Martedì 20 Aprile 2021

Il vaccino anti Covid, un primo passo verso la normalità, ma non troppo

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Anche nella provincia di Foggia, come nel resto del Paese, è partita la campagna vaccinale contro il Covid 19. Dopo tanti mesi di trepidazione finalmente è arrivato il momento della somministrazione del tanto atteso vaccino anti-Covid. Grazie soprattutto all’ingegno dei ricercatori che in tempi record sono stati capaci di mettere a punto un vaccino contro questo terribile virus che ha messo in ginocchio il mondo. Chi di noi, il giorno di Natale, non si è commosso vedendo le immagini del primo camion carico del vaccino Pfizer-Biontech varcare la frontiera italiana per raggiungere l’ospedale Spallanzani di Roma? Un’impresa epocale, quella degli scienziati, che cambierà le nostre vite e si aggiungerà ai tanti altri cambiamenti che questa pandemia ha portato con sé. La campagna vaccinale è partita in tutta Europa il 27 dicembre, in accordo con l’Unione Europea, e da noi, nella provincia di Foggia, fino al 16 gennaio, sono state somministrate 5.637 dosi di vaccino. Come da programma, sono stati vaccinati innanzitutto coloro che lavorano nei presidi ospedalieri, negli Uffici vaccinali, negli Hospice e nelle RSA, dove il vaccino è stato somministrato non solo agli ospiti ma anche agli operatori sanitari. Sono stati vaccinati anche i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e i medici di continuità assistenziale. La persona più anziana a cui è stato somministrato il vaccino è una donna di 102 anni, ospite della casa di Riposo di Chieuti. La Direzione della ASL di Foggia prevede di terminare a breve la somministrazione delle prime dosi di vaccino nelle RSA e Case di Riposo. Le ulteriori attività di vaccinazione proseguiranno secondo le priorità indicate dal calendario stabilito e in base alla disponibilità dei vaccini. Dopo i sanitari e gli ospiti delle RSA con i relativi operatori, toccherà agli ultra ottantenni e alle persone con patologie a rischio. Dal 18 gennaio è partita la somministrazione della seconda dose che dovrebbe completare l’immunizzazione dei vaccinati. È importante sottolineare una cosa che potrebbe sembrare scontata, ma non lo è affatto: prima che il vaccino venga somministrato a tutti ci vorrà ancora del tempo, il prolungamento al 5 marzo delle disposizioni per il contenimento della diffusione del virus dell’ultimo DPCM e la presenza di regioni ancora rosse, è un segnale di quanto la situazione sia ancora molto grave. Questo vuol dire che dobbiamo ancora mantenere le distanze, usare correttamente i dispositivi di protezione, uscire solo se necessario e non trattenerci con altre persone mentre sorseggiamo un drink con la mascherina abbassata. La guerra che stiamo combattendo, che ci costringe a rispettare queste disposizioni, è contro un nemico invisibile, lo diciamo da mesi, ormai dovrebbe essere chiaro, non dobbiamo aspettare che arrivino le forze dell’ordine a ricordarcelo.

Mariantonietta Di Sabato

Redazione M.
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