Venerdì 12 Luglio 2024

Consiglio regionale approva nuova legge elettorale: non passa la parità di genere

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Con 48 voti a favore e 10 contro il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza  la proposta di legge sulle “Modifiche e integrazioni alla legge regionale 28 gennaio 2005, n. 2 (Norme per l’elezione del Consiglio regionale e del Presidente della Giunta regionale)”.
In precedenza erano stati approvati  i tre articoli (5, 6 e 8) che avevano attinenza con gli emendamenti in materia di parità di genere,  accantonati a seguito della pregiudiziale posta al riguardo dal capogruppo di Forza Italia che ha visto l’assemblea pronunciarsi con voto elettronico  con 37 voti favorevoli e 22 contrari.
A seguito dell’esito del voto segreto, i tre articoli in questione (5,6 e 8) sono stati approvati a maggioranza con il voto contrario di Sel, La Puglia per Vendola e degli assessori all’Ambiente Lorenzo Nicastro (che ha espresso la sua posizione come Italia dei valori)  e al Lavoro Leo Caroli.
Stessa situazione nell’approvazione finale della legge che ha registrato il voto favorevole  del  centro destra e del PD.

Approvate dunque norme che adeguano l’impianto della legge elettorale n.2/2005 ai rilievi della Corte costituzionale sul premio di maggioranza e alla nuova composizione dell’Assise (da 70 a 50 seggi più il presidente eletto).

Il voto segreto del consiglio regionale della Puglia, impegnato nella discussione della legge elettorale regionale, ha dunque affossato la parità di genere tanto cara al governatore, Nichi Vendola, il quale indignato ha abbandonato l’aula. “Un consiglio composto al 95% da maschi davanti alla sfida della parità di genere fa una retromarcia cavernicola e si chiude nel proprio recinto. Ciascuno dei maschi, non solo della destra, ha usato argomentazioni imbarazzanti contro la parità di genere”.

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Commenti

  • Politica al maschile, le donne sempre dietro, ha ragione vendola in italia comandano gli uomini la politica e un affare per pochi uomini perche noi donne lo permettiano, è un enorme passo indietro.

    antonella 27/02/2015 7:55 Rispondi
    • La doppia preferenza di genere non serve a nulla, tantomeno a consentire alle donne “valide” di ritagliarsi un ruolo in politica, è solo un’invenzione elettorale. Sei donna? Vuoi fare politica? Bene! Candidati (non te lo impedisce nessuno, ben che meno la mancata previsione della parità di genere) e soprattutto fatti votare. Chissà perchè le donne invocano la parità di genere o le quote a loro riservate solo per gli incarichi in politica o nei consigli di amministrazione??? Chissà perchè non ho ancora sentito una donna invocare la parità di genere o una quota da riservare a loro anche per andare a lavorare nelle miniere o per fare i muratori. Cos’è lì non li volete i posti pure per voi?!?! E brave, tutte furbe! Le donne che hanno gli attributi, le competenze, le professionalità e il consenso necessari, non hanno mai avuto nè avranno mai bisogno di beneficiare di quote di riserva come se avessero qualche handicap rispetto agli uomini. E queste “pretese” non fanno onore alle donne in genere, soprattutto a quelle tante donne che conosco e che hanno dimostrato di valere molto ma molto più di tanti uomini. Ma senza sfruttare alcuna “riserva”.

      Sciocchezze, candidati e fatti eleggere, se ne sei capace! 27/02/2015 15:17 Rispondi
      • Bravo,
        sono completamente d’accordo. Chi vale deve farsi valere confrontandosi con gli altri. Altro che quote riservate.
        Questo vele anche per gli uomini.

        tonino 01 51 28/02/2015 11:06 Rispondi
  • Si ma in sostanza cosa hanno votato? Scrivete l’articolo come un fiume e poi non ci mettete gli affluenti, bha….

    lettore....Cd 27/02/2015 3:33 Rispondi

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