Martedì 16 Agosto 2022

Consiglio Comunale 17 marzo 2015: considerazioni di un contribuente…

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Questa volta è stato possibile seguire la seduta su internet (anche se con segnale molto disturbato), cosa non consentita per la seduta della vigilia di capodanno in cui si parlava della riduzione del capitale sociale dell’ASE.

Consiglio comunale tipicamente preelettorale (elezioni comunali e regionali il 31 maggio 2015 – forse 7 giugno).

I consiglieri non si sono risparmiati in interrogazioni, anche se sollecitati dal presidente a non perdere tempo e, vista la tarda ora, a votare, che è quello che conta, senza tante chiacchiere inutili.

Le interrogazioni hanno confermato la mancanza di controlli, di chi di dovere, sulle tante buone abitudini di chi dovrebbe controllare (che poi non si capisce bene se l’annona, i vigili urbani o chi): abusi tollerati, muri cadenti. Queste abitudini giustificano i circa 100.000 euro all’anno pagati dal Comune per danni subiti dai cittadini per mancate segnalazioni di pericoli da quegli stessi uffici che vengono premiati con incentivi, straordinari etc.

Interrogazioni tante ma risposte vere nessuna. Nessuna risposta su Energas, anche se, a mio parere, bastava dire con molta onestà: prima delle elezioni non prendiamo posizioni per non scontentare nessuno, perché alcune associazioni sono per il no ma tanti cittadini disoccupati sono stufi del no a tutte le opportunità. Secondo me bastava dire: faremo decidere ai cittadini con un referendum, come hanno fatto a Taranto per l’ILVA, aprendo così le porte agli interventi per il risanamento senza fermare l’attività produttiva come successo a Bagnoli, che è ancora un cimitero.

Nessuna risposta, con qualche balbettamento, sulle aziende fantasma, ma non troppo, CTE e SAGIRA confermando il ventennale incessante interessamento del comune, con l’istituzione di un apposito ufficio e del Responsabile Unico, sul contratto d’Area e sulle aziende e sulle infrastrutture non ancora completate. A proposito il Sindaco aveva promesso, alle elezioni delle ultime primarie, che l’ASE avrebbe aperto il depuratore per Gennaio, ora siamo a Marzo ma per completezza di informazione il sindaco non aveva specificato l’anno (del poi e del mai).

Il terzo punto all’ordine del giorno (Legge Regionale n.16 del 7 aprile 2014 (modifiche ed integrazioni alla Legge Regionale n.33 del 15 novembre 2007), art.8 bis “Disposizioni in materia di mutamento di destinazione d’uso”: criteri e ambiti di applicazione nel territorio comunale) è stato illustrato dall’assessore Clemente, ma considerato che la delega ai comparti è in capo al sindaco, era lui la persona più indicata per una esposizione reale dei fatti. L’intervento dei consiglieri ha chiarito che era necessaria una sanatoria verso poveri proprietari che per necessità, ma contravvenendo alla legge, avevano acquistato degli appartamenti destinati ad uso ufficio ma poi ci abitavano.

Era colpa dell’amministrazione comunale e di tutti i consiglieri (con la logica del “tutti colpevoli ma nessuno paga”) che avevano approvato una città sbagliata prevista in 80.000 abitanti ma che poi non aveva neanche raggiunto i 60.000 abitanti.

Era colpa dei costruttori, dei progettisti e dei controlli tecnici comunali mancati per verificare la reale destinazione di appartamenti che nel progetto prevedevano la “cucina”.

Era colpa del consiglio per l’approvazione che in certi comparti prevedeva il 73% della volumetria totale destinati a servizi, prevedendo per Manfredonia gli stessi servizi di New York. Dopo alcuni interventi che chiedevano di indicare i “proprietari” e non gli “interessati” nei criteri di applicazione della legge regionale ed a tutti i comparti e non solo ad alcuni, alla fine si affidavano all’onestà di Clemente per eventuali modifiche.

Il sindaco, al termine della discussione e prima della votazione del punto, in particolare ha escluso la modifica della parola “interessato” con “proprietario”. La votazione si è chiusa con 21 si e 3 astensioni. Le leggi promulgate dalle istituzioni prima delle elezioni sono quelle che hanno portato il debito sul PIL dell’Italia al 130%. Questa della Regione Puglia è una tipica legge preelettorale. Poco prima delle elezioni i consiglieri regionali hanno pure votato incremento del numero dei consiglieri regionali, dei loro emolumenti, delle buone uscite, dei vitalizi etc.

A mio parere in questa occasione il consiglio comunale ha sanato e condonato ai costruttori il mancato rispetto delle concessioni edilizie ricevute. Sanatoria e condono date come regalo elettorale a titolo gratuito (negli anni scorsi il governo i condoni li ha fatti pagare e nonostante i pagamenti effettuati le relative pratiche giacciono, per la maggior parte ancora inevase da 20 -30 anni, negli uffici comunali). La richiesta dei proprietari e dei costruttori è diventata impellente visto la grande differenza del costo dell’IMU e della TARI tra le abitazioni e gli uffici. Quando piove e si allaga il lungo mare di acque nere di fogna, qualcuno si è chiesto se quelle acque nere provengono da allacciamenti abusivi degli scarichi degli appartamenti e degli “uffici” alla rete di acque bianche proprio da quei comparti? Qualcuno ha mai fatti controlli?

Il quarto punto all’ordine del giorno: Cava Foglia – Cessazione attività di scavo, vagliatura e macinazione inerti e condivisione variante al progetto di bonifica e messa in sicurezza. L’assessore Clemente ha esposto le legittime lamentele degli abitanti che abitano vicino alla cava, accompagnato dalle urla di alcuni presenti fisicamente. La cava è autorizzata all’esercizio dalla Regione Puglia fino a novembre del 2016 per poi bonificare e mettere in sicurezza la cava con un progetto approvato e che prevede terrazzamenti con lo sbancamento di qualche milione di metri cubi di roccia.

Il comune si era occupato della cava già l’anno scorso proibendo l’uso degli esplosivi, ma di più non poteva fare. La polvere non costituisce motivo valido di sospensione dell’attività (anche se il Sindaco è responsabile della salute dei cittadini. Ed è tanto preoccupato da commissionare indagini, a nostre spese, sulla salute dei cittadini per fatti avvenuti 40 anni fa). La soluzione di variante proposta al consiglio prevede la firma di una convenzione (entro un mese) con la società che gestisce la cava Foglia per arrivare ad una chiusura anticipata dell’attività della cava con una variante al progetto che elimina nella messa in sicurezza lo sbancamento di circa 1.500.000 di metri cubi di roccia dei terrazzamenti. Queste variazioni debbono essere comunque approvate dalla società della cava.

Gli interventi dei consiglieri, molto brevi come sollecitava il presidente del consiglio comunale visto l’ora tarda, approvavano la variante e chiedevano di prevedere subito e non un mese per la firma della convenzione.

A mio parere, anche questo è un regalo elettorale che di fatto accorcerà di poco l’attività della cava, tiene calmi gli abitanti prima delle elezioni, ma consentirà ai proprietari della Cava Foglia un grande risparmio nelle operazioni di bonifica e messa in sicurezza della cava, derivanti dal mancato sbancamento dei terrazzamenti (che dovrebbe essere fatto senza uso di esplosivo) e poi uso del materiale ottenuto (ma dove se l’edilizia è ferma), considerando anche il minor costo di estrazione e la disponibilità del materiale proveniente dall’altra cava dello stesso proprietario.

La data di cessazione effettiva dell’attività della cava la decideranno i proprietari della cava Foglia, tenendo conto dei loro interessi, e non dei cittadini impolverati e non di questo consiglio comunale e non di questo assessore.

Il quinto punto all’ordine del giorno,  Legge 865/71 – art.27 – Piano Insediamenti Produttivi (P.I.P.) ubicato in località “Pariti”. Riapprovazione del Piano con reiterazione dei vincoli preordinati all’esproprio e variante alla N.T.A. del P.R.G. – Esame osservazioni e controdeduzioni. Sono chiacchiere ormai vecchie di venti anni ma fatte ora, con le infrastrutture ancora incomplete, per attrarre qualche iper mercato, a vantaggio dei proprietari dei terreni rimasti a bocca asciutta, e con grande gioia dei piccoli commercianti cittadini. Il titolo del punto trae in inganno perché parla di esproprio mai effettuato da comune neanche per un metro quadrato: i terreni, pascoli degradati del valore di mercato di circa 3.000.000 per ettaro, sono stati “assegnati” alle aziende 15- 20 anni fa a circa 250.000.000 per ettaro ora chiedono 350.000 euro per ettaro.

Il sesto punto all’ordine del giorno, Piano Comunale delle Coste (PCC) – Esame osservazioni e controdeduzioni. Approvazione del Piano ai sensi dell’art.4 comma 4 L.R. 17/2006, è un bel piano se riuscirà ad assicurare realmente l’accesso alle spiagge libere e se nel dare le concessioni alle spiagge a pagamento (anche tenendo conto della legge che prevede dal 2020 l’assegnazione di tutte le concessioni con aste) imporranno ai gestori servizi senza prendere esempio da quelli “presenti” nella spiaggia castello.

Gli altri punti non li ho seguito perché in piena depressione psico-fisica, stufo di seguire uno spettacolo di burattini con burattinai in sala e fuori: burattini allineati e consenzienti sempre nelle votazioni con qualche astenuto e con la completa assenza delle opposizioni.

Considerato che il Consiglio Comunale non decide niente di corretto per il bene dei cittadini ma ammette di aver commesso molti errori, propongo per il futuro che le decisioni per Manfredonia le prendano i cittadini attraverso i referendum (visto la facilità con cui si fanno le primarie) ed i costi si recuperino dalla diminuzione del numero dei consiglieri comunali, degli assessori e l’istituzione della responsabilità civile per i danni a carico di amministratori e dipendenti pubblici.

Mentre scrivo leggo che per il 20 marzo è stato riconvocato il Consiglio comunale per il 23 marzo per discutere di ASE: Ingresso dei Comuni (ARO) nella Società in House ASE S.p.A., di Manfredonia, aumento del capitale sociale e modifiche statutarie per l’esercizio del controllo analogo da parte dei Comuni partecipanti al capitale sociale.

Perché le convocazioni del consiglio comunale per l’ASE avvengono sempre con procedura di urgenza, per questa in tre giorni come per quella del 30 dicembre 2014?

Sommessamente, suggerisco ai consiglieri di chiedere ed ottenere risposte esaurienti alle seguenti domande:

1 – La sovrastruttura dell’ARO oltre ad aumentare i posti di sottogoverno, porterà a qualche risparmio ai cittadini di Manfredonia per la TARI dei prossimi anni?

2 – La diminuzione e l’aumento del capitale sociale dell’ASE porterà beneficio ai cittadini dei comuni dell’ARO o porterà i benefici nelle tasche dei privati e di qualche politico trombato e cooptato per meriti di partito e l’incremento dei costi si potrà scaricare, ope legis, su pantalone? A livello nazionale si tende a privatizzare le società in House, a Manfredonia, in Puglia, siamo più bravi e facciamo il contrario. Speriamo che non si riveli un carrozzone come l’AQP.

3 – Perché per legge diamo soldi all’ASE per la raccolta dei rifiuti in città e non li possiamo dare ai pescatori quando portano a terra i rifiuti raccolti in mare? Io li premierei. Meditate con quante leggi sbagliate devono convivere quelli che lavorano: fatte da colletti bianchi a loro beneficio.

Infine spero che il consiglio del 23- marzo 2015 sia visibile su internet al contrario di quello di fine anno 2014.

Francesco Santamaria

Articolo presente in:
News · SOS Cittadini

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