Sabato 16 Gennaio 2021

Puglia zona gialla dall’11, il disappunto di Emiliano: “Ma contagi stanno risalendo, non uscite, lavorate da casa ed evitate di andare a scuola”

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Le previsioni, le stime e i calcoli della vigilia sono stati ribaltati: la Puglia è in zona gialla. È stato il governatore Michele Emiliano, con un post su Facebook, ad anticipare il contenuto dell’ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, attesa in serata. “Oggi il ministero della Salute ha posto la Puglia in zona gialla e quindi al minimo delle restrizioni”, scrive Emiliano.

“Questa la conseguenza dell’indice Rt pari a 1 e della capienza della rete ospedaliera che mai ci ha mandato in zona rossa, come pure è successo a tante altre regioni con una storia sanitaria positiva”. Il governatore mostra il suo disappunto rispetto alla decisione del governo: “Sinceramente avrei preferito una decisione politica per rimandate tutta l’Italia in arancione”.

“Siamo sempre in grave pericolo e non siamo affatto in sicurezza. I reparti ospedalieri stanno tornando a riempirsi, pur essendo capienti e organizzati – scrive – rivolgo dunque un appello a tutti coloro che possono fare a meno di uscire di casa e che possono operare a distanza attraverso la tecnologia di lavorare e studiare da casa. E di non uscire se non per stretta necessità. In particolare rivolgo un appello a tutto il mondo della scuola perché non spinga le famiglie ad andare a scuola in presenza.La mia non è una crociata contro la didattica in presenza, che anche per me e senza alcun dubbio è preferibile a quella a distanza”.
“Comporre questo mosaico di punti di vista e di interessi diversi è difficile e l’ho imparato sulla mia pelle leggendo i vostri commenti sui social. Ma non posso prendere decisioni senza scontentare tanti – aggiunge Emiliano – Devo farlo nell’ambito di poteri residuali che non mi consentono di sostituirmi al governo che vuole tutti in presenza, ma al massimo di mitigare questa scelta.In questo quadro la nostra decisione è improntata a banalissima prudenza: se in questo modo dovessimo salvare anche un solo nonno o una solo insegnante o un papà con malattie che lo rendono fragile, avremmo già raggiunto il nostro scopo”.
“Ecco perché chiedo a tutte le famiglie che possono gestire da casa la didattica dei propri figli di preferirla a quella in presenza. Ma so anche che esistono famiglie che non possono gestire la didattica da casa. Non per fatue ragioni militanti a favore o contro la dad, ma per necessità. Queste famiglie sono costrette a mandare i loro figli a scuola in presenza perché non hanno alternativa. A queste famiglie i dirigenti scolastici devono fornire supporto per fargli fare le domande di didattica in presenza. È invece irresponsabile incoraggiare la scelta della didattica in presenza per gli studenti che potrebbero rimanere a casa” tuona Emiliano.
Redazione G.
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