Sabato 8 Maggio 2021

Odissea Energas, manca ancora il lieto fine

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La vicenda Energas sembra essere infinita e questo dovrebbe far alzare il livello di guardia nella nostra comunità. È, infatti, di qualche giorno fa la notizia che il procedimento è ancora in atto, stando alle risposte fornite dal Sottosegretario al Ministero della Transizione Ecologica, l’On. Vannia Gava della Lega, all’interrogazione presentata dall’On. Antonio Tasso in Commissione Attività Produttive alla Camera.

L’ostacolo più grande sembrava essere la mancata pronuncia della Regione Puglia, perché la questione andava, e va, risolta sul piano politico.  E quando invece, finalmente, è giunto al foto finish il parere negativo e contrario dell’Ente Regionale all’installazione dell’impianto come nel gioco dell’oca, con l’arrivo del nuovo governo, la vicenda si è clamorosamente riaperta sul piano tecnico, tirando in ballo addirittura la validità di una VIA risalente al 2015 (ben più di cinque anni fa).

Questo si evince dalla risposta fornita dalla Sottosegretaria Gava all’On. Tasso non più tardi di qualche giorno fa. Stupisce (ma forse non più di tanto) il silenzio dei locali rappresentanti della Lega su questa questione, come avvenne peraltro già nel 2019, a seguito delle allarmanti dichiarazioni palesemente favorevoli dell’On. Gava.

In buona sostanza fino a gennaio scorso, sia con il Governo Conte I che con il Governo Conte II, si era davvero ad un passo dalla conclusione di questa brutta storia. Sappiamo poi cosa è successo.

Oggi, a distanza di poco più di due mesi, come Ulisse Manfredonia si ritrova a “peregrinare di porto in porto”. I tecnici dicono che bisogna aspettare ancora l’acquisizione di ulteriori elementi da parte del MITE (Ministero per la Transizione Ecologica), al quale è passata la competenza in materia, affinché si possa giungere ad una definitiva determinazione del provvedimento.

Ma è mai possibile che il parere di una intera comunità, il pronunciamento contrario della Regione, la decaduta strategicità del Gpl in Italia non contino nulla?

Possibile che le dichiarazioni dell’allora Ministro allo Sviluppo Economico, Sen. Stefano Patuanelli, che per ben due volte in diretta televisiva, rispose all’On. Tasso “Il Governo non andrà mai contro il volere della popolazione” siano cancellate con un colpo di spugna, tirando in ballo meri cavilli tecnici e procedurali?

Nel 2015, vale la pena ricordarlo ancora una volta, con il nostro Massimiliano Ritucci, allora consigliere comunale di opposizione, proponemmo una soluzione percorribile (poiché il Comune poteva intervenire solo sul piano urbanistico): cambiando la destinazione d’uso – da industriale ad agricola – dell’area interessata dall’insediamento del mega-deposito GPL avremmo risolto il problema. “Ci vogliono almeno tre anni per l’iter“, ci venne detto… e da allora di anni ne sono passati più di cinque.

Il dottor Menale fa il suo lavoro di imprenditore, ma il suo interesse in questo caso non coincide con quello della comunità sipontina. Cosa ne pensa di tutta questa storia? Non aveva dichiarato un sopravvenuto disinteresse per la realizzazione di questo impianto? Non è che anche questa volta ci abbiamo visto giusto, a differenza di altri che avevano subito cantato vittoria, qualcuno tessendo le lodi dell’amico Dino?

Come AgiAMO Manfredonia su questa questione ancora aperta, come sulle altre vicende che riguardano la nostra Città, continueremo a tenere alta la guardia. Con l’amore, la passione e la lealtà che Manfredonia e i suoi cittadini meritano.

 

AgiAMO Manfredonia

Redazione M.
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