e sviluppo del territorio.

Si continuerà a cincischiare, magari in attesa di capire se ci saranno possibilità di voto a livello nazionale e regionale, o si comincerà a guidare con fermezza e competenza questa nave? La cura del proprio orticello o l’irrefrenabile scure della grave crisi internazionale sono alibi che non reggono più… Celerità, responsabilità, concretezza e coesione – Napolitano docet – o sarà inevitabilmente il de profundis. I cittadini e il tessuto socio-economico chiedono a gran voce più sostanza e meno forma…

Matteo Manfredi

Posted in Attualità, PoliticaComments (2)