Giovedì 4 Marzo 2021

‘Con Manfredonia’: “L’Ase svenduta sottobanco? Finanziata da sempre con i soldi dei manfredoniani, si agisce senza dare alcun conto”

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Sarà forse un caso che dopo l’interdittiva antimafia giunta alla società Tecneco i comuni di Vieste e Monte Sant’Angelo si siano improvvisamente interessati all’ASE di Manfredonia? ‘A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca’, amava dire Andreotti.

Evitando di entrare nel merito di una questione che non ci compete, vogliamo invece evidenziare che la Tecneco Servizi Generali srl gestisce il servizio di igiene urbana in quasi tutto il Gargano ed è operativa a Mattinata, Monte Sant’Angelo e Vieste. Questi tre comuni, insieme a Zapponeta, fanno parte dell’ARO (Ambito Raccolta Ottimale) di Manfredonia.

Fino alla scorsa amministrazione, si cercò di trovare un’intesa per far sì che l’ASE spa fosse gestore unico dell’ARO, ma l’operazione non andò a buon fine. Il comune di Vieste prima e quello di Monte Sant’Angelo poi lasciarono ASE per questioni politiche. Ad un certo punto, anche il comune di Zapponeta si rivolse ad altro operatore, nonostante i lusinghieri risultati ottenuti, per evidenti incompatibilità tra le parti. Addirittura, nel caso di Monte Sant’Angelo, che non ne ha mai fatto mistero, nella maggioranza di governo non tutti digerivano una “sottomissione” alla gestione attraverso l’azienda pubblica ASE di Manfredonia. Che poi è la stessa maggioranza che oggi si meraviglia se i cittadini di Manfredonia chiedono loro conto della realizzazione di un impianto per il trattamento ed il recupero della plastica da 24 milioni di euro sotto il proprio naso, ma senza poter vantare voce in capitolo. Ma questa è un’altra storia, che approfondiremo in separata sede.

Il comune di Mattinata, invece, governato da una Commissione Straordinaria, evitò di esprimersi in merito e passò ogni tipo di decisione alle amministrazioni successive.

È del tutto evidente che con l’interdittiva di Tecneco i comuni che vi si affidavano si sono ritrovati con una gatta da pelare e, abbandonando ogni lotta di campanile, per la raccolta dei rifiuti l’unica soluzione era tornare all’ASE. Eppure, è bene evidenziarlo, non stiamo parlando di un’azienda di poco conto, dal momento che i dati del 2019 dimostrano chiaramente che ASE spa è un’azienda capace di performance importanti, garantendo un buon servizio a costi contenuti.

Pertanto, poiché si tratta di una delle aziende più importanti della nostra città, il modus operandi fin qui adottato è assolutamente inammissibile e riteniamo che le scelte che la riguardano vadano condivise e che non possano essere semplicemente imposte dall’alto. I cittadini di Manfredonia meritano rispetto ed i lavoratori di quest’azienda non possono essere lasciati fuori dai processi che riguardano il proprio futuro.

La modifica fatta all’art. 9 dello statuto di ASE non può lasciare indifferenti, poiché ha previsto la partecipazione pubblica totalitaria (cosa scontata perché già prevista dalla riforma Madia) che riguarda le quote societarie, ma ha anche decretato che l’azienda è al servizio delle società pubbliche che le affidano il servizio e quindi acquisiscono quote proporzionali al valore del servizio affidato oppure agli abitanti equivalenti serviti. In parole povere, Manfredonia, da sempre socio di maggioranza, passerebbe da padrone a garzone (come si dice da noi) in un’azienda in cui ha investito per anni tramite i propri cittadini.

A questo punto, noi come manfredoniani abbiamo tutto il diritto di porre dei quesiti, in quanto sembrerebbe paventarsi una svendita del valore patrimoniale dell’ASE. Non è pensabile, ad esempio, che Vieste che ha una partecipazione pari ad euro 50.167 (il 3% circa) su un capitale sociale di euro 1.606.800 acquisisca un controllo ed una proprietà non correlati al capitale sociale posseduto. Prima di modificare lo statuto sociale con l’art. 9 bisognava necessariamente subordinare la partecipazione degli altri comuni al valore effettivo del patrimonio ASE (fabbricato, depuratore, impianto di selezione, mezzi e attrezzature) con una perizia di stima e con esborso a favore del solo Comune di Manfredonia (non aumentando il capitale sociale) visto che quello che ha realizzato ASE fino ad ora è stato fatto con finanziamenti del Comune di Manfredonia e con l’utilizzo dei soldi dei contribuenti di Manfredonia che hanno pagato la TARI.  Infine, occorreva definire in maniera chiara, prima di ogni qualsiasi attività di modifica, in che modo i Comuni di Vieste e Zapponeta intendano corrispondere ad ASE il credito vantato nei loro confronti di ben 709.887 euro.

L’auspicio di CON Manfredonia è che siano stati fatti accordi in tal senso e su questo punto attendiamo una risposta direttamente dalla Commissione Straordinaria di Manfredonia.

Non è nostra intenzione entrare in conflitto con i comuni limitrofi, con cui auspichiamo sempre di poter intrattenere interlocuzioni serene e proficue, ma proprio non riusciamo a mandare giù ciò che ci appare come un torto fatto a Manfredonia da chi forse ancora poco conosce della storia della città e dell’azienda e pertanto restiamo in attesa di chiarimenti urgenti e, soprattutto, supportati da documenti.

Maria Teresa Valente

CON MANFREDONIA

Redazione G.
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Comunicati · News

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