Giovedì 18 Luglio 2019
Giornale a Casa

Movimento 5 stelle: Riccardi ed il suo/nostro dissesto finanziario

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Il sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi con la solita millanteria, che tracima nella boria e nella spacconeria, respinge l’allarme ‘dissesto finanziario’ del Comune da lui amministrato a trazione PD, nemmeno dopo il monito della Corte dei Conti all’esito del secondo monitoraggio del Piano di Rientro 2017/2019 relativo al primo semestre 2018. Anzi, in un rigurgito di rispetto istituzionale, che egli ha rispettato poche volte, si permette anche di stigmatizzare il comportamento di alcuni consiglieri di minoranza che, stanchi della solita superficialità, si sono risparmiati l’ascolto di parole vacue e monotone, abbandonando l’aula consiliare e lasciando il primo cittadino alla sua recita con la fedelissima claque.

L’esame della magistratura contabile conferma che l’azione di risanamento avviata dall’Ente procede sempre più in salita, tant’è che “la situazione di cassa risulta sensibilmente peggiore di quella prevista nel Piano di Rientro e di quella effettiva riscontrata precedentemente. La carenza di liquidità ammonta ad euro 13.578.638,09 anziché a 7.267.590,06. L’obiettivo previsto risulta, dunque, molto lontano e la carenza di cassa sensibilmente peggiore di quella attesa (+86,84% rispetto alle previsioni). In sostanza, il Comune di Manfredonia non ha finora realizzato gli obiettivi intermedi stabiliti nel Piano di Rientro e ha ulteriormente peggiorato la già critica situazione iniziale. L’obiettivo finale risulta sempre più difficile da raggiungere. Questa conclusione è condivisa dai Revisori e dal Dirigente del servizio finanziario”.

Al contrario, la prospettiva della bancarotta, sempre più incombente sulle teste dei nostri concittadini, impressiona tutta la minoranza che, nella seduta di consiglio comunale di martedì 30 ottobre, con all’ordine del giorno la sola presa d’atto del documento depositato a fine settembre dalla magistratura contabile, ha rappresentato univocamente questo timore, accresciuto dalla ostinazione con cui il primo cittadino sta guidando una nave in falla verso l’inevitabile affondamento con le conseguenze drammatiche per la comunità.
“Dalla relazione dell’assessore al bilancio Dorella Zammarano non è emersa soluzione alcuna. Ed anzi, la stessa è parsa consolata dal fatto che altri Comuni versino nelle stesse condizioni di Manfredonia. Purtroppo, per noi -dichiara il consigliere Massimiliano Ritucci- il mal comune non è affatto mezzo gaudio e comunque sia non è come dice l’assessora: ad esempio Vieste, col suo Piano di Rientro, sta raggiungendo il rientro. A Manfredonia, in un anno il debito è passato da 11 milioni di euro a oltre 13 milioni e mezzo, attestando un solo dato, l’incapacità da parte di chi ci sta amministrando. Oltretutto si dà la colpa agli uffici, alla carenza di personale, alla farraginosità nel recupero delle somme in entrata, giustificazioni banali e al quanto riduttive. I bilanci continuano ad avere dei pareggi tra entrate e uscite solo sulla carta, perché di fatto il Comune di Manfredonia è già in dissesto finanziario in quanto le spese fisse e obbligatorie sono superiori alle entrate e per nascondere questa realtà si continuano ad inserire voci di entrate inesistenti che portano inesorabilmente a fine di ogni anno ad un aumento consistente del debito complessivo”.
“Questa maggioranza – incalza il consigliere 5Stelle Ritucci – non è più credibile. Eppure di tempo ne ha avuto per dimostrare di sapere e poter raggiungere qualche risultato, anche valutando le nostre proposte puntualmente ignorate perché l’unico obiettivo che si vuole raggiungere è arrivare a fine mandato per lasciare la patata bollente a chi verrà dopo. La soluzione di spalmare il debito in più anni non servirebbe a risolvere il problema ma addirittura lo peggiorerebbe perché il debito che produce il Comune annualmente è superiore alla somma che potenzialmente andrebbe ad incassare con la nuova ridistribuzione delle entrate del Piano. L’unica soluzione per fermare questa emorragia è il commissariamento, che farebbe emergere il vero indebitamento del Comune e denuncerebbe i responsabili di eventuali illeciti e danni erariali. Solo dopo si potrà iniziare a parlare di un reale Piano di Rientro”.
“Ci aspettavamo almeno oggi una presa di coscienza, ma si è assistito alla solita sceneggiata. Il nostro Comune è una barca che affonda ed è già sotto la linea di galleggiamento – aggiunge Gianni Fiore – eppure non si sta facendo nulla di serio, concreto e deciso per rimediare. Dai parcheggi pubblici non si incassa un solo euro, il mercato ittico continua a restare chiuso…le spese sono più delle entrate. La Corte dei Conti ha chiesto più volte la rimodulazione del Piano di Rientro, ma non si riferiva ad un allungamento del periodo, ma alla sostituzione delle poste inserite nel Piano che sono risultate essere difficili da incassare e in alcuni casi impossibili perché sono somme prescritte con conseguente danno erariale. Se le spese certe sono maggiori delle entrate certe bisognava porre immediatamente rimedio per poi pensare a risanare il debito, invece siccome nulla è stato fatto in tal senso ogni anno il debito aumenterà inesorabilmente. Per questo diciamo che chi ha contribuito alla creazione di tale situazione deficitaria così grave non può essere lasciato ancora al posto di comando dopo aver dimostrato con questi due monitoraggi di essere in grado solo di peggiorare le cose e non di migliorarle. Noi continuiamo a chiedere le dimissioni e siccome non le darete, speriamo che siano gli organi competenti a dire basta. Liberate questa città dai vostri tentacoli”.

Quindi, cittadini, i fatti sono questi. Decidete se seguire ancora il maligno pifferaio, ma attenti, il burrone è vicino.

MOVIMENTO 5 STELLE MANFREDONIA

Redazione R.
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Comunicati · News · Politica

Commenti

  • 4 gatti che porteranno prima il Comissario e quindi Energas come ha fatto Giggino con la Tap

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    Avatar Ridicoli 5 stelle 02 Novembre 2018 alle 09:34 Rispondi

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