Lunedì 2 Agosto 2021

Manfredonia dice NO ad Energas, dice SI a…?

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Si è tenuta lo scorso 22 ottobre presso il Ministero dello Sviluppo Economico, la conferenza dei servizi relativa all’installazione dell’imponente impianto Energas nel territorio di Manfredonia. All’incontro hanno partecipato oltre ai funzionari del Ministero, anche i rappresentanti del Comune, dell’Autorità Portuale della Capitaneria di porto di Manfredonia, rappresentanti della Regione Puglia e i dirigenti del gruppo Energas. L’incontro è stato un’occasione per portare, ognuno per la sua parte, le proprie ragioni pro e contro l’installazione del mega impianto di gas sul territorio di Manfredonia. Regione Puglia e Comune di Manfredonia in modo compatto hanno manifestato la propria contrarietà ad ospitare un impianto che ormai da 15 anni, prima con la sigla ISOSAR poi con quella ENERGAS producono documenti per potersi insediare nel territorio sipontino. Ricordiamo che limpianto è costituito da un deposito costiero di GPL, composto da 12 serbatoi tumulati da mc. 5.000 ciascuno per GPL per una capacità totale di mc. 60.000, mc. 200 di GPL in bombole, 8 baie di carico per autobotti, un raccordo ferroviario, 2 tubazioni da 12″ per il trasporto di GPL di collegamento con il Porto industriale di Manfredonia, 1 sala pompe e compressori di GPL, 4 baie di carico per ferrocisterne. Mentre l’Energas continua a produrre le proprie ragioni di regolarità del suo impianto, il Comune di Manfredonia, oggi sostenuto dall’importante supporto della Regione Puglia si contrappone con ragioni di carattere ambientale, urbanistico e politico alla luce anche della contrarietà manifestata dalla stragrande maggioranza delle forze politiche locali, dalle organizzazioni della società civile e dai tanti giovani che in un paio di occasioni sono scesi in piazza per dire no a Energas. La società napoletana, di contro, si è manifestata meravigliata che da parte del Comune di Manfredonia vengano sollevate eccezioni di carattere ambientale e paesaggistiche in quanto nel corso della procedura di valutazione di impatto ambientale avviata dal Ministero dell’Ambiente e dal Ministero dei Beni Culturali, il Comune di Manfredonia non ha presentato alcuna osservazione in merito. I lavori si sono conclusi rinviando a nuove istruttorie volte al rilascio del provvedimento definitivo, con le opportune condizioni e prescrizioni, per autorizzare l’Energas alla realizzazione a Manfredonia del suo deposito di GPL. Se energica è l’azione di ostruzionismo da parte dei nostri rappresentanti politici contro questo nuovo insediamento industriale, assolutamente scarsa è la loro strategia di promozione e valorizzazione delle aree industriali presenti nel nostro territorio ancora per la gran parte non completamente infrastrutturate. Si scende in piazza per dire NO ad Energas perché si vuol dire SI a cosa? Spesso l’inezia è un male peggiore di un imponente impianto di GAS. Può coesistere in un territorio il connubio tra turismo ambientale e artistico con un’industria compatibile con l’ambiente che lo circonda. Gli orrori politici del nostro passato, che si chiamano Enichem e che ci portiamo addosso come una violenza carnale, ci paralizzano verso una visione industriale. Quante energie da parte, soprattutto dei nuovi movimenti politici, straordinariamente attivi nella tutela della nostra salute contro il male Energas, ma allo stesso tempo distratti nel proporre soluzioni e piani alternativi per lo sviluppo della realtà industriale che esiste e che potrebbe crescere portando un po’ di ossigeno al vero problema della nostra comunità: la disoccupazione. Una bombola di gas in casa, è forse più pericolosa di un mega impianto di GPL. Le forze politiche e sociali, nuove e vecchie, devono trovare soluzioni per lo sviluppo del nostro territorio e non dire solo: NO ENERGAS.

Raffaele di Sabato

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