Giovedì 22 Agosto 2019
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Si conclude la 15^ edizione del Festival di Teatro delle Scuole con la DAM

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Si è concluso ieri sera presso il Teatro Comunale Lucio Dalla di Manfredonia la 15^ edizione del Festival di teatro delle scuole “Con gli occhi aperti”. Per suggellare tale evento Bottega degli Apocrifi ha ospitato  la DAM (Diesis Accademia Musicale) di Manfredonia, in quanto teatro e musica sono due delle componenti imprescindibili della Compagnia.  A guidare i giovani artisti dell’Accademia Musicale sono stati Alessandra Facchiano, Cristina Bisceglia, Davide Gentile, Giuseppe Pinto, Marco Marasco, Marco Tricarico, Maria Teresa Chiarenza, Matteo Fioretti, Matteo Grieco, Raffaella Palumbo e Silvio La Torre. Il progetto conclusivo dell’anno accademico 2018/2019 ha visto la partecipazione di giovani e giovanissimi talenti del panorama musicale locale. L’evento è iniziato con una reinterpretazione scritta e diretta dal Maestro Matteo Fioretti, del romanzo distopico di George Orwell 1984 ritenuto ancora oggi di un’attualità disarmante. Il docente si è servito dell’arte del sounpainting e della conduzione chironomica per dirigere la DAM Alternative Orchestra. Il soundpainting è un metodo di composizione instantanea creato a partire dagli anni ’80  elaborato dal compositore newyorkese Walter Thompson. Si tratta di un linguaggio composto da 750 gesti tramite i quali il conduttore indica ad un ensemble di eseguire un certo tipo di azione, attraverso pertanto la conduzione chironomica, dal greco chéir, cheiròs=mano. Diverse le suggestioni capaci di colpire i sensi tipici di un’orchestra viva, in azione che ha fatto proprie non solo le componenti della musica, ma anche del movimento, della parola, del teatro, della fotografia e delle arti pittoriche. Mentre si “porta in vita e non in scena” l’opera – come direbbe il drammaturgo Marco Martinelli, sul proscenio una tela su un cavalletto progressivamente si tinge di nero, di rosso, di verde. “La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza” questo uno degli slogan divenuto più famoso dell’opera di Orwell, ripetuto e scandito dai giovani artisti con ritmi e tonalità differenti durante l’esibizione. “L’ignoranza è forza” scriveva Orwell nel 1949. Si possono scorgere in queste frasi delle analogie con i tempi odierni? Di certo, perché “un popolo ignorante è più semplice da ingannare”. Al termine della musica di insieme il dipinto è terminato. Un grande occhio domina sulla città. “Big Brother is watching you” (il Grande Fratello ti guarda) questa un’altra frase che identifica il capolavoro di George Orwell. A conclusione della performance il maestro Matteo Fioretti dichiara come lo scopo di questa sperimentazione sia quella di stimolare il pensiero critico, attraverso la cooperazione, la condivisione, in opposizione ai tempi che corrono che ci vogliono divisi, in quanto la musica è un linguaggio universale. Lo spettacolo è proseguito con l’esibizione del  laboratorio di propedeutica in cui la piccola essemble ha cantato “Viva la libertà” di Jovanotti e “L’altalena” canzone realizzata da una scuola di Trento contro il razzismo che si è conclusa con un’interpretazione nella lingua dei segni. La serata è terminata con una sessione di live performarce durante la quale 10 band si sono alternate sul palco interpretando vari brani del panorama nazionale ed internazionale, da Carmen Consoli, a Sheryl Crow,  Dusty Springfield, a Morgan, a No doubt, ai Jet, ai Pearl Jam, a Fabrizio De André, a Cream, per concludere con un grande classico della musica italiana di tutti i tempi: Generale di Francesco De Gregori.

 

Angela la Torre

Redazione G.
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