Mercoledì 1 Febbraio 2023

“L’Ospedale di Manfredonia non chiuderà” ribadiscono i sindacati del comparto sanitario di Manfredonia

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Il 18 febbraio la Commissione speciale sanitaria del Comune di Manfredonia presenterà in Consiglio la “proposta” per la salvaguardia dei Servizi socio-sanitari del territorio

I Sindacati CISNAC, USPPI, FSI, FIALS e UGL di Manfredonia hanno indetto un’assemblea il 13 febbraio che si è tenuta nella sala riunioni del Consultorio (distretto ASL) per fare il punto sulla situazione del “piano di riordino regionale”. Hanno partecipato all’incontro infermieri, ausiliari e manutentori, assenti ingiustificati i “dirigenti”, un paio hanno fatto capolino in adunanza per ascoltare le ultime. Hanno aderito all’iniziativa la “Commissione sanitaria del Comune di Manfredonia”, costituita da poco più di un mese, che sta lavorando per definire una “proposta” da presentare in Regione per la difesa dei Servizi sanitari del nostro territorio. Il documento verrà approvato in Consiglio comunale, giovedì prossimo 18 febbraio, e sarà aperto alla cittadinanza. I membri della commissione, invitati dai sindacati, hanno esposto le loro opinioni e perplessità sul nuovo “piano di riordino regionale”, denunciando una situazione alquanto anomala e paradossale. Infatti l’avv. Michele La Torre asserisce che “si sta lavorando al buio perché non è dato modo di conoscere il succitato Piano di riordino tenuto in segreto dalla Regione Puglia e dal Ministero alla salute Lorenzin. Nonostante ciò la Commissione speciale comunale ascoltate le parti sociali, i sindacati, l’associazione dei pensionati e gli operatori sanitari è pronta a definire la propria “proposta” di riorganizzazione del sistema dei servizi sanitari territoriali che ci si auspica venga presa in considerazione dal governatore Emiliano”. Anche Cristiano Romani (FI) e Gianni Fiore (5 stelle), membri della commissione comunale, prendono la parola, manifestando le proprie perplessità su quanto potrebbe abbattersi sul Presidio Ospedaliero di Manfredonia, affermando che le uniche certezze sono le normative più volte menzionate dal commissario straordinario dell’Asl di FG, Vito Piazzolla, da cui il nuovo “piano di riordino” non può prescindere ovvero: il Decreto 70/2015, le leggi comunitarie e la recente legge di stabilità (finanziaria) approvata a fine anno 2015. Proprio quest’ultima fissa ulteriori paletti sul rispetto del pareggio di bilancio e la ridefinizione delle Aziende sanitarie se entro tre anni non risaneranno eventuali deficit pari al 10% della differenza tra costi e ricavi o comunque superiore a 10 milioni di euro. Damiano D’Ambrosio, anch’egli membro della commissione comunale, sostiene che “seppur i Piani di rientro regionali debbano rispettare le disposizioni restrittive della normativa sulla spendig review nazionale non possono, comunque, esser calati dall’alto senza tener presente le necessità e le esigenze dei comuni interessati”. Chiude il dibattito il vice presidente del Consiglio regionale, l’avv. Giandiego Gatta, sostenendo che “secondo luminari della medicina, il territorio di Capitanata, unico in tutta la nazione per le proprie caratteristiche orografiche, potrebbe disporre, nell’ambito della propria rete di Servizi sanitari, dei PORR Presidi Ospedalieri di Rilievo Nazionale che rispondono precipuamente alle esigenze di un territorio complesso come quello dei Monti Dauni e di quelli del Gargano. Quindi il “San Camillo” dovrebbe essere una struttura di primo di livello e non di base come lo è attualmente a seguito del ridimensionamento e del declassamento avvenuto nell’ultimo quinquennio”. La “politica” e il management sanitario “responsabile e capace” potrebbero chiedere una deroga affinché si possano organizzare i PORR previsti dalla legge nel territorio di Capitanata. Ciò che si teme possa avvenire con la definizione del Piano di riordino regionale disposto dal Ministro Lorenzin è il possibile declassamento a struttura di base del PO di San Severo e di Cerignola, mentre quello di Manfredonia dovrebbe rimanere inalterato. Secondo i sindacati la soluzione a tutti i mali dovrebbe essere: la costituzione di una Rete di servizi costituiti dai Presidi Ospedalieri di base “satelliti” (Manfredonia, Lucera, San Severo e Cerignola) che dovrebbero ruotare attorno al Presidio- madre -centrale (OORR di Foggia) che offre, invece, servizi specialistici di eccellenza. E’ finito il periodo di vacche grasse, non si possono più avere tanti ospedali che fanno un po’ di tutto. Invece sarebbe meglio potenziare qualche reparto del PO di Manfredonia che ha i “conti” e i “dati” apposto, sacrificando quello più debole e deficitario.

Invitiamo la cittadinanza a seguire la vicenda nel prossimo incontro che si terrà giovedì 18 in Sala consigliare quando verrà presentata la “proposta” dalla commissione speciale sanitaria del Comune di Manfredonia per sostenere i Servizi socio-sanitari del nostro territorio.

Grazia Amoruso

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Commenti

  • sindacati…???che c’entrano con la salute???secondo me hanno fiutato qualcosa,,,

    partito della zappa 14/02/2016 22:35 Rispondi
  • aaaaaah…. i sindacati…

    Il giusto 14/02/2016 15:27 Rispondi
  • Manfredonia si cura da sola………………..meno male che ci sono gli infermieri….senza loro già eravate kaputt…..e spero che si chiuda come vuoi tù e sarà kaputt per tè e la città vedrete!!!

    bertotto 14/02/2016 14:34 Rispondi
  • sindacati valgono ZERO. ora si svegliano?
    Sicuri che non vogliono accorpamento con Cerignola per avanzare nella carriera?

    MA FATECI IL PIACERE: FATE GLI INFERMIERI NON I POLITICANTI

    Manfredonia SI CURA DA SOLA 14/02/2016 12:48 Rispondi

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