Lunedì 21 Giugno 2021

Caro Sindaco ti scrivo…

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Di questa malavoglia di andare a votare, una disaffezione non cronica ma acuta, perché ancora in costante aumento, a tal punto che nelle ultime elezioni regionali praticamente solo un terzo della popolazione si è recata alle urne ed anche le ultime primarie del PD di Manfredonia mi sono sembrate un po’ più mosce del passato. Quali sono i motivi di questa abulia del corpo elettorale, come sia possibile che in un momento così grave della crisi – sul piano economico, occupazionale, sociale e morale – la gente non senta il bisogno di far sentire la propria voce e non veda la bellezza di esprimere la propria cittadinanza? Anzi spesso sono proprio i migliori che si sottraggono al voto, mentre non tutti quelli che vanno a votare lo fanno per esprimere partecipazione sociale e non piuttosto sudditanza clientelare. La crisi della politica non si evidenzia solo da questo, ma soprattutto dal fatto che quelli che dovrebbero preoccuparsene, cercare i motivi del continuo distacco dei cittadini dalla partecipazione elettorale, chiedersi dove ha sbagliato chi ha fatto politica negli ultimi vent’anni, sembrano non avvedersi di quale danno sia tutto questo per la democrazia del nostro Paese. Hanno in non cale tale distacco inesorabile, dichiarandolo secondario, anzi qualcuno vede in esso la possibilità di gestire e controllare meglio la conservazione del proprio potere, dichiara che la grave riduzione delle percentuali dei votanti sia un segno di modernità, di accentuato svecchiamento del sistema politico, addirittura la fine della vecchia politica che cercava, nel territorio, nei quartieri, casa per casa, di capire i bisogni della gente.

Sindaco, fra poco si va a votare per il rinnovo del primo cittadino e dei rappresentanti del nostro comune. È un invito che rivolgo a te, come spero sia accettato da tutti coloro che si candidano a rappresentare la nostra città. Facciamo uno sforzo tutti affinché la lotta politica sia praticata ad un livello di civiltà, di rispetto reciproco, di servizio e non di accaparramento di potere. Una cosa che sicuramente occorre mantenere della “vecchia politica” è il rispetto dell’avversario, che non è un nemico da azzannare, da eliminare dalla scena politica e se possibile dalla vita sociale. I vecchi politici si criticavano più di quelli di oggi, ma poi li si trovava a prendere insieme un caffè o passeggiavano per il corso delle città, onde far capire a tutti che la politica è scontro di idee e concordia personale.

Che non sia, Sindaco, anche in tale cambiamento della politica da ricercare i motivi dell’insofferenza della gente verso chi ci rappresenta?

Cordiali saluti.

Italo Magno

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News · Piazza Duomo

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