Venerdì 24 Settembre 2021

Interesse Comune

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Entriamo nel dodicesimo anno di vita del ManfredoniaNews.it. Abbiamo documentato e raccontato le aspettative, le promesse, le anomalie, lo sviluppo ed i fallimenti della nostra Manfredonia. Tutti desideravamo le cose andassero diversamente. Così non è stato. Di chi è la responsabilità? A nostro giudizio, gli unici artefici siamo stati noi cittadini che non abbiamo saputo o voluto vigilare sulla classe politica che ha amministrato senza alcuno scrupolo, fomentando il malgoverno che ci ha portato al dissesto finanziario e all’umiliazione del sigillo di “città mafiosa”. Il percorso della Commissione straordinaria terminerà il prossimo aprile e sarà il Prefetto di Foggia a stabilire se occorreranno ancora sei mesi per cercare di completare i provvedimenti di riassetto della macchina amministrativa messi in atto, in questi due anni. Potremmo andare al voto amministrativo nell’anno in corso così come, non è da escludere che si possa arrivare ai primi mesi del 2022. Nel frattempo, si sta animando il festival della politica sipontina tra vecchio malcelato e nuovissimo frammentato. Certamente, chi sarà chiamato ad amministrare la città del domani dovrà fare i conti con un piano di rientro economico-finanziario per almeno due legislature gestendo le macerie burocratiche che, in questi anni, l’allegra ed incompetente politica locale ha saputo accumulare. Servirà puntellare le fondamenta per riorganizzare tutti i settori strategici dell’economia e dei servizi pubblici. Un compito arduo che richiederà competenza adeguata, dedizione incondizionata e visione olistica. All’appello per candidarsi alle prossime elezioni si sono presentati in tanti. Praticamente tutti. Si riorganizzano i partiti politici, che hanno scaldato i motori alle passate elezioni regionali, si creano liste civiche, si chiama gente per creare i gruppi, si avvicendano incontri per creare alleanze e coalizioni: la frammentazione disgrega il consenso e rende debole il gruppo di lavoro. Come una lotteria è partito il “totonomi” dei candidati sindaco, ma è ancora troppo presto. La vecchia guardia politica, senza alcuna vergogna, non arretra: sono presenti tutti coloro che hanno condiviso, in prima linea o nelle segrete stanze, le scelte politiche che hanno portato un territorio florido a diventare un deserto ibrido. Si espongono senza pudore o si nascondono dietro nomi “nuovi” o presunti tali. Potrà bastare, per loro, un atto di dolore o l’ammissione delle responsabilità per concedergli la redenzione sociale? Ci sono anche tanti volti nuovi che hanno voglia di riscatto, di risollevare questa città, di cambiare pagina. Secondo il PD è necessario che la politica torni protagonista in città. Dov’erano negli ultimi 20 anni? Forza Italia, assieme a Fratelli d’Italia e alla Lega Manfredonia contano di essere una delle forze di coalizione protagoniste della prossima tornata elettorale. I 5 Stelle con Manfredonia Nuova sono alla ricerca di una coalizione alternativa ai vecchi volti della politica cittadina. Stesso discorso fatto dal gruppo di Manfredonia in Azione. AgiAmo è attiva nella ricerca di persone che mostrino interesse al loro progetto politico. Con Manfredonia è al lavoro per costruire una piattaforma partecipativa sui temi e sulla visione della città per i prossimi anni. Molo 21 punta al rinnovamento non solo generazionale ma anche ad un nuovo metodo di fare politica. Sud Est è operativa per la creazione di una grande coalizione di liste civiche. Puglia Popolare mira al cambiamento e al confronto affinché non si ricada negli errori del passato. Città Protagonista, Verdi Manfredonia, Progetto Popolare, sono al lavoro per definire le linee di programma. Servirà una adeguata e rinnovata classe politica ma soprattutto occorrerà scuotere il tessuto sociale cittadino che in passato ha fatto più danni della politica in sfregio dell’interesse Comune.

Raffaele di Sabato

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