Domenica 24 Gennaio 2021

Manfredonia modello per la Blue Economy

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La filiera del mare sostenibile: acquacoltura, microalghe e case marine galleggianti

La settimana dello Sviluppo Sostenibile promossa dalle Nazioni Unite ha visto l’attenzione su Manfredonia e le sue imprese della Blue Economy che si sta diffondendo sempre più con la Green Economy. La crescita blu è quel sistema che valorizza le risorse di mare, laghi e fiumi per ridurre le emissioni inquinanti e sviluppare in modo sostenibile il pianeta mediante il recupero, il riciclo e l’innovazione di produzioni e metodi. Manfredonia è un modello per la Blue Economy per il modo in cui alcune imprese stanno creando valore aggiunto valorizzando il Porto Alti Fondali e gestendo il mare come risorsa a tutto campo, tutelandolo e migliorandone la qualità. Nel 1998, la famiglia Cariglia attiva nei pressi del Porto Industriale il primo allevamento in mare aperto di spigole ed orate del Golfo in piena sinergia con la pesca ed il territorio di Manfredonia. L’impatto sociale ed ambientale è positivo:si riforma la prateria di Poseidonia si ripopolano i fondali di spugne ricci ed alghe indicatori del benessere delle acque. L’azienda sviluppa attraverso alcuni progetti di ricerca e collaborazioni con varie Università tra cui Bari, Foggia, Campobasso e Camerino, un impianto di acquacoltura multitrofica integrata all’avanguardia allevando alghe, molluschi, spugne, ricci, ostriche e vongole non solo per l’alimentazione umana ma anche per lo sviluppo della nutraceutica, cosmesi e biofertilizzanti. Michela Cariglia del Consorzio Gargano Pesca, spiega come, per esempio, dagli scarti dei gusci dei frutti di mare si possano ricavare integratori e mangime per le galline ovaiole ed i conigli o come attraverso un’iniziativa di alternanza scuola-lavoro con gli studenti degli istituti Nautico e Industriale di Manfredonia sia stata realizzata la produzione di fertilizzanti attraverso gli scarti delle microalghe prodotte nello schiuditoio di Macchia. “Con enormi difficoltà legate soprattutto alla burocrazia ed alla dimensione innovativa che ha l’acquacoltura 4.0 – precisa – stiamo cercando di proporre una forma di sviluppo del territorio che declina il mare come risorsa su cui investire: è necessario rafforzare la ricerca applicata, l’integrazione con la pesca, la valorizzazione degli scarti di produzione. L’obiettivo è quello di integrare la filiera agricola tradizionale, Green Economy con le opportunità della Blue Economy. I Cariglia ci stanno provando investendo su ricerca, formazione ed innovazione. Due casi per tutti: stanno ospitando il corso in Filiera del Mare dell’ITS Agroalimentare della Puglia per offrire ai tecnici visioni ed opportunità di integrazione ed hanno realizzato le prime House boat in Puglia. “Con le case marine galleggianti– spiega Francesca Cariglia – stiamo cercando di rispondere ad esigenze di accessibilità al mare per bambini e persone con diversa abilità in sicurezza e potendo navigare sotto costa apprezzando con lentezza la bellezza del nostro territorio”. Un’iniziativa che integra l’offerta turistica e la destagionalizza e si presta a forme di turismo distanziato. I temi della Blue Economy come volano di sviluppo sono stati proposti da Michela Cariglia nell’ambito della rete “Matria Puglia” lanciata da 100 donne pugliesi che attraverso un piano operativo in 10 aree tematiche, coordinato da Annamaria Ferretti, propongono “la ripresa del Sud Italia per “riattivare i settori più colpiti dalla crisi COVID-19 e combattere quel divario di genere che si è acuito”. Il Piano “Matria Puglia” è stato consegnato al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte durante la Fiera del Levante.

di Flavio Ognissanti

Redazione R.
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Economia · News

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