Mercoledì 27 Gennaio 2021

Le riflessioni di un imprenditore manfredoniano sul difficile momento che stiamo vivendo

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Covid-19, Governo, Sindacati e lavoratori dipendenti contro Imprenditori, Lavoratori Autonomi, liberi professionisti e Partite Iva in genere. Due pesi e due misure.

Vivo in una città bella con tanta brava e bella gente che, come altre città in Italia, purtroppo funziona male. Con funziona male intendo che tutto quello che dovrebbe essere fatto dalle pubbliche istituzioni non viene fatto come si dovrebbe. A questo si aggiungono le cattive abitudini di tutti i generi di una piccolissima parte della popolazione che si notano e rendono la città meno vivibile. Che ne so penso alla gestione dei rifiuti, al comportamento di chi possiede animali da compagnia, al comportamento in ore notturne (schiamazzi, musica ad alto volume, spargimento di rifiuti della “movida”, uso di droghe e abuso di alcool, etc…), al comportamento verso il verde pubblico e verso gli arredi e i monumenti della città. I cattivi comportamenti rientrano si nella sfera del comportamento individuale ma le istituzioni sono obbligate a controllare e sanzionare queste infrazioni o reati. Dove sono???

Vivo in una città dove una quota importante della popolazione ha vissuto e vive ancora di assistenzialismo “professionale” (ovvero professionisti bravissimi a scovare tutte le opportunità che ci sono per vivere senza lavorare o meglio garantirsi un reddito certo e poi lavorare in nero). Mi ricordo che ero piccolo e c’erano già i cassintegrati della Ajinomoto. Quasi tutti lavoratori in nero che nel corso dei decenni hanno accumulato fortune grazie alla protezione dei Sindacati e dei politici che avevano in questi contesti i loro serbatoi di voto. Poi sono arrivati quelli dell’Enichem e poi tutti quelli del Contratto d’Area che ha avuto un doppio costo: i Finanziamenti per le Aziende (praticamente tutte chiuse o fallite o ri-dislocate) e la successiva garanzia assistenziale per i dipendenti rimasti senza lavoro.

Io sono un piccolissimo imprenditore che fa il possibile per mandare onestamente avanti la propria Azienda con tutte le difficoltà  del passato del momento contestuale.

Spesso mi capita di leggere, sia sul vostro giornale e su altri online, i commenti ad articoli che riguardano le imprese tipo: “fate gli scontrini”, “pagate le tasse”, “Vi devono far chiudere”, etc.,. Questi commenti segnalano ulteriormente che operiamo in una città dove il concetto d’impresa e di lavoro non ha un grande “appeal”. Se pubblicassimo lo stesso articolo su un giornale online in Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Piemonte, etc… i commenti sarebbero sicuramente diversi. In queste regioni e nelle loro città durante le ore mattutine non ho mai visto tutte le persone che passeggiano o fanno attività sportive come a Manfredonia perché in queste regioni la gente durante le stesse ore va a lavorare.

Veniamo al particolare momento che stiamo vivendo da fine febbraio 2020.

Questo anno rimarrà sicuramente nella storia come “anno horribilis”.

Tra i lutti causati dal Covid, i malati, molti dei quali non guariti al 100% e le famiglie e le imprese ridotte sul lastrico credo che ci sia solo da piangere.

I provvedimenti governativi, quasi sempre tardivi, spesso hanno solo contribuito ad aggravare la situazione. Oramai è chiaro: “I nostri politici vivono in un altro mondo, il loro. Fatto di privilegi, garanzie e sicurezze che nessuno di noi ha. I loro interessi e obiettivi prima di tutto.

Sicuramente oggi non ci troveremmo con la gravissima situazione che stiamo vivendo se durante il periodo di campagna elettorale per le regionali Governo e Governatori avessero veramente pensato alla salute e alla sopravvivenza delle popolazione e delle Imprese.

Oggi paghiamo per le ambizioni di questi dubbi personaggi che abbiamo rimesso  ai posti di potere.

Orbene credo che le famiglie Italiane già in difficoltà e le piccole e medie imprese abbiano già dato tutto quello che potevano. Le imprese di contro hanno ricevuto le briciole. Chi ha potuto si è rimboccato le maniche è ha cercato in tutti i modi di recuperare il possibile. In quasi tutte le situazioni non è stato sufficiente.

Oggi si sta prospettando un nuovo periodo di grosse difficoltà. Cercano in tutti i modi di passarsi la patata bollente e rinviano, causando ancora più danni e più morti, decisioni che andavamo già prese settimane fa. Naturalmente nessuno vuole essere additato come quello che ha deciso. Nel frattempo il Covid-19 galoppa.

Noi imprenditori siamo già stanchi e quasi tutti messi molto male dal punto di vista finanziario e morale.

Vorremmo adesso quello che ci spetta come tutti i lavoratori dipendenti, specialmente quelli pubblici che godono di tutte le garanzie costituzionali. Le garanzie ad una vita dignitosa le  pretendiamo perché siamo anche noi cittadini della Repubblica Italiana.

Chi non ha mai fatto impresa o il lavoro Autonomo non può capire come vive uno di noi. Sarebbe bello se anziché il vecchio servizio di leva obbligatorio, si obbligasse ogni cittadino della Repubblica a fare due anni da Imprenditore o lavoratore autonomo prima di entrare nel mondo del lavoro.

Solo cosi, probabilmente chi sta negli uffici potrebbe cominciare ad avere un pò di stima e rispetto nei nostri confronti.

Al Governo diciamo: “Se vuoi richiudere tutto devi trattare gli imprenditori, i lavoratori autonomi, i professionisti e tutte le partite IVA come tratti i lavoratori dipendenti ai quali assicuri tramite la cassa integrazione, il blocco dei licenziamenti, il reddito di cittadinanza e lo Smart working dai L a possibilità di continuare a vivere. Non sono le 600 o 1.600€ una tantum che ci permettono di attraversare questo difficile periodo. Regolatevi di conseguenza. Fate come hanno fatto in Germania e in Inghilterra. Basta lavoratori di serie A e serie b. Siamo tutti Italiani e come la legge è uguale per tutti anche i diritti lo sono. Fate presto”.

Le confessioni di chi ha ancora dignità.

Qualche giorno fa un carissimo amico che lavora in uno di quei “baracconi” para-pubblici che tutti i governi dicono di voler chiudere e che nei fatti sono ancora li da decenni mi confessava: “Franco mi sto vergognando perché in ufficio si sta parlando di passare allo smart-working. Noi già non facciamo niente, o quasi niente, quando siamo in ufficio, sul posto, figuriamoci con lo smart-working. Sto male”. Lui che è una persona sincera e cosciente ha avuto il coraggio di tirare fuori il “Rospo”. Noi imprenditori che frequentiamo i pubblici uffici per adempiere ai “doveri della Burocrazia” spesso e malvolentieri di queste situazioni ne vediamo a iosa. Adesso non ne possiamo più. Stop ai privilegi. Cominciamo a fare tutti i sacrifici.

Un piccolo imprenditore di Manfredonia

Redazione R.
Articolo presente in:
News · SOS Cittadini

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