Mercoledì 8 Febbraio 2023

Carlo Tedeschi, autore di musical

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Nei giorni scorsi pubblicammo due articoli che descrivevano un musical realizzato a Monte S. Angelo, un musical molto particolare poiché si tratta della via crucis, 14 stazioni cantate e danzate da ragazzi che sono riusciti a coinvolgere nella preghiera un pubblico numerosissimo di persone di diverse età.
La curiosità di capire la provenienza è stata talmente grande che ci siamo messi alla ricerca dell’autore di questo fantastico spettacolo, abbiamo raggiunto l’autore CARLO TEDESCHI a cui abbiamo rivolto qualche domanda, l’autore molto gentilmente ha risposto e vi proponiamo questa intervista.

Come sicuramente sa in questi giorni a Monte S. Angelo è andato in scena il suo musical “ Via Crucis”, ottenendo un successo strepitoso, non solo per la bravura degli interpreti che hanno fatto il modo che non diventasse solo uno spettacolo, ma una vera e propria preghiera, ma perché è davvero un modo nuovo di pregare, Le chiedo, come mai ha fatto la scelta di testimoniare la fede in questo modo?
Leo Amici, padre, maestro, amico, fondatore anche del Piccolo paese del Lago di Monte Colombo (casa famiglia anziani – casa famiglia per giovani, strutture i cui utili sono usati solo per opere umanitarie) un giorno mi disse: “Carlo, quante facce grigie, scure, rallegriamole un po’ con la nostra gioia di vivere, e quella dei giovani del Lago”. Così iniziai e nel giro di pochi mesi mi ritrovai con il mio primo spettacolo – Sicuramente Amici – al Nuovo di Milano, tra i “grandi del Teatro italiano”. Lo avevo anche sognato, non per aspirazione personale, ma per una precisa strada che il Signore mi indicava e di cui mi fece vedere in anteprima i risultati di oggi se avessi perseguito quel “progetto”. Ancora oggi, a distanza di anni incontro persone che affermano di come e quanto la loro vita sia stata guidata verso il bene dopo aver assistito ad un mio spettacolo. Questa è la grandezza di Dio e del mio maestro (oggi 16 aprile ricorre la commemorazione della sua morte) che ha dedicato la sua esistenza a far vivere nel mondo la Sua presenza.

I ragazzi che sono venuti al festival “UNA CANZONE PER LEO”, sono tornati motivati e molto soddisfatti, cosa, secondo Lei gli ha dato questa carica?
L’abbraccio di Dio che pienamente si avverte al Piccolo paese del Lago e le espressioni dei giovani che hanno iniziato un loro personale percorso di fede.

Le va di raccontasi in breve per i nostri lettori?
Ho cercato Dio sin dall’infanzia. Il mondo mi era ostile tanto da rifugiarmi in un mondo più pulito e caro all’intimità della mia anima: quello dell’amore vero che sicuramente, per ciò che provavo, esisteva e che avrei incontrato. Non intendevo quello di una donna, ma quello universale! Mi accadde quando Leo Amici mi abbracciò la prima volta! Capii che, se quell’uomo fosse stato vero, per come scoprii dopo, nella mia ricerca, allora Dio poteva manifestarsi non solo nella bellezza e perfezione della natura, ma anche tra noi esseri umani. Così iniziai anche io ad amare e nell’amore soffocai quei punti che impedivano l’espressione dell’amore fraterno: l’orgoglio, la presunzione, l’egoismo… sviluppando, per come mi aveva insegnato il mio maestro, quelli positivi: la volontà, l’altruismo, la bontà, la delicatezza. Dio in tutto questo stupendo procedimento fece la sua parte ripulendo, sanando, donando Se stesso quando fui certo della Sua esistenza e presenza costantemente voluta nella m i a vita e missione. Amo Lui è le Sue creature, mi onoro di servire entrambi ed in quest’ultime vedo il Suo tocco, la Sua firma, la Sua idea e creatività, ne sottolineo ogni aspetto lasciando al tempo ed alla volontà del giovane il lavoro che anche io feci su di me a suo tempo: diventare uomini e donne veri.

In che modo Carlo Tedeschi crea questi musical, da dove prende le ispirazioni e quali sono gli obiettivi che persegue?
Sono dentro di me le immagini del mondo invisibile di Dio, certamente più concreto e vero del nostro. Il nostro muta, si sgretola, si distrugge, finisce. Il Suo è eterno pur non annoiando e stufando mai perché ricco di novità davanti. Non mi pongo un fine, accade e basta che le espressioni di amore, comprese quelle dei miei spettacoli, abbiano un eco, ma è il cuore degli spettatori e di chi mi incontra, che modellato da Dio, reagisce alle Sue espressioni, è la loro anima che anela e Lo cerca ed Egli si manifesta anche nelle pieghe del nostro tempo.

Donato La Torre

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