Mercoledì 30 Novembre 2022

C’ERA UNA VOLTA LA SALITA MACCHIA – MONTE SANT’ANGELO

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La prima decade di Maggio rimane nel ricordo di tutti gli appassionati, un periodo di festa popolare per lo svolgimento dell’evento più bello, glorioso e irripetibile, della storia dei motori legata al nostro territorio. Parlo della Cronoscalata Automobilistica Macchia – Monte Sant’Angelo. Il tracciato si sviluppava lungo la strada provinciale 55, lunga circa 9 chilometri, partiva a poche centinaia di metri dalla piana di Macchia e finiva dinanzi al mobilificio Di Bari di Monte Sant’Angelo. Rimasta invariata nel tempo, tranne per la curva chiamata dell’immondizia a poche tornate dal paese, il nastro d’asfalto che sale per 800 metri di altitudine con i suoi 18 tornanti con curve a raggio veloce, era sicuramente uno dei più impegnativi del campionato di velocità in salita è inserita nel circus internazionale dell’epoca. La gara voluta e organizzata dall’Automobile Club Foggia, dell’allora Presidente Franco Accarino coadiuvato dal Direttore Mimmo Vaira e dal delegato per la Commissione Sportiva Marcello De Vivo, inizia il 20 ottobre del 1974 con il nome di Salita Manfredonia – Monte Sant’Angelo. Già nella seconda edizione cambia il nome in Macchia – Monte Sant’Angelo e il periodo di svolgimento spostato al mese di settembre sino all’edizione 1981. In seguito la gara consegue validità internazionale e si decide di spostarla a maggio, rimanendo invariata sia nel nome che nel percorso. L’ultima edizione è la 12° ripetuta il 24 agosto 1986 dopo il tragico epilogo del 3 maggio dello stesso anno. Era il sabato dedicato alle prove, e uno dei migliori piloti dell’epoca, l’avvocato barese Paolo Gargano con la sua Lola rossa, era in evidente difficoltà con i rapporti del cambio. Forse innervosito dagli avvenimenti e dalla pressione degli avversarsi di altissimo livello, esce di strada al decimo tornante destro concludendo tragicamente la sua vita. A circa trent’anni dall’incidente non è stata fatta ancora chiarezza sull’accaduto, ma l’ipotesi più probabile, raccolta da testimonianze, esclude la rottura meccanica e conferma l’errore fatale del pilota che ha confuso nella concitazione del momento, il tornante 10° con il successivo 12°. Molto simili per l’occhio di un pilota, con l’unica differenza di piccolo tratto in terrifilo che anticipa l’inversione del dodicesimo. In memoria di quanto accaduto è stata collocata una lapide in suo onore ancora oggi ben visibile. Gli aneddoti raccontati da piloti e appassionati hanno quasi il suono di epico per la mia generazione, nata al tramonto della gara. Di tutte quelle giunte sulla pagina Facebook, creata da me circa un anno fa, senza fare torto a nessuno, è senz’altro la descrizione di  Domenico Simone per tutti  Mimi Zannon. Pilota e fondatore della gloriosa Piloti del Gargano nata nel 1977 e presieduta dall’appassionato Vittorio Piccoli nella sede di Via Maddalena, Mimi Simone rappresenta quel periodo straordinario per l’automobilismo locale. In gara, sempre con il marchio lombardo dell’Alfa Romeo, era capace, forse unico, di gareggiare con ben due auto nella stessa edizione. Saliva in cima a Monte Sant’Angelo prima con una GT gruppo 2 “Tempesta”, riscendeva a Macchia per poi ripetere la salita con una GT gruppo 5 “ Uragano”. Oggi non sarebbe neanche lontanamente immaginabile ripetere un’impresa simile. Forse non è un caso che proprio la sua Alfa sia andata in fiamme in maniera del tutto fortuita nell’ultima edizione dell’agosto del 1986. Le lacrime fredde di Simone impotente dinanzi al suo mezzo, sono diventate sull’asfalto come calda ceralacca a sigillo di un’epoca gloriosa e irripetibile per un’intera generazione di appassionati.

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