Mercoledì 1 Febbraio 2023

Tecnologia, creatività e restauro al servizio della “Cittadella Micaelica”, dove i luoghi “prendono voce”

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“La montagna dell’Arcangelo respira e palpita oggi come negli ultimi quindici secoli, e il Santuario  è il  suo  grande  cuore.”  Meta  obbligata  nell’itinerario  che  dall’Europa  centro settentrionale  portava  i  pellegrini  in  Terra  Santa,  il  Santuario  Micaelico  di  Monte Sant’Angelo si presenta al pubblico come un attrattore culturale d’eccellenza. E’ in questo straordinario contesto che s’inserisce il progetto  di “Recupero, adeguamento funzionale  e  valorizzazione  della  “Cittadella  Micaelica”,  denominazione  che  riunisce  il Santuario  dell’Arcangelo,  la  Tomba  di  Rotari,  i  resti  della  Chiesa  altomedievale  di  San Pietro e la  Chiesa di Santa Maria Maggiore in Monte Sant’Angelo (FG). L’intervento  è  finanziato  dal  Programma  Operativo  Interregionale  P.O.In.  2007-20013 Attrattori Culturali, naturali e turismo”, per un importo di 2.500.000 euro.

A soli 10 mesi dall’inizio del progetto, consegnati in data 3 dicembre 2014, siamo oramai vicini al completamento e si possono già misurare i risultati, ampiamente raggiunti, per il perseguimento degli obiettivi previsti. L’esecuzione è stata affidata alle imprese temporaneamente riunite: REMI ed MP Mirabilia Servizi,  con  gara  di  appalto  stipulata  con  il  Segretario  Regionale  per  i  Beni  Culturali  e Paesaggisitici della Puglia su progetto esecutivo redatto dal gruppo di lavoro composto dal responsabile  arch.  Nunzio  Tomaiuoli,  e  da  arch.  Anita  Guarnieri,  dott.ssa  Maria  Milella, arch.  Francesco  Longobardi  e  dott.ssa  Antonella  Simonetti  e  con  l’arch.  Salvatore Buonomo in veste di Responsabile Unico del Procedimento. Le  attività  principali  consistono  nelle  opere  di  restauro  architettonico  ed  artistico,  nella produzione  di  contenuti  e  fornitura  di  apparati  multimediali  e  nella  installazione  di apparecchi illuminanti, dotati di  sistemi integrati di gestione dei parametri  illuminotecnici.

L’idea  principale,  oltre  a  garantire  le  necessarie  attività  manutentive  e  di  restauro monumentale, atte ad una ottimale conservazione delle emergenze architettoniche e delle opere  artistiche  (elementi  lapdei,  affreschi,  elementi  metallici,  etc.),  è stata  quella  di rendere la  “Cittadella Micaelica”  un attrattore culturale d’eccellenza capace di condurre i visitatori lungo plurimi percorsi di conoscenza con l’ausilio di apparati tecnologici di facile utilizzo, tramite i quali poter fruire di contenuti appositamente realizzati, ponendo massima attenzione  sia  alla  correttezza  scientifica  delle  informazioni  sia  a  preservare costantemente  lo  spirito  religioso  e  di  devozione  che   permea  i  luoghi  oggetto dell’intervento, ed in particolare il Santuario.

A tale scopo, l’Ufficio Direzione lavori, composto dall’arch. Lucia Patrizia Caliandro, dalla Direttrice Scientifica dott.ssa Antonella Simonetti e da altre professionalità tecniche interne al  MiBACT,  si  è  avvalso   della  collaborazione  delle  Università  di  Bari  e  Foggia  per  il supporto scientifico, e dell’arch. Fabio Braghetta in qualità della consulente impiantista per gli aspetti prettamente tecnici. Il progetto, sfruttando le risorse della comunicazione digitale, ha valorizzato il potenziale narrativo del patrimonio che compone la “Cittadella Micaelica”, per stimolare la scoperta e migliorarne la fruizione, integrando in modo coerente e complesso diverse modalit à per la conoscenza dei luoghi. Permette  quindi  all’utente  di  costruire  il  proprio  personale  percorso  di  conoscenza selezionando temi e contenuti, supportando e potenziando la visita tradizionale attraverso nuovi strumenti di comunicazione digitale, disponibili su diversi supporti (videowalls, leggii touch  screen,  totem,  schermi  olografici,  etc.)  Una  volta  entrato  in  contatto  con  questi luoghi, il turista-pellegrino, avrà  la possibilità  di  fruire dei dati e delle informazioni utili per contestualizzare  il  proprio  percorso  di  visita,  ed  essere  informato  sugli  approfondimenti storico-conoscitivi  messi  a  disposizione,  attraverso   utilizzo   delle  tecnologie  per  la comunicazione. A seguito di un’accurata elaborazione dei contenuti resi disponibili in formato multimediale, alcuni dei  luoghi “prendono voce”:  la Tomba di Rotari, i resti della Chiesa di San Pietro, la Chiesa di Santa Maria Maggiore, e  la parte pi ù  antica della Basilica di San Michele, costituita dalle cripte di epoca longobarda, sono ora dotate di  un sistema complesso di di sincronizzazione  di  luci,  suoni  e  voci  narranti  che  coinvolgono  il  visitatore  in  una esperienza  di  attenzione  e  conoscenza  emotivamente  indimenticabile.  L’innovazione tecnologica, sempre discreta ed in secondo piano rispetto alla storicità ed imponenza dei luoghi,   diventa  quindi  uno  dei  punti  di  forza   del  progetto  a  sostegno  dei  contenuti  da erogare. Per quanto attiene invece le opere di restauro architettonico, del tipo conservativo, esse hanno comportato una revisione  generale  delle  apparecchiature  murarie della  Tomba  di Rotari  e  delle  basole  poste  come  manto  di  copertura  della  Chiesa  di  Santa  Maria Maggiore:  una  riorganizzazione  materica  e  spaziale  del  sagrato  antistante  la  Chiesa  di Santa Maria Maggiore e dell’area dell’ex Chiesa di San Pietro, di cui si propone anche una virtuale  rilettura  dell’originaria  conformazione  planimetrica,  con  apparecchi  illuminanti incassati  nel  pavimento:  una  revisione  generale  degli  infissi,  opere  di  consolidamento strutturale delle coperture (consulente strutturistica Ing. Albano) e ripresentazione estetica della navata interna della Chiesa della Madonna della Libera, oltre il restyling delle sale di transizione localizzate nella Basilica di San Michele Arcangelo, laddove saranno allestiti i sistemi immersivi. Il  progetto  inoltre  prevede  anche  di  opere  di  restauro  artistico,  comprensive  delle operazioni  di  pulitura  dei  portali  di  accesso  alla  Tomba  di  Rotari,  alla  Chiesa  di  Santa Maria Maggiore, all’area monumentale ed alla Basilica di San Michele Arcangelo: restauro di  elementi  lapidei  erratici:  restauro  dei  lacerti  di  affresco  siti  all’interno  della  Tomba  di Rotari  e  della  Chiesa  di  Santa  Maria  Maggiore;  ma  anche  gli  affreschi  distaccati  della Basilica di San Michele Arcangelo, l’acquasantiera lapidea  e  le croci in argento. Il completamento del progetto è previsto per la fine del  prossimo mese di Novembre.

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Capitanata · News

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