Domenica 25 Settembre 2022

“A scuola di legalità”: non solo riflessioni ma anche tanta voglia di riscatto

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Il tema della legalità è ormai presente ovunque nei talk show televisivi, nei social network e non ultimi nelle scuole e nelle parrocchie. Recentemente la Chiesa “Sacra Famiglia” si è fatta promotrice di un evento significativo mossa dall’incipit dell’arcivescovo padre Franco: “Manfredonia Ri-alzati”, scuotendo le menti della cittadinanza che si deve svegliare dal lungo torpore. Basta con l’omertà! A Manfredonia, l’Arcidiocesi, guidata da padre Franco, educa quotidianamente al rispetto reciproco e alla legalità. Alcuni giovani di Capitanata guidati dall’ARCI Travel di Stornara (ente capofila) e da altri partner (ENAC Puglia e Associazione Angeli di Annarita Caracciolo) con l’allora assessorato alle politiche sociali del Comune di Manfredonia hanno ottenuto un importante finanziamento dalla Regione Puglia per il Progetto “Un Impresa per A.M.I.C.A. – Cantieri Innovativi di Antimafia Sociale: Educazione alla Cittadinanza Attiva e Miglioramento del Tessuto Urbano”. Il primo bilancio del progetto è stato presentato nell’auditorium del Liceo “Galilei-Moro” durante il convegno “Scuola di Legalità”. Ha fatto gli onori di casa il giornalista Matteo Palumbo, presentando i responsabili del progetto: Miriam Grassi e Vincenzo Signoriello e le due studentesse Giulia Ferrandino e Martina Cassa, che hanno testimoniato la propria esperienza, seguendo i laboratori all’ENAC di Foggia e al Coworking Smart Lab di Manfredonia, partner tecnico del progetto “un’Impresa per A.M.I.C.A.” e luogo della formazione. Una discente ha presentato, attraverso un video, la propria idea imprenditoriale, nata durante il corso per realizzare un impianto fotovoltaico. Il suo progetto è stato molto apprezzato e applaudito, evidenziando nelle slide anche il piano economico-finanziario dettagliato e l’arduo lavoro profuso per realizzarlo. Il target dei laboratori sono stati adolescenti dai 14 ai 18 anni che possono aderire alle prossime edizioni, presentando la propria candidatura attraverso il sito http://www.unimpresaperamica.it o recandosi alla sede del Coworking Smart Lab di Manfredonia sito in Via Calle del Porto, torre B, adiacente l’Euronics (zona Acqua di Cristo). Un altro ospite, gradito al giovane pubblico, è stato Pinuccio, inviato di Striscia la Notizia che ha accesso il dibattito, invitando i ragazzi ad essere protagonisti del proprio futuro e lottando per realizzare Se stessi in questo mondo “malato”, ereditato dai nostri padri. Continua Pinuccio “Ragazzi lottate per non dover più mangiare la “merda” che arriva sulle nostre tavole a causa delle eco-mafie che hanno sotterrato nelle campagne di Cerignola e dintorni tonnellate di rifiuti di ogni genere (provenienti anche dall’estero) che danneggiano la salute di tutti e non solo degli abitanti della Capitanata”. Le responsabilità sono della società, dal singolo cittadino che si lascia corrompere fino alle istituzioni e alla politica, collusa con la malavita. I toni sono diventati sempre più accessi perché i fatti narrati riguardano la “Quarta mafia” garganica cui fanno parte quella di Foggia e di Cerignola. Essa è nata vent’anni fa, connotata inizialmente come i “montanari” che oggi fa affari direttamente con la Columbia per gestire il narcotraffico. La droga viene commercializzata in Italia, giungendo attraverso la suggestiva costa bianca e frastagliata del Gargano, teatro di vicende nefaste. Ciò è stato raccontato nel dettaglio, nella seconda parte del convegno, dal giornalista del quotidiano Repubblica, Giuliano Foschini, autore del libro “Ti mangio il Cuore”, studiato dai ragazzi delle classi quarte e quinte del Liceo. Il testo racchiude la crono-storia delle vicende di mafia accadute nei nostri territori, oggetto dei reportage del cronista. Gli studenti hanno partecipato attivamente all’incontro, ponendo quesiti e riflessioni a tema. Presenti in auditorium anche le mogli delle vittime innocenti di mafia: Arcangela Petrucci e Marianna Ciavarella, vedove dei fratelli Luigi e Aurelio Luciani. Hanno raccontato quel 9 agosto del 2017 in cui i loro consorti nelle campagne di San Marco in Lamis sono stati freddati durante un “regolamento di conti” tra le famiglie malavitose. Da quel giorno tutto è cambiato, lo Stato ha cominciato ad essere più presente nel territorio garganico. Si sono accessi i riflettori sulla “quarta mafia” che esiste davvero. E’ la più cruenta che ammazza, sfigurando il volto per cancellare completamente l’esistenza e la dignità anche da morti. Continuano le vedove rivolgendosi agli studenti “Lottate sempre per i vostri diritti, non abbassate mai il capo perché la vostra dignità non ha prezzo”. Riprende il giornalista Foschini, raccontando un episodio relativo al neo Prefetto di Foggia, Raffaele Grassi. “Egli durante il suo insediamento ha voluto incontrare gli imprenditori di Capitanata per avvisarli che la “Squadra-Stato” è forte e li sosterrà se si schiereranno con la giustizia altrimenti la mafia continuerà a soggiogarli. Occorre tracciare percorsi di legalità comuni che siano utili a dare voce alle comunità, in questa “battaglia di liberazione”. Sul territorio di Capitanata sono presenti associazioni anti –racket e altre come “Libera” che grazie all’operato di Don Luigi Ciotti continuano a lottare con fermezza contro le mafie, dando speranza ai giovani di poter avere un futuro migliore. Anche Manfredonia sta cominciando a lottare per riscattarsi grazie alle tante associazioni presenti e a tanti giovani come quelli di “Un’Impresa per A.M.I.C.A.” che lottano per “restare al sud” e realizzare un “proficuo lavoro sociale di rete” affinché le migliori “energie” non si disperdano all’estero e restino per far crescere il proprio territorio. Anche noi di Manfredonianews vogliamo crederci e sosteniamo le “buone prassi”. Gli organizzatori della settimana “A.M.I.C.A” hanno avvisato che “Il corteo bianco sulla strada della legalità” già programmato per domenica 24 novembre sarà rimandato per l’allerta meteo alla prossima domenica primo dicembre. Partecipiamo numerosi per tracciare un proficuo percorso verso la legalità.

Grazia Amoruso

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