Lunedì 21 Ottobre 2019
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Regione, Comune e Coordinamento cittadino al lavoro per la Casa della Salute e dell’Ambiente

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Lo scorso 6 dicembre a Manfredonia è stata istituita la Casa della Salute e dell’Ambiente. A tale notizia i cittadini e le cittadine si sono chiesti quali fossero però gli obiettivi da affrontare. Questa mattina nella Sala Consiliare del Comune di Manfredonia a cercare di rispondere a tali interrogativi della popolazione sono stati il Dottor Giovanni Gorgoni , Responsabile Salute (ARES) e il Dottor Vito Bruno, Responsabile Ambiente(ARPA) della Regione Puglia insieme al Comune e ai rappresentanti del Coordinamento cittadino. Ad aprire il dibattito è stata la Prof.ssa Rosa Porcu, in rappresentanza del Coordinamento cittadino che ha ricordato quel 26 settembre 1976, giorno in cui nell’azienda Enichem, sita nella piana di Macchia, si è verificata la fuoriuscita di 10-30 tonnellate di arsenico, dopo pochi mesi dalla strage di Seveso. A differenza di Seveso però, Manfredonia ha vissuto una doppia umiliazione in quanto tutto questo è stato occultato, la gravità del fenomeno messa a tacere. Nel 2015 su proposta del Sindaco Angelo Riccardi inizia lo studio, la ricerca epidemiologica partecipata. I dati ricavati si riferiscono agli effetti causati dall’arsenico, all’aumento della mortalità. In tale indagine la popolazione rappresenta un valore aggiunto, in quanto viene coinvolta nella ricerca. Vengono somministrati dei questionari ai cittadini che poi hanno permesso l’elaborazione di un protocollo. Dagli studi emergono dati inquietanti, dal 1976 si verifica un aumento della mortalità per tumore polmonare, per malattie cardiache, oltre che un incremento di malformazioni congenite. Cosa fare? Come ridurre tale fenomeno? La Prof.ssa Rosa Porcu dichiara che per prima cosa occorre informazione e partecipazione, per poi affermare che “la criticità della salute è determinata dall’inquinamento, perciò ciò che richiediamo è bonifica e riqualificazione, monitoraggio, verifica delle opere di bonifica, fruibilità delle informazioni in riferimento alla bonifica. Manfredonia è un territorio ferito a morte e dimenticato, ma la Ricerca epidemiologica Partecipata, può rappresentare un modello, in quanto laboratorio politico nuovo. L’istituzione della Casa della Salute e dell’Ambiente rappresenta perciò la sintesi delle lotte cittadine dell’88/89 e del processo contro l’Enichem, iniziato da Nicola Lovecchio e dal Dott. Portaluri. E’ inoltre un modo per poter affermare la propria memoria storica, per aprire una porta per il futuro attraverso un progetto di rigenerazione, anche attraverso il coinvolgimento delle giovani generazioni. Occorre, infine, passare da un piano simbolico ad uno operativo”. A prendere la parola è stato anche il Sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi che ha affermato come sia necessario trovare la verità, perciò diviene fondamentale il dialogo con la città, affinché il Caso Manfredonia non sia più dimenticato e Manfredonia non più offesa ed ignorata. Il Dottor Gorgone ha espresso la propria condivisione alla partecipazione cittadina e ha illustrato che nel piano attività rientra l’ospitalità nei confronti di Manfredonia, oltre che di Brindisi, Taranto e Monopoli. Il piano prevede inoltre nel tema della salute una sorveglianza epidemiologica ad ampio spettro, non solo oncologica, l’indagine nei confronti dell’accesso di rischio nell’ambito delle malformazioni congenite. Vi è inoltre un altro punto che risulta però più complicato da attuarsi, lo studio di corte: ossia ripercorrere l’evoluzione della storia clinica di vari pazienti, iniziativa molto dispendiosa. Il Dott. Bruno ha fatto leva sull’espressione governance, attraverso un rapporto integrato tra ambiente e salute. E’ opportuno tradurre tutto ciò in attività concrete. “La Ricerca Partecipata utilizza una base scientifica e normativa. La partecipazione cittadina rappresenta un impegno, una maggiore consapevolezza, partecipazione ed una visione più ambientalmente sostenibile“- continua il Dottore.

E’ opportuno passare, infatti, dalla denuncia alla consapevolezza e considerare come il miglioramento della sensibilità normativa, così come della tecnologia possa rappresentare un vantaggio. Il Dott. Bruno ha inoltre considerato gli obiettivi dei manfredoniani ambiziosi, al che la Prof.ssa Porcu è intervenuta dichiarando “l’Italia è inquinata, ma qui c’è una realtà particolare, rafforzata dall’esperienza della Ricerca Partecipata. I nostri obiettivi non sono perciò ambiziosi, ma basic. Voi dovete essere con noi!” Il tavolo di lavoro si è concluso con l’auspicio di nuovi incontri, durante i quali poter lavorare ed operare concretamente in sinergia per permettere alla città di riacquisire la propria dignità, per troppo tempo oltraggiata.

Angela la Torre

Redazione M.
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