“Zump cetrul e ve ‘ncule all’urtelen” un detto che spesso pronunciavano i miei nonni.
Non avendo trovato lavoro nella mia città natia, Manfredonia, ho dovuto cercare altrove. Anche se giovane ho girato quasi tutta
l’Italia. Nel mio peregrinare per l’Italia sono venuto a contatto con diverse culture, usi e i costumi. Nel centro nord ci sono diversi modi di concepire i centri abitati. Escludendo le città metropolitane, nelle zone montane è molto praticata la cultura della floricoltura per le strade, sui balconi e nelle piazze. Le primavere diventano vere e proprie esplosioni di profumi e colori che incensano e adornano i centri abitati fino a estate inoltrata. Poi ci sono le pianure dove, i centri abitati, gli spazi per parchi non ancano, giardini e orti sono tantissimi e di diverse fattezze. Nello stesso centro abitato si creano tanti parchi con verde attrezzato e aree dedicate a giochi per i piccoli. Ci sono piste ciclabili per adulti e per bambini. Intorno agli alberi, lungo il perimetro dei parchi e in diversi punti, a macchia di leopardo, delle bellissime fioriere. I giardini privati vengono adornati di piante e fiori, dove non mancano orticelli ad uso e consumo delle famiglie e dei vicini. In diversi comuni, ai bordi dei parchi e nelle immediate vicinanze dell’abitato, i comuni, riservono lembi di terreno incolti da destinare in concessione ai pensionati e non solo, che hanno l’obby dell’orto e del giardinaggio. In quei lembi di terreno è severamente vietato lasciare bidoni, lamiere e contenitori di plastica. L’orto deve essere curato e tenuto in ordine. Il tempo del raccolto diventa un vero e proprio momento di socializzazione con scambio di prodotti e di semi tra gli appassionati e non, tanto da provocare una vera e propria competizione. Nel mio paese natio, Manfredonia, tutto questo sembra più una trovata “collodiana”. I valloni e le cave sono le vere aree destinate a parco e verde pubblico. Puntualmente queste diventano discariche a cielo aperto anche in pieno centro abitato. Il paese viene puntualmente coperto da cemento e catrame. Se alcune aree destinate a servizi, che potrebbero ospitare qualche piccolo parco, immediatamente si trova l’espediente della vaiante al piano regolatore. Si costruiscono prima palazzi o alberghi adu uso pubblico e dopo pochi anni si trasformano in civili abitazione con una normale delibera di Consiglio Comunale. Un paese di mare che dovrebbe ospitare turisti
e vacanzieri diventa grigio e torrido incensato dall’odore dei bidoni di immondizia che emanano un odore nauseabondo.
Un mio amico aveva pensato di proporre un “maquillage” per dare un aspetto più colorito e primaverile al paese ingaggiando dei
“graffitista” per colorare i palazzi di verde con tanti fiori e colori. Sarebbe diventata una impresa ardua e costosa e quindi da scartare fino a quando un’idea geniale ha colpito il primo cittadino della “ridente” porta del gargano: “…non più balconi fioriti” (non è che ce ne siano tanti) “… ma anche balconi che danno frutti, ortaggi ed erbette aromatiche”. Ogni famiglia ha ricevuto un bustina con il seme accompagnata dalla lettera del sindaco. Ai miei genitori hanno ricevuto il seme dei melloni cantalupo pmr 45, mia zia quelli delle melanzane, alcuni vicini altro tipo di mellone e coì via, peperoni, lattughe, basilico e perfino i cetrioli. Tutto questo per “riscoprire sapori dimenticati, di rivivere nella città quel sapore e quell’atmosfera di campagna”; nel cemento sugli asfalti di catrame. “C’è, inoltre, un aspetto educativo per i bambini…” e così via. Non conosco il costo di tale iniziativa (voci di popolo parlano di circa 11.000 euro) ma vi assicuro che sono rimasto esterrefatto. E’ davvero possibile che questo accada nel mio paese natio? Se è vero chi sono i beneficiari di questi 11.000 euro? E’ realistico!!! Tale notizia ha stuzzicato la mia curiosità e la mia arguzia. Conosco un amico ricercatore che prende 800 euro al mese, lavora in un laboratorio di botanica dove si manipolano i geni dei vegetali e piante in genere. L’ho contattato e gli ho chiesto di avviare una ricerca per trasformare l’albero delle banane, visto che mi piacciono tanto, in piantina da vaso, in modo che io possa, l’anno prossimo, distribuire piantine di banane alla città. Vorrei tornare al mio paese natio, portare amici e amiche e andare in giro per le strade a raccogliere tutto ciò che penzola dai balconi: i melloni, le
angurie, le melanzane, i peperoni, i cetrioli e perfino le banane. Finalmente il mio paese natio potrà diventare veramente meta turistica. Turisti che non saranno più costretti ad andare al mercatino ma potranno riempire le borse raccogliendo frutta e verdura per la città. L’idea è geniale!!! Zump cetrul e ve ‘ncule all’urtelene!!! Con la modica spesa, a carico “de l’urtelen”, di circa
11.000 euro, u paese nustr diventa finalment u paese d l’urtelen ca fatica pi turist.
U sdegnet (l’indignato)
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Rispondo ha predicatore penso che sai che ce gente che ha 4 alberghi 4 ristoranti e non figura proprietario ha Manfredonia ce un aministratore.che e socio di un lavaggio un albergo e una impresa di pulizia Chiche i fess stess alla ches dicn a Manfredonia io dico solo che bisogna essere un coerenti con certe scelte finche regna l”arroganza non si va da nessuna parte vai qualche volta sul comune renditi conto chi ci aministratore ti saluto predicatore
X Pesce Pulito :
Come fa un sottufficiale dell’Aeronautica ad essere proprietario di un’agenzia…. Ti sai sicuramente sbagliando…. Perchè se fosse vero…. …….Si potrebbe ………Sicuramente è una notizia infondata…
E una vergogna quello che succede a Manfredonia presidente schiavone nonostante proprietario di una agenzia pubblicitaria chi farà la rivista?lagrafica ?i manifesti indovinate forse wolf o pacilli ma chissà,
io non ho ricevuto nulla eppure abito a manfredonia
Gregorio55, non sono queste le iniziative che servono alla cittadina…. Questa è solo pubblicità occulta……..
Io credo che l’iniziativa del nostro amato sindaco sia da supportare. Iniziative di questo tipo ci portano a livelli simili a paesi del nord euoropa dove questo tipo di cultura ha preso piede da anni…
L’unico appunto che mi sento di fare al primo cittadino così innovativo e lungimirante è che questa iniziativa andava fatta nel mese di febbraio, più o meno. I cittadini avrebbero apprezzato di più questo SCHERZO del cetriolo!!!
A proposito, a casa quando è arrivata la bustina con le sementi e lettera allegata il mio papà-nonno ( ha 94 anni ) mi ha chiesto:
“Ke sò sti kese?” e io gli ho detto” questo è un regalo del sindaco” e lui:” e che ce stè dajend?” io ” Cetrioli” e lui….
Saluti
una sola parola, non censuratemi, ………… IMPOSSIBILE NON CENSURARTI……….
evviva manfredonia!!!
Hanno speso 11.000 euro per questa stronzata e poi hanno negato la riduzione della TARSU per coloro che abitano nei nuovi Comparti Ca dove non esiste alcun servizio……
11 MILA EURO E’ COSTATA QUELLA PAGLIACCIATA DELL’ORTO FAI DA TE??
TANTO SONO I FESSI CHE PAGANO!!!
Ma è possibile che tutto ciò che si fa in questo paese non vi và bene !!!!! Non si può associare il Nord con il Sud sono due entità e culture diverse. Noi siamo un popolo che ha vissuto e continua a vivere di clientelismo e Manfredonia ne è un riprova. Non lamentiamoci del resto la politica è fatta da coloro che l’hanno votata, probabilmente come del resto succede in tutto il paese ci meritiamo questa classe politica. Ma la cosa che più da fastidio è la spavalderia e il menefreghismo. Manfredonia non merita, speriamo che il futuro offra una classe politica con la “P” che possa lavorare per Manfredonia e soprattutto per i suoi Cittadini e non per …….. lascio a voi…..
La metafora è molto pertinente e congeniale se non fosse che l’ortolano ancora e sempre sono i cittadini elettori, in questo caso più in particolare, anche quelli che hanno votato un certo genio del…. l’orto.
Alla prossima… genio.