Martedì 27 Ottobre 2020

Mascherine in classe, e fuori no?

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Le scuole hanno riaperto, ma la riapertura non è stata una semplice ripartenza come un qualsiasi anno scolastico. Riaprire la scuola ha significato rivedere gli spazi, calcolare le distanze, differenziare gli ingressi, regolare i movimenti dentro agli istituti, prevedere un’aula Covid, dividere in due le classi pollaio, dove non si hanno a disposizione gli spazi, prevedere la didattica a distanza per metà classe, preparare il personale, procurarsi gli igienizzanti, distribuire le mascherine, non salutarsi con abbracci e baci… ho dimenticato qualcosa? Di sicuro. Le incombenze e i cambiamenti che questo virus ha portato nella scuola sono innumerevoli, solo chi vive nella scuola può rendersi conto di quanto sia cambiato il modo di vivere e condividere questa istituzione, molto di più di quanto non sia cambiata la nostra stessa vita grazie all’epidemia da Covid che ha investito il mondo.

Quest’anno i docenti  hanno l’obbligo di tenere una disciplina diversa in classe, non solo “fate silenzio, non chiacchierate”, o cose così, ma devono imporre regole come: non vi spostate, non passatevi penne, matite, cellulari o altro, non abbassate la mascherina, non appendete la giacca all’appendiabiti, scendete in fila indiana, distanziatevi di un metro, non camminate in gruppo… e poi cosa succede fuori? Appena superata la porta di uscita della scuola tutti, dico tutti, tolgono le mascherine, si ammucchiano.

Da ieri a Foggia il sindaco Landella ha emesso un’ordinanza per cui “bisognerà indossare il dispositivo di protezione individuale dal Covid anche davanti alle scuole di ogni ordine e grado, alle scuole materne e agli asili nido, in concomitanza con gli orari di ingresso e di uscita degli alunni, in un raggio di duecento metri dall’istituto scolastico, pertinenze comprese“. Questo oltre all’obbligo di utilizzare la protezione anche all’aperto nell’arco delle 24 ore, cosa che ha stabilito anche il sindaco di San Giovanni Rotondo.

Forse la situazione di Manfredonia non è così grave come quella di Foggia o San Giovanni, tuttavia non siamo completamente indenni. Anche noi abbiamo il nostro numero di malati, che di certo non vanno in giro, ma quanti asintomatici frequentano le scuole? Non lo sappiamo.

Perciò ci appelliamo ai Commissari, che si sono trovati a gestire la nostra città proprio in questo strano e delicato momento storico, perché impongano anche alla città di Manfredonia l’uso costante dei dispositivi e che questa restrizione sia maggiore proprio lì dove è più facile creare degli assembramenti, le scuole. Dove non si assembrano i ragazzi, si assembrano i genitori che vanno a prelevare i propri figli, quindi duplice assembramento. Inoltre chiediamo che vengano fatti i dovuti controlli, perché tutti portino la mascherina, pena la multa, come da normativa nazionale vigente in materia.

Visto che la scuola fa tanta fatica per inculcare queste nuove regole ai nostri figli, non lasciamo che tutto questo impegno sia vano permettendo che i ragazzi vadano in giro senza proteggersi.

Questa battaglia va combattuta tutti insieme, solo così ne usciremo vincitori.

Mariantonietta Di Sabato

Redazione M.
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ManfredoniaNewsTV · News

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