Giovedì 9 Febbraio 2023

Sulle tracce dell’acqua che dalla campagna attraversa la città fino al mare: il progetto Parco di Lama Scaloria

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Manfredonia città di mare, ma anche di terra. L’espansione urbana ha sempre più allontanato, offuscandone le radici, le due realtà che caratterizzano l’area sulla quale si è sviluppata la città. Radici che naturalmente sono rimaste nel DNA di un territorio fortemente trasformato dall’uomo. Ma non sono state dimenticate. Anche perché l’orografia del territorio conserva ampie tracce di quei percorsi formatisi sulla scia dei solchi incisi dallo scorrere delle acque meteoriche che scendevano dalle falde del Gargano che sovrasta la piana sipontina. Vallicole che accoglievano quelle lame provvisorie che si tuffavano nel mare del golfo.

Molte di quelle orme sono sparite sepolte dagli edifici costruiti nel tempo. Ne è rimasta una molto evidente che attraversa longitudinalmente la città dalla campagna al mare: è quella che parte dal canalone oltre l’ospedale, si insinua nell’abitato, attraversa le antiche mura, prosegue dritta per via delle Cisterne, scende  per il pertuso del monaco per perdersi finalmente nel mare anche questo oggi fattosi più in là, l’antica cala marina occupata dal piazzale Diomede. Parallelamente a questo percorso di superficie, ne scorre un altro sotterraneo fatto di acqua sorgiva che sgorga dal Gargano per riaffiorare sulla riva del mare. Una fonte storica anche questa che ha dissetato la popolazione fino all’arrivo della condotta di  acqua corrente in città negli Anni settanta.

Una memoria storica divenuta progetto urbanistico simbolicamente chiamato “Parco di Lama Scaloria: connessione campagna, città e mare”. Un progetto che sta per essere realizzato. Il bando è pronto per essere pubblicato. I tempi tecnici richiesti dalle procedure di rito e si partirà per la realizzazione delle opere. I soldi ci sono: quattro milioni e mezzo di euro attinti dai fondi europei. Un richiamo del passato proiettato nel futuro della città. Le opere programmate produrranno una straordinaria rigenerazione di un percorso affascinante.

“Riferimento conduttore – annota l’assessore all’urbanistica, architetto Matteo Clemente – è l’acqua che assurge al ruolo simbolico di riferimento strategico per rinsaldare il legame naturale tra le due aree che la città, nel corso dei secoli, ha diviso, sconnesso e per tanti versi mortificato”.

Il progetto si sviluppa su differenti ambiti di intervento così sintetizzati. L’area di lama Scaloria classificata ad alta pericolosità idraulica, sarà messa in sicurezza e resa fruibile con interventi di riqualificazione paesaggistica e la creazione di un percorso ciclopedonale. Una rampa accompagnata da una vasca di acqua liminare, attraverserà il fossato del Torrione Santa Maria per collegare via delle Antiche mura a via delle Cisterne che sarà modificata nella sezione stradale con una pavimentazione strutturata come quella di Corso Manfredi.

Gli interventi più massicci saranno effettuati sul piazzale Diomede che sarà totalmente pedonalizzato (il parcheggio sarà spostato in un’area della vicina banchina di Tramontana di proprietà del Comune). Curato l’arredo a cominciare dalla pavimentazione realizzata con fasce di pietra grigia e chiara di Apricena a schema alternato. La scena sarà movimentata con vasche di verde a siepi basse e fontane a sfioro della pavimentazione a ribadire il tema dell’acqua che domina l’intero progetto. Un piccolo giardino pubblico al margine del piazzale concluderà il discorso sulla lama.

Un intervento di grande apertura urbanistica che contempererà l’utile di una ristrutturazione che restituisce alla fruizione pubblica luoghi importanti ma fortemente sviliti, e il piacevole della realizzazione di opere di avanzata concezione urbana che ingentiliscono la città.

Il progetto prevede anche il restauro delle mura antiche che si affacciano sul lungomare scadute in un grave degrado sia fisico per l’erosione dei materiali, sia per la presenza di materiali spuri come intonaci e mattonelle che ricoprono le superfici, apparati tecnologici e fili elettrici. I locali esistenti così recuperati potranno essere sede di attività commerciali e del tempo libero.

Michele Apollonio

 

 

 

 

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Commenti

  • dal rendering si evince uno spiccato senso del cattivo gusto di un progetto (quello di piazzale diomede) davvero discutibile. Come si può pensare di eliminare le palme al posto di riutilizzarle, collocandole e disporle in altro modo, in tal modo da abbellire ulteriormente la piazza? e al posto quegli inutili zampilli a rasoterra, una pregiata fontana in marmo ubicata al centro della pizza, no?

    Perplesso 16/07/2014 4:40 Rispondi
  • in questa città di progetti ce ne sono ed anche tanti. Man come possono essere credibili se le fontane di piazza Duomo o quelle del parco delle rimembranze sono ormai lasciate li . Questa è la città che da sempre aspetta riscatti e da sempre viene amministrata da gente non particolarmente capace. Manfredonia è una città che ha bisogno di manutenzione…cari amici di manfredonianews.it fatelo presente a chi di competenza. se solo manfredonia curata —buongiorno,saluti…

    GIGI 29/03/2014 9:55 Rispondi
    • la mia era una domanda…e poi volevo scrivere : se solo manfredonia FOSSE curata…Ancora saluti !!!

      GIGI 29/03/2014 9:58 Rispondi
  • Sarà il solito “BUCO NELL’ACQUA”. 🙂

    Lorenzo 29/03/2014 0:18 Rispondi
  • Da figura non vedo piu’ le palme!
    Spero non le vogliano togliere per davvero!
    Capisco quando si espiantano i pini che non sono adatti alle aree urbane ma togliere le palme che sono belle da vedere non distruggono l’asfalto e la pavinentazione e che tra l’altro per crescere ci mettono un sacco di anni!
    Un’altra cosa che non capisco ma non passeranno piu’ le auto?
    Se si chi l’ha proposta e’ un genio!
    Manfredonia si estende in lunghezza e ha due strade e mezza che attraversano l’intero paese se ne blocchiamo una vuol dire che dovremo girare in barca!

    Matteo D'Apolito 28/03/2014 22:11 Rispondi
  • La notizia potrebbe essere anche bella, come anche il progetto e la relativa realizzazione… quello che mi proccupo è dopo… la manutenzione…. non voglio ricordare a nessuno che attualmente a Manfredonia insistono solo 4 fontane manumentali:
    il Polipo, le di Piazza Giovanni XXIII, e quella nella villa comunale…. come stanno ?

    semprevigile 28/03/2014 17:43 Rispondi
  • Bellissima notizia

    Giuseppe 28/03/2014 14:09 Rispondi

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