Mercoledì 20 Ottobre 2021

Una grandiosa esperienza alle Nazioni Unite, raccontata dai protagonisti

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Dal 13 al 15 gennaio scorso quindici ragazzi e ragazze provenienti dal Liceo Classico e Scientifico “G. Galilei” e dall’ ITE “G. Toniolo” di Manfredonia, accompagnati dalla prof.ssa Rossella Angelillis, hanno fatto una meravigliosa esperienza presso il prestigioso Palazzo della Città Metropolitana di Bari.

I loro nomi sono Alessandra Pia Bisceglia, Giovanni Bisceglia, Andrea Castigliego, Marilea Di Padova, Leonardo D’Ardes, Raffaella Di Bari, Nunziandrea Di Noia, Paolo Fabiano, Isabella Iacoviello, Simone Papicchio, Cristina Rinaldi, Anna Salinari, Giovanna Titta, Francesca Tringale e Raffaella De Meo. Da giovani delegati si sono trovati a dover affrontare la più grande simulazione di processi diplomatici organizzata in Italia, realizzata in cooperazione con l’IMUNA, l’International Model United Nations Association, che da quarant’anni organizza models negli Stati Uniti d’America. Si tratta dell’IMUN – Puglia e rappresenta l’edizione destinata agli studenti pugliesi di IMUN (Italian Model United Nations). L’argomento da discutere era quanto mai attuale e scottante, quello dei rifugiati. I ragazzi si sono dovuti documentare non solo sull’argomento da trattare, ma anche sulla linea da seguire in base al paese che rappresentavano. Un’impresa non da poco!

A questa edizione hanno partecipato trenta studenti provenienti da tutta la Puglia, di cui ben quindici da Manfredonia. I lavori, che si sono tenuti esclusivamente in lingua inglese, sono stati diretti e coordinati dallo staff board statunitense dell’IMUNA. Al termine delle tre giornate, lo studente della 3 A del Liceo Classico, Andrea Castigliego, è risultato tra i dieci migliori ed ha ricevuto una menzione onorifica particolare.

A marzo tredici di questi ragazzi, sui trenta della delegazione pugliese, si recheranno a New York per partecipare al NHSMUN, tra le più prestigiose e partecipate simulazioni al mondo, giunta alla 42a edizione. Vi parteciperanno circa 3.500 studenti provenienti da oltre 200 scuole di 38 diversi paesi. La cerimonia conclusiva si svolgerà all’interno dell’Aula dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Gli studenti partecipanti, oltre a vivere un’intensa esperienza formativa durante la simulazione, avranno l’opportunità di incontrare i diplomatici dei paesi che saranno chiamati a rappresentare durante il model (mission briefing), nonché di conoscere personalmente le varie figure professionali impegnate all’interno del Consolato Generale Italiano a New York e della Missione Permanente Italiana presso le Nazioni Unite.

Un modo diverso di fare della scuola, – ci ha riferito la professoressa Angelillis –  un centro propulsore di energia e di dialogo a stretto contatto con i luoghi della diplomazia internazionale. Per imparare a “snocciolare” la complessità del mondo. A lavorare sodo e in profondità sui problemi reali. Ad essere più che mai cittadini in un mondo complicato in cui solo dei giovani possono trovate le soluzioni più incredibili! Per la pace e il rispetto dei diritti umani, soprattutto dei rifugiati. Sono orgogliosa!”

Abbiamo raccolto le sensazioni di alcuni di questi ragazzi, quale dimostrazione della grande emozione provata in questa interessantissima esperienza.

Isabella Iacoviello- 4 A- Liceo Classico
I tre giorni dell’esperienza IMUN sono stati un po’ faticosi, certo, ma hanno rappresentato un terreno d’interazione e relazione profonda, in cui si muovevano contenuti culturali, ma soprattutto ragazzi, contraddistinti dalla loro specifica identità che hanno saputo creare un immaginario collettivo che li accomunava. Ci siamo sentiti immersi in un mondo reale e interattivo assumendo un’identità precisa, che si appassiona all’esperienza e ne vive il lato emozionale, rendendola fertile, sinergica, aperta e fiduciosa.

Raffaella De Meo – 4A – Liceo Classico
Quando mi sono iscritta ad Imun non avrei mai immaginato che sarebbe stata un’esperienza così bella. Prima è venuta la scelta dei vestiti da mettere: un mondo tutto nuovo per me, quello dei tailleur, ma che mi faceva sentire diversa ogni volta che mi guardavo allo specchio. Diversa, più grande. Poi mi è stato assegnato il Paese da rappresentare, la Giordania, un regno pieno di bellezza e storia, ma anche pieno di problemi riguardo alla tematica che avremmo dovuto affrontare: i richiedenti asilo e le leggi che li tutelano. Settimane di documentazione mi hanno portata ad amare questo Paese come se fosse il mio, ma pochi giorni prima dell’inizio delle conferenze è arrivata l’agitazione. E se non fossi stata all’altezza? Se avessi rappresentato male il mio Paese? I depliant e le guide mi avevano aiutato a farmi un’idea di come si sarebbero tenute le discussioni, ma non potevo immaginare come sarebbe stato davvero. Arrivata a Bari il primo giorno ho avuto il piacere di ammirare il Palazzo della Città Metropolitana, il luogo che ho imparato a conoscere bene in tre intense giornate, e ad aspettarmi c’erano una bella poltrona rossa e un banco con il microfono per gli interventi. Attorno a me decine di ragazzi nervosi almeno quanto lo ero io. Devo ammettere che ho esitato un po’ ad inserirmi nel discorso per dire la mia, ma una volta iniziato, continuare a discutere animatamente in una lingua non mia è stato sorprendentemente facile. Che grande sorpresa è stato ricevere biglietti da altri delegati che volevano la Giordania nelle loro alleanze e quale sorpresa ancora maggiore è stato conoscere ragazzi provenienti da tutta la Puglia durante gli unmoderated caucuses (comitati elettorali non moderati, ndr), i momenti in cui potevamo parlare con maggiore libertà tra di noi, tutti molto simpatici. Che dire poi dei viaggi in pullman, resi sicuramente più divertenti dai ragazzi della mia scuola e di altre scuole di Manfredonia? Per cui, a chi mi chiede se è valsa la pena di svegliarsi presto la mattina, vestirsi in maniera impeccabile, prendere il pullman ancora prima dell’alba e rincasare solo la sera sul tardi, e tutto questo per tre giorni di fila, io dico che sì, ne è valsa la pena. Consiglio a tutti i ragazzi di provare, anche a quelli che pensano di non avere tanta esperienza o di non essere abbastanza bravi: vivrete giornate fantastiche e molto edificanti. Chissà che poi, partecipando ad Imun e a Nhsmun, non si decida di intraprendere la carriera da delegato! Non vedo l’ora di rivivere questi momenti il prossimo anno.

Anna Salinari -5A- Liceo Scientifico
Forza, coraggio, tenacia, soddisfazione, confronto. Tutto quello che un ragazzo cerca nella sua quotidianità per essere motivato a dare di più, è stato l’emblema di questo incontro. Quel “di più” che ci permetterà nella vita di non accontentarci ma di inseguire i nostri sogni, sebbene molte volte sembrino delle porte blindate o vie senza uscita.

Leonardo D’Ardes -5A- Liceo Classico
Imun è una grande opportunità per mettere alla prova se stessi, per coniugare cultura e divertimento, ma anche per incontrare nuovi ragazzi e costruire nuove amicizie. Se mi richiedessero di parteciparvi nuovamente, io risponderei “sì, assolutamente ne vale la pena!

Alessandra Bisceglia -3B – Liceo Classico
Imun Bari è stata un’esperienza fantastica, che ha di sicuro superato le aspettative. Prima di partire pensavo a quanto sarebbe stato difficile alzarsi cosi presto la mattina e restare in commissione per otto ore, ma dopo il primo giorno superata la timidezza iniziale, ho fatto alcuni interventi, ho cercato di stipulare alleanze con altri paesi e mi sono veramente divertita. Inoltre ho conosciuto persone veramente fantastiche che hanno reso il tutto ancora più bello. Tornata a casa l’ultimo giorno, rimpiangevo già i giorni passati; non vedo l’ora di poter rivivere questa esperienza a New York!

Paolo Fabiano – 5A – Liceo Classico
Al nostro arrivo siamo stati accolti dalla simpatia di una volontaria Fabiana Ermete e da due madrelingua statunitensi, i quali fin da subito si sono resi disponibili a qualsiasi tipo di domanda. È stato molto suggestivo ritrovarsi in una sala con altri cento ragazzi, mai visti prima, e dover confrontarsi con loro in lingua inglese e riguardo ad un argomento complesso e delicato: i richiedenti asilo. Devo ammettere che inizialmente è facile sentirsi fuori luogo dato che tutto appare nuovo, ma è altrettanto facile ambientarsi ed entrare nel vivo della diplomazia. Nuovo è il modo di vestirsi, rigorosamente in abito formale, e nuovo è il modo di comunicare. Per me Imun è stato sia una grande vittoria sia una bellissima esperienza. Grazie ad Imun ho superato una delle mie più grandi paure: il discorso pubblico. Non avrei mai immaginato che sarei riuscito ad intrattenere un discorso al microfono, per lo più in lingua inglese, di fronte ad un pubblico di cento ragazzi mai visti prima. Imun mi ha lasciato soprattutto un bagaglio culturale di un valore immenso dato che sono venuto a conoscenza di nazioni, usanze e costumi fino ad allora a me sconosciuti. Grazie ad Imun sono nate nuove amicizie che sicuramente continueranno tramite social network e non solo.  Per partecipare ad Imun o NHSMUN (simulazione che avverrà a NY) ci vuole prima di tutto una conoscenza della lingua inglese, la voglia di lavorare e la capacità di sostenere un discorso pubblico ed inoltre vorrei specificare che per coloro che hanno problemi economici e/o tramite i risultati scolastici conseguiti sono previsti dei contributi finanziari a parziale o totale copertura dei costi attraverso borse di studio. Io stesso per partecipare a questo progetto ho ottenuto una copertura parziale. Noi tutti abbiamo sostenuto un test, sia orale sia scritto, e durante le vacanze natalizie siamo stati impegnati nello scrivere un position paper (un testo in cui si tratta uno specifico problema inerente allo stato a noi assegnato) in lingua inglese. Infine voglio ringraziare tutti coloro che hanno fatto sì che questo progetto si realizzasse, dalla prof.ssa Silvia Valente che ci ha presentato il progetto, alla prof.ssa Rossella Angelillis che è stata sempre presente con noi in questi giorni a Bari.

Marilea Di Padova  I.T.E. “Toniolo” classe 2°
É stata un’esperienza costruttiva. Ti fa capire che nel tuo piccolo magari, non vieni toccata abbastanza dagli eventi mondiali che ci colpiscono giorno dopo giorno. Per di più ci da la possibilità di migliorare la lingua, e di confrontare le nostre idee con ragazzi provenienti da tutta la Puglia, sulla tematica scelta, sotto tutte le sue sfaccettature. É un’esperienza che ci apre la mente, e che consiglio di fare a molti altri dopo di noi.

Giovanna Titta – 3 A – Liceo Classico

Questa esperienza, oltre a permettermi di mettere in pratica le mie conoscenze della lingua inglese, mi ha dato la possibilità di sentirmi maggiormente cittadina del Mondo e di cimentarmi nell’utilizzo di quegli strumenti della diplomazia assembleare che consentono l’esercizio della difesa dei nostri valori e dei nostri ideali attraverso la discussione e il confronto, sempre corretto e leale, con chi, su questioni che appassionano le varie rappresentanze diplomatiche, potrebbe anche non pensarla in maniera uguale ai suoi interlocutori e non condividere le loro soluzioni rispetto a taluni problemi. Durante il corso di questa splendida esperienza mi sono sentita particolarmente presa dai suoi processi e dalle sue dinamiche ed ho iniziato ad osservare la realtà con occhi diversi, con occhi che adesso tendono a spaziare al di fuori dei confini della mia piccola comunità e ad osservare da una prospettiva molto più ampia e generale le problematiche internazionali e le loro diverse e interessanti implicazioni. Ho appreso tantissime informazioni utili per la mia crescita e la mia formazione culturale, ma, cosa più importante di tutte, ho imparato che il confronto e il dialogo, fondati sul reciproco rispetto, ci consente non solo di comprendere le ragioni dell’altro, bensì di arricchire noi stessi di un patrimonio di conoscenze ed esperienze che si forma proprio grazie a quell’incontro.

Mariantonietta Di Sabato

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