Venerdì 5 Marzo 2021

Funghi tossici, primo progetto del Centro-sud: sinergia tra Parco del Gargano, Università di Foggia e Centro Anti Veleni

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I funghi svolgono un’importantissima funzione regolatrice dell’ecosistema e pertanto rientrano tra le risorse più importanti del polmone verde del Parco nazionale del Gargano in termini di biodiversità, spesso depauperata dalla raccolta indiscriminata e dalla non adeguata preparazione dei cercatori occasionali che possono mettere a rischio la salute del consumatore, come confermato dai tanti casi di intossicazione da funghi (40 nel 2014 e 51 fino a novembre 2015) registrati dal Centro Antiveleni di Foggia, l’unico della Puglia.

Di qui l’esigenza di effettuare uno studio scientifico che possa valorizzare, tutelare e valutare qualitativamente e quantitativamente le specie fungine presenti sul Gargano.

Questa mattina, presso la direzione generale degli Ospedali Riuniti, è stato sottoscritto il protocollo d’intesa tra il Parco del Gargano e l’Università di Foggia, che ha dato ufficialmente l’avvio al progetto di ricerca che vedrà coinvolto anche il Centro Anti Veleni.

Questo è un progetto molto importante – spiega il Presidente del Parco del Gargano Stefano Pecorella – perché porta con sé un triplo salvataggio: della cultura, delle vite umane e della biodiversità. Il Gargano vanta la presenza di oltre 2000 specie di funghi, numeri enormi per un’area così circoscritta. Non è un caso che la società micologica scelga sempre il nostro Gargano come location per i convegni nazionali.

Alla conferenza stampa hanno partecipato, oltre al presidente Pecorella, il Direttore generale degli Ospedali Riuniti di Foggia Antonio Pedota, il pro-Rettore dell’Università di Foggia Milena Sinigaglia ed Anna Lepore, direttore del Centro Anti Veleni.

Dopo aver effettuato una mappatura dei funghi del Gargano, i ricercatori del Dipartimento di Scienze Agrarie, degli Alimenti e dell’Ambiente dell’Università di Foggia, unitamente a quelli del Centro Anti Veleni, valuteranno attentamente la presenza o meno di sostanze inquinanti, metalli pesanti e/o agenti patogeni all’interno degli stessi funghi.

Da un’accurata ricerca effettuata presso il Ministero della Salute emerge l’unicità di un progetto del genere nel Sud-Italia.

Con lo studio sui funghi – conclude Pecorella – diamo soltanto il via ad una serie di altri progetti che ci vedranno coinvolti con l’Università. A breve chiederemo alla Regione che il Parco, con i Comuni interessati e con il supporto scientifico dell’Università e delle Asl, diventi l’Ente formatore per il rilascio dei patentini per la raccolta dei funghi”.

Sempre con il Dipartimento di Scienze Agrarie, degli Alimenti e dell’Ambiente dell’Università di Foggia e con quello di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari, il Parco del Gargano allestirà presto l’ “Unità mobile Gargano”, una vera e propria clinica mobile veterinaria con a bordo un esperto di igiene e tecnologia degli alimenti che sarà in grado di fornire all’occorrenza e sul posto, un fondamentale supporto ad allevatori e piccoli produttori artigianali.

 

Redazione G.
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