Lunedì 19 Aprile 2021

Pasqua di resurrezione

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Anche Pasqua prigioniera del famigerato Covid. Una ricorrenza particolarmente avvertita dal popolo per il suo valore liturgico dal profondo significato non solo per la Chiesa, che segna l’inizio della primavera nel senso reale e figurato. Il transito verso un nuovo ciclo di vita. Insomma, il tempo della resurrezione. Una festa che quest’anno non ci sarà, o almeno non sarà conclamata pubblicamente. Misure anti-coronavirus fortemente restrittive costringono ad un forzato immobilismo. Rinserrati in casa a meditare o disquisire sui vaccini scaccia pandemia. E dunque niente struscio, niente vacanze, niente viaggi fuori sede. Che non vogliono dire solo privazioni di comportamenti consuetudinari, ma richiamano problematiche di ordine economico di un settore, tout court turismo, divenuto sempre più importante, grandemente incidente nella composizione del Pil nazionale. È da tempo che vanno intensificandosi le doglianze degli addetti al settore che denunciano perdite stratosferiche che i previsti ristori governativi sfiorano appena. Un vulnus che minaccia di riverberarsi negli anni avvenire. Per tanti aspetti Manfredonia non corre questo rischio. Il turismo è infatti appena accennato tanto che definirlo Turismo è anche eccessivo. Non che non abbia le potenzialità per essere un pilastro portante dell’economia della città, anzi: di richiami straordinari ne ha anche troppi. Attengono alla storia, all’archeologia, all’architettura, alla natura, alla gastronomia. E a ben guardare ciascun riferimento è dotato della struttura di base attraverso cui sviluppare le potenzialità intrinseche. Solo che non sono messe a frutto, in grado di funzionare, di attrarre e ospitare i turisti, i portatori di ricchezza che attraverso il turismo si redistribuisce nei vari altri settori. A ciascuna manca qualcosa che ne inceppa l’utilizzo. Tutto è concentrato e limitato nella stagione balneare. Una località come Manfredonia dovrebbe avere una vasta e articolata rete di servizi. È sintomatico come nell’abitato non ci sia un albergo. Per non parlare di cinema e teatri. C’erano; sono stati abbattuti. Sono fioriti i B&B: rondini che non fanno economia. Anche questo comparto dalle grandi promesse, patisce la mancanza cronica di politiche specifiche. È inconcepibile che una città come Manfredonia con dichiarate velleità turistiche, sia rimasta per decenni priva di un assessorato al turismo. Questa pandemia ha come fermato il tempo: una pausa per riflettere per poi operare.

di Michele Apollonio

Redazione R.
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