Mercoledì 12 Agosto 2020

Raccontami una Storia. La Coccinella

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E’ edito, ​ giugno 2020, per la tipografia Falcone di Manfredonia, a cura del Rotary club sipontino, il volumetto “Raccontami una storia. La Coccinella, vol.4, …al tempo del Coronavirus”, con presentazione del prof. Emilio Balta e con illustrazioni di Giorgia Valente.

La pubblicazione, di 128 pagine, non ha prezzo, è ad uso interno, ma chi lo vuole acquisire basta che faccia un offerta che serve​ al Rotary per effettuare delle piccole opere di interesse pubblico, come è nel suo stile.

Si tratta, in effetti, di tredici saggi​ ( rimembranze o racconti) di cui si conosce solo il nome degli autori, volendo gli stessi rimanere nell’anonimato, ovvero, come scrive Emilio nella presentazione,​ ​ “uomini e donne che hanno riversato in queste pagine una miscellanea delle loro ansie, sentimenti per dare ottimismo e ricordi del tempo passato”.

​ ​ ​ ​ E’ un libro che certamente non ha la pretesa di concorrere per un premio letterario, eppure è suadente, ​ si fa leggere, i racconti sono tenui, come una rugiada che all’alba bagna le foglie o una goccia d’acqua dolce che ​ toglie l’arsura in riva mare, dove consigliamo di leggerlo.

​ ​ ​ ​ Non toglieremo al lettore il gusto di scoprire le trame, ci limiteremo solo a sottolineare gli elementi caratterizzanti di ciascun racconto, cioè quelli che a noi sono sembrati la loro essenzialità. Non solo; ma gli stessi racconti, spesso, riempiono un vuoto di conoscenza di eventi e di costumi della nostra comunità sipontina.

Con il racconto “Associazione Universitaria Mauro Sinigaglia”, di Andrea, si riempie, appunto, un vuoto di conoscenza su ciò che poi sarà il Circolo Unione di Manfredonia. Commovente il ricordo che l’autor une fa degli amici giovanili non più rivisti.

Con “Bellissimi stranieri”, di Sole, si ha la possibilità di assaporare una musicalità amorosa”, per l’incontro tra la Musica e la Donna

Con “Cara piccola mia”, firmata “Tua nonna”, si ha un messaggio sugli anziani che pur hanno lottato contro nemici (virus) di altro stampo, ma pur sempre pericolosi: “denaro, prepotenza, incoscienza, egoismo, smanie di ricchezze usurpate ai più deboli…”

​ Con “Cronaca di una notte di mezza estate”, di Ezechiele, si ha un racconto cadenzato per fasce di orario, con esperienze di gioventù culminate con un aiuto a dei trentini, rimasti in “panne”, soccorsi di notte, e​ che restano increduli per l’amabilità e per lo spirito di abnegazione del nostro popolo.

“Diario di bordo” è il racconto più lungo e l’autore, Gigi, da buon uomo di mare, riesce​ a non rendere noiosa la “traversata” della sua esperienza di vita e di amore.

“Il cammino serve anche…a (renderci) conto di cosa è importante per noi e se lo paragoniamo alla vita è un continuo prendere e lasciare!”. Così scrive Libera ne “Il cammino di una Pellegrina”. Un saggio abbastanza lungo,​ ricco di notizie sui luoghi visitati.

Celeste, con​ “E’ nata una stella (marina)”, più che un augurio, effettua​ una invocazione per ​ una creatura, forse appena nata: “Noname, che la tua vita possa essere ricca di momenti di gioia e se dovessi incontrare la sofferenza semplicemente affrontala: non preoccuparti, dopo torna​ sempre il sereno”:

No!, no, Butterfly non può rassegnarsi che i rumori antichi tacciano per sempre. Ma non solo quelli; il virus ha fatto tacere. anche i rumori moderni. ”La strada di casa mia” è un ricordo ancestrale, “pieni di rumori di vita “…che un nemico invisibile, cattivo,. tenta di cancellare.

Meno male che Trottolina amorosa la sua esternazione verso il VIRUS​ la chiama “Lettera semiseria”…, sarà… Ma quel “dialetto” va meglio completato. Questo vale anche per le altre…

Commovente è la trascrizione “Nel ricordo della PASQUA del 12 aprile 2020”,​ con la riproduzione di una lirica di Maria Antonietta Cocco.

La Nostalgica con “Per colpa di…” ci riporta nel ‘700, facendo fantasticare una bimba che forse è consapevole che il male corrente può cogliere anche i minorenni; ed allora…occorre affidarsi alla speranza. Solo così il sorriso ci può arridere…

Il racconto di Zio Fabry è un po’ il racconto di noi tutti: “Quarantena, giorno 56”. E da allora i giorni sono aumentati e la “bestia” imperversa; non esiste solo l’Italia, vi sono ​ l’Europa ed il Mondo intero. E’ coinvolta l’intera umanità.

La silloge si conclude con “Tre viaggi da Manfredonia”, racconto scritto da Andrea che narra la sua Odissea universitaria degli anni 1943, 1944 e 1945. E a dire che la stessa Odissea, ma con altri risvolti economici, è stata sperimentata da chi qui scrive…Eh ssì!​ Come allora, come si conclude il “colofon​ del volumetto, ci furono “… tempi migliori, ma oggi è già un tempo migliore, perchè noi ci siamo”. E’ l’augurio dei vari autori e allo stesso Rotary club sipontino, ai quali va il nostro grazie per un tempo ben speso in una sana lettura.

PASQUALE OGNISSANTI

Redazione R.
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