Martedì 20 Agosto 2019
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Operazione “Chorus”: eseguite sedici ordinanze di custodia cautelare. Lo Stato risponde con fermezza a seguito dei recenti episodi delittuosi (video)

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Alle prime ore dell’alba, tutte le Forze di Polizia operanti sul Territorio – Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza – hanno eseguito congiuntamente numerose ordinanze di custodia cautelare richieste ed ottenute dalla Procura della Repubblica di Foggia, nell’ambito di complesse e separate attività di indagine coordinate dal medesimo Ufficio inquirente.

 

L’operazione costituisce il segno eloquente della presenza ferma, rapida ed efficace della “Squadra Stato”, in tutte le sue componenti presenti sul Territorio; in particolare, l’attività ha determinato complessivamente l’arresto di sedici soggetti, ritenuti gravemente indiziati di reati quali tentato omicidio, detenzione di armi, tentata estorsione, incendi, rapine, detenzione di esplosivi.

 

Nel dettaglio, nei Comuni di Foggia e Vieste, i Carabinieri del Comando Provinciale di Foggia hanno dato esecuzione a tre ordinanze di custodia cautelare, nei cinque persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di fabbricazione e detenzione, di ordigni esplodenti rapine aggravate, porto e detenzione illegale di armi. Nello specifico, i Militari hanno eseguito:

  • due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre soggetti, COLUCCI Vincenzo, cl. 99, PEREKHODKO Sergio, c1.98, e CARBONE Pasquale, cl 97, gravemente indiziati di reati predatori caratterizzati da particolare violenza e spregiudicatezza. Vengono contestati i reati di rapina aggravata e possesso di armi comuni da sparo in concorso, con riferimento a due rapine ai danni di altrettanti esercizi pubblici della città, il 25 aprile 2016 presso il bar “Terzo Millennio e il 29 novembre 2017 presso una tabaccheria di viale Leone XIII;
  • un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, nei confronti di NOTARANGELO Michele, cl. ’96, e PINTO Michele, cl. ’95, gravemente indiziati dei reati di possesso illegale di micidiale materiale esplodente per conto del clan di riferimento. L’ordinanza costituisce l’esito in sede cautelare delle indagini iniziate lo scorso 17 settembre, allorquando i Carabinieri di Vieste arrestarono in flagranza l’incensurato NINNI Pasquale, cl. ’93, sorpreso a custodire cinque micidiali ordigni esplosivi di fabbricazione artigianale, del peso di due chilogrammi ciascuno. In particolare, le attività di indagine intraprese successivamente all’arresto del NINNI determinavano l’acquisizione di elementi probatori tali da delineare le responsabilità dei predetti soggetti, per conto dei quali il NINNI deteneva illecitamente il materiale esplosivo.

Nel Comune di Foggia, personale appartenente alla Polizia di Stato ha dato esecuzione a sette misure applicative di custodia cautelare, emesse dal Gip di Foggia nei confronti di altrettanti soggetti, per i reati di incendio, tentata estorsione, detenzione di armi.

In particolare, quattro misure cautelari in carcere sono state eseguite per i reati di detenzione e porto di armi nei confronti di DI FIORE Aleandro, nato a Foggia classe 1981; DI FIORE Raffaele nato a Foggia classe 1965; PERDONO’ Vito Francesco, nato a Foggia classe 1990; e DELL’ANNO Raffaella nata a Foggia classe 1987. Le relative attività di indagine scaturivano dal tentato omicidio verificatosi in data 21.10.2018, allorquando il DI FIORE Aleandro, addetto alla sicurezza della discoteca “Domus” sita a Foggia, con un’arma da fuoco esplodeva alcuni colpi di pistola cal. 7.65 all’indirizzo di un giovane ragazzo, attinto alla testa. Le indagini esperite determinavano l’arresto in data 22.10.2018 di CONSOLE Renato, nato a Foggia classe 1990, amico del predetto DI FIORE Aleandro e trovato in possesso di un numero rilevante di armi. Le successive attività di indagine consentivano di ricondurre la disponibilità di detto arsenale al DI FIORE Aleandro, nonché di contestare la detenzione di armi anche a carico di DELL’ANNO Raffaella, DI FIORE Raffaele e PERDONO’ Vito, quest’ultimo arrestato in flagranza di reato in quanto trovato in possesso di altra arma clandestina cal. 7.65, munita i caricatore, con relative 6 cartucce del medesimo calibro. Tale arma, peraltro, a seguito di accertamenti effettuati da personale della polizia scientifica, risultava essere quella utilizzata dal DI FIORE Aleandro per consumare il predetto grave ferimento.

Una ulteriore ordinanza di custodia cautelare eseguita dalla Polizia di Stato attiene invece a gravi atti di intimidazione posti in essere ai danni di esercizi commerciali del Comune di Foggia, la friggitoria “Mordi e gusta” e la profumeria “Gattullo”, destinatari rispettivamente di due atti incendiari e di un danneggiamento mediante l’esplosione di un ordigno. Segnatamente, con riferimento al danneggiamento della profumeria “Gattullo”, le indagini consentivano di ricostruire la responsabilità di MONTI Davide, nato a Foggia, classe 1994, quale soggetto che materialmente collocava il predetto ordigno. Attraverso un’analitica attività di indagine si accertava che il MONTI era solito frequentare il giovane Rocco MORETTI, nato a Foggia il 29.05.1997, figlio di Pasquale e nipote di Rocco, elemento di spicco della criminalità organizzata foggiana. L’attività investigativa svolta consentiva di acclarare che l’atto intimidatorio era da ricollegare ad una pretesa estorsiva riconducibile al giovane Rocco MORETTI che, dopo avere fatto collocare l’ordigno dal MONTI Davide, avvicinava la vittima, rivendicando la paternità del danneggiamento ed intimando alla stessa la corresponsione di una ingente somma di denaro.

In ordine agli incendi appiccati nelle date 04.01.2019 e 06.01.2019 ai danni della friggitoria “Mordi e gusta”, le indagini esperite, sviluppatesi attraverso attività di natura tecnica, acquisizione dei dati registrati dai sistemi di videosorveglianza e attività informativa, consentivano di giungere all’identificazione dell’autore delle intimidazioni, identificato in PROCACCINI Abramo, nato Foggia classe 1995.

Nel Comune di Foggia, i Militari della Compagnia della Guardia di Finaza di Foggia hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di:

  • BRUNO Gianfranco (alias “il primitivo”), di anni 40; elemento apicale della “società foggiana”, affiliato al c.d. “cla Moretti/Pellegrino”;
  • BRUNO Antonio, di anni 21; figlio di BRUNO Rodolfo, elemento apicale della “società foggiana”, assassinato, con modalità mafiose, in Foggia il 15.11.2018:
  • PISCITELLI Antonio Carmine, di anni 36;
  • RICCO Giuseppe, di anni 55; soggetto condannato, tra l’altro, per associazione a delinquere di stampo mafioso in quanto inserito nell’organigramma del sodalizio criminale facente capo al clan camorristico della famiglia PANICO e già “braccio destro” del capoclan Francesco operante nell’hinterland vesuviano della provincia di Napoli,

ritenuti gravemente indiziati dei reati di tentato omicidio, detenzione e porto di armi, ricettazione. L’operazione costituisce l’epilogo di una complessa e strutturata attività investigativa condotta dai militari del Nucleo Mobile della Compagnia di Foggia, coordinati da questa Procura della Repubblica. In particolare, le indagini svolte determinavano l’acquisizione di significativi elementi probatori in ordine all’ideazione e tentata esecuzione di un grave fatto di sangue, che sarebbe avvenuto, ad opera di un commando armato, alle prime luci dell’alba del 23.01.2019, nell’ambito presumibilmente della guerra fra clan rivali per il controllo delle attività criminali nella città di Foggia. In più occasioni, i Militari – unitamente a personale della Polizia di Stato – attuavano un capillare dispositivo finalizzato ad individuare ed intercettare il commando al fine di scongiurare l’omicidio pianificato. Nel prosieguo dell’azione repressiva, i Militari operanti, avuta contezza della dinamica dell’azione criminale che sarebbe stata posta in essere, all’esito di un ininterrotto servizio di osservazione, intervenivano prontamente, bloccando le due autovetture a borde delle quali erano sorpresi i tre componenti del commando, fra i quali il “killer” che avrebbe materialmente eseguito l’omicidio, pronti a compiere l’agguato. A bordo di una delle due autovetture era rinvenuta una rivoltella marca “SMITH & WESSON” con matricola abrasa, carica con sei cartucce calibro 44 Magnum, pronta all’uso ed i tre soggetti, ritenuti responsabili, venivano arrestati ed associati alla locale Casa Circondariale a disposizione della locale Autorità Giudiziaria. Lo sviluppo delle attività di indagine intraprese ed eseguite in mode incessante dagli organi inquirenti (Procura della Repubblica e Guardia di Finanza) consentivano di individuare il mandante dell’omicidio pianificato in BRUNO Gianfranco alias “il primitivo”, elemento di spicco del clan “Moretti/Pellegrino”, il quale con l’azione programmata intendeva vendicare il decesso del cognato BRUNO Rodolfo, colpendo a morte un elemento di spicco del contrapposto clan rivale dei “Sinesi/Francavilla”.

Le attività di indagine sinteticamente descritte certificano la risposta rapida ed efficace dello Stato, attività che proseguirà senza sosta, nel solco di un lavoro di squadra proficuo e destinato a generare fiducia nella Cittadinanza.

 

L’Ufficio Stampa del Procuratore della Repubblica

Il Magistrato delegato

Dr. Marco Gambardella

 

Redazione G.
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Capitanata · Cronaca · News

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