Martedì 28 Settembre 2021

Oltre 1 milione di stranieri mancano all’appello

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Il mese di settembre è un periodo molto particolare per il territorio pugliese, con il triste momento di commemorazione dell’esplosione dell’impianto di produzione di ammoniaca del 26 settembre 1976 a Manfredonia e il tirare le somme dei risultati della stagione estiva. Per questa terra con una spiccata vocazione turistica come la Puglia, questa pandemia lascerà certamente profonde ferite di tipo sociale ed economico ancora per lungo tempo.

Le stime redatte alla fine di agosto hanno registrato una mancanza di circa 1 milione e 200.000 presenze dei turisti stranieri in regione Puglia rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, con un devastante impatto sul bilancio economico e occupazionali del comparto. Per quanto tutti auspicassero numeri più confortanti, le conseguenze della pandemia erano attese.

L’industria turistico ricettiva della Puglia può contare su 876 agriturismi, tipo di strutture che hanno visto aumentare in percentuale le loro prenotazioni in Fase 3 per l’attenzione al cliente e il contatto con un minor numero di persone. Solo nel 2019 hanno fatto registrare 4,2 milioni di anni di viaggiatori nazionali, a cui si sono aggiunti 1,2 milioni di turisti stranieri:  questi ultimi attratti dalle bellezze naturali, ma anche dalla qualità dei servizi. 

L’osservatorio di utileincasa.it sulle dinamiche del mercato immobiliare dichiara che buona parte degli agriturismi pugliesi ha saputo adeguarsi alla tendenza delle “holiday working”, ovvero prenotazioni di medio termine con l’obiettivo di continuare a lavorare da remoto con un livello di comfort richiesto superiore a prima (circa il 20% ha richiesto la piscina, il 18% la possibilità di portare con sé anche fido e a parità la disponibilità di Wifi efficiente).

Dopo la valanga di disdette che ha riguardato le prenotazioni di giugno e buona parte di luglio, in diverse province pugliesi i numeri sono tornati prossimi a quelli dell’anno scorso ma non certo sufficienti a coprire le perdite. A maggior ragione a causa del blocco quasi totale dell’incoming proveniente da Germania, Francia, Svizzera ma anche Stati Uniti e Cina: soprattutto questi ultimi sono i benvenuti, in quanto la loro spesa pro capite è decisamente superiore rispetto agli altri.

Ora gli operatori del settore, in modo particolare quelli delle strutture che offrono un servizio di ristorazione e fanno da scenario per l’organizzazione di grandi eventi, stanno riponendo le loro speranze nella ripresa delle cerimonie religiose. Il lockdown era arrivato proprio nel bel mezzo del periodo primaverile, durante il quale si concentrano comunioni, cresime, battesimi e matrimoni: un periodo indicato per le ricorrenze del calendario liturgico e del maggio, notoriamente un mese dedicato alla Madonna, oltre che propizio per la buona riuscita dei festeggiamenti dovuta alle gradevoli condizioni climatiche.

Infatti, il Presidente della Coldiretti Puglia dichiara: “Gli agriturismi stanno rispondendo alle richieste delle famiglie di organizzare le feste per le Prime Comunioni in chiave rurale tra settembre e ottobre, come conseguenza dello stop alle cerimonie religiose durante l’emergenza Coronavirus nella Fase 1. È un boom per i banchetti che ruotano attorno alla cura dei dettagli negli allestimenti rurali e all’enogastronomia, con gli agrichef di Campagna Amica, i cuochi contadini che preparano piatti della tradizione con mirabile maestria. I nostri agriturismi offrono alloggio, ristorazione, ma anche degustazioni e attività ludiche, ricreative e sociali, dove la presenza delle donne è sempre più forte”.

 

Articolo presente in:
Dall'Italia

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