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Mercoledì 26 Febbraio 2020

Il caso ENERGAS continua a tenere banco

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ISOSAR, ovvero ENERGAS continua a tenere sulle corde la nostra già martoriata città  Sono trascorsi ormai vent’anni. Troppi perché Manfredonia possa tirare un sospiro di sollievo. Non sono bastati  i guasti provocati dall’ex Enichem che ancora oggi continua a mietere morte e distruzione. “Sope ù cùtte l’àcqua frevùte) “Sul cotto l’acqua bollente”, recita un vecchio adagio. Nonostante i ripetuti, disperati appelli di associazioni, studiosi e un referendum popolare che ha visto la maggioranza dei cittadini dire no alla costruzione del mega impianto Energas , la soluzione definitiva è ancora in itinere. Ma la cosa che crea maggiore sconcerto è la posizione altalenante delle istituzioni ad ogni livello che non si mettono d’accordo nel definire una volta per tutte che quell’impianto “non sa da fare”. Vent’anni fa sia il Ministero dell’Ambiente che la Regione Puglia espressero parere negativo, a differenza del Comune di Manfredonia che omise di pronunciarsi. Oggi assistiamo a un paradosso, le posizioni sono cambiate e noi viviamo con il patema d’animo di trovarci improvvisamente il mostro in casa. Nell’unirci all’appello del Caons, delle associazioni e dei cittadini, con forza chiediamo alle Istituzioni, in particolare ai nostri politici di restituire serenità ad una popolazione che ha tanto sofferto di evitare che si compia un altro scempio del nostro territorio. Per memoria storica desideriamo riproporvi un articolo a firma di chi scrive, pubblicato dal periodico “VolontariatOggi”, organo ufficiale del Coordinamento di Volontariato Sociale di Manfredonia, nel dicembre 2000, dove si narrano i:

“Clamorosi sviluppi sul caso Isosar”

La Regione Puglia ed il Ministero dell’Ambiente rendono giustizia ad un territorio già fortemente provato.

Finalmente i primi “nodi vengono al pettine”,  E’ il caso ISOSAR, scoppiato agli inizi di quest’anno, dopo tre anni di silenzio, dal momento in cui fu presentato al Comune di Manfredonia il relativo progetto. Grazie ad una martellante quanto superficiale campagna di stampa montata da una emittente televisiva privata, poi ripresa da alcuni quotidiani, (allora forse per scopi prettamente elettorali) ed avallata da alcuni pseudo-ambientalisti, l’opinione pubblica cadde in un indicibile stato di prostrazione. Fu infatti resa pubblica la notizia della imminente realizzazione del mega deposito di GPL della Isosar a “pochi passi” dalla spiaggia di Siponto.  Notizia, poi, risultata infondata. Fummo per primi, infatti, in veste di presidente del Circolo l’Aquilone di Legambiente, attraverso un circostanziato documento, ad informare l’opinione pubblica, della vera ubicazione di detto impianto (a circa dieci km  a SW dal centro abitato, in località S. Spiriticchio) e dei guasti che lo stesso avrebbe prodotto all’ambiente se lo scellerato disegno fosse stato messo in atto. Lo sconforto dei sipontini fu più che giustificato, dopo l’amara esperienza del ventennio Enichem e degli innumerevoli danni arrecati al territorio e per aver provocato, nel tempo, morti assurde, forse prodotte dai numerosi incidenti verificatisi in quel periodo, con l’immissione nell’aria di sostanze tossiche  (vedi lo scoppio della colonna di arsenico, fughe di gas nocivi, incendio di oltre 2000 tonnellate di caprolattame ecc.). Per non parlare, oggi, della paventata realizzazione in quel dell’ex Enichem del mega inceneritore per biomasse della Marcegallia, della vetreria Sangalli e dell’Enviroil, quest’ultimo, per la lavorazione di oli esausti. A queste vanno ad aggiungersi alcune fabbriche già realizzate e che funzionano a pieno ritmo, senza, peraltro, che i cittadini sappiano cosa producono e per giunta ubicate su di un suolo  non ancora disinquinato e, molto probabilmente, senza aver ottenuto la prescritta autorizzazione del V.I.A. (valutazione impatto ambientale), giusta delibera di G.R. n. 4444, del 22/7/97, di recepimento da parte della stessa Regione Puglia del D.P.R. del 14 aprile 1996. E non parliamo dell’ultima trovata della P.A.. La realizzazione del depuratore alla  frazione Montagna, località Ruggiano, da ubicarsi in una zona amena, piena di verde ed in prossimità della strada provinciale e di abitazioni private, in barba ai diversi pareri negativi. Di questo ne abbiamo dato ampio resoconto sul n.24  di “VolontariatOggi”. Quanto sopra, per memoria storica. Ed ora torniamo al caso Isosar. Apprendiamo con viva soddisfazione che, il dirigente del settore ecologia della Regione Puglia, Dott .Luca Limongelli, con propria determinazione del 27 settembre 2000 n.192, pubblicata sul BUR del 2 novembre scorso, esaminata l’ampia documentazione, ha espresso:“…alla luce dello studio di impatto ambientale presentato, per quanto considerato in narrativa e in conformità a quanto stabilito dal Comitato V.I.A. nella riunione del13/9/2000, esprime parere negativo alla compatibilità ambientale dell’intervento relativo al deposito costiero di GPL in agro di Manfredonia proposto dall’Isosar di Napoli”. Ma la ciliegina sulla torta l’ha messa il Ministero dell’Ambiente, ritenendo, infatti, detto impianto estremamente pericoloso per il notevole impatto ambientale che potrebbe produrre, ha espresso parere negativo. E’ tutto dire. Ma la cosa più assurda, nonostante la totale negazione da parte dei suddetti Organismi, è ciò che è riportato nella premessa della determinazione a firma, appunto del Dott. Limongelli che così recita:…“considerato che l’Amministrazione Comunale di Manfredonia, pur sollecitata, non ha fatto tenere le proprie considerazioni in merito alla localizzazione dell’impianto”. Or dunque, è questa l’attenzione che i governanti di Palazzo S. Domenico hanno dei cittadini e dell’intero territorio che non si degnano nemmeno di esprimere uno “straccio” di parere?, o dobbiamo attendere che siano sempre gli altri a fare giustizia per noi? Perché siamo ancora tormentati da scelte scellerate che ancora una volta vedono la nostra cara Manfredonia in ginocchio? Quando i soliti “soloni”  della politica che  siedono nella “stanza dei bottoni” e che parlano solo il politichese, comprenderanno, che il nostro territorio ha ben altre vocazioni e non quella di raccogliere immondizia, per una manciata di posti di lavoro? Quando si decideranno a predisporre appositi studi per la realizzazione di progetti ad hoc nei quali si prevedono industrie non inquinanti?. Quale apporto ha dato la nutrita schiera  di politici della nostra città, (due deputati ed un senatore, quest’ultimo addirittura presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato) ed i cinque consiglieri provinciali, al rilancio socio economico del nostro territorio?. Queste, amici Lettori,  le inquietanti domande che molti si pongono, senza, peraltro, avere risposta. Nessuno si preoccupa della inquietudine dei nostri giovani, e ne sono tanti, che attendono disperatamente un posto di lavoro che non otterranno mai. A parte queste considerazioni, continueremo a lottare attraverso tutti i mezzi che la democrazia ci  mette a disposizione, perché i sacrosanti diritti dei cittadini, sanciti dalla Costituzione, vengano applicati. Purtroppo, oggi non ci rimane altro che dire: “Ai posteri l’ardua sentenza”.

 Matteo di Sabato

 

Redazione M.
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