Si è concluso da poco il 2011. Tra i tanti avvenimenti e fatti particolarmente rilevanti non si può non ricordare l’ottantesimo anniversario della morte del grande caricaturista, Antonio Manganaro, un sipontino nato nell’antica via San Lorenzo e vissuto tra l’Ottocento e il Novecento. Da Manfredonia l’artista si trasferì a Napoli, dove visse ed operò lungamente, e dove è sepolto assieme ai suoi due figli (anche loro pittori, scomparsi prematuramente tra il 1890 ed il 1891) nella Prima Cappella dell’Arciconfraternita SS. Salvatore degli Orefici del Cimitero Monumentale di Poggioreale.
Grazie all’assiduo lavoro di ricerca di Francesco Granatiero, “geniale ed irriverente” (così come lo definisce Mauro Giancaspro) caricaturista, poeta dialettale e appassionato di Storia della Satira, si è tornato a parlare ed a meglio apprezzare la figura del celebre Manganaro. Recentemente, in occasione dell’80° anniversario della morte dell’illustre disegnatore satirico, lo stesso Granatiero ha composto il poemetto “Resta l’Arte tua”, poemetto, che si avvale del competente e autorevole commento di Mauro Giancaspro (scrittore, saggista, pubblicista e direttore della Biblioteca Nazionale di Napoli), che nel 1986 scrisse un luminoso saggio, a carattere scientifico, sulla “Caricatura Napoletana della Seconda Metà dell’Ottocento”.
Nel componimento, ad un certo punto, si fa riferimento anche al grande caricaturista Melchiorre De Filippis Delfico. Il Delfico è stato, con Enrico Colonna ed Antonio Manganaro, fra i maggiori caricaturisti operanti a Napoli nella seconda metà dell’Ottocento. I discendenti del celebre disegnatore teramano hanno vivamente ringraziato Granatiero e, poi, col suo consenso, hanno deciso di pubblicare nel loro gradevole sito web www.defilippis-delfico.it il poemetto “Resta l’Arte tua” ed il relativo commento del Giancaspro. Ma la cosa non finisce qui. Dopo qualche giorno Granatiero ha deciso di realizzare la vignetta satirica “MELCHIORRE: ve lo fo vedere io”, dedicata al famoso compositore, librettista e caricaturista del secolo XIX, Melchiorre De Filippis Delfico. “La vignetta – ha dichiarato Granatiero - vuol essere un modesto omaggio al Principe della Caricatura Napoletana e ad alcune persone e personalità che negli anni si sono occupate, a vario titolo, del grande caricaturista teramano.
Il disegno, che ha richiesto circa 13 ore di lavoro, è stato eseguito con tecnica mista su cartocino (cm 35 x 50) e raffigura ben dodici personaggi. Nella tavola sono state volutamente riprodotte, seppur leggermente rivisitate, quattro celebri caricature del Delfico (tra cui una sua autocaricatura). Non mancano, inoltre, riferimenti all’attualità politica“. Non potevano mancare, anche questa volta, i ringraziamenti dei discendenti del Delfico. Ecco cosa dice, infatti, Massimo De Filippis Delfico nel comunicato del loro sito web (www.defilippis-delfico.it/Omaggio_a_Délf_di_Francesco_Granatiero): “Un ringraziamento particolare all’autore a cui vanno i nostri vivissimi complimenti per l’idea e la qualità dell’opera“. “Sono felicissimo e onoratissimo” – così Granatiero al termine dell’intervista.
Tiziano Samele