Domenica 7 Marzo 2021

IL MANDRACCHIO di Lucio Dalla

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Sono partiti già da qualche mese i lavori per la sistemazione di Largo Diomede, il Mandracchio, “u mandracchie”; termine usato nel linguaggio marinaresco per individuare uno specchio d’acqua limitato e ben riparato, simile a una piccola darsena, ricavato in un porto e destinato al ricovero di imbarcazioni di piccole dimensioni. Il rifacimento della piazza rientra in un progetto chiamato “Parco Lama Scaloria” del valore di circa 3,5 milioni d’euro. Un progetto di connessione tra mare, città e campagna, che parte dalla valle che proviene dalla montagna e s’insinua nel tessuto urbano, passando dal fossato Torre Santa Maria e percorrendo via delle Cisterne arriva al Pertugio del Monaco “u pertuse du moneche” che immette nel Largo Diomede. Progetto che terminerà sulla nuova Terrazza sul Mare. Un intervento necessario per sistemare quelle aree individuate dall’Autorità di Bacino della Regione Puglia ad alta pericolosità idraulica e per riqualificare un’area che diventerà un nuovo salotto sul nostro fronte mare. Ciò che rimane delle antiche mura, situate di fianco al Luc saranno riportate alla loro “originale” struttura e ai locali (oggi magazzini) posti sotto la piazzetta mercato, si cercherà (grazie alla negoziazione tra privati e pubblica amministrazione) di cambiare destinazione d’uso, da magazzini a locali commerciali. Largo Diomede che in passato ospitava le lunghe reti dei pescatori messe ad asciugare e a ricucire, fino alla metà del secolo scorso era lambita dalle acque del mare che arrivava sino alle mura antiche della città di Manfredi. Le barche erano attraccate fino all’attuale linea della strada. C’era anche una sorgente all’interno della spiaggia rocciosa, che scorreva fino al mare. Dopo i lavori Largo Diomede diventerà pedonale, grazie alla delocalizzazione del parcheggio auto in un’area sul porto già di proprietà dell’Amministrazione (di fianco alla sede dell’Autorità Portuale). Il LUC si aprirà sulla piazza, che potrà diventare teatro permanente per eventi e pubblica partecipazione, abilità permettendo dei nuovi gestori. Il completamento dei lavori di Largo Diomede sono previsti per il mese di luglio, più lunghi i tempi per la sistemazione della “Terrazza sul mare”, pronta (si spera), entro fine d’anno. Una lingua di terra di demanio marittimo sulla quale è competente l’Autorità Portuale e sulla quale insiste una concessione privata. Un luogo, nelle intenzioni dei progettisti, che diventerà uno dei punti strategici e più visitati della città, dove si è pensato di collocare una statua di Lucio Dalla, proprio com’è stato fatto a Milano in occasione dell’Expo. Una statua dove farsi immortalare di fianco al nostro Lucio, con lo sfondo dello splendido scenario del nostro porto e dei suoi pescherecci. L’autore della famosa statua di bronzo, voluta all’Expo da Sgarbi, è stata realizzata dal siciliano Carmine Susinni che per due mesi l’ha concessa al comune di Bologna riportando uno straordinario successo di consensi e di pubblico. Bologna l’avrebbe tenuta per sempre ma il suo costo, 100 mila euro, è una cifra notevole e non alla portata nemmeno per una città importante come il capoluogo emiliano. L’autore siciliano è stato ospite, non troppo tempo fa, dei vertici del nostro governo cittadino facendo un sopralluogo sulla costruenda terrazza che dovrebbe ospitare il nuovo monumento. Se l’arte di Susinni non se la può permettere Bologna se la potrà permettere Manfredonia? Qualche “compaesano”, fan sfegatato e che ha a cuore la memoria di Dalla è ottimista al riguardo. Non sarebbe una cattiva idea se i beneficiari della milionaria eredità del cantautore donassero a Bologna e a Manfredonia e, perché no, alle Isole Tremiti una statua del loro “amato” parente, sarebbe un atto di straordinaria riconoscenza di chi li ha resi ricchi per generazioni. In mancanza di quest’atto d’amore sarebbe bello se a realizzare l’opera fosse un manfredoniano, sicuramente più economico non necessariamente meno bravo dell’ormai famoso Susinni. Pensiamo a Vairo, autore del monumento al pescatore, a Tretola, a Troiano così come sicuramente ce ne saranno altri, altrettanto validi. Un bando riservato a soli artisti manfredoniani, sarebbe originale, non sappiamo se fattibile. Cambierà il volto di Largo Diomede, dedicato al leggendario Dio della mitologia greca, fondatore di Siponto, eroe della Giustizia e molto probabilmente cambierà anche il nome della nuova Piazza a beneficio dell’eroe della musica leggera dei nostri tempi, Lucio Dalla, che nel 1971 pubblicò sulla copertina di un suo disco, una foto del Mandracchio di Manfredonia, luogo in cui visse gli anni più belli della sua giovinezza.

Raffaele di Sabato

Foto in anteprima di Matteo Nuzziello

  

 

IL MANDRACCHIO DI MANFREDONIA

 

Redazione R.
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