Martedì 3 Agosto 2021

25 aprile di Liberazione (di I. Magno)

1 0

Fischia il vento…

Dopo gli orrori

dei neri scarabei,

coi rastrellamenti

di uomini e donne

denudati di ogni dignità

o inceneriti nei forni

come bambole di pezza,

siam tornati a godere

il dolce suono della libertà.

 

Scarpe rotte e pur bisogna andar…

dice l’antica canzone

a ricordo della gloriosa lotta,

ma la battaglia non è finita,

ce lo fa capire il Corona

togliendoci il respiro

e trasformando la terra

in una fossa comune,

ce lo conferma il vento

battendo adirato contro i vetri.

 

Il pessimismo del poeta nasce

quando si vive senza passione

la chimica avvelena e uccide

le api non fecondano più i fiori

i cibi hanno sapore di morte

i ghiacciai si sciolgono

e gonfiano i mari divenuti

simbolo del falso progresso

la tenebrosa caligine del cielo

ha spento i raggi del sole

e la negletta luna non

sorride più agl’innamorati.

 

Urla la bufera…

Dopo i due grandi conflitti

la guerra oggi abita

ogni angolo del mondo

s’intrufola nelle case

uccide pervicace i bambini,

con le malattie o gli stenti,

la nostra ingordigia ha nutrito

insetti e virus divenuti funesti,

gli uccelli non cantano più

e con l’ostinato silenzio

ci chiedono di cambiar vita.

 

Questo giorno

che noi celebriamo lieti

è un accorato appello

a riprendere la lotta contro

il vile denaro globalizzato,

che ci ha lanciato la sua sfida

nutrendo un istinto bestiale

e coprendo l’intero mondo

col velo funebre dell’indifferenza.

Ma la lotta può di nuovo tornare

nelle strade ricoperte di rifiuti

e sulle piazze mediatiche dove

s’agita una bellezza senz’anima.

 

Possiamo essere tutti poeti

se bonifichiamo il nostro cuore,

così pieno di cinismo e disincanto,

se torniamo a batterci fiduciosi

perché il vento torni a fischiare

per conquistare una nuova primavera
dove sorge il sol dell’avvenir.

Articolo presente in:
News

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

MANFREDONIA VIDEO