Lunedì 22 Luglio 2024

L’ospedale di Manfredonia in competizione con Cerignola e San Severo trattativa tra declassamenti e ridimensionamenti

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Restano ancora accesi i riflettori sull’Ospedale di Manfredonia il cui futuro è nelle mani del governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, che proprio una settimana fa nella Commissione sanitaria ha discusso con i dirigenti sanitari dei distretti delle province pugliesi il nuovo Piano di riordino della “rete” dei servizi socio-assistenziali e sanitari. Da una prima analisi della bozza i servizi di Capitanata dovrebbero essere ridotti, passando da cinque Presidi Ospedalieri a quattro. L’Ospedale Riuniti di Foggia (hub), P.O. di secondo livello, erogherà servizi di eccellenza, alla cui rete assistenziale si assoceranno i Presidi Ospedalieri di base: Manfredonia (invariato), San Severo e Cerignola (declassati), mentre quello di Lucera si trasformerà in struttura di Comunità H24 che offrirà solo servizi ambulatoriali. A fronte del tentativo di declassamento dei due Presidi Ospedalieri di Capitanata, le comunità di San Severo e di Cerignola sono scese in piazza per manifestare, a gran voce, il loro dissenso. Tale ri-organizzazione è il risultato matematico e ragionieristico scaturito dall’applicazione dei dettami della recente legge di stabilità, della Direttiva europea n. 161/2014 (sui turni e i riposi lavorativi) e del Decreto Ministeriale n. 70/2015 che fissa i parametri di riferimento in base ai bacini d’utenza e alle diverse discipline da rispettare. Lo standard nazionale prevede 3,7 posti letto per mille abitanti, quindi la Capitanata potrà avere 655 posti letto distribuiti tra i Presidi Ospedalieri di base. Quello di Manfredonia potrebbe mantenere i suoi 156 posti letto e aumentarli con l’attivazione della lunga degenza (in sostituzione di Ginecologia). Secondo il nuovo Regolamento per gli Standard Ospedalieri, progettato nel 2012 dal ministero di Renato Balduzzi, i Presidi Ospedalieri di base dotati di Pronto Soccorso devono avere le seguenti specialità: Medicina interna, Ortopedia, Chirurgia generale, Anestesia e servizi di Radiologia, Laboratorio, Emoteca. Quindi, il San Camillo potrebbe mantenere gli attuali reparti, mentre quelli di Gastroenterologia, Cardiologia e Pediatria (riconvertita in medicina dell’infanzia) dovrebbero rientrare nell’Unità Operativa di Medicina Interna per la prevenzione, la diagnosi e la terapia non chirurgica, garantendo quindi i servizi di tipo ambulatoriale. La Regione Puglia, nel ridefinire l’assetto della “rete” dei servizi sanitari, dovrà cercare di potenziare la “rete” dell’assistenza primaria, di quella domiciliare e di quella residenziale insieme alle istituzioni pubbliche, al privato sociale e alle associazioni di categoria. Il Comune di Manfredonia, dal canto suo, ha cercato, in questi ultimi tempi, di creare delle sinergie con l’ASL di Foggia per definire al meglio l’organizzazione dei servizi sanitari nel complesso e ampio territorio di Capitanata. Infatti la Commissione speciale comunale ha definito una “proposta” inviata ad Emiliano con l’auspicio che ne tenga conto nella stesura conclusiva del “piano di riordino regionale”. Il “Piano” definitivo verrà presentato lunedì 29 febbraio e solo allora si conosceranno le reali sorti del “San Camillo” , quelle del “Tatarella” di Cerignola e del “Masselli Mascia” di San Severo. Tra tante leggi, regolamenti e numeri ci auguriamo che si cerchi di salvaguardare al meglio la “salute” dei cittadini da non considerarsi come meri “numeri”.

Grazia Amoruso

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