Mercoledì 23 Giugno 2021

Coppa Nevigata: prosegue con successo la Campagna di Scavi Archeologici 2018

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Ai margini del Gargano, a pochi metri dal corso del fiume Candelaro che segna il confine tra lo sperone ed il Tavoliere delle Puglie, sorge Coppa Nevigata. Il sito preistorico, che assieme alle grotte Scaloria suggella la ricca presenza di testimonianze preistoriche nel territorio di Manfredonia, è in queste settimane protagonista di una nuova campagna di scavi che proseguirà fino al 6 ottobre. A portare avanti le ricerche presso il sito è stato un trasversale gruppo di giovani archeologi delle università “La Sapienza” di Roma, Foggia e Bari. Il gruppo, composto da studenti triennalisti, iscritti alla magistrale in Archeologia e dottori di ricerca, è stato seguito dal prof. Alberto Cazzella, docente dell’Università “La Sapienza” di Roma storicamente ed indissolubilmente legato al sito, dal prof. Maurizio Moscoloni, esperto di preistoria e protostoria e docente presso l’ateneo romano, e dalla prof.ssa Giulia Recchia, ricercatrice da anni impegnata nelle ricerche sul sito archeologico nonché docente di Paletnologia all’Università di Foggia. La campagna di scavi ha riguardato aree del sito (saggi) non indagate da diversi anni. Coppa Nevigata, nella zona interna della riviera sud, è un sito sconosciuto ai più; i manfredoniani ne sentono parlare raramente anche a causa della non fruibilità del sito, non semplice da raggiungere.  La stratificazione dell’area archeologica testimonia un insediamento prolungato a partire da una fase iniziale neolitica. La dinamica economia del sito palesa la presenza di genti che praticavano la raccolta di molluschi. L’area di Coppa Nevigata risulta occupata anche nel corso dell’età del Bronzo, con la ricca presenza di ceramica indicante lo strettissimo rapporto che il sito ebbe con l’Egeo, sottolineando i contatti tra le coste pugliesi e l’area egeo-balcanica. Il sito archeologico risulta occupato ancora agli inizi dell’età del Ferro con attestate tracce di metallurgia. L’insediamento di Coppa Nevigata, inserito nel contesto paesaggistico di tipica zona lagunare, era munito di un importante sistema difensivo in pietrame a secco. Il sito è noto anche per l’estrazione della porpora dai murici (i nostri “caperroni”) e per la spremitura delle olive, prodotto da sempre legato ai nostri territori. La speranza è che, nell’interesse della collettività locale e del recupero della sua memoria storica, Manfredonia non si dimentichi di sostenere progetti di ricerca del nostro territorio, soprattutto oggi che il parco archeologico sipontino “Le Basiliche” è diventato il più visitato parco archeologico di Puglia, ricordandoci quanto l’archeologia e la ricerca possano giocare un ruolo strategico nella riscoperta di un territorio e nella consapevolezza che questo ha di sé stesso.

Antonio Marinaro

 

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